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I gadget delle Olimpiadi Milano-Cortina diventati oggetti da collezione in vendita a prezzi molto alti

di Marcello Tansini pubblicato il

Dai gadget ufficiali delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 agli oggetti esclusivi che fanno impazzire i collezionisti: tra mascotte, divise dei volontari e rarità, un viaggio nei fenomeni.

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Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 hanno acceso i riflettori non soltanto sulle piste e sulle arene, ma anche su un universo parallelo: quello degli oggetti da collezione. Dietro le performance sportive e le cerimonie spettacolari, si sviluppa un movimento che coinvolge migliaia di appassionati e investitori, sempre alla ricerca del ricordo più raro o dell'articolo con il potenziale maggiore di rivalutazione economica.

Le città ospitanti, animate in questi primi giorni da un'atmosfera elettrizzante, stanno assistendo a file interminabili davanti agli store ufficiali, ma il vero bazar olimpico si è ormai spostato online, tra aste digitali, piattaforme di compravendita e app di scambio tra appassionati. I protagonisti non sono solo turisti o tifosi: anche volontari e operatori si trovano, talvolta inconsapevolmente, al centro di questa corsa al cimelio.

Dalla passione olimpica al boom del collezionismo

Ogni edizione dei Giochi olimpici genera una ricca produzione di oggetti tematici. Tuttavia, l'accresciuta attenzione verso i ricordi materiali trova oggi una potenza inedita grazie al mix di tradizione e creatività tipica del made in Italy contemporaneo. I gadget ufficiali di Milano-Cortina raccontano storie di community, inclusività e continuità storica. La mascotte, i portachiavi, le spille, le focaccine Esselunga e i capi d'abbigliamento portano nelle case non soltanto il logo dell'evento ma anche i valori di resilienza, accoglienza e spirito olimpico.

Molti dei gadget più desiderati nascono con la volontà di celebrare l'identità italiana, unendo tecnologia, design e sostenibilità. Alcuni esempi sono le palline di Natale personalizzate, i puzzle interattivi con i pittogrammi delle discipline, o i portachiavi che combinano funzionalità e ricordo emotivo. Alla base di questa tendenza vi è la rinnovata figura del collezionista, che oggi si muove tra passione personale e intuito economico. Il valore affettivo si mescola sempre più al potenziale ritorno commerciale.

Questa evoluzione è resa possibile anche dalle partnership con grandi brand e aziende del settore, come la produzione di card autografate e memorabilia certificati. L'oggetto olimpico, infatti, perde la sua natura effimera per assumere un ruolo stabile nel panorama del mercato secondario - il collezionismo diventa parte integrante della narrazione dei Giochi.

Mascotte, spille, orologi e abbigliamento: i gadget più amati

Tra le mille proposte, alcuni articoli sono riusciti a trasformarsi in vere e proprie icone di desiderio sia tra tifosi sia tra collezionisti esperti. Tina e Milo, le mascotte ufficiali di questa edizione, rappresentano il simbolo di resilienza ed accoglienza, conquistando bambini e adulti di ogni provenienza. I loro peluche, nelle varie dimensioni, sono andati rapidamente esauriti negli store fisici e virtuali, generando lunghe liste di attesa per pre-ordini e scambi online:

  • Le spille olimpiche: non più semplici accessori, ma micro-tesori capaci di raccontare intere storie. Le edizioni dedicate a cerimonie, località o mascot, sono diventate oggetto di vere e proprie cacce urbane, con collezioni speciali esaurite in poche ore.
  • Orologi commemorativi: prodotti in esclusiva sia per il pubblico che (in serie ancora più limitata) per i volontari e operatori. I modelli Swatch Milano-Cortina 2026 hanno visto le prime quotazioni schizzare da meno di 100 euro alle soglie dei 600 euro sul mercato secondario.
  • Abbigliamento tecnico e accessori: dalle felpe alle t-shirt, dalle giacche da sci alle tote bag personalizzate, i capi con i simboli dei Giochi sono diventati una divisa non ufficiale per i partecipanti all'evento.
  • Gadget promozionali: lattine Coca-Cola con la fiamma olimpica, zaini, borse e scaldacollo offerti dagli sponsor valgono oggi ben più del prezzo simbolico iniziale.
Le stesse pins realizzate da YesMilano in collaborazione con la Fondazione raccontano i quartieri della città, rafforzando il senso di appartenenza e unicità dell'esperienza. Ogni gadget ufficiale può essere personalizzato attraverso la scelta di vari formati, materiali e confezioni: il successo non dipende solo dalla quantità prodotta ma soprattutto dalla percezione di esclusività e dalla capacità di evocare il momento vissuto.

Mercato secondario online: prezzi record e oggetti più costosi

La vera rivoluzione è rappresentata dai portali di vendita e dalle app di aste, dove i gadget legati ai Giochi, sia ufficiali che esclusivi, conoscono spesso una seconda vita ad altissimo valore economico. Ecco una tabella che riassume alcuni degli oggetti più costosi apparsi sulle principali piattaforme online:

Oggetto

Prezzo massimo rilevato (€)

Card autografata Topps (campioni USA)

2.560

Cardigan Ralph Lauren (Team USA, edizione limitata)

2.560

Medaglia tedoforo

1.999

Spilla olimpica Nagano 1998

1.427

Maglia nazionale hockey femm. Canada

1.331

Set di monete olimpiche (Zecca dello Stato)

1.020

Tuta slalom tipo tedoforo (Salomon)

850

T-shirt inaugurazione (limited edition)

725

Zaino Team USA Ralph Lauren

758

Pattino Yuma Kagiyama autografato

512

Spille cerimonia apertura

100-252

Una dinamica identica si riscontra per oggetti di valore più accessibile quali bollini Esselunga per le raccolte promozionali, cappelli in peluche o figurine dedicate. Il prezzo di questi gadget varia sensibilmente: la regola chiave è che tutto ciò che si lega all'immagine olimpica può acquisire uno status di culto e raggiungere cifre inattese. L'oscillazione dei prezzi è influenzata da fattori quali rarità, provenienza diretta dall'evento (ad esempio, gadgets consegnati ai tedofori o ai volontari), edizioni numerate e condizioni di conservazione.

Il caso delle divise e degli oggetti dei volontari

La diffusione del mercato parallelo dei kit dei volontari rappresenta un fenomeno inedito per la manifestazione. I kit comprendono abbigliamento tecnico, accessori distintivi, badge e - in taluni casi - orologi esclusivi. Tali materiali vengono dati in dotazione gratuita a chi presta servizio nei Giochi e sono esplicitamente vincolati da regolamenti interni che ne vietano la vendita, come previsto dagli accordi Team26 della Fondazione Milano Cortina 2026.

Nonostante ciò, numerose inserzioni sono comparse su piattaforme digitali. I motivi sono svariati: alcuni venditori, ignorando le regole o sottovalutando i controlli, cercano di capitalizzare sull'onda dell'evento, mentre altri vogliono semplicemente liberarsi di oggetti reputati di scarso valore personale ma molto ricercati sul mercato. La difficoltà di identificare l'origine dei pezzi, la limitata possibilità di controllare ogni annuncio, e la sottile distinzione tra oggetto autentico e gadget ufficiale fanno sì che la pratica, pur numericamente ridotta, sia sufficientemente visibile da alimentare discussioni etiche:

  • Gli orologi dei volontari sono tra i pezzi più ambiti: destinati esclusivamente a chi lavora all'organizzazione, hanno raggiunto prezzi di alcune centinaia di euro a fronte di un valore commerciale iniziale molto più basso.
  • Divise ufficiali, giacche e zaini vengono facilmente riconosciuti grazie ai dettagli grafici e ai marchi d'evento. La loro comparsa sulle piattaforme online è spesso oggetto di segnalazione, ma rimane complicato monitorare ogni transazione.
L'aspetto più controverso è la separazione tra valore simbolico e valore commerciale: se da un lato la normativa interna tutela l'immagine e la memoria dei Giochi, dall'altro la domanda crescente di articoli esclusivi offre forti incentivi economici a chi possiede questi oggetti. Inoltre, pur non rappresentando una emergenza in termini numerici, il fenomeno solleva interrogativi sulla sostenibilità delle regole e sulle strategie di controllo delle transazioni nei grandi eventi globali.

Edizioni limitate, gadget promozionali e contraffazione

L'elemento centrale che spinge in alto il valore degli oggetti da collezione è senza dubbio la rarità. Gli articoli più ambiti si contraddistinguono per tiratura limitata, personalizzazione o distribuzione esclusiva in occasioni particolari (cerimonie, eventi privati, iniziative con sponsor). Questo crea, spesso in maniera intenzionale, un meccanismo di desiderio e scarsità alla base del mercato secondario:

  • Le edizioni commemorative delle pins, le monete, i poster illustrati e i gadget brandizzati dagli sponsor sono prodotti secondo criteri che ne garantiscono unicità.
  • La crescente attenzione verso bollini promozionali ed oggetti in regalo racconta come la semplice appartenenza temporanea all'universo dell'evento sportivo basti a conferire valore aggiunto anche agli articoli più semplici.
L'aspetto critico di questa dinamica è rappresentato dal rischio di contraffazione. Mentre i grandi portali monitorano la presenza di falsi, il confine resta spesso sottile laddove oggetti autentici ma non destinati alla vendita (come i kit dei volontari) vengono legalmente rimessi in circolazione. La presenza di certificati di autenticità, tirature numerate e packaging esclusivi contribuisce a rinsaldare la fiducia tra acquirenti e venditori, ma la vigilanza rimane d'obbligo, nel rispetto delle normative vigenti e delle disposizioni interne della Fondazione organizzatrice.


Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...