Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Aumenti energetici fuori controllo, rincari per imprese e cittadini: Marco Gay lancia allarme e propone soluzione

WhatsApp X Telegram
di Dott. Marco Castagna pubblicato il
aggiornato con informazioni attualizzate il

L'emergenza energetica per le imprese è sempre più alta e le ricadute dirette e indirette si faranno sentire per tutti gli italiani. L'appello e la richiesta di Marco Gay, Presidente di Confidustria di Torino, per un intervento sulle rinnovabili

Il dato che emerge è netto: tre imprese su quattro temono nuovi rincari dell’energia. Una quota così ampia non descrive più un disagio di pochi settori, ma uno stato d’animo diffuso che attraversa l’intero sistema produttivo, dalle grandi industrie alle piccole botteghe artigiane. Dopo gli anni di forti oscillazioni dei prezzi, la sensazione è che la stabilità sia ancora lontana e che ogni nuova tensione sui mercati possa tradursi rapidamente in costi più alti.

Per un’azienda l’energia non è una voce di bilancio come le altre. Incide sulla produzione, sui margini, sulla capacità di investire e perfino sulla scelta di assumere o rinviare. Un laboratorio, un’officina, un ristorante o un’azienda agricola faticano a prevedere i costi dei mesi successivi, e questa incertezza pesa quanto l’aumento in sé. Pianificare diventa difficile, e chi non riesce a pianificare tende a frenare.

Il timore dei rincari è anche una questione di competitività. Le imprese italiane operano su mercati dove i concorrenti stranieri possono contare, in alcuni casi, su costi energetici più contenuti. Ogni punto percentuale in più sulla bolletta rischia di ridurre lo spazio per restare sul mercato, soprattutto per le realtà più piccole, che hanno meno strumenti per negoziare contratti vantaggiosi o per proteggersi dalle oscillazioni.

Dalle aziende alle famiglie: perché il conto può arrivare a tutti

Sarebbe un errore pensare che il problema riguardi solo chi fa impresa. Quando i costi dell’energia salgono per le aziende, una parte di quell’aumento tende prima o poi a spostarsi sui prezzi finali. È un meccanismo noto: il panettiere, il produttore di alimentari, il trasportatore e il gestore di un servizio pubblico si trovano a pagare di più per lavorare, e prima o poi quel maggior costo si riflette sullo scaffale del supermercato, sul biglietto, sulla retta, sulla fattura.

Per i cittadini l’effetto è doppio. Da un lato ci sono le bollette di luce e gas di casa, che risentono direttamente dell’andamento dei mercati. Dall’altro c’è l’effetto indiretto, meno visibile ma altrettanto concreto, sui prezzi di beni e servizi di uso quotidiano. Una famiglia può non accorgersene subito, ma il carrello della spesa, i trasporti e perfino alcuni servizi locali possono diventare più cari proprio perché chi li offre sostiene costi energetici maggiori.

C’è poi un terzo livello, quello dell’occupazione. Se le imprese non riescono ad assorbire i rincari, possono ridurre gli investimenti, rallentare le assunzioni o, nei casi più difficili, ridimensionare l’attività. In questo senso il caro energia non è solo un tema di conti, ma di lavoro e di tenuta del tessuto economico dei territori. È anche per questo che l’allarme delle imprese riguarda, in modo diretto, la vita di tutti.

L’appello di Marco Gay: sbloccare subito le rinnovabili

In questo quadro si inserisce la richiesta di Marco Gay, che indica una strada precisa: sbloccare subito le rinnovabili. Il messaggio è che la risposta più solida alla volatilità dei prezzi non sia rincorrere le emergenze, ma produrre più energia pulita e a costi più stabili, riducendo la dipendenza dalle fonti che più risentono delle tensioni internazionali.

Il punto centrale è l’urgenza. Secondo l’appello, non basta dichiarare l’obiettivo di crescere sulle rinnovabili: servono procedure più rapide e meno ostacoli per far partire gli impianti già pronti o in programmazione. Quando un progetto attende anni per ottenere le autorizzazioni, il beneficio per imprese e famiglie si allontana, mentre i costi dell’energia continuano a pesare. Sbloccare significa quindi accorciare i tempi e dare certezze a chi vuole investire.

Il tema è delicato, perché coinvolge equilibri diversi: la tutela del paesaggio, il rapporto con i territori, il ruolo delle amministrazioni locali e la necessità di garantire sicurezza e qualità degli interventi. Ma la richiesta è che queste valutazioni avvengano con regole chiare e tempi certi, evitando che la lentezza diventi essa stessa un costo. Per le imprese, in particolare, poter contare su energia prodotta a prezzi più prevedibili significherebbe ridurre l’incertezza che oggi spaventa tre aziende su quattro.

Cosa può cambiare e cosa aspettarsi

Se le rinnovabili venissero davvero sbloccate, gli effetti potrebbero farsi sentire su più fronti. Per le imprese, una maggiore disponibilità di energia pulita potrebbe tradursi in contratti più stabili e in minore esposizione agli sbalzi del mercato. Alcune aziende potrebbero anche produrre in autonomia parte dell’energia che consumano, ad esempio con impianti installati sui propri capannoni, alleggerendo la bolletta e proteggendosi dai rialzi.

Per i cittadini, i vantaggi non sarebbero immediati, ma potrebbero consolidarsi nel tempo. Un sistema con più energia prodotta da fonti rinnovabili tende a essere meno vulnerabile agli shock esterni, e questo può contribuire a contenere le oscillazioni dei prezzi che arrivano in bolletta. Crescono inoltre le possibilità per famiglie e condomini di partecipare direttamente, per esempio attraverso comunità energetiche o impianti domestici, con benefici sui consumi.

Resta il fatto che nessuna misura agisce da un giorno all’altro. Gli investimenti richiedono tempo, e nel frattempo il timore dei rincari rimane. Per questo l’appello si lega a un’esigenza più ampia: muoversi subito e con decisione, perché ogni ritardo si paga in termini di costi, competitività e fiducia. Il dato delle tre imprese su quattro preoccupate è, in fondo, un segnale rivolto alla politica e alle istituzioni: chi produce e chi consuma chiede stabilità, regole certe e tempi rapidi. La partita dell’energia, ormai, non riguarda più soltanto gli addetti ai lavori, ma il portafoglio e il futuro di tutti.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...