Nei processi di selezione, le informazioni formative consentono ai selezionatori di comprendere il livello di preparazione, la motivazione e la capacità del candidato di portare a termine obiettivi impegnativi. In particolare, il voto finale ottenuto in un percorso di studi universitario è spesso oggetto di grande attenzione: numerosi recruiters associano risultati brillanti a doti quali determinazione, costanza e affidabilità.
Sezione istruzione nel CV: cosa includere e in quale ordine
La struttura della sezione istruzione varia in base alla carriera del candidato. Chi ha appena terminato gli studi universitari dovrebbe posizionarla tra le prime sezioni, subito dopo i dati anagrafici e il profilo personale, mentre chi vanta una lunga carriera preferirà anticipare le esperienze professionali. Gli elementi da includere sono:
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Denominazione precisa dei titoli di studio (ad esempio Laurea triennale in ... o Laurea magistrale in ...).
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Istituto o Università e la città in cui si trova.
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Periodo di frequenza o anno di conseguimento (mese/anno).
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Voto finale, ove previsto e utile ai fini selettivi.
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Titolo della tesi e relatore, solo se rilevante per la posizione.
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Eventuali riconoscimenti, certificazioni o premi.
Si raccomanda
l'ordine cronologico inverso: prima il titolo, a seguire i precedenti. La
scuola media va omessa, mentre eventuali corsi post-laurea, master e certificazioni professionali meritano uno spazio separato, sempre se pertinenti alla candidatura. L'inclusione del voto, in particolare, deve essere ponderata: se rappresenta un'eccellenza, contribuisce al rafforzamento della candidatura; in alternativa, si può optare per l'omissione, restando però trasparenti qualora venga richiesto nelle fasi successive.
Voto di laurea nel CV: quando è obbligatorio o consigliato
La scelta di riportare il voto finale di laurea nel curriculum può dipendere da diversi fattori, tra cui natura della candidatura, settore di riferimento e specifiche richieste del datore di lavoro:
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Obbligatorietà: la menzione del voto risulta necessaria in presenza di norme che ne impongano l'indicazione. Nei concorsi pubblici, ad esempio, il bando prevede esplicitamente che i candidati indichino il risultato conseguito poiché il voto incide sul punteggio finale. Anche in alcune selezioni accademiche o per programmi di recruiting strutturati (es. graduate program), la richiesta può essere formale e imprescindibile.
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Consigliabilità: nel contesto privato, inserire la valutazione numerica è spesso un vantaggio se alta o molto alta. Un voto di laurea significativo (es. 110/110, 110 e lode o voti superiori a 105/110) rappresenta un plus, soprattutto per i neolaureati o chi ha poca esperienza professionale. Nei settori altamente competitivi o per posizioni junior, il dato numerico può orientare positivamente il giudizio del recruiter. Viceversa, qualora il voto sia medio o basso, si può scegliere consapevolmente di tralasciarlo, privilegiando altri aspetti della formazione o dell'extracurricularità.
È necessario essere
sempre onesti: qualora il recruiter richieda dettagli in fase di colloquio o selezione, omettere o dichiarare informazioni non veritiere rappresenta
un grave errore di affidabilità. Negli altri casi, valutare attentamente di volta in volta se la trasparenza sul voto valorizza o penalizza la candidatura.
Differenze laurea triennale e magistrale: quale voto nel CV?
La struttura dei percorsi universitari italiani distingue tra laurea triennale e laurea magistrale, ciascuna con una propria valutazione finale. Quando si compila il curriculum, la scelta su quale voto indicare può variare in funzione del percorso svolto e del contesto:
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Candidati con entrambi i titoli (triennale e magistrale): inserire il voto più recente - tipicamente quello della magistrale - è spesso sufficiente, poiché rappresenta la parte più avanzata e attuale del percorso formativo. Tuttavia, se il risultato della triennale è eccellente e può rafforzare ulteriormente il profilo (ad esempio due voti massimi ottenuti), è possibile citare entrambi.
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Candidati con soltanto la triennale: in questo caso, indicare il voto è auspicabile per fornire una visione completa del proprio profilo formativo.
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Partecipazione a concorsi o bandi: quando i regolamenti richiedono la somma delle valutazioni o la specifica menzione di entrambe, occorre adeguarsi alle istruzioni.
In breve, la scelta dipende dal
peso dei risultati, dalla coerenza con il profilo ricercato e dalle richieste specifiche dell'avviso o della posizione:
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Esempio
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Indicazione dei voti
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Laurea Magistrale completata
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Inserire voto solo per la magistrale (opzionale quello triennale)
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Solo Laurea Triennale
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Voto della triennale
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Richiesta bando/ente
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Tutti i voti richiesti in ordine di conseguimento
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Come valorizzare i titoli di studio e i voti in base al profilo
Un CV efficace adatta la sezione formazione al ruolo per cui si presenta la candidatura. Non esiste infatti un unico metodo, ma dipende dal target:
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Profili junior o neolaureati: è preferibile fornire dettagli approfonditi sul percorso universitario (esami chiave, tesi, stage curricolari), includendo il voto se elevato. Ciò aiuta a dimostrare il livello di preparazione specialistica, competenze trasferibili e motivazione.
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Candidati con esperienza: se il percorso professionale risulta più marcato, la sezione istruzione si riduce a elementi essenziali (titoli, istituto e anno). Il voto può essere menzionato solo se particolarmente alto o se richiesto dalla posizione per cui ci si candida.
Ulteriore valorizzazione può avvenire inserendo
riconoscimenti accademici, specializzazioni o attività extracurriculari collegate alla professione target, focalizzando così l'attenzione sui punti di forza realmente rilevanti per la posizione desiderata.
Strategie per inserire (o omettere) il voto di laurea nel CV
Alcuni suggerimenti per gestire in modo strategico il voto di laurea includono:
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Inserimento mirato: è vantaggioso riportare il voto nei CV in cui si concorre per posizioni in ambito accademico, legale, finanziario o per graduate program, dove l'eccellenza accademica è valorizzata.
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Omissione consapevole: se la valutazione non rispecchia il livello atteso, è preferibile soffermarsi su altri elementi quali la rilevanza delle materie, la qualità della tesi, gli stage o le esperienze formative parallele.
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Formulazione chiara: quando si indica il voto, mantenere una formattazione omogenea e professionale, senza abbreviazioni poco chiare (es. 110/110 e lode; 102/110).
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Risposta all'eventuale richiesta: essere pronti a fornire la valutazione su richiesta del recruiter, dimostrando trasparenza e maturità.
La strategia migliore consiste nell'anticipare le possibili domande del selezionatore, fornendo una presentazione chiara e completa, ma solo quando realmente premiante per il proprio percorso.
Errori da evitare nella sezione istruzione e voti del CV
Alcuni errori ricorrenti possono compromettere la percezione del profilo. Da evitare:
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Informazioni incomplete o poco chiare: mancanza di date, istituti o tipo di titolo ottenuto.
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Disordine cronologico nell'esposizione dei percorsi.
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Menzione di voti bassi senza motivazione o l'inserimento forzato della nota finale.
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Utilizzo di abbreviazioni poco comprensibili o sigle non spiegate all'inizio.
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Menzioni di titoli non conseguiti, o informazioni non aggiornate.
Occorre garantire che
l'intera sezione risulti veritiera, coerente e ordinata, rispettando le aspettative del destinatario e facilitando la comprensione del proprio percorso.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni.
In modo particolar...