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IT Wallet obbligatorio per la PA, ma per i cittadini italiani (per ora) non cambia assolutamente nulla

di Marcello Tansini pubblicato il

L'IT Wallet rappresenta una nuova tappa nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana. Questo articolo esamina cosa cambia per la PA, quali documenti digitali coinvolge.

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Negli ultimi anni, l'evoluzione dei servizi digitali in Italia ha portato a significativi cambiamenti nelle modalità di accesso e fruizione di documenti e servizi pubblici. Un punto di svolta è rappresentato dall'avvio dell'IT Wallet, il nuovo portafoglio digitale nazionale introdotto nell'ambito della trasformazione digitale italiana. Sulla base di quanto previsto dal Decreto Legge n.19 del 2 marzo 2024, convertito con la Legge n. 56 del 29 aprile 2024, la Pubblica Amministrazione italiana è oggi chiamata ad adottare questo strumento, segnando un passo ulteriore verso la digitalizzazione uniforme e sicura dei servizi pubblici.

Se per le amministrazioni lo scenario si modifica con nuovi obblighi di implementazione e aggiornamento delle procedure, per i cittadini il cambiamento è meno immediato: non vi sono obblighi all'orizzonte, ma nuove opportunità che saranno via via progressivamente disponibili. Il dispositivo introduce infatti una razionalizzazione dell'identità digitale e la possibilità di conservare i principali documenti personali in un ambiente virtuale, accessibile tramite lo smartphone. Di fatto, per la popolazione italiana rimane invariata la libertà di utilizzare i tradizionali mezzi di identificazione, con la possibilità di affiancarli, ma non sostituirli, con il portafoglio digitale. Questa gradualità rappresenta una garanzia di affidabilità per l'utenza e consente una transizione digitale modulare e sicura, ispirata ai principi di responsabilità, sicurezza e innovazione.

IT Wallet: cos'è e quale funzione svolge nel contesto digitale

Il sistema IT Wallet consiste in un portafoglio digitale progettato per offrire a cittadini e imprese una modalità unica, sicura e certificata di gestione e presentazione dei propri documenti ufficiali in formato elettronico. L'obiettivo principale è semplificare l'accesso a informazioni e servizi, riducendo la burocrazia e favorendo una maggiore interoperabilità tra gli enti pubblici e, progressivamente, tra questi e gli operatori privati accreditati.

Il portafoglio digitale viene implementato attraverso l'App IO, già nota per l'accesso ai servizi pubblici digitali, e consente l'integrazione di diversi documenti che vengono alimentati dalle banche dati delle amministrazioni centrali e locali. Il sistema sfrutta l'autenticazione forte tramite identità digitale (SPID, Carta d'Identità Elettronica) e può ospitare oltre a dati personali anche attestati certificati (ad esempio, dati ANPR, titoli di studio, certificazioni, ecc.).

Attraverso l'IT Wallet, si intende dunque aggiungere un ulteriore livello di sicurezza e flessibilità proprio nel modo in cui cittadini e imprese si rapportano con la Pubblica Amministrazione e con i servizi di pubblica utilità. Tuttavia, occorre precisare che l'obbligatorietà dello strumento riguarda per ora unicamente gli enti pubblici, che devono prevedere la possibilità di interoperare con la piattaforma; per i cittadini, l'adesione resta volutamente su base volontaria. Si punta così a offrire una soluzione intuitiva, moderna e affidabile che funga da ponte tra l'identità analogica e quella digitale, accompagnando in modo misurato tutta la popolazione verso l'utilizzo di questo strumento nel pieno rispetto della privacy e della normativa europea in tema di dati personali.

In che senso IT Wallet diventa obbligatorio per la PA

La Pubblica amministrazione non deve scaricare un’app come farebbe un cittadino. Deve modificare processi e sistemi per svolgere uno o più ruoli:

  • mettere a disposizione i dati custoditi nelle fonti autentiche;
  • consentire l’emissione di attestati digitali affidabili;
  • collegare banche dati e servizi attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati;
  • verificare gli attestati presentati dagli utenti quando il servizio lo richiede;
  • rispettare specifiche comuni su sicurezza, interoperabilità e protezione dei dati;
  • mantenere aggiornate le informazioni quando un diritto, un titolo o un’autorizzazione cambia o scade.
Il decreto assegna già obblighi concreti ai titolari di alcune fonti. Durante la sperimentazione devono essere assicurati con priorità, agli utenti che li richiedono, attestati relativi a ISEE, titoli di studio, iscrizioni scolastiche e universitarie, residenza, diritti politici, iscrizione alle liste elettorali, soglie di età, tessera sanitaria, patente, Carta europea della disabilità e deleghe.

INPS, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero dell’Università e della Ricerca, Ministero dell’Interno, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono indicati come titolari delle rispettive fonti. Il loro lavoro consiste nel far circolare dati certificati entro un’infrastruttura regolata, non nel costringere le persone a usarla.

Non ogni ente locale dovrà costruire un proprio portafoglio. Comuni, scuole, aziende sanitarie e amministrazioni potranno collegarsi all’ecosistema direttamente oppure mediante soggetti aggregatori e piattaforme nazionali. L’obiettivo è evitare centinaia di soluzioni incompatibili.

Perché per i cittadini non cambia nulla nell’immediato

Chi non ha IT Wallet non deve fare nulla. Non deve scaricare l’app IO, richiedere nuove credenziali, convertire i documenti fisici o comunicare dati a un ufficio. Non sono previste multe, blocchi dei documenti, riduzioni di servizi o termini entro cui aderire.

Restano fermi cinque punti:

  1. L’attivazione è facoltativa. Ogni documento viene aggiunto soltanto su richiesta esplicita dell’utente.
  2. I documenti fisici non vengono aboliti da IT Wallet. Patente, tessera sanitaria, Carta europea della disabilità e altri titoli continuano a seguire le proprie norme.
  3. Lo smartphone non diventa obbligatorio. Chi non ne possiede uno o non vuole usarlo conserva i canali tradizionali previsti per documenti e servizi.
  4. Non tutti i certificati annunciati sono già disponibili. L’ampliamento passa dalla sperimentazione e dagli atti tecnici.
  5. La scelta non è definitiva. Un cittadino può aggiungere un documento, rimuoverlo o continuare a preferire la versione fisica.

Documenti digitali: quali sono e come vengono integrati

L'IT Wallet nasce per consentire la conservazione e la presentazione di una molteplicità di documenti ufficiali dallo smartphone, con un modello che automatizza il caricamento e l'aggiornamento dei dati. La prima fase della sperimentazione ha già reso accessibili in formato elettronico:
  • Patente di guida
  • Tessera sanitaria
  • Carta europea della disabilità
Il progetto prevede poi l'estensione progressiva verso nuove tipologie documentali, tra cui:
  • Certificati anagrafici e di residenza
  • Titoli di studio e attestati universitari
  • Certificazioni ISEE
  • Tessera elettorale
  • Documentazione scolastica
I documenti vengono inseriti e aggiornati automaticamente grazie all'interazione diretta tra l'IT Wallet e le banche dati degli enti competenti, senza che l'utente debba provvedere manualmente al caricamento. In questo modo si minimizzano gli errori, si azzerano le duplicazioni e si riducono drasticamente le richieste di documentazione cartacea. Il processo di certificazione dei dati garantisce un elevato livello di affidabilità, poiché ogni documento disponibile nel portafoglio digitale è emesso o validato dalle pubbliche amministrazioni.

Un ulteriore elemento di innovazione è costituito dalla possibilità di esibire attestati specifici soltanto per lo scopo richiesto, migliorando la riservatezza delle informazioni, secondo quanto previsto anche dal regolamento europeo eIDAS. Questa frammentazione adattiva degli attributi consente una gestione moderna della propria identità digitale, autonoma e sicura.

Iter di implementazione e soggetti coinvolti: la governance

L'avvio e la progressiva estensione dell'IT Wallet sono frutto di un articolato processo di governance multilivello coordinato tra le principali istituzioni dello Stato e società pubbliche.
Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale dell'esecutivo riveste la funzione di indirizzo strategico, supportato da organismi tecnici come PagoPA e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), in collaborazione stretta con AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) e ACN (Agenzia per la Cybersecurity Nazionale).

Le linee guida tecniche e organizzative, periodicamente aggiornate, sono adottate su proposta di AgID e definiscono:

  • Caratteristiche e modalità operative del sistema
  • Standard di affidabilità, sicurezza e interoperabilità
  • Requisiti e procedure per l'accreditamento dei provider privati
A completamento del quadro, il Poligrafico ha il compito di gestire il registro degli operatori e il rilascio degli attestati elettronici, mentre PagoPA cura l'infrastruttura applicativa (App IO). Il coinvolgimento diretto della Presidenza del Consiglio dei Ministri assicura il coordinamento con gli altri Ministeri e la continuità nella gestione delle policy digitali a livello nazionale.

Il modello organizzativo adottato permette una governance flessibile, capace di accogliere le innovazioni e garantire allo stesso tempo l'allineamento con il Portafoglio europeo di identità digitale (EUDI Wallet), favorendo così la futura interoperabilità su scala continentale.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...