Come le banche italiane stanno integrando servizi su criptovalute e Bitcoin, le novità del MiCAR e il ruolo pionieristico di Banca Sella rispetto agli istituti tradizionali.
Negli ultimi anni, il panorama bancario italiano ha assistito a interrogativi sempre più pressanti riguardo ai servizi bancari digitali e alla gestione delle nuove forme di asset, come Bitcoin e altre criptovalute. L'interesse per queste risorse digitali, un tempo considerate settori di nicchia o ad alto rischio dalle istituzioni finanziarie, sta rapidamente guadagnando terreno tra investitori privati, asset manager e aziende. L'introduzione del regolamento europeo MiCAR. Markets in Crypto-Assets Regulation. ha segnato uno spartiacque decisivo. Questa normativa, entrata in vigore a livello europeo, ha fornito un quadro giuridico dettagliato per gestire l'offerta di servizi su asset digitali e rafforzare la fiducia di consumatori e operatori verso i fornitori bancari.
Le innovazioni introdotte dal MiCAR hanno costretto le banche a reinventare le proprie strategie, integrando nuove competenze e infrastrutture per poter offrire soluzioni cripto regolamentate, sicure e perfettamente aderenti ai massimi standard di compliance finanziaria. La consapevolezza che Bitcoin, Ethereum e le principali criptovalute non siano più strumenti riservati a early adopter ha spinto gli istituti italiani a un cambio di paradigma.
All'interno di questo quadro, le banche stanno ridefinendo la propria gamma di servizi: dalla pura custodia all'assistenza fiscale, fino alla consulenza per l'investimento negli asset digitali. Non si tratta solo di un cambio tecnologico, ma di una profonda trasformazione strategica, dettata dal bisogno di rispondere a una domanda in forte crescita e al tempo stesso dalle esigenze di trasparenza normativa, sicurezza operativa e protezione del consumatore introdotte dal MiCAR.
In Italia, la diffusione delle criptovalute ha registrato un'accelerazione a partire dal 2024, allineandosi alle tendenze globali e stimolando le istituzioni finanziarie a scelte più innovative. Secondo i dati OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori), a fine 2024 sono stati contati oltre 2,3 milioni di investitori italiani attivi sulle piattaforme di exchange, per un valore complessivo di asset digitali superiore ai 3 miliardi di euro. Le stime attuali proiettano il patrimonio potenziale oltre i 4 miliardi, con una crescita multipla attesa nel decennio in corso.
Il mercato delle criptovalute non è più limitato a un gruppo ristretto di appassionati o a operazioni speculative, ma rappresenta una fetta significativa della ricchezza finanziaria nazionale. Un'ampia quota di investitori italiani. fino a oggi prudenti, in attesa di una regolamentazione. sta valutando con attenzione l'ingresso, favorita dal consolidamento normativo garantito dal MiCAR.
Il sistema bancario tradizionale ha inizialmente guardato con sospetto agli asset digitali, preoccupato dalla volatilità, dai rischi di sicurezza informatica e dalle lacune regolamentari. Tuttavia, gli scambi in costante crescita, la domanda dei clienti e l'apertura delle autorità hanno portato gli istituti. sia grandi banche sia realtà specializzate. a rivalutare il posizionamento rispetto all'offerta di servizi su criptovalute.
Importanti gruppi bancari come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banca Generali hanno avviato progetti pilota, dall'acquisto diretto di Bitcoin alla strutturazione di servizi di custodia per i clienti. Altri istituti, come Sella, Fineco e BNL Paribas, stanno esplorando partnership con fintech e società di custodia specializzate.
Entro il biennio 2025-2026, gli istituti finanziari italiani avranno la possibilità. e, in molti casi, la necessità. di ampliare la propria offerta integrando una gamma di servizi per la gestione degli asset digitali. Le soluzioni, progettate in linea con i requisiti normativi europei e con uno sguardo verso la clientela retail e istituzionale, spazieranno su diversi ambiti chiave:
Un primo snodo riguarda l'attivazione di servizi di acquisto, vendita e scambio di asset digitali direttamente dalle app e dalle piattaforme home banking. Rispetto al passato, l'operatività sarà in linea con i requisiti del MiCAR: questo assicura alle transazioni cripto standard di trasparenza, best execution e assenza di conflitti d'interesse finora caratteristici solo dei mercati tradizionali.
I modelli di commissionamento. chiari, senza costi occulti. dovranno essere strutturati su base percentuale o su importi fissi, prevedendo sconti in caso di volumi elevati o profili di rischio specifici.
L'ambito del trading interesserà sia clienti retail evoluti che cercano un'alternativa agli exchange tradizionali, sia investitori istituzionali desiderosi di operare in un contesto di piena regolamentazione e tutela dei dati. Si prevede, inoltre, che solo una parte delle banche garantirà accesso a prodotti derivati basati su cripto-asset, sempre nel perimetro MiCAR e in coerenza con il profilo di rischio dichiarato dalla clientela.
Una delle aree a più alto valore aggiunto per le banche riguarda la custodia regolamentata degli asset digitali, con sistemi tecnologici avanzati che garantiscono sia la sicurezza fisica (attraverso cold wallet certificati, sistemi multi-firma e prove di riserva periodiche), sia la protezione giuridica del patrimonio.
In parallelo, le banche italiane sono chiamate a coprire il segmento della gestione fiscale, offrendo ai clienti la comodità di un servizio integrato di sostituto d'imposta e di consulenze specialistiche che assicurino la piena conformità alle normative italiane ed europee. I clienti potranno così beneficiare di:
Tra le innovazioni più attese figura la possibilità per la clientela di accedere, tramite la banca, a soluzioni di staking regolamentato su blockchain Proof-of-Stake. come Ethereum e Solana.
Oltre alla partecipazione al processo di convalida delle transazioni e all'ottenimento di ricompense, molti istituti stanno sviluppando servizi di gestione attiva di portafogli cripto, replicando nella finanza digitale l'offerta tipica della gestione patrimoniale tradizionale, con strumenti tokenizzati e commissioni di gestione trasparenti.
Infine, il credito garantito da criptovalute rappresenterà una novità strategica: clienti privati e aziende potranno accedere a prestiti e linee di credito, utilizzando asset digitali come garanzia, secondo modelli già testati nei prestiti Lombard su strumenti finanziari tradizionali.
L'evoluzione dei servizi cripto richiede competenze specifiche e partnership tecnologiche. Fra le piattaforme più avanzate nel supportare le banche italiane, CheckSig Clear si è affermata come infrastruttura d'integrazione conforme a MiCAR e agli standard di sicurezza internazionali (SOC1, SOC2 Type II).
Oltre a fornire soluzioni di custodia trasparente con verifica mensile delle riserve e coperture assicurative, queste infrastrutture propongono servizi white label per la gestione di portafogli digitali, offrendo ulteriore valore nella formazione di personale interno e della clientela. L'obiettivo è consentire agli istituti un ingresso rapido e sicuro nel settore, accrescendo la competitività rispetto agli operatori fintech stranieri.
Tra gli istituti pionieri nell'integrazione regolamentata di servizi su asset digitali, Banca Sella si distingue per una leadership riconosciuta e per un posizionamento ben differenziato rispetto ai competitor. L'autorizzazione ricevuta secondo MiCAR. la prima in Italia. ha permesso all'istituto di strutturare soluzioni proprietarie tra le più avanzate a livello europeo. La digital bank Hype (gruppo Sella) offre da tempo la possibilità di acquistare, vendere e conservare Bitcoin tramite app dedicate. L'innovazione, tuttavia, si esprime anche in altri ambiti:
Sul piano operativo, la banca ha collaborato nella definizione delle best practice MiCAR, fornendo un esempio per la governance di servizi cripto compatibili con tutte le disposizioni in materia di antiriciclaggio e Know Your Customer. Questo approccio la posiziona come benchmark per il settore e come riferimento per gli istituti che intendono ottenere rapidamente la conformità alla nuova normativa europea.
Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...