Il mercato del lavoro appare dinamico, ma il calo delle assunzioni entry-level evidenzia criticità per i giovani. Nuove competenze, salari bassi e mobilità sono alcune delle sfide.
L'accesso al mondo del lavoro rappresenta oggi una delle prove più impegnative per i giovani italiani, così come per molte altre economie avanzate. In Italia, le assunzioni con profilo di ingresso hanno subito una riduzione, con un calo del 18,8% su base annua, situazione confermata dai dati LinkedIn.
Le aspettative personali e la necessità di trovare un'occupazione che permetta una reale crescita professionale convivono con l'impressione diffusa di non essere sufficientemente pronti ad affrontare la realtà lavorativa. Il Barometro del primo impiego pubblicato da LinkedIn riflette questa incertezza: l'88% dei giovani che si affacciano al mercato del lavoro avverte di non possedere tutte le conoscenze richieste, evidenziando una distanza tra formazione e richieste del mercato.
Questa sindrome da inadeguatezza emerge mentre numerose statistiche evidenziano per l'Italia un calo delle opportunità di ingresso, soprattutto per i ruoli cosiddetti entry-level, e una crescente domanda di profili con competenze trasversali e capacità di adattamento. La sfida per chi muove oggi i primi passi non riguarda solo il trovare il lavoro, ma anche la capacità di leggerne le dinamiche in evoluzione e costruire un percorso personalizzato e resiliente.
Analizzando la statistica annuale, si osservano dati contrastanti tra il mercato italiano e quello di altri Paesi. Le opportunità si sono quindi rarefatte rispetto al passato: più difficile trovare impiego in settori tradizionali, con una contrazione che colpisce in particolare alcuni comparti come istruzione (-31,2%) e sanità (-25,9%).
All'estero, la situazione si presenta variegata: in Svizzera, ad esempio, dopo una flessione marcata tra il 2023 e il 2024, il primo trimestre del 2025 ha segnato una debole ripresa (+2% di posti vacanti), accompagnata da una quota record di posizioni rivolte ai profili all'inizio della carriera. La crescita delle offerte per i giovani in Svizzera appare collegata da una parte alla carenza strutturale di lavoratori qualificati, dall'altra agli effetti della ripresa seguita alla pandemia. In alcuni settori, le aziende sono disposte ad accettare una produttività iniziale inferiore in cambio di poter ricoprire le posizioni vacanti, in particolare tra le professioni MINT (matematica, informatica, scienze naturali, tecnologia) e sanità.
Una dinamica simile interessa anche altri mercati, come quello olandese e statunitense, dove gli studi segnalano benefici per i giovani all'ingresso rispetto alle fasce più anziane della popolazione attiva dopo la crisi pandemica. Tuttavia, anche all'estero la tendenza generale è verso un aumento delle richieste formative e una progressiva selezione delle risorse, soprattutto in relazione allo sviluppo tecnologico e alle richieste digitali emergenti.
Le trasformazioni del mercato del lavoro implicano che il paradigma del percorso lineare post-universitario sia in via di superamento. Secondo esperti intervistati da LinkedIn Italia, i giovani oggi incontrano più complessità nell'individuare una sola corretta traiettoria professionale, dovendo invece sviluppare una spiccata attitudine all'adattamento e alla formazione continua.
Il collegamento tra studio e applicabilità pratica delle competenze è considerato strategico: saper tradurre la teoria in pratica concreta si rivela una delle capacità più ricercate. «Il talento non è solo ciò che sai fare, ma quanto velocemente riesci a evolvere», sottolinea Olga Farreras Casado, career expert. I ruoli emergenti richiedono un mix di skill digitali, relazionali e capacità di problem solving, con la necessità di spacchettare anche i lavori più nuovi in singole abilità: in questo modo, si riesce ad avere maggiore consapevolezza del proprio percorso professionale.
L'orientamento formativo deve quindi essere il più possibile attento sia alle hard skill che alle soft skill, valorizzando la curiosità, la rapidità di apprendimento, la flessibilità e soprattutto la capacità di leggere in tempi brevi il contesto di mercato.
Nonostante la diminuzione complessiva delle posizioni di ingresso, alcuni settori mostrano tenuta o crescita e rappresentano una risorsa importante per i giovani. Le opportunità risultano maggiormente concentrate in ruoli ibridi che uniscono creatività, business e tecnologia. Nella top ten dei profili in crescita figurano oggi:
Dal punto di vista settoriale, marketing e comunicazione risultano penalizzati, mentre comparti come l'intrattenimento e la ristorazione fanno meglio della media nazionale, e l'area education e healthcare mostrano le maggiori difficoltà di tenuta rispetto alle trasformazioni del mercato.
Le criticità di contesto che emergono dal Barometro LinkedIn sono molteplici: salario basso, contratti brevi e scarsa disponibilità di posizioni a tempo indeterminato incidono pesantemente sulla reale possibilità di ottenere l'autonomia economica. Il 37% dei giovani indica come principale ostacolo uno stipendio troppo basso rispetto al costo della vita, il 28% lamenta una precarietà legata a rapporti lavorativi temporanei e il 25% dichiara difficoltà nel trovare occupazione nella propria città di residenza. Di seguito una tabella che riassume le principali criticità:
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Ostacolo |
% segnalazione |
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Stipendio insufficiente |
37% |
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Contratti instabili/temporanei |
28% |
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Assenza di opportunità locali |
25% |
Questi dati evidenziano il rischio di un divario crescente tra aspettative di indipendenza e possibilità effettive offerte dal mercato, con la conseguenza che molti giovani sono costretti ad accettare lavori poco retribuiti, con orari discontinui o con condizioni contrattuali poco trasparenti.
La ricerca di condizioni economiche migliori e di maggiore stabilità ha spinto un numero crescente di giovani a considerare la possibilità di un'esperienza professionale fuori dall'Italia. Secondo i dati LinkedIn, il 48% dei giovani sarebbe disposto a trasferirsi all'estero per ottenere un salario più alto, il 33% per accedere a migliori benefit o a una maggiore qualità della vita, e il 28% per trovare più ampie opportunità di carriera e maggiore certezza nel proprio settore.
Le destinazioni principali sono i Paesi dell'Europa occidentale, in particolare Germania, Svizzera e Francia, dove le condizioni di ingresso risultano spesso migliori e più trasparenti. In queste realtà, la carenza di lavoratori qualificati dovuta anche a fattori demografici e innovazione tecnologica favorisce infatti una maggiore disponibilità di posizioni rivolte ai profili junior e neo-laureati.
In parallelo, si assiste a una ridefinizione delle aree occupazionali interne, con la crescita di poli come Padova e Firenze, che si affiancano alle grandi città come Milano e Roma. Il fenomeno accentua la mobilità sia tra regioni sia a livello internazionale, segnalando una nuova geografia del lavoro giovanile.
Le nuove generazioni esprimono aspettative più elevate rispetto al passato in materia di trasparenza, crescita personale e condizioni contrattuali. Tra i principali red flag nella scelta di un impiego entry-level, figurano:
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...