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Ho solo aiutato una donna che stava male nel parcheggio e in un attimo mi hanno raggirato: non è un caso isolato

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
chiesto aiuto donna stava male Invece stava rubando borsa

Furto con raggiro nel parcheggio sotterraneo dell’Esselunga di Curno: la testimonianza di O.C. e i consigli per non cadere nella trappola.

Doveva essere una normale spesa. Si è trasformata in una brutta esperienza che O.C. racconta oggi per mettere in guardia altri clienti. Il furto con raggiro nel parcheggio sotterraneo dell’Esselunga di Curno, in via Bergamo, lungo la Briantea, è iniziato con una richiesta di aiuto apparentemente genuina: una donna che sembrava stare male. È finito con il borsello sparito e poi ritrovato, ormai vuoto di ciò che contava, nascosto in un cespuglio della circonvallazione di via delle Valli, a Bergamo.

Una vicenda che, secondo quanto ricostruito dalla vittima parlando con altre persone, potrebbe non essere un caso isolato.

La testimonianza di O.C.: “Volevo solo dare una mano”

Il racconto di O.C. parte da un gesto che molti di noi farebbero senza pensarci. Nel parcheggio sotterraneo dell’Esselunga di Curno, una zona frequentata ogni giorno da centinaia di automobilisti, O.C. è stato avvicinato da una persona che chiedeva aiuto per una donna che, a suo dire, si sentiva male.

Quando qualcuno sembra in difficoltà, l’istinto è quello di fermarsi, ascoltare, offrire sostegno. È proprio questo istinto che i malintenzionati sfruttano. Mentre l’attenzione era tutta rivolta alla presunta emergenza, qualcun altro agiva alle spalle, o a pochi passi, per sottrarre il borsello.

O.C. se n’è accorto solo dopo, quando la situazione si è sciolta con la rapidità tipica di queste messe in scena: la donna “stava già meglio”, le persone si sono allontanate, e con loro anche il borsello. Il tempo di realizzare cosa fosse accaduto, e i responsabili erano già lontani.

Un elemento fa riflettere. Il borsello è stato ritrovato in un cespuglio lungo la circonvallazione di via delle Valli, a Bergamo, a diversi chilometri da Curno. Un dettaglio che racconta una dinamica ormai frequente nei furti di questo tipo: ciò che ha valore (contanti, carte, a volte documenti utilizzabili) viene prelevato in fretta, mentre l’oggetto, ormai inutile e potenzialmente rintracciabile, viene abbandonato lungo il percorso di fuga.

Il ritrovamento ha almeno un lato positivo: consente di recuperare ciò che i ladri non hanno ritenuto utile, come documenti personali, tessere e oggetti dal valore affettivo. Ma resta tutto il danno pratico e psicologico: blocco delle carte, denuncia, duplicati dei documenti e la sgradevole sensazione di essere stati raggirati proprio mentre si cercava di fare del bene.

Non sarebbe un episodio isolato

Dopo il furto, O.C. ha iniziato a raccogliere testimonianze. Quello che emerge, stando a quanto riferito dalla stessa vittima, è un quadro che merita attenzione: altri clienti avrebbero subito furti o tentativi di raggiro nelle stesse circostanze, sempre nell’area del parcheggio, sempre con dinamiche simili.

È importante precisare che si tratta di racconti raccolti a livello personale e che spetta alle forze dell’ordine verificare eventuali collegamenti tra i singoli episodi. Tuttavia, la somiglianza delle modalità descritte (un diversivo, una richiesta di aiuto, un momento di distrazione) è un campanello d’allarme che chi frequenta il centro commerciale farebbe bene a non ignorare:

  • I furti con destrezza e i raggiri nei parcheggi dei supermercati seguono schemi consolidati, che si ripetono con piccole varianti in tutta Italia. Conoscerli è la prima forma di difesa.
  • Il finto malore. Una persona sembra star male, magari seduta a terra o appoggiata a un’auto. Un complice si avvicina al passante chiedendo aiuto. Mentre la vittima è concentrata sull’emergenza, un terzo soggetto sottrae borse, borselli, telefoni o portafogli lasciati in auto con lo sportello aperto.
  • La richiesta di informazioni. Qualcuno chiede indicazioni, mostra una mappa o un telefono. Nel frattempo, un complice approfitta della distrazione.
  • Il finto problema all’auto. Viene segnalata una gomma a terra, una perdita d’olio o un graffio sulla carrozzeria. Il conducente scende a controllare, lasciando l’abitacolo incustodito.
  • Il carico della spesa. Il momento in cui si caricano le buste nel bagagliaio è tra i più vulnerabili: le mani sono occupate, la borsa è appoggiata sul sedile e l’attenzione è altrove.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: creare una distrazione e agire in pochi secondi.

Perché i parcheggi sotterranei sono più a rischio

Un parcheggio sotterraneo presenta caratteristiche che, purtroppo, possono favorire chi agisce con intenti illeciti. Ci sono meno passanti rispetto a un’area all’aperto, la visibilità è ridotta dai pilastri e dalle file di auto, e il rumore di fondo copre eventuali richieste di aiuto o movimenti sospetti. Inoltre, molti clienti si muovono con fretta, spinti dal carrello e dalla stanchezza della spesa.

Questo non significa che il parcheggio sia di per sé pericoloso, né che ogni richiesta di aiuto sia una trappola. Significa che serve una dose in più di attenzione, soprattutto quando la situazione sembra urgente e chiede di agire subito.

La domanda che sorge spontanea è: come ci si comporta, allora, se una persona sembra davvero in difficoltà? Non si tratta di diventare diffidenti verso tutti, ma di aiutare in modo sicuro:

1. Metti in sicurezza i tuoi effetti personali. Prima di avvicinarti, chiudi l’auto, porta con te borsello, telefono e portafoglio, oppure tienili ben stretti davanti a te, mai a tracolla sul lato esposto.

2. Non allontanarti dal tuo veicolo con lo sportello aperto. Anche pochi secondi bastano. Se devi assistere qualcuno, chiudi sempre l’auto.

3. Chiama i soccorsi invece di intervenire da solo. In caso di vero malore, la strada migliore è telefonare al 112, il numero unico di emergenza. Restare in linea e attendere l’arrivo dei soccorsi è un aiuto concreto e sicuro.

4. Chiedi aiuto al personale del punto vendita. Addetti alla sicurezza o dipendenti sono formati per gestire situazioni di emergenza e conoscono bene l’area.

5. Diffida delle richieste troppo insistenti. Chi ha un problema reale accetta volentieri che si chiamino i soccorsi. Chi, invece, spinge per un intervento immediato e personale può avere altri scopi.

6. Guardati intorno. Se noti persone che ti osservano o si avvicinano da più direzioni, allontanati verso una zona frequentata e avvisa il personale.

Cosa fare se si è vittime di un furto

Se purtroppo il furto nel supermercato è già avvenuto, è fondamentale agire con ordine:

  • Denuncia subito. Rivolgiti ai Carabinieri o alla Polizia di Stato, anche tramite il 112. La denuncia è necessaria per ottenere i duplicati dei documenti e può aiutare gli investigatori a individuare eventuali schemi ricorrenti. Fornire dettagli su orario, luogo, descrizione delle persone e modalità del raggiro è prezioso.
  • Blocca carte e conti. Contatta immediatamente la tua banca o gli emittenti delle carte per bloccare carte di credito, debito e prepagate. Controlla anche i movimenti recenti.
  • Gestisci i documenti. Se sono stati sottratti carta d’identità, patente o tessera sanitaria, procedi con la denuncia e richiedi i duplicati agli enti competenti. Fai attenzione al rischio di furto d’identità.
  • Cambia le credenziali. Se nel borsello o nel telefono c’erano chiavi, tessere o dispositivi collegati ad account personali, valuta di aggiornare password e sistemi di accesso.
  • Avvisa il punto vendita. Segnalare l’accaduto alla direzione del supermercato può contribuire a una maggiore sorveglianza e, quando possibile, al recupero di eventuali immagini dalle telecamere di videosorveglianza.
  • Se ritrovi l’oggetto rubato, come nel caso di O.C., non toccarlo più del necessario e comunica il ritrovamento alle forze dell’ordine, che potrebbero rilevare tracce utili.
La scelta di O.C. di raccontare la propria vicenda ha un valore che va oltre il singolo episodio. Parlare di ciò che è successo, confrontarsi con altri clienti e raccogliere testimonianze, consente di capire se si tratta di casi sporadici o di un fenomeno più strutturato. E, soprattutto, permette ad altre persone di riconoscere i segnali prima di diventare le prossime vittime.

Spesso chi subisce un raggiro prova vergogna, convinto di essere stato ingenuo. Non è così: questi schemi sono costruiti apposta per far leva sulla generosità e sul senso civico, qualità che non dovrebbero mai essere motivo di colpa. Denunciare e raccontare è un modo per riprendersi un po’ di quella sicurezza che il furto ha tolto.

 




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...