Tra tassi d'interesse in evoluzione e nuove politiche della BCE, la gestione della liquidità tramite fondi monetari, ETF e conti deposito si rinnova, tra valutazioni di rischi, rendimenti, fiscalità.
La fase dei tassi di interesse alti in Europa è ormai alle spalle. A seguito degli ultimi interventi della Banca Centrale Europea sull'allentamento monetario, il panorama per chi gestiva la liquidità ha subìto trasformazioni sia dal punto di vista delle opportunità che dei rischi. Se il biennio 2022-2024 aveva abituato operatori e risparmiatori a una remunerazione interessante anche su scadenze molto brevi, oggi l'evoluzione dei tassi cambia la gestione di soste di capitale temporanee.
L'ipotesi di riscoprire un contesto a liquidità quasi gratuita pre-2022 sembra, secondo la maggior parte degli analisti, alquanto remota. Ci troviamo quindi in una fase di transizione, in cui anche le scelte per investire temporaneamente la liquidità richiedono maggiore attenzione rispetto al passato. Da questa situazione trova origine il dubbio pressante tra gli investitori: ha senso continuare a utilizzare gli strumenti cosiddetti monetari per impiegare la propria liquidità, oppure conviene abbracciare altre soluzioni?
La normalizzazione della curva dei tassi nell'Eurozona, dovuta alle recenti decisioni della BCE, ha modificato le logiche di rendimento e rischio dei fondi monetari ed ETF a brevissimo termine. Questi strumenti, pensati per la gestione efficiente della liquidità, sono caratterizzati da un'esposizione molto bassa alle oscillazioni di mercato, investendo principalmente in obbligazioni di emittenti solidi con scadenze inferiori ai 12 mesi.
I rendimenti attuali dei principali ETF monetari risultano ormai allineati o leggermente superiori al tasso Ester, che nelle ultime rilevazioni viaggia intorno all'1,93%. Solo i comparti più efficienti - come evidenziato dai dati FIDA - riescono a raggiungere valori prossimi al 2,7% su base annua (e anche performance più alte su orizzonti triennali), mantenendo costi di gestione molto contenuti (generalmente sotto lo 0,3% all'anno):
Valutando come impiegare la liquidità, la scelta ricade spesso tra fondi monetari, conti deposito e prodotti come buoni fruttiferi postali o titoli di Stato a breve termine:
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Strumento |
Rendimento Lordo (%) |
Tassazione (%) |
Flessibilità Disinvestimento |
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Fondi monetari in euro |
1,8 - 2,7 |
12/05/26 |
Elevata |
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Conti deposito vincolati |
2,5 - 3,5 |
26 |
Bassa (penalità su ritiro anticipato) |
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Buoni Fruttiferi Postali |
3 (su 4 anni) |
12,5 |
Media (perdita interesse su svincolo) |
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Titoli di Stato (BOT/BTP breve) |
2 - 2,8 |
12,5 |
Media |
La tassazione applicata ai fondi monetari varia in base alla composizione dei sottostanti (titoli di Stato o corporate), ma spesso risulta più favorevole rispetto ai conti deposito, soprattutto quando la maggioranza del portafoglio è investita in titoli di Stato white list.
La vera discriminante nella scelta tra le varie soluzioni risiede nella flessibilità del disinvestimento: i fondi monetari ed ETF garantiscono liquidità giornaliera senza penalità, mentre i conti deposito vincolati impongono rigidità operative importanti. I buoni postali offrono l'attrattiva della tassazione agevolata ma richiedono immobilizzazione del capitale fino alla scadenza.
Occorre poi considerare il ruolo delle challenger bank e delle piattaforme fintech, che sul deposito svincolato arrivano anche oltre il 2,9%, ma senza la garanzia di rendimenti costanti nel tempo.
La valutazione sulla convenienza dei vari strumenti per la gestione della liquidità deve tener conto di due elementi chiave: il rapporto netto tra rendimento e rischio, e la disciplina fiscale:
Le case di gestione e le banche hanno rivisto le proprie offerte in risposta al nuovo scenario dei tassi. Mentre in passato l'accento era solo sulla sicurezza, oggi la proposta punta su soluzioni più sofisticate per la gestione efficiente della liquidità. Le principali strategie seguite includono:
I fondi monetari si confermano la scelta privilegiata per chi ricerca un parcheggio temporaneo della liquidità, massima liquidabilità e un rischio contenuto. Gli scenari più ricorrenti nei quali questi strumenti risultano efficaci sono: