Nel 2026 cambiano gli scenari per la mobilità sostenibile: gli incentivi per la conversione delle auto a GPL offrono nuove opportunità economiche ed ecologiche, tra strategie governative e benefici.
Il governo italiano ha previsto misure mai così indirizzate a favorire la conversione delle auto a benzina già circolanti verso alimentazioni meno impattanti, come il GPL. Questa misura, all'interno di un quadro più ampio destinato sia a cittadini sia a operatori industriali, risponde alle esigenze di famiglie e automobilisti, offrendo un'alternativa concreta all'acquisto di una vettura nuova tramite la conversione.
Secondo le direttive ministeriali, il pacchetto riservato al retrofit a GPL rappresenta una delle componenti più innovative della strategia pubblica: rinnovare senza rottamare, dando nuova vita a ciò che già circola. L'obiettivo: riduzione delle emissioni e maggiore sostenibilità economica nelle scelte di mobilità, in linea con la transizione ecologica.
Il termine retrofit definisce l'installazione di un impianto GPL su veicoli originariamente progettati per utilizzare un altro tipo di carburante, solitamente benzina. Questo intervento tecnico consente di convertire l'auto senza doverla sostituire, allungandone la vita utile e abbattendo i costi.
Dal punto di vista ambientale, la conversione garantisce una sostanziale riduzione delle emissioni di CO₂ e degli inquinanti locali, sfruttando un combustibile già maturo e ampiamente disponibile come il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto). Gli effetti si riflettono non solo sulla qualità dell'aria urbana ma anche nel contenimento dell'inquinamento globale, soprattutto considerando il patrimonio di auto circolanti in Italia.
Sul piano economico la trasformazione a GPL conviene sia ai privati sia alle imprese. Il risparmio sul pieno è evidente: un litro di GPL costa mediamente meno di metà rispetto alla benzina o al diesel:
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Carburante |
Costo medio €/litro |
Costo per 50L |
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Benzina |
1,64 |
82,00 |
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Diesel |
1,68 |
84,10 |
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GPL |
0,69 |
34,50 |
Oltre alla spesa inferiore, le auto a GPL godono di agevolazioni fiscali e, spesso, limitazioni ridotte alla circolazione nei periodi di blocco del traffico. La possibilità di trasformare veicoli già circolanti risponde inoltre all'esigenza di non dover sostenere i costi per un'auto nuova, un'opportunità rilevante per le famiglie e i professionisti.
La crescita della filiera dei carburanti alternativi in Italia, sostenuta anche dalle versioni bio e rinnovabili del GPL, rafforza ulteriormente i vantaggi legati alla conversione, sia dal punto di vista dell'impatto locale che della sicurezza degli approvvigionamenti energetici.
Le misure per il 2026 prevedono un pacchetto di incentivi per chi effettua la conversione di auto a benzina verso alimentazione GPL. Nell'ambito del Fondo Automotive 2026-2030 è stato confermato uno stanziamento complessivo di 21 milioni di euro destinato al retrofit a gas, con l'obiettivo di favorire la riduzione delle emissioni senza imporre la rottamazione obbligatoria.
Il funzionamento degli incentivi segue il principio dello sconto diretto in fattura: il contributo previsto (fino a 400 euro per il GPL, secondo le prime bozze regolamentari) viene applicato direttamente dal professionista installatore autorizzato al momento della conversione, rendendo il beneficio immediatamente fruibile e senza procedimenti burocratici complessi.
Il piano prevede una distribuzione delle risorse tra domanda (ossia cittadini e clienti privati) e offerta (filiera industriale, ricerca e sviluppo, componentistica). Il 25% del fondo totale è destinato ai cittadini attraverso iniziative come:
Per accedere agli incentivi alla conversione, le auto devono rispettare alcuni parametri tecnici stabiliti dal DPCM di attuazione in fase di pubblicazione. È confermato che il veicolo deve essere almeno Euro 4 per poter beneficiare del contributo, escludendo di fatto i modelli più datati e meno efficienti in termini di emissioni:
Il contributo viene gestito in maniera semplificata dagli installatori autorizzati, che si fanno carico anche degli adempimenti amministrativi, a tutela della trasparenza e tracciabilità.
A questi vantaggi si aggiungono, a livello locale, eventuali ulteriori agevolazioni regionali e comunali.
L'attivazione effettiva dei nuovi incentivi è fissata in base ai tempi di pubblicazione del decreto attuativo. Le notizie provenienti dal Tavolo Automotive evidenziano la volontà ministeriale di rendere operativi i contributi già nei primi mesi del 2026 al fine di evitare ritardi riscontrati nei cicli precedenti.
Ad oggi, manca una data ufficiale di avvio, ma la dotazione finanziaria è certa e la macchina procedurale è avviata. Il meccanismo prevede comunque:
L'esigenza di promuovere una transizione accessibile e sostenibile per il vasto parco circolante italiano ha guidato la scelta delle istituzioni. Il retrofit viene considerato soluzione pragmatica ed economicamente efficiente:
Questo approccio testimonia la volontà di accompagnare cittadini e imprese nel percorso di transizione evitando effetti regressivi sulle fasce di popolazione meno abbienti e valorizzando il patrimonio veicolare esistente.
Il Fondo Automotive previsto dal governo italiano struttura l'intervento su due assi paralleli:
Le associazioni di settore evidenziano che il successo di questa transizione dipende dalla tempestività nell'erogazione degli incentivi e dalla continuità delle politiche di sostegno, in modo che tutte le categorie interessate possano beneficiarne realmente.