Milano si riempie di curiosità per il panino a forma di UFO firmato Space Patty Burger, la nuova meta degli influencer. Tra attese, sapori insoliti e concept futuristici, ecco come si presenta quest'inedita esperienza gastronomica.
Milano si conferma ancora una volta come la città delle novità gastronomiche e, negli ultimi giorni, a catalizzare l’attenzione degli appassionati di street food è stato uno snack dalla forma insolita. Space Patty Burger ha aperto le sue porte in zona Porta Romana, un evento che ha immediatamente acceso la curiosità, sia per il concept sviluppato da noti influencer, sia per questa nuova creatura gastronomica dal design ispirato ai dischi volanti. L’interesse crescente sui social, le immagini delle code chilometriche all’ingresso e le prime recensioni condivise istantaneamente dagli avventori, hanno contribuito a trasformare l’apertura in un caso mediatico cittadino. Il locale è diventato in pochi giorni uno degli argomenti più discussi, grazie a una combinazione vincente: innovazione formale, forte identità digitale dei suoi fondatori e una buona dose di spettacolarità nel servizio.
Pochi eventi gastronomici a Milano hanno saputo generare una tale ondata di interesse spontaneo come l’inaugurazione di Space Patty Burger. La scena, in via XXIV Maggio, ha ricordato quelle rare occasioni in cui un format riesce a intercettare tanto la voglia di novità quanto il bisogno di vivere un’esperienza collettiva. Il pomeriggio dell’apertura il serpentone di persone si è snodato lungo la strada per diverse centinaia di metri, immortalato a più riprese da passanti incuriositi e da smartphone sempre all’opera per documento e stories. «Sono qui da quasi tre ore, ma non demordo», racconta un ragazzo in attesa, mentre una parte dei presenti commenta l’atmosfera quasi da evento mondano, più che da semplice acquisto di un hamburger. L’attesa, secondo alcuni, è stata addirittura superiore alle quattro ore, portando qualcuno ad abbandonare a pochi passi dall’ingresso. Tuttavia, proprio questa lunga fase di attesa ha contribuito a rafforzare la percezione di “appuntamento imperdibile”, con aspettative sempre più crescenti all’avvicinarsi del proprio turno. Nell’aria si percepiva la sensazione di assistere a qualcosa di straordinario: operatori intenti a gestire il flusso, staff pronti ad accogliere, fotografie condivise in tempo reale e commenti sui social che alimentavano il tam tam digitale. La sensazione diffusa era quella di far parte di un vero fenomeno di costume, una sorta di rito laico del cibo nato dalla rete e concretizzato in fila, attesa e partecipazione condivisa.
Dietro il nuovo indirizzo di Porta Romana si celano due fra i creator più seguiti del panorama italiano: Riccardo Dose e Dadda. Attivi da anni su piattaforme come YouTube, Instagram e TikTok, hanno costruito una community solida e appassionata che li segue quotidianamente. L’idea alla base è il risultato di esperienze di viaggio, passione per il cibo e il desiderio di dare “corpo” a un progetto ideato in primis sul web. Il concept si ispira al mondo della fantascienza e al gusto per il divertimento accessibile, mantenendo una cifra stilistica informale e contemporanea. Spicca, infatti, la volontà di offrire un luogo dove chiunque possa sentirsi parte della “crew”, con richiami estetici e di prodotto che riportano direttamente all’immaginazione e al desiderio di novità. Non si tratta solo di una temporanea collaborazione di visibilità, ma di una vera e propria impresa imprenditoriale, in cui la transizione dalla dimensione digitale a quella reale è evidente sia nella comunicazione sia nella gestione della clientela. La scelta di una forma così particolare per il loro hamburger vuole, anche simbolicamente, sancire il distacco dalla tradizione street food milanese e internazionale, puntando tutto sull’identità unica e sull’esperienza da condividere online e offline.
Molto più di una forma curiosa, questa creazione è destinata a distinguersi non solo per l’estetica. Il celebre “hamburger sigillato” viene assemblato attraverso una pressa, in singole porzioni totalmente chiuse lungo il bordo, fino ad assumere un profilo tondeggiante e compatto, quasi da sembrare veramente uscito da una pellicola di fantascienza. Il ripieno prevede solitamente ingredienti classici da burger—carne, formaggio, salse—o versioni più ricercate (come pulled beef, cavolo bianco finemente tagliato, cipolle croccanti e salsa bbq), sempre con una proporzione generosa.
La vera novità risiede nella sua praticità d’uso: la chiusura lo rende particolarmente comodo da mangiare “on the go”, evitando il rischio di ingredienti che scivolano o mani troppo unte, aspetto apprezzato soprattutto da chi consuma pasti veloci.
Non mancano, tuttavia, alcune perplessità: la sigillatura trattiene vapore e può ammorbidire il pane, modificando la consistenza soprattutto se gli ingredienti interni sono molto freschi. Il risultato è una texture diversa dal tradizionale hamburger, che può piacere o meno in base alle preferenze personali.
L’impatto social è stato evidente fin da subito: foto, video e meme si sono moltiplicati online, alimentando la viralità grazie all’originalità della forma, ideale per Instagram e TikTok. Il “panino UFO” è diventato simbolo di un prodotto che si fa esperienza visiva, oltre che gustativa.
L’offerta di Space Patty Burger si sviluppa intorno al panino sigillato, ma il menu comprende anche diverse alternative che strizzano l’occhio sia alla clientela tradizionale sia a chi cerca proposte alternative.
| Tipologia | Prezzo (euro) |
| Panini singoli | 10,90 – 13,90 |
| Menù completi | 14,90 – 17,90 |
| Side dishes | 4,90 – 6,90 |
Dopo una lunga attesa in coda, abbiamo finalmente avuto l’opportunità di testare questa novità tanto chiacchierata. Al primo sguardo, il panino colpisce per la presentazione perfettamente sigillata, senza sbavature o fuoriuscite. Prendendolo in mano, si apprezza l’idea di praticità: il bordo croccante offre una presa stabile e il rischio di sporcarsi è davvero minimo.
Venendo al gusto, la versione degustata con pulled beef, cavolo bianco e salsa barbecue offre profumi intensi e una combinazione bilanciata di sapori. La carne rimane morbida, il cavolo aggiunge croccantezza e la salsa barbecue, pur presente, non toglie spazio agli altri ingredienti. Tuttavia, la scelta della pressatura influisce inevitabilmente sulla consistenza generale: il pane, soprattutto sul bordo, risulta più compatto e meno arioso rispetto a quello tradizionale. Questo aspetto può essere visto come un vantaggio, per la pulizia e la praticità, o come un punto critico da parte di chi preferisce una lievitazione più classica.
Dal punto di vista della “maneggevolezza”, il panino si mangia senza difficoltà, ideale per chi pranza o fa merenda mentre cammina o chiacchiera. L’esperienza che offre, quindi, è più da street food internazionale che da fast food tradizionale. Il formato compatto invoglia ad assaporare ogni morso, anche se la sigillatura, trattenendo leggermente il vapore, può rendere il ripieno meno asciutto dopo qualche minuto. Nel complesso, la prova è stata positiva: si percepisce l’attenzione alla qualità degli ingredienti e la volontà di offrire qualcosa di distintivo. Con le varianti disponibili, anche chi predilige opzioni vegetali o valori nutrizionali differenti trova facilmente il prodotto più adatto a sé.
L’esperienza provata al locale appena aperto evidenzia numerosi punti di forza e qualche aspetto su cui la clientela potrebbe dividersi. L’idea di partenza, cioè dare nuova vita al classico hamburger con una forma innovativa, curata e funzionale, si rivela centrata soprattutto per chi cerca praticità e originalità nel consumo di pasti veloci. L’impatto immediato sui social, grazie a una forma inedita e all’abile lavoro di comunicazione da parte dei fondatori, ha contribuito a rendere questo panino un vero e proprio oggetto di discussione urbana.
Dal punto di vista gustativo, la qualità degli ingredienti e la varietà proposta superano la media delle offerte tipiche dei fast food, e la presenza di alternative vegetariane e vegane amplia la platea di potenziali clienti. Il prezzo, equiparabile ad altri indirizzi del medesimo settore a Milano, si giustifica con la centralità della location e la novità dell’esperienza.
Al netto di alcune possibili criticità legate alla consistenza, il panino in stile “ufo” di Space Patty Burger rappresenta una proposta riuscita, soprattutto per chi è attratto da concept innovativi e dal desiderio di “assaggiare il trend” del momento.