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Altroconsumo dice dove risparmiare fino a 3790 euro nel fare la spesa, Federconsumatori dice quanto rischi di perdere: il confronto

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Supermercati e discount a confronto tra dati Altroconsumo e Federconsumatori: quanto si può risparmiare sulla spesa, quali rischi si corrono e come scegliere tra qualità, convenienza e strategie.

Gestire il budget familiare, oggi, significa analizzare con attenzione ogni voce di spesa, soprattutto quella riferita agli acquisti alimentari. Le indagini svolte da Altroconsumo e Federconsumatori restituiscono una fotografia dettagliata di come scegliere dove acquistare può incidere in modo decisivo sul portafoglio degli italiani. Mentre Altroconsumo mette in fila i supermercati e i discount che permettono risparmi considerevoli, Federconsumatori sposta l'accento sui rischi di una spesa poco consapevole, tra rincari e perdite potenziali. Questo confronto, sempre più essenziale in un periodo segnato da rincari generalizzati e offerte molto variegate, richiama l'attenzione su come orientarsi tra qualità e convenienza senza trascurare la sostenibilità delle scelte quotidiane.

Supermercati e discount dove si risparmia di più

L'ultimo rapporto Altroconsumo prende in esame più di 1.150 punti vendita presenti in 67 città sparse su tutto il territorio nazionale. Questa vasta analisi ha visto la raccolta di oltre 1,5 milioni di prezzi su 124 categorie di prodotti, comprendenti alimentari, cura della casa, persona e animali domestici. Il dato che emerge risulta sorprendente: per una famiglia di quattro persone, la scelta del punto vendita più conveniente può far risparmiare fino a 3.790 euro l'anno, che si traduce in quasi il 40% di una spesa media stimata in 9.450 euro.

Eurospin si conferma la catena regina sul fronte del risparmio grazie ai prezzi più bassi rilevati sui prodotti economici. Per il carrello misto, che rispecchia le abitudini di molte famiglie, combinando brand, prodotti di private label e articoli a basso costo, i discount guidano la graduatoria: in particolare Eurospin e In's Discount occupano le prime posizioni, con Lidl e Aldi a breve distanza. Il risparmio con questa strategia può superare i 2.790 euro annui per una famiglia di quattro persone.

La ricerca evidenzia, inoltre, differenze territoriali marcate. Il Nord-Est, con Veneto e Trentino-Alto Adige in testa, risulta la macroregione più accessibile dal punto di vista dei prezzi e della concorrenza tra catene distributive. Alcune città, come Treviso, Milano e Bologna, offrono i margini più ampi tra negozio più caro e più economico, spesso raggiungendo differenze anche di 1.100-1.390 euro l'anno. Non solo discount: tra i supermercati tradizionali, Dok e Ipercoop guidano la classifica, specialmente se si privilegiano prodotti di marca. Per la fascia di prodotti a marchio dell'insegna, invece, si segnala la leadership di Spazio Conad, con distacchi fino al 19% rispetto alle insegne meno competitive.

Questa graduatoria, aggiornata al 2026, restituisce la realtà di un settore in forte trasformazione: i discount continuano a eccellere per il primo prezzo, ma anche iper e supermercati tradizionali puntano su promozioni, private label e strategie innovative per trattenere la clientela.

Criteri di valutazione: qualità, convenienza e soddisfazione

La valutazione dei supermercati non si limita al prezzo. Altroconsumo, attraverso il coinvolgimento di oltre 22.000 consumatori, ha messo al centro la qualità dell'esperienza d'acquisto. Tra i parametri valutati spiccano:

  • Convenienza dei prezzi, Identificata come il principale vettore di soddisfazione.
  • Qualità generale dei prodotti, Sia per quelli di marca sia per le referenze a marchio dell'insegna.
  • Comfort e pulizia del punto vendita, Elementi come organizzazione degli spazi, ordine e rapidità alle casse incidono sulla percezione globale.
  • Efficacia delle promozioni, Valore aggiunto attribuito alle offerte e agli sconti periodici.
  • Rapporto umano, La disponibilità e la competenza del personale risultano determinanti, soprattutto nelle insegne locali.
L'indice elaborato si esprime su base 100, con un punteggio pari o superiore a 75 che sancisce la qualità ottima. NaturaSì si distingue ai vertici della graduatoria nazionale, soprattutto per l'ampiezza dell'assortimento e la qualità dell'offerta. Tra i discount, Eurospin e Aldi primeggiano nel coniugare risparmio con piacevolezza di acquisto: il 71% degli intervistati valuta buoni o molto buoni i prodotti a marchio economico, mentre il 65% apprezza pulizia e comodità delle strutture.

Le catene locali, come DEM, Visotto, Rossetto e Mercatò, raggiungono punteggi notevoli, soprattutto grazie al senso di familiarità, alla vicinanza geografica e all'attenzione alle esigenze della clientela. Tra le insegne tradizionali, spiccano ulteriormente per ortofrutta (Coop), carne e pesce (Borello), comfort del punto vendita (Cadoro) e trasparenza dei prezzi (CTS e Iper).

Quanto si può risparmiare: scenari familiare e geografici

I dati mostrano come il risparmio potenziale cambi in base al profilo familiare e alla collocazione geografica. Una famiglia composta da quattro persone, scegliendo sistematicamente i punti vendita ed i prodotti meno costosi, può alleggerire la spesa alimentare annuale fino a 3.790 euro rispetto alla media nazionale. Anche per single e coppie i margini rimangono importanti: rispettivamente 2.305 euro e 3.355 euro l'anno sulla base di una spesa potenziale di 5.740 e 8.360 euro:

Tipologia

Spesa media annua

Risparmio massimo

Famiglia (4 persone)

9.450 €

3.790 €

Coppia

8.360 €

3.355 €

Single

5.740 €

2.305 €

La forbice geografica resta ampia: le regioni del Nord (soprattutto il Nord-Est) continuano a garantire la spesa annuale più bassa per le famiglie, favorite sia da una concorrenza più accesa che da redditi medi più elevati. In Veneto, ad esempio, la spesa alimentare incide circa il 12% sul bilancio, a fronte del 19% nel Sud Italia. Venezia, Como e Verona registrano le cifre minime di spesa, mentre Sassari e alcune province meridionali restano penalizzate dall'assenza di forti incentivi competitivi e da reti distributive meno efficienti.

Le dinamiche inflattive degli ultimi anni hanno rallentato il miglioramento del quadro: fra il 2024 e il 2026 il carrello alimentare è aumentato dell'1-2% all'anno, in flessione rispetto agli anni precedenti ma sempre su cifre non trascurabili. In media, il Nord mantiene la leadership nel risparmio, il Centro si posiziona in fascia intermedia e il Sud, pur spendendo meno in termini assoluti, vede la spesa pesare molto di più sul bilancio familiare.

Il dilemma secondo Federconsumatori: rischi e margini

Senza un'attenta pianificazione è facile lasciarsi attrarre esclusivamente dalla logica del risparmio immediato, rischiando però di incorrere in acquisti meno vantaggiosi nel medio termine. Federconsumatori sottolinea i margini di perdita nascosti dietro il semplice prezzo più basso, ricordando che non sempre la spesa meno costosa corrisponde alla migliore soluzione complessiva per il consumatore. Il carrello va valutato non soltanto in relazione al prezzo, ma anche tenendo conto di fattori come la qualità, la tracciabilità dei prodotti, la durata nel tempo, il servizio post-vendita e la facilità di eventuale sostituzione o rimborso.

Tra i rischi individuati spiccano:

  • L'attrattiva fugace di promozioni temporanee e 3x2 che possono indurre a comprare più del necessario, con possibili sprechi.
  • La scelta di prodotti estremamente economici, talvolta di qualità inferiore o soggetti a minor controllo sulle filiere (poco trasparente anche per il consumatore attento).
  • La difficoltà nel valutare i reali margini di differenza tra prodotti di marca e private label: non sempre il risparmio si traduce in convenienza effettiva, soprattutto se i prodotti più economici risultano meno durevoli o funzionali.
Federconsumatori ricorda inoltre che il calcolo del risparmio deve tenere conto di tutte le voci associate alla spesa alimentare: trasporto, energie impiegate per la conservazione o la preparazione, sprechi e deterioramenti. Un errore comune, infine, è quello di ignorare promozioni gonfiate che possono ingannare sul reale vantaggio economico: la normativa sui saldi e le promozioni stagionali, come previsto dal Codice del Consumo, richiede la massima trasparenza, con prezzi originari sempre ben visibili e chiari riferimenti sulla durata e l'entità degli sconti.


Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...