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Il milionario italiano che torna a scuola a 48 anni: Quel diploma comprato mi ha sempre pesato sulla coscienza

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di Marcello Tansini pubblicato il

Un’analisi pubblicata da Eurosport nel 2020 valutava in circa 84 milioni di euro netti i compensi legati a diciannove stagioni con la Juventus, includendo nel conteggio l’annata prevista dal rinnovo fino al 2021.

Ha vinto un Mondiale, difeso per anni la porta della Juventus e costruito una carriera accompagnata da compensi milionari. A 48 anni, Gianluigi Buffon ha scelto di dedicarsi a un traguardo rimasto in sospeso: conseguire il diploma di scuola superiore attraverso lo studio e l’esame finale. L’ex portiere si è iscritto all’istituto paritario Marconi di Piacenza, tornando ad affrontare il percorso scolastico interrotto da ragazzo. Una decisione che riapre anche una pagina scomoda della sua storia, quella del titolo che ha ammesso di aver comprato a 18 anni.

Questa volta il risultato dipenderà dalla preparazione scolastica e dalla capacità di affrontare le prove previste. La notorietà e i successi accumulati sui campi da calcio appartengono a un’altra parte della sua vita. Il progetto riguarda un obiettivo preciso, ancora da raggiungere: completare gli studi, misurandosi con un impegno che Buffon ha collegato al proprio passato, al rapporto con i genitori e all’esempio che desidera offrire ai figli.

Gianluigi Buffon, a 48 anni la nuova sfida è il diploma

Nato il 28 gennaio 1978, Buffon ha compiuto 48 anni nel 2026. Dopo una vita scandita da allenamenti, trasferte e competizioni internazionali, la sua nuova preparazione riguarda i libri di testo. L’obiettivo dichiarato è completare gli studi superiori e arrivare alla maturità, dando un esito diverso a una vicenda che risale alla giovinezza. Tra il ragazzo che aveva lasciato spazio soprattutto al calcio e l’uomo che torna a studiare sono trascorsi circa trent’anni.

La bacheca sportiva comprende un Mondiale con l’Italia, dieci scudetti, un campionato francese, una Coppa Uefa, sei Coppe Italia e un Europeo Under 21. Il ritorno allo studio aggiunge una sfida personale a una carriera già ricchissima di risultati: ottenere attraverso la preparazione un riconoscimento scolastico che il successo professionale aveva lasciato sullo sfondo. Il diploma diventa così un obiettivo autonomo, con un percorso e criteri di valutazione propri.

La decisione arriva in una fase della vita molto diversa da quella in cui Buffon aveva interrotto gli studi. Riprendere il percorso scolastico da adulto significa riorganizzare il proprio tempo e tornare ad assumere il ruolo di studente, dopo essere stato a lungo un riferimento per compagni e tifosi. Il calendario, in questo caso, sarà determinato dalla preparazione all’esame, che richiede continuità e un lavoro distribuito nel tempo.

I milioni guadagnati durante la carriera

Un’analisi pubblicata da Eurosport nel 2020 valutava in circa 84 milioni di euro netti i compensi legati a diciannove stagioni con la Juventus, includendo nel conteggio l’annata prevista dal rinnovo fino al 2021. La cifra va letta come una stima giornalistica degli ingaggi, distinta dal patrimonio personale dell’ex portiere e riferita al periodo preso in esame.

Nella stessa ricostruzione, Eurosport ricordava stipendi bianconeri arrivati a diversi milioni annui e il contratto da 1,5 milioni a stagione firmato al ritorno a Torino nel 2019. Sono numeri che spiegano la dimensione economica della sua carriera. Il dato degli 84 milioni, però, non va trasformato in un rendiconto completo di ogni entrata ricevuta durante la vita professionale: il perimetro indicato dall’analisi riguardava i compensi juventini e comprendeva una stagione allora ancora prevista.

Per come Buffon ha raccontato la scelta di riprendere gli studi, il diploma risponde a un’esigenza personale e familiare: completare qualcosa che sente ancora incompiuto. È questa motivazione a collegare il ritorno alla scuola con la sua storia. I guadagni documentano il successo professionale raggiunto; l’iscrizione al Marconi riguarda invece un traguardo formativo rimasto aperto, al quale l’ex portiere ha deciso di dedicare tempo e preparazione.

Il titolo comprato a 18 anni e l’ammissione pubblica

Il precedente è stato raccontato dallo stesso Buffon. Nel febbraio 2024, durante la manifestazione “Campioni sotto le stelle” a Biella, l’ex portiere parlò del diploma comprato da giovane, indicando quell’episodio tra gli errori di cui si sentiva meno orgoglioso. La confessione riportò all’attenzione pubblica una scelta compiuta quando aveva 18 anni e la carriera calcistica stava prendendo il sopravvento sulla scuola. Il racconto proveniva quindi dal diretto interessato, che aveva espresso anche il proprio giudizio su quanto accaduto.

«Ho fatto parecchi errori – aveva dichiarato – e quello di cui vado meno orgoglioso è stato aver comprato il diploma. Non lo rifarei assolutamente, è una scorciatoia sbagliata e io non sono un uomo da scorciatoie». Parole nette, con cui Buffon aveva riconosciuto una responsabilità personale. L’ammissione ha acquisito un nuovo peso alla luce della scelta di tornare a studiare, perché al giudizio sul passato si affianca adesso un percorso da affrontare.

Il ritorno alla scuola dà un seguito concreto al pentimento: prepararsi e sostenere l’esame per conseguire regolarmente il titolo. L’iscrizione costituisce l’avvio di questo impegno, mentre la sua conclusione resta legata alla valutazione finale. Raccontare la decisione come un diploma già conquistato anticiperebbe il risultato. La notizia, per ora, è la volontà di riprendere gli studi e di affrontare il passaggio che Buffon aveva cercato di aggirare da ragazzo.

L’iscrizione al Marconi e il progetto didattico a distanza

La scuola scelta è l’istituto paritario Marconi di Piacenza, con cui Buffon conserva un legame precedente. Proprio lì, da giovanissimo, aveva sostenuto come privatista l’esame di idoneità alla terza classe di Ragioneria. Il ritorno nello stesso istituto riunisce così due momenti lontani della sua esperienza scolastica: quello vissuto durante l’avvio della carriera e quello che oggi dovrebbe accompagnarlo verso il completamento degli studi superiori.

L’esame di idoneità e l’esame di maturità sono passaggi distinti. Il primo episodio riguarda l’accesso a una classe del percorso scolastico; il traguardo annunciato oggi è il diploma conclusivo. Questa differenza aiuta a leggere correttamente il rapporto di Buffon con il Marconi, evitando di sovrapporre il precedente scolastico di Piacenza al titolo che l’ex portiere ha dichiarato di aver comprato a 18 anni.

Secondo le informazioni pubblicate a settembre, i dirigenti scolastici stanno predisponendo un progetto didattico a distanza per accompagnarlo nella preparazione. Buffon seguirà quindi un percorso senza frequentare quotidianamente le lezioni in aula, con l’obiettivo di arrivare pronto all’esame finale. La modalità da remoto riguarda l’organizzazione dello studio; il risultato dovrà essere raggiunto attraverso la preparazione nelle materie previste e il superamento delle prove.

Perché vuole diplomarsi: i genitori, i figli e lo stereotipo

Le motivazioni affidate al quotidiano Libertà di Piacenza, e riprese dalla stampa nazionale, riguardano anzitutto la famiglia. «Lo voglio per me stesso, per i miei genitori e anche per essere d’esempio ai miei figli», ha spiegato Buffon. Nelle sue parole, il diploma diventa un impegno verso se stesso e un modo per trasmettere ai figli il valore di un percorso portato a termine, anche quando il completamento arriva molti anni dopo.

Il richiamo ai genitori e ai figli colloca questa scelta dentro una storia familiare che attraversa generazioni diverse. Ai primi Buffon collega il desiderio di ottenere il titolo; ai secondi vuole offrire un esempio attraverso il proprio comportamento. È una motivazione che attribuisce valore anche al percorso di preparazione, perché ciò che i figli potranno osservare sarà l’impegno assunto per raggiungere un obiettivo e mantenerlo nel tempo.

A questa ragione si affianca la volontà di contrastare un pregiudizio: «L’obiettivo è cancellare lo stereotipo che ancora molti cavalcano, quello del calciatore ignorante». La scelta assume così anche una dimensione pubblica. Buffon porta al centro del racconto un aspetto della propria formazione rimasto incompleto e dichiara di volerlo affrontare, esponendosi alla valutazione in un ambito diverso da quello in cui ha costruito la propria notorietà.

Il diploma potrà attestare il completamento di uno specifico percorso di istruzione, mentre lo stereotipo evocato dall’ex portiere riguarda un giudizio più ampio sulle persone e sulla categoria professionale. La decisione di studiare interviene su quel pregiudizio attraverso una scelta individuale. Il suo valore pubblico risiede soprattutto nella disponibilità a riconoscere una lacuna e a dedicarsi al lavoro richiesto per colmarla.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...