Quali sono i quartieri più belli del mondo 2026 secondo Time Out: Jongno 3-ga a Seul, Govanhill a Glasgow ed Esquilino a Roma, tra cibo di strada, arte e multiculturalità.
Il turismo del 2026 non si misura più solo in monumenti spuntati da una lista. Sempre più viaggiatori cercano il quartiere giusto: quello dove il barista ricorda l'ordinazione, dove nascono i locali indipendenti e dove la comunità anima le strade a ogni ora. È il filo conduttore della nuova classifica dei quartieri più belli del mondo 2026, pubblicata a metà settembre da Time Out. Al vertice ci sono tre realtà molto diverse: Seul, Glasgow e Roma.
La graduatoria, intitolata "coolest neighbourhoods", comprende 40 quartieri in 26 paesi e territori, scelti dalla rete globale di redattori ed esperti locali di Time Out. I criteri di valutazione sono concreti. Un gruppo di editor ha esaminato ogni candidato su cibo e bevande, vita notturna, attività locali uniche, vivibilità e senso di comunità. Non conta quindi la semplice fama turistica, ma la capacità di un quartiere di essere vivo, autentico e accogliente adesso.
Sul gradino più alto del podio sale Jongno 3-ga a Seul. Seguono L'Ocean District di Rabat e Neos Kosmos ad Atene. Al quinto posto si piazza Govanhill a Glasgow, mentre al decimo, a chiudere la top ten, c'è l'Esquilino di Roma, unico rione italiano dell'intera lista. Una presenza che rende la classifica particolarmente interessante anche per chi organizza un viaggio in Europa.
Il primo posto va a Jongno 3-ga, il cuore pulsante di Seul e della Corea del Sud. Il quartiere trionfa grazie a un mix unico di vicoli storici, vivace cibo di strada, teatri tradizionali e un forte senso di comunità. Non è un exploit improvviso: nella classifica del 2021 la zona era già al terzo posto e oggi conferma la sua capacità di rinnovarsi senza perdere l'anima.
Tra le strade più fotografate c'è Ikseon-dong, da tempo beniamina dei social, dove hanok centenari ospitano caffè a tema e ristoranti internazionali. I vicoli stretti sono un labirinto di botteghe, profumerie e negozi di abbigliamento e occhiali, che si risvegliano intorno alle 11 del mattino. È il posto ideale per chi vuole perdersi senza meta, a due passi dal santuario di Jongmyo, patrimonio dell'umanità Unesco.
A far parlare di sé è soprattutto il cibo di strada. Una rinascita serale guidata dalle pocha, le bancarelle notturne con tendone, porta nuova energia al dedalo di vicoli. Un tempo erano una sosta rapida per impiegati e operai. Oggi attirano folle di giovani in cerca di prezzi accessibili e atmosfera senza pretese. Da ordinare in ogni caso: tteokbokki (gnocchetti di riso piccanti) e ramyeon, magari con un bicchiere di troppo. Da provare, come suggerisce la stessa guida, anche il pane al vapore di Mil Toast per la colazione. L'autunno è la stagione migliore: i ginkgo che costeggiano alcune strade si tingono d'oro e l'aria fresca rende perfetto mangiare all'aperto.
Il lato più tranquillo del quartiere si scopre lungo Seosulla-gil, una viuzza un tempo quieta accanto al santuario di Jongmyo, ora popolata da laboratori artigianali, studi di gioielleria e bar sofisticati. Qui convivono il fascino delle tradizioni, tra cui l'offerta di teatri tradizionali e cultura popolare, e una generazione di creativi che ha scelto di restare. Il risultato è un quartiere che si reinventa di continuo, ma resta comunità: negozianti, vecchi abitanti, giovani e turisti condividono gli stessi tavoli.
La seconda città, d'Europa, protagonista è Glasgow con il suo rione scozzese di Govanhill, al quinto posto mondiale e primo tra i quartieri britannici. Fino a pochi anni fa era considerato il fratello più ruvido di Shawlands. Oggi è una delle zone più stimolanti di Glasgow, e il merito è di una scena creativa che cresce dal basso.
I costi contenuti hanno permesso ad artisti e scrittori di trovare casa qui, al punto da aprire persino una biblioteca dedicata agli zine. La Glasgow Zine Library è il simbolo di questa energia, insieme a librerie indipendenti come Burning House Books, già inserita tra i migliori negozi indipendenti al mondo. I quartieri d'arte funzionano quando la creatività si mescola alla vita quotidiana, e a Govanhill succede ogni giorno tra pub, caffè e librerie.
Govanhill è da un secolo il quartiere più diversificato di Glasgow. Lungo Victoria Road convivono pub irlandesi, ristoranti pakistani e indiani e persino un negozio transilvano. Comunità irlandesi, pakistane, indiane ed est europee restano centrali nel carattere del rione. Ad agosto l'International Festival and Carnival celebra questa varietà per due settimane, tra incontri, mostre, film e una sfilata. Time Out lo descrive come l'ospitalità di Glasgow al suo meglio.
Il quartiere è anche un rifugio per la comunità queer e creativa della città. Adrian's Bar si è affiancato allo storico Category is Books nel creare luoghi per una scena queer in piena espansione. Molti giovani stanno lasciando i locali del West End per spazi indipendenti più originali, portando energia a un quartiere di arenaria un tempo trascurato. Per una giornata perfetta: colazione scozzese completa da Fulton's, passeggiata verso la bandiera del Queen's Park per la vista panoramica, serata nei pub indipendenti.
Chiude la top ten l'Esquilino di Roma, un rione che Time Out definisce solenne, ruvido e inatteso, e che comprende la stazione Termini. È il quartiere più multietnico della Capitale, e il riconoscimento premia un equilibrio raro tra storia antica e vita contemporanea.
Nel racconto italiano della classifica, tra i luoghi simbolo spiccano la Porta Magica, l'Auditorium di Mecenate e i sotterranei di San Vito. Accanto a questi c'è l'Accademia di Costume e Moda, sorta dove un tempo c'erano gli ex magazzini Mas, esempio di come l'Esquilino trasformi i suoi spazi in nuove funzioni culturali. Vale una citazione anche Spin Time, noto a livello internazionale dopo la visita di Ken Loach nel 2023.
Il cuore del quartiere è Piazza Vittorio Emanuele II, ottocentesca e circondata da palazzi con portici. Al centro c'è un giardino un tempo trascurato, oggi comunità viva con bistrot, musica dal vivo, cinema estivo ed eventi gastronomici. Il Nuovo Mercato Esquilino è il paradiso di erbe e spezie difficili da trovare, mentre la cucina internazionale spazia dal pho vietnamita ai ristoranti cinesi e indiani. Non manca il gelato: Fassi, storica gelateria, resta una tappa obbligata. In estate il festival jazz e i giardini di Horti Magici animano le serate.
Città e culture diverse, ma alcune costanti chiare. Primo, la rigenerazione dal basso: hanok trasformati in caffè, ex magazzini diventati luoghi di moda e cultura, palazzine popolari che ospitano biblioteche di zine. Secondo, la multiculturalità: ogni rione vive dell'incontro tra comunità storiche e nuove arrivate. Terzo, il valore delle attività indipendenti, dalle pocha alle librerie, dai laboratori artigiani alle botteghe di quartiere. Infine, il senso di comunità, criterio esplicito della classifica e vero motore di ogni scelta.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...