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James Dacombe: lascia la scuola a 18 anni, oggi la sua azienda vale 1 miliardo

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il
James Dacombe: lascia la scuola a 18 anni, oggi la sua azienda vale 1 miliardo

James Dacombe ha lasciato la scuola dopo 2 giorni per fondare un'azienda ispirata alla malattia di un familiare. Oggi, a 25 anni, la sua quota vale quasi un miliardo di euro.

C'è chi a 18 anni sceglie l'università e chi, come James Dacombe, decide di lasciare la scuola dopo appena due giorni per fondare un'azienda. Una scommessa che oggi, a soli 25 anni, potrebbe farlo diventare il più giovane miliardario britannico nel settore della tecnologia. La sua storia, riportata dal Daily Mail, unisce una scelta radicale contro il sistema scolastico tradizionale a una motivazione profondamente personale: trasformare il dolore per la malattia di un familiare in un'invenzione capace di aiutare migliaia di pazienti.

Da autodidatta a fondatore di due aziende

Nato nel settembre 2000 a Harrogate, in Inghilterra, Dacombe ha imparato a programmare da autodidatta fin da ragazzino, costruendo le sue prime app e i suoi primi siti web già all'età di 13 anni. Un talento precoce che si è tradotto ben presto in scelte di vita fuori dagli schemi tradizionali.

Dopo aver frequentato l'Ashville College, istituto privato dal costo di 23mila sterline l'anno (circa 26mila euro), il giovane si era iscritto al St Aidan's & St John Fisher sixth form college, un istituto pubblico equivalente agli ultimi due anni delle scuole superiori italiane. La sua permanenza, però, è durata appena due giorni: il tempo necessario per capire che il percorso scolastico tradizionale non faceva per lui, e che la sua strada era altrove.

La prima azienda nata dal dolore familiare

A 18 anni, subito dopo aver abbandonato la scuola, Dacombe ha fondato la sua prima impresa: CoMind, una società specializzata nello sviluppo di strumenti per monitorare l'attività cerebrale dei pazienti senza ricorrere a interventi chirurgici invasivi. Una tecnologia che, se confermata su larga scala, potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nel modo in cui vengono seguiti pazienti affetti da patologie neurologiche gravi.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso Dacombe, l'idea alla base di CoMind non è nata da un puro calcolo imprenditoriale, ma da esperienze personali con familiari colpiti da ictus e demenza. Aver vissuto da vicino le difficoltà legate a queste patologie lo ha spinto a cercare una soluzione tecnologica capace di semplificare il monitoraggio dell'attività cerebrale, rendendolo meno invasivo e più accessibile.

I test clinici degli strumenti sviluppati da CoMind sono stati condotti in strutture di primo piano, tra cui il St Bartholomew's Hospital di Londra, oltre che negli Stati Uniti, un dettaglio che testimonia il livello di serietà scientifica raggiunto dal progetto nonostante la giovanissima età del suo fondatore.

Il sostegno di Peter Thiel

Un momento chiave nel percorso di Dacombe arriva nel 2022, quando ottiene la prestigiosa Thiel Fellowship, una borsa di studio destinata specificamente a giovani imprenditori privi di laurea, intitolata a Peter Thiel, cofondatore di PayPal e della società di intelligenza artificiale Palantir. Il riconoscimento porta con sé un finanziamento di 100mila dollari (circa 86mila euro), pensato per sostenere progetti innovativi sviluppati al di fuori dei tradizionali percorsi accademici.

Si tratta di un riconoscimento particolarmente significativo nel mondo dell'imprenditoria tecnologica, spesso considerato un marchio di garanzia per giovani fondatori capaci di dimostrare visione e capacità esecutiva senza il passaggio obbligato attraverso un percorso universitario classico.

L'avventura più recente: Olix e i chip per l'intelligenza artificiale

Il vero salto dimensionale nella carriera imprenditoriale di Dacombe arriva però con la sua azienda più recente, Olix, attiva nello sviluppo di chip per l'intelligenza artificiale, uno dei settori tecnologici più strategici e in più rapida crescita a livello globale.

I numeri legati a Olix sono impressionanti. L'azienda è stata valutata 2,5 miliardi di sterline, pari a circa 2,91 miliardi di euro. Un giro di investimenti da 232 milioni di sterline, che ha coinvolto anche il governo britannico, ha permesso all'azienda di triplicare il proprio valore in appena sei mesi, un ritmo di crescita che pochissime realtà imprenditoriali riescono a sostenere, indipendentemente dal settore in cui operano.

Una quota che vale quasi un miliardo di euro

Secondo i più recenti dati disponibili sulla composizione azionaria di Olix, Dacombe controllerebbe più di un terzo del capitale della società. Alla valutazione attuale dell'azienda, questa quota varrebbe circa 946 milioni di sterline, equivalenti a 1,10 miliardi di euro. Una cifra che, pur essendo un valore "sulla carta" legato all'andamento azionario dell'azienda e non un patrimonio liquido immediatamente disponibile, colloca comunque Dacombe tra le figure emergenti più rilevanti dell'imprenditoria tecnologica britannica.

Se la traiettoria di crescita di Olix dovesse continuare con lo stesso ritmo registrato negli ultimi sei mesi, non è escluso che Dacombe possa presto entrare a pieno titolo nella ristretta cerchia dei miliardari della tecnologia, diventando così uno dei più giovani a raggiungere questo traguardo nel Regno Unito.

Il valore del percorso non convenzionale

La storia di James Dacombe si inserisce in un filone ormai consolidato di giovani imprenditori che hanno scelto di abbandonare i percorsi educativi tradizionali per dedicarsi interamente alle proprie idee imprenditoriali. Un modello reso celebre proprio dalla Thiel Fellowship, che negli anni ha sostenuto numerosi giovani talenti convinti che l'esperienza diretta sul campo potesse rappresentare, in determinati contesti, un'alternativa valida rispetto al percorso universitario classico.

Quello che rende particolarmente significativa la vicenda di Dacombe, rispetto ad altre storie simili di giovani imprenditori di successo, è il legame diretto tra la sua prima impresa e un'esperienza personale dolorosa. Non si tratta infatti di un'idea nata a tavolino per intercettare un mercato promettente, ma di un progetto radicato in un bisogno reale, vissuto in prima persona attraverso le difficoltà affrontate da familiari colpiti da patologie neurologiche gravi come l'ictus e la demenza.

Una carriera ancora agli inizi

A soli 25 anni, Dacombe ha già fondato due aziende attive in settori tecnologici estremamente diversi tra loro, il neuromonitoraggio non invasivo da un lato e i chip per l'intelligenza artificiale dall'altro, dimostrando una capacità non comune di muoversi con successo tra ambiti tecnologici distinti e altamente specializzati.

Resta da vedere quale sarà l'evoluzione futura di Olix, soprattutto alla luce del coinvolgimento diretto del governo britannico nel round di investimenti che ha permesso all'azienda di triplicare il proprio valore in così poco tempo. Un segnale che conferma quanto il settore dei chip per l'intelligenza artificiale sia considerato strategico non solo dal punto di vista industriale, ma anche da quello della sicurezza economica e tecnologica nazionale.

Nel frattempo, la parabola di James Dacombe continua a rappresentare un caso di studio interessante per chi si interroga sul rapporto tra percorsi educativi tradizionali e capacità imprenditoriale, dimostrando come, in alcuni casi eccezionali, la determinazione personale e una motivazione autentica possano contare quanto, se non più, di un tradizionale percorso accademico.






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Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...