La crisi di Gambro Vantive a Medolla mette a rischio centinaia di posti di lavoro, tra gestione discutibile e futuro incerto. Sindacati e istituzioni tentano di salvare occupazione e territorio.
Negli ultimi mesi, il distretto biomedicale di Medolla è al centro dell’attenzione nazionale a causa delle preoccupazioni per la sostenibilità produttiva e occupazionale della Gambro Vantive. L’azienda, storicamente riconosciuta come eccellenza per la produzione di apparecchiature avanzate per terapie renali, rappresenta una delle principali realtà industriali del comparto biomedicale emiliano. Medolla, in provincia di Modena, si conferma da anni uno dei poli italiani strategici per l’innovazione e la tecnologia in ambito sanitario. Proprio qui, la presenza di Gambro Vantive si collega a una tradizione industriale fatta di competenza, formazione tecnica e occupazione stabile.
Negli ultimi giorni, tuttavia, si sono susseguite notizie di scioperi e presidi davanti allo stabilimento, accompagnate da crescenti timori dovuti a incertezze sul futuro aziendale. La possibilità di una vendita e la mancanza di investimenti adeguati hanno reso instabile il contesto lavorativo locale e posto il settore biomedicale di Medolla sotto una nuova luce, tra preoccupazione e attesa di soluzioni concrete.
Le tensioni attuali trovano origine nella gestione della società da parte del fondo americano di investimento Carlyle, subentrato ufficialmente poco più di un anno fa. Dopo l’acquisizione, le aspettative erano orientate verso il rilancio del sito produttivo, ma tali speranze sono state deluse dall’assenza di investimenti sostanziali e da strategie industriali mai davvero delineate. Numerose testimonianze raccolte in occasione di incontri sindacali e tavoli istituzionali hanno messo a nudo una progressiva perdita di commesse e la mancata presentazione di un piano industriale concreto da parte della nuova proprietà.
I lavoratori e i rappresentanti sindacali denunciano soprattutto:
L’annuncio della possibile vendita ha posto immediatamente a rischio la stabilità occupazionale di circa 500-550 persone, coinvolte nei diversi settori dello stabilimento di Medolla. La notizia è stata percepita come una minaccia sia per le singole famiglie sia per l’intera area nord della provincia di Modena, fortemente dipendente dalla continuità delle attività produttive biomedicali.
Le principali preoccupazioni riguardano:
L’immediata risposta della forza lavoro e delle rappresentanze sindacali è stata caratterizzata da fermezza, coesione e una mobilitazione diffusa. L’assemblea dei lavoratori, guidata da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, ha deliberato un pacchetto di 40 ore di sciopero, avviando ufficialmente una stagione di presidi e astensioni dal lavoro. Le manifestazioni davanti ai cancelli sono state accompagnate dal coinvolgimento delle RSU e dalla richiesta esplicita di risposte credibili sulla salvaguardia dell’occupazione e sulla garanzia di una prospettiva industriale duratura.
Le istituzioni comunali, rappresentate dal sindaco di Medolla, e la Regione Emilia-Romagna hanno manifestato profondo stupore e preoccupazione di fronte alla reticenza aziendale a fornire un piano di rilancio. È stata annunciata a breve la convocazione di un consiglio comunale aperto, con l’obiettivo di chiamare la cittadinanza e le forze sociali a condividere iniziative e strategie di tutela. “Come amministrazione comunale faremo tutto ciò che è in nostro potere per assicurare un futuro allo stabilimento e tutelare l’occupazione dei dipendenti,” ha rimarcato il primo cittadino.
Ad amplificare il segnale di allarme, l’intervento dei parlamentari locali, in particolare dei rappresentanti del Partito Democratico e delle altre forze di centrosinistra, i quali hanno presentato interrogazioni ai ministri competenti e invocato la costituzione urgente di un tavolo nazionale.
La spinta verso una soluzione strutturale è arrivata dalle rappresentanze politiche e sindacali, che chiedono il pronto intervento del governo mediante la convocazione di un tavolo nazionale con la partecipazione delle istituzioni centrali, della Regione Emilia-Romagna e di tutte le sigle sindacali. Obiettivi dichiarati:
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...