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Il sabato la maggior parte degli italiani va a fare la spesa: come i supermercati e discount ti fanno spendere di più

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il
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Il sabato si conferma il giorno della settimana in cui gli italiani preferiscono fare la spesa. Complice il tempo libero dal lavoro, la possibilità di organizzare con calma il carrello per l'intera settimana e la voglia di dedicare più attenzione alla scelta dei prodotti, il weekend rappresenta per supermercati e discount il momento di picco delle

Il sabato si conferma, anno dopo anno, il giorno della settimana in cui gli italiani preferiscono fare la spesa. Complice il tempo libero dal lavoro, la possibilità di organizzare con calma il carrello per l'intera settimana e la voglia di dedicare più attenzione alla scelta dei prodotti, il weekend rappresenta per supermercati e discount il momento di picco delle vendite. Non è un caso, quindi, che le catene della grande distribuzione organizzata (GDO) si preparino con largo anticipo a quello che nel gergo del settore viene ormai chiamato comunemente "lo spesone del weekend".

Perché il sabato è il giorno preferito per la spesa

Diverse indagini di settore confermano che il picco di frequentazione dei punti vendita alimentari si concentra tra il venerdì pomeriggio e il sabato mattina, con un ulteriore aumento nel primo pomeriggio del sabato stesso. Le ragioni sono diverse e in gran parte legate alle abitudini lavorative e familiari degli italiani.

Chi lavora dal lunedì al venerdì tende infatti a rimandare la spesa settimanale nel weekend, quando può muoversi senza fretta, confrontare i prezzi, valutare le offerte e magari fare acquisti insieme al resto della famiglia. Il sabato diventa così non solo un momento funzionale, ma anche una sorta di rito settimanale, spesso associato a una spesa più corposa rispetto a quella effettuata durante la settimana, quando prevalgono acquisti rapidi e mirati.

A questo si aggiunge un altro fattore: molte insegne fanno partire proprio nel weekend le nuove offerte promozionali, con volantini che entrano in vigore dal giovedì o dal venerdì e restano validi fino alla domenica. Questo meccanismo spinge ulteriormente i consumatori a concentrare gli acquisti proprio in quei giorni, per non perdere le occasioni migliori.

Cosa fanno supermercati e discount per prepararsi allo spesone del weekend

Le catene della grande distribuzione conoscono bene questa dinamica e da tempo hanno strutturato una vera e propria macchina organizzativa pensata per gestire l'aumento di flusso nei punti vendita. Vediamo nel dettaglio le principali strategie adottate.

Rifornimento scaffali e gestione della logistica

Uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione della logistica nei giorni che precedono il weekend. I magazzini centrali e i punti vendita ricevono consegne aggiuntive già dal giovedì e dal venerdì, in modo da garantire scaffali pieni per l'intero sabato e la domenica. Particolare attenzione viene riservata ai prodotti a rotazione veloce, come frutta, verdura, latticini, pane e carne, che rischiano più facilmente di esaurirsi in caso di grande affluenza.

Molte catene utilizzano sistemi di previsione della domanda basati sui dati di vendita storici, incrociati con variabili come il meteo, eventuali festività o eventi locali, per calibrare con precisione le quantità di merce da inviare ai singoli punti vendita. Questo permette di ridurre al minimo il rischio di scaffali vuoti, uno dei principali motivi di insoddisfazione per i clienti durante lo spesone del weekend.

Personale aggiuntivo e turni rinforzati

Un altro elemento chiave riguarda la gestione del personale. Nei giorni di maggiore affluenza, supermercati e discount aumentano il numero di addetti presenti in negozio, sia ai reparti freschi (banco gastronomia, macelleria, pescheria) sia alle casse, dove le code rappresentano storicamente uno dei principali punti critici dell'esperienza d'acquisto.

Molte insegne sia di supermercati che di discount pianificano turni specifici per il weekend, spostando parte del personale dai turni infrasettimanali a quelli del venerdì pomeriggio e del sabato, quando il flusso di clienti è più intenso. In alcuni casi vengono anche attivati addetti stagionali o part time, soprattutto nei periodi dell'anno in cui la spesa del weekend si somma a eventi particolari, come le festività o i saldi.

Promozioni e volantini pensati per il weekend

Come accennato, la programmazione delle offerte promozionali è pensata in funzione proprio dei giorni di maggiore affluenza. I volantini settimanali, che spesso partono dal giovedì, sono costruiti in modo da mantenere alta l'attrattività dei prezzi fino alla domenica, incentivando i clienti a concentrare gli acquisti nel weekend.

Non è raro che alcune catene riservino le promozioni più aggressive, penso agli sconti su carne, pesce fresco o prodotti da forno, proprio al sabato, quando la domanda di questi prodotti freschi è maggiore. Questo consente ai punti vendita di smaltire più rapidamente le scorte deperibili, riducendo gli sprechi alimentari.

Attenzione particolare al reparto freschi e alla panetteria

I reparti dei prodotti freschi, in particolare panetteria, gastronomia e ortofrutta, ricevono un'attenzione speciale nella pianificazione del weekend. Il sabato mattina, molti punti vendita aumentano la produzione interna di pane, pizza e prodotti da forno, cercando di garantire la massima freschezza proprio nelle ore di punta.

Allo stesso modo, i banchi taglio di macelleria e pescheria vengono rinforzati con personale dedicato, in grado di gestire un numero maggiore di richieste personalizzate, come tagli specifici di carne o porzionature su misura, che nel weekend registrano un incremento significativo rispetto ai giorni feriali.

Gestione delle casse e diffusione del self checkout

Il tema delle code alle casse resta uno dei nodi più delicati per la gestione dello spesone del weekend. Per questo motivo, la maggior parte delle catene ha investito negli ultimi anni in soluzioni di self checkout e casse automatiche, che permettono di velocizzare le operazioni di pagamento e distribuire meglio i flussi di clienti.

Parallelamente, nei giorni di maggiore affluenza vengono aperte tutte le casse disponibili, comprese quelle normalmente utilizzate solo in orari di picco, e in alcuni casi vengono attivati percorsi dedicati per chi ha pochi articoli, in modo da alleggerire la pressione sulle casse tradizionali.

Il lato meno raccontato: come i supermercati si preparano a farti spendere di più

Dietro l'organizzazione logistica dello spesone del weekend, però, si nasconde anche un altro livello di preparazione, molto meno pubblicizzato dalle catene ma altrettanto studiato nei minimi dettagli: quello legato al cosiddetto "shelf marketing", l'insieme di tecniche di psicologia della vendita pensate per spingere i clienti a riempire il carrello più del previsto, sfruttando proprio i momenti di maggiore affluenza come il sabato.

Il primo strumento, quasi banale ma estremamente efficace, è il carrello stesso. Dagli anni '30 a oggi, la capienza dei carrelli della spesa è progressivamente aumentata: più il carrello è grande, più la mente percepisce come "normale" riempirlo, e un carrello mezzo vuoto genera inconsciamente la sensazione di non aver comprato abbastanza, spingendo ad aggiungere altri prodotti non previsti in lista.

Anche la disposizione dei prodotti negli scaffali non è mai casuale. Gli articoli con il margine di guadagno più alto per il negozio vengono posizionati all'altezza degli occhi, la zona di massima visibilità, mentre i prodotti più economici o le alternative meno redditizie per la catena finiscono spesso sugli scaffali più bassi o più alti, meno comodi da raggiungere e quindi meno frequentemente scelti d'impulso. Allo stesso modo, i beni di prima necessità — pane, latte, uova — vengono deliberatamente collocati in fondo al negozio o distanti tra loro, così da costringere il cliente ad attraversare il maggior numero possibile di corsie, aumentando le occasioni di acquisto non programmato lungo il percorso.

Un ruolo simile lo gioca il posizionamento delle bevande e dell'acqua, quasi sempre relegate all'ultima parte del percorso: si tratta di prodotti pesanti e ingombranti che, se raccolti a inizio spesa, darebbero l'impressione di un carrello già pieno, scoraggiando ulteriori acquisti. Lasciandoli per ultimi, invece, il cliente ha già riempito il carrello di tutto il resto prima ancora di accorgersene.

Alle casse, poi, si concentra l'ultima ondata di tentazioni: barrette, caramelle, piccoli oggetti da poco prezzo posizionati apposta lungo la fila d'attesa, pensati per generare acquisti d'impulso proprio nei minuti morti prima di pagare, quando la resistenza del cliente è più bassa e la spesa "principale" è ormai già stata fatta.

Anche l'architettura stessa dei punti vendita contribuisce a questo meccanismo: la quasi totale assenza di finestre e orologi visibili nei supermercati non è casuale, ma serve a far perdere ai clienti la cognizione del tempo trascorso all'interno del negozio, favorendo sessioni di spesa più lunghe e, di conseguenza, carrelli più pieni. A tutto questo si aggiungono le tecniche di prezzo psicologico, come i valori che terminano in ",99" (percepiti dal cervello come sensibilmente più bassi rispetto al numero tondo successivo), o l'effetto "esca": inserire in un volantino o su uno scaffale un prodotto molto più caro accanto a quelli realmente in promozione, così da far percepire questi ultimi come un affare particolarmente conveniente, anche quando il risparmio reale è minore di quanto sembri.

Va detto, per onestà, che nessuna di queste tecniche costituisce un illecito: si tratta di strategie di marketing e di visual merchandising perfettamente legali, diffuse in tutto il mondo e non solo in Italia. Ma conoscerle è il primo passo per difendersi: fare la spesa con una lista scritta in anticipo, evitare di entrare al supermercato a stomaco vuoto, confrontare sempre il prezzo al chilo o al litro riportato sui cartellini (spesso in caratteri più piccoli rispetto al prezzo finale) e, quando possibile, scegliere un cestino al posto del carrello per gli acquisti più contenuti, sono tutti accorgimenti che aiutano a limitare l'effetto di queste tecniche, riportando il controllo della spesa nelle mani del consumatore.

Il ruolo dei discount nella spesa del weekend

Se un tempo il sabato era considerato il giorno tipico della grande spesa nei supermercati tradizionali, oggi anche i discount hanno assunto un ruolo centrale in questa dinamica. Le principali catene discount italiane hanno progressivamente ampliato l'assortimento, introducendo più prodotti freschi, marchi noti e linee premium, rendendo il weekend un momento strategico anche per loro.

Anche i discount, quindi, si preparano allo spesone del sabato con logiche simili a quelle dei supermercati tradizionali: rifornimenti aggiuntivi, personale rinforzato e promozioni mirate. In molti casi, la leva principale resta comunque il prezzo, con offerte particolarmente competitive proprio nel weekend, pensate per attrarre famiglie alla ricerca del miglior rapporto tra qualità e convenienza.

Consigli utili per chi fa la spesa nel weekend

Per i consumatori che continuano a preferire il sabato come giorno per fare la spesa, alcuni piccoli accorgimenti possono rendere l'esperienza più efficiente:

  • Evitare le ore di punta, generalmente concentrate tra le 10 e le 13 del sabato mattina, preferendo la tarda mattinata del venerdì o il tardo pomeriggio della domenica, quando l'affluenza tende a calare.
  • Consultare in anticipo i volantini delle principali catene, disponibili online o tramite app dedicate, per pianificare gli acquisti e sfruttare al meglio le promozioni attive nel weekend.
  • Preparare una lista della spesa dettagliata, così da ridurre i tempi di permanenza in negozio, soprattutto nei giorni di maggiore affollamento.
  • Valutare il self checkout, quando disponibile, per chi ha un numero limitato di articoli, riducendo così i tempi di attesa alle casse tradizionali.

 






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Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...