Davanti alle sfide globali e interne, l'introduzione dell'euro digitale può ridefinire pagamenti, competitività e sicurezza nell'UE. I motivi dell' urgenza, rischi e opportunità tra resistenze e prospettive future.
La stagione attuale per l’Unione Europea è segnata dalla necessità di nuove soluzioni per sostenere la crescita, la competitività e la resilienza dei sistemi economici europei. In questo scenario si inserisce la proposta dell’euro digitale, considerata da numerosi economisti come una risposta urgente di fronte alle trasformazioni dei mercati digitali e alle sfide poste dall’attuale contesto globale. La digitalizzazione dei pagamenti e la pressione esercitata dalle grandi piattaforme tecnologiche e dalle valute digitali extra-europee stanno infatti erodendo il peso della valuta comune europea nei pagamenti internazionali, alimentando la richiesta di strumenti innovativi in grado di rafforzare la sovranità monetaria e l’autonomia strategica dell’area euro. In parallelo, la Commissione europea, nel promuovere la ripresa post-pandemica e la modernizzazione dei mercati, ribadisce la centralità della doppia transizione digitale e verde. L’appello da parte degli studiosi per accelerare la realizzazione dell’euro digitale riflette il timore che ulteriori ritardi possano aumentare i rischi di frammentazione, compromettendo la capacità della UE di restare competitiva su scala globale e di offrire ai cittadini e alle imprese strumenti di pagamento sicuri, efficienti e uniformi.
L’euro digitale porta in sé la missione di diventare un nuovo mezzo di pagamento elettronico, accessibile a cittadini e aziende nell’area euro. Immaginato come una Central Bank Digital Currency (CBDC), questa nuova forma di moneta si configura come un’estensione digitale della moneta della banca centrale, garantendo sicurezza, facilità d’uso e universalità d’accettazione sia online sia offline. La nuova valuta digitale non punta a sostituire il contante fisico, ma a integrarlo, offrendo una soluzione alternativa che possa coesistere con le attuali forme di pagamento. Utilizzabile tramite wallet o app gestite da intermediari autorizzati, l’euro digitale sarebbe disponibile sia per transazioni tra privati che tra imprese e consumatori riportando le caratteristiche del denaro pubblico e legale nel contesto digitale.
Dal punto di vista tecnico, i pagamenti digitali sarebbero immediati e accessibili anche in assenza di connettività di rete, grazie all’impiego di tecnologie di tipo Bluetooth Low Energy (BLE) o Near Field Communication (NFC), assicurando la continuità operativa anche in caso di blackout. La BCE prevede limiti massimi di detenzione individuale, in modo da evitare squilibri nel sistema bancario e fenomeni di bank run tramite rapidi spostamenti di grandi capitali su wallet digitali. A differenza delle criptovalute o degli stablecoin, l’euro digitale sarebbe garantito integralmente dalla BCE, offrendo così una protezione completa contro il rischio di credito e liquidità.
Nel contesto delle politiche monetarie, non è previsto che la banca centrale applichi interessi positivi o negativi sui fondi detenuti in formato digitale. La finalità dichiarata rimane quella di fornire un’infrastruttura pubblica ed efficiente per i pagamenti, in linea con i principi di inclusione finanziaria, protezione dei dati e autonomia strategica europea.
Le richieste di accelerare l’introduzione di una versione digitale dell’euro sono guidate da una serie di motivazioni strategiche, economiche e tecnologiche. Da un lato, la crescita esponenziale dei sistemi di pagamento digitali gestiti da società private, in gran parte extraeuropee, sembra minare la sovranità monetaria e la capacità della Banca Centrale Europea di guidare le politiche finanziarie in modo indipendente. Il dominio di circuiti come Visa o Mastercard e la rapida diffusione delle big tech nei pagamenti pongono questioni di sicurezza, privacy e autonomia per i cittadini europei.
Gli economisti sottolineano inoltre come la marginalizzazione del contante tradizionale e il calo del suo utilizzo – una tendenza ormai accertata – rischiano di escludere fasce della popolazione dai servizi finanziari pubblici o di lasciarli nelle mani di operatori privati non soggetti alle regole stringenti delle banche centrali. Mantenere un mezzo pubblico di pagamento digitale diventa, in questa prospettiva, essenziale per assicurare l’accessibilità universale al denaro di banca centrale, evitando che il sistema dei pagamenti venga “privatizzato” da piattaforme straniere.
Inoltre, l’euro digitale rappresenta una contromisura alle spinte protezionistiche e ai rischi di dipendenza da infrastrutture extra-UE, rafforzando la posizione di Bruxelles nell’arena internazionale e offrendo una soluzione strategica per contenere le conseguenze economiche di shock esterni, come crisi geopolitiche o tensioni sul mercato energetico. Il progetto viene inserito anche tra le leve essenziali per modernizzare i mercati, favorire gli investimenti strategici e promuovere l’innovazione in coerenza con le priorità indicate dalla Commissione europea nei recenti pacchetti di raccomandazioni per la competitività e la produttività comunitaria.
Infine, il processo di digitalizzazione della moneta è considerato indispensabile anche per ampliare il raggio d’azione delle politiche monetarie. Sebbene la BCE abbia dichiarato di non voler legare la CBDC all’applicazione di tassi d’interesse positivi o negativi, gli studiosi segnalano che, in caso futuro di scenari limite come stagnazione o rischio di deflazione, la disponibilità di una moneta pubblica interamente digitale consentirebbe margini di intervento più ampi di quelli odierni.
L’adozione dell’euro digitale incontra numerose resistenze sia sul fronte politico che all’interno del settore bancario europeo. Se da un lato la BCE e la Commissione hanno più volte sollecitato una normativa organica che consenta l’avvio del progetto, dall’altro alcune forze politiche e diversi esponenti del Parlamento europeo manifestano scetticismo circa la reale opportunità di una tale innovazione, temendo soprattutto ricadute sui sistemi bancari tradizionali e sugli equilibri tra pubblico e privato.
Dal punto di vista delle istituzioni finanziarie, soprattutto tra le banche di dimensioni minori o meno digitalizzate, si riscontrano preoccupazioni sui costi di adeguamento tecnologico e sulla possibile disintermediazione. Secondo recenti stime, adeguare le infrastrutture bancarie comporterebbe un investimento di circa 6 miliardi di euro in 4 anni, una cifra significativa che alimenta le cautele nei confronti del progetto.
Il percorso legislativo si articola in diverse tappe:
L’introduzione di una versione digitale della moneta unica avrebbe profonde ripercussioni su competitività, infrastruttura dei pagamenti e integrità del Mercato Unico. La prima conseguenza attesa riguarda la modernizzazione e la semplificazione dei sistemi di pagamento, con la progressiva riduzione dei costi transazionali e la possibilità di integrare l’innovazione digitale su vasta scala. La “bancarizzazione” digitale agevolata da soluzioni pubbliche efficienti favorirebbe l’inclusione finanziaria, specialmente nelle aree e nei segmenti della popolazione tradizionalmente meno serviti dalle banche classiche.
Dall’altro lato, la presenza di una moneta digitale pubblica garantita da un’autorità europea permetterebbe di:
Effetti positivi sono previsti anche sul fronte dell’armonizzazione fiscale e della semplificazione regolatoria. Soluzioni come il Passaporto Digitale dei Prodotti e la European Business Wallet aiuteranno le imprese a orientarsi agevolmente nel contesto amministrativo europeo, accelerando la crescita e favorendo l’accesso ai mercati di riferimento.
| Fattore | Beneficio atteso |
| Pagamenti transfrontalieri | Velocità, sicurezza, riduzione costi |
| Infrastruttura digitale unica | Maggiore interoperabilità tra sistemi |
| Mercato Unico | Riduzione barriere, più concorrenza |
| Privacy e dati | Protezione conforme alle regole UE |
L’introduzione di una nuova moneta digitale pubblica comporta una serie di rischi e limiti che devono essere gestiti con efficacia per garantire stabilità finanziaria e fiducia nei nuovi strumenti. Un punto particolarmente rilevante riguarda il rischio di disintermediazione bancaria: nel caso in cui grandi masse di capitale venissero rapidamente spostate dai depositi bancari tradizionali ai wallet digitali, si potrebbero verificare crisi di liquidità, specialmente per le banche più piccole o meno innovative.
Per mitigare tali rischi, la BCE prevede:
Secondo le valutazioni degli esperti, l’adozione della nuova moneta digitale rappresenta un acceleratore per la competitività e la crescita del mercato unico europeo. Tra gli effetti sistemici più rilevanti si prevede un rafforzamento della capacità di risposta a shock esterni, grazie alla maggiore resilienza delle infrastrutture, all’abbattimento delle barriere amministrative e alla facilitazione degli investimenti interni ed esterni.
In particolare, l’integrazione di soluzioni digitali pubbliche favorirà:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...