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Frodi e truffe bancarie, carte di credito e prepagate: le tecniche più usate e come difendersi. Boom nell'ultimo anno

di Marcello Tansini pubblicato il
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Con l'aumento delle frodi bancarie su carte di credito e prepagate, riconoscere le più recenti tecniche di truffa come phishing, carding e vishing diventa cruciale. Difendersi richiede consapevolezza, tecnologia e attenzione alle categorie più vulnerabili.

Negli ultimi anni le frodi nei sistemi di pagamento elettronici hanno registrato un aumento drastico: secondo le più recenti indagini, sono più di 2,9 milioni i cittadini coinvolti solo nell’ultimo anno, con un danno economico che supera gli 880 milioni di euro. Questo incremento è dovuto soprattutto alla maggiore diffusione di carte elettroniche, impiegate sia per gli acquisti online che nei negozi fisici.

L’evoluzione tecnologica e il passaggio a pagamenti contactless o tramite app hanno reso più comode le transazioni, ma hanno rappresentato anche un bersaglio privilegiato per i truffatori, che utilizzano tecniche sempre più sofisticate per intercettare dati sensibili e commettere illeciti. Le vittime spesso si rendono conto della truffa solo a distanza di tempo, quando ormai il danno è stato prodotto e i dati della carta compromessi.

Il rischio coinvolge diversi strumenti: dalle carte di credito alle prepagate fino alle più moderne carte virtuali. Da una parte, l’incremento nell’uso delle carte ha favorito la comodità dei pagamenti; dall’altra, senza le giuste contromisure, può lasciare scoperti verso le tecniche di frode più attuali, tra cui phishing, carding e attacchi mirati tramite social engineering. Gli effetti di questo fenomeno impongono quindi un alto livello di attenzione alle pratiche di prevenzione e alla conoscenza dei raggiri più comuni.

Panoramica delle tecniche di frode più diffuse: phishing, smishing, vishing e carding

Le strategie dei truffatori cambiano e si affinano di anno in anno. Tra le tecniche più diffuse emergono:

  • Phishing e smishing: i malintenzionati inviano email o messaggi SMS che simulano comunicazioni ufficiali da banche o istituti di pagamento, allo scopo di convincere il destinatario a rivelare dati riservati come codici di accesso, OTP e numeri di carta.
  • Vishing: ancora più insidioso, prevede telefonate dove il truffatore si spaccia per operatore bancario o tecnico, inducendo la vittima a fornire password e codici.
  • Carding: riguarda il furto e l’utilizzo fraudolento di dati delle carte, spesso ottenuti tramite malware, violazione di database, skimmer o attacchi mirati a dispositivi.
  • Clonazione: una combinazione di metodi "offline" e digitali che permette di creare duplicati di carte tramite dispositivi installati su ATM o POS manomessi.
  • Malware e attacchi informatici: software dannosi che infettano device per estrarre dati bancari; la minaccia più recente è il virus NGate, che sfrutta la tecnologia NFC.
Secondo i dati CERT-AgID e Polizia Postale, il 49% delle frodi bancarie originate da finti messaggi di blocco carta e oltre 28mila segnalazioni nel 2023 sono riconducibili a queste tecniche. Non mancano le truffe di social engineering, come l’induzione psicologica tramite urgenza e panico, e i raggiri che combinano canali diversi per rendere più credibili le richieste di dati sensibili.

I frodatori, sempre più spesso, adottano una pluralità di strumenti: email, SMS, telefonate, fake site, social network e persino app di messaggistica istantanea. Le soluzioni difensive devono quindi affrontare l’intero spettro di minacce.

Phishing e smishing: come riconoscere le truffe digitali

Email e messaggi SMS che paiono provenire da istituti creditizi o aziende note sono tra gli strumenti prediletti dai truffatori. I messaggi spesso contengono:

  • Inviti a cliccare su link che rimandano a siti creati ad arte per carpire dati di login
  • Richiesta urgente di “verificarne l’identità” o di sbloccare una carta presuntamente bloccata
  • Grafica e tono volutamente simili a comunicazioni ufficiali, indirizzi email camuffati
Il 38,1% delle truffe passa tramite email, il 28,4% via SMS. In moltissimi casi, la richiesta concerne dati che nessuna banca richiederebbe mai tramite canali digitali: password, PIN, OTP o numeri completi di carta. Un elemento distintivo è l’urgenza comunicata nei messaggi, volta a far agire senza riflettere. Attenzione anche a errori grammaticali, domini non riconosciuti, link sospetti e numeri di telefono non ufficiali.

Per evitare di cadere vittima, è consigliabile digitare sempre manualmente l’indirizzo web della banca e non seguire mai link ricevuti via SMS o email.

Vishing e ingegneria sociale: i raggiri telefonici più insidiosi

Il vishing punta tutto sulla voce umana: il frodatore si presenta come operatore bancario, agente della sicurezza o addirittura poliziotto e contatta direttamente la vittima per:

  • "Verificare" operazioni sospette, inventando movimenti fittizi
  • Richiedere PIN, password, credenziali di accesso, OTP o dati personali
  • Convincere ad agire con urgenza trasferendo denaro o inserendo dati al telefono
I vishing più sofisticati ricorrono a diverse strategie, tra cui spoofing del numero chiamante (per rendere il numero identico a quello ufficiale della banca) e linguaggio tecnico che rinforza la credibilità. Le truffe tipiche includono la finta telefonata di verifica, la truffa del supporto tecnico e la cosiddetta "chiamata shock" che costringe la vittima ad agire per paura di presunti blocchi o denunce imminenti.

La miglior prevenzione consiste nel non fornire mai dati riservati al telefono. Nessuna banca richiederebbe queste informazioni in una simile modalità.

Carding e clonazione delle carte: funzionamento e segnali d’allarme

Il carding è una tecnica di frode che consiste nell’utilizzare dati di carte rubate per acquisti non autorizzati, spesso verificando la validità della carta con piccole transazioni di prova. Questi dati possono essere ottenuti tramite:

  • Violazioni di database e furto di dati online
  • Phishing, hacking o installazione di malware
  • Dispositivi skimmer su ATM o POS, capaci di clonare banda magnetica e leggere i PIN tramite telecamere nascoste
I segnali di pericolo comprendono addebiti anomali (anche di piccolo importo), comunicazioni sospette da parte di presunti enti bancari, rallentamenti inspiegabili dei dispositivi personali – che potrebbero essere stati infettati da software malevoli. La tempestività nella verifica delle transazioni e nelle contestazioni con la banca è essenziale per limitare danni.

Le truffe durante gli acquisti online e nei negozi fisici

Nell’ambito degli acquisti digitali e in presenza fisica, le insidie aumentano:

  • Siti e-commerce falsi: copiano grafica e indirizzi di negozi conosciuti, attirando con offerte irrealistiche. L’obiettivo è sottrarre dati e soldi senza spedire gli acquisti.
  • Clonazione al POS: in esercizi non affidabili, impiegati o truffatori possono duplicare la scheda con dispositivi nascosti o condurre pagamenti multipli senza che il titolare se ne accorga.
  • Acquisti al bancomat e truffa del falso acquirente: la vittima viene convinta a effettuare transazioni presso ATM, digitando dati personali per ricevere un presunto pagamento che in realtà carica denaro sulla carta del truffatore.
  • Truffa su social, messaggistica e pagamenti smart: sempre più diffusi i tentativi via WhatsApp e social network dove richieste di pagamenti o rimborsi nascondono raggiri.
Le indagini delle forze dell’ordine evidenziano una forte crescita delle frodi digitali collegate agli acquisti online, anche grazie a malware capaci di alterare le pagine Web al momento del pagamento (truffa "man in the browser") e tecniche di ingegneria sociale che fanno leva su emozioni e urgenza. Errori grafici nelle email, richieste di dati inusuali e promesse di prodotti a prezzo fuori mercato sono campanelli d’allarme. Allo stesso modo, la mancanza di trasparenza nelle transazioni su POS o la presenza di dispositivi sospetti su ATM sono segnali a cui fare attenzione.

Siti e-commerce e POS: come proteggersi

Per ridurre il rischio di subire frodi durante acquisti online o presso commercianti fisici, occorre:

  • Verificare che il sito utilizzi protocollo HTTPS e sia dotato di sigilli di sicurezza riconosciuti
  • Leggere le recensioni e controllare la presenza su portali terzi affidabili
  • Usare carte prepagate o virtuali per gli acquisti su piattaforme meno note
  • Non salvare dati di pagamento su siti non riconosciuti
  • Presidiare le transazioni al POS, verificando sempre l’importo e conservando le ricevute
L’attenzione ai dettagli e l’utilizzo di strumenti di monitoraggio come le notifiche in tempo reale risultano decisive per intercettare errori o raggiri prima che venga causato un danno rilevante.

Come difendersi: strategie e tecnologie preventive

Le contromisure contro le frodi bancarie si basano su comportamenti prudenti e strumenti tecnologici evoluti:

  • Utilizzo di software antivirus affidabili e aggiornamento costante di dispositivi e app
  • Scelta di password robuste e cambio periodico delle credenziali di home banking
  • Non utilizzo di reti Wi-Fi pubbliche per le operazioni bancarie
  • Attivazione dell’autenticazione a due fattori (2FA), sistema normato a livello europeo, che aggiunge un passaggio di verifica per ogni transazione
  • Uso di carte virtuali o prepagate con limiti personalizzati
  • Monitoraggio assiduo dei movimenti e contestazione immediata di eventuali transazioni anomale
Le banche mettono inoltre a disposizione servizi di alert via SMS e app, funzione essenziale per reagire in tempi rapidi ai tentativi di accesso o prelievo non autorizzato. L’adozione di comportamenti prudenti resta comunque la miglior difesa: nessun istituto chiederà mai dati sensibili via telefono o email e ogni richiesta sospetta va ignorata e segnalata tramite i canali ufficiali.

Antivirus, autenticazione a due fattori e carte virtuali

Tecnologie e strumenti digitali offrono nuovi livelli di protezione:

  • Antivirus aggiornati proteggono i dispositivi da malware e trojan bancari capaci di sottrarre dati
  • Autenticazione a due fattori: l’inserimento di una password e un codice temporaneo inviato su dispositivo consente di bloccare accessi non autorizzati anche in caso di furto credenziali
  • Carte virtuali monouso: per proteggere gli acquisti online e ridurre il rischio in caso di violazione del sito
L’attuazione delle misure tecniche va sempre integrata da comportamenti accorti nell’uso dei dispositivi e nella gestione delle proprie informazioni bancarie.

Alert e notifiche: strumenti fondamentali per limitare i danni

L’attivazione degli alert via SMS, email o tramite app permette di:

  • Ricevere segnalazioni istantanee ad ogni movimento sospetto sulla carta
  • Bloccare l’operazione o la carta in caso di anomalie
  • Agire tempestivamente per limitare le possibili perdite e contestare subito le transazioni non autorizzate
Le notifiche rappresentano una delle misure più efficaci per minimizzare il danno anche quando la frode si verifica: reagire nel minor tempo possibile è cruciale per proteggere i propri fondi.

Cosa fare in caso di frode: rimborso, denuncia e supporto bancario

Nel malaugurato caso di un episodio fraudolento è indispensabile:

  • Bloccare subito la carta tramite app o canali ufficiali
  • Contattare immediatamente la banca e segnalare la frode richiedendo il rimborso degli addebiti non autorizzati
  • Sporgere denuncia presso le autorità (Polizia o Carabinieri) e allegare il verbale alla domanda di rimborso
La legge europea PSD2 e la normativa nazionale tutelano il consumatore nelle operazioni non autorizzate. Il rimborso viene generalmente concesso se si è agito con diligenza (blocco tempestivo, conservazione e corretto uso della carta, contestazione rapida delle anomalie). In caso di diniego dal proprio istituto è possibile ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario.

La denuncia, seppur non indispensabile ai fini del rimborso, contribuisce al contrasto generale delle frodi. Il supporto bancario include la consulenza sulle migliori misure preventive e, se necessario, l’emissione di una nuova carta protetta.

Gli utenti più colpiti: focus su under 30 a sorpresa e categorie a rischio

Contrariamente alle aspettative, la fascia tra i 18 e i 34 anni è risultata la più colpita dai tentativi e dagli episodi di frode legati alle carte elettroniche, con incidenze superiori all’8% tra i 25-34enni e fino al 14% tra i 18-24enni. Questo anche in virtù di una maggiore esposizione ai canali digitali, una frequente disattenzione e una percezione sottovalutata del rischio.

L’indagine sulle abitudini d’uso mette in luce inoltre altri fattori di rischio: studenti, giovani professionisti e utenti con elevato livello tecnologico sono spesso i più esposti, non solo per ragioni anagrafiche, ma anche per l’attitudine all’uso intensivo di carte, home banking e app di pagamento. Restano comunque vulnerabili anche le categorie meno digitalizzate, come evidenziato dai dati sulle truffe tramite canali telefonici e sportelli ATM.