Dopo la rinuncia di OVS all'acquisto, Kasanova espone le ragioni della mancata intesa e presenta i propri piani per un rilancio indipendente, analizzando strategie e prospettive future per il marchio.
L’attesa intesa tra OVS e Kasanova, che aveva fatto sperare in un rilancio solido per lo storico brand specializzato negli articoli per la casa, non si è concretizzata. Dopo lunghi mesi di trattative, la decisione presa dall’importante società veneta di non procedere con l’acquisizione ha segnato una svolta inattesa nel panorama retail italiano. Alla base della vicenda, vanno individuate dinamiche finanziarie e strategiche complesse, emerse quando già sembrava si fosse prossimi alla conclusione dell’accordo. La reazione di Kasanova alla rescissione delle trattative è stata immediata e molto ferma, evidenziando la volontà di proseguire autonomamente il percorso di ristrutturazione e rilancio. Questo episodio ha acceso un faro sia sulle condizioni di salute del gruppo leader nel settore dei casalinghi, sia sulle strategie dei grandi player nel mercato degli articoli per la casa in Italia.
La decisione di OVS di revocare l’offerta vincolante per Kasanova è stata comunicata con una nota ufficiale. Il consiglio di amministrazione di OVS ha esplicitato che non si sono realizzate le condizioni alle quali l’offerta era subordinata. La mancata intesa con le banche impegnate nel processo e l’impossibilità di garantire il soddisfacimento dei creditori hanno rappresentato ostacoli insormontabili. Al centro del progetto iniziale c’era una consistente ricapitalizzazione prevista fino a 15 milioni di euro, destinata al riequilibrio finanziario e al rilancio operativo della società. Questa iniziativa, parte integrante del piano di turnaround, includeva la chiusura dei punti vendita meno redditizi e una generale opera di efficientamento dei processi interni. Il Gruppo, noto per il suo fatturato solido – che nel 2024 si è attestato oltre 1,5 miliardi di euro – ha sottolineato che nonostante il rammarico per la mancata acquisizione, i criteri di trasparenza e la necessità di tutelare gli interessi degli azionisti hanno prevalso su qualsiasi altra valutazione. A questo proposito, OVS ha messo in luce che l’assenza di condizioni favorevoli e un contesto bancario non favorevole hanno portato al decadimento dell’offerta. Il caso riflette come nell’ambito delle grandi operazioni di acquisizione il ruolo di banche, creditori e governance interna possa condizionare la riuscita delle trattative, costringendo talvolta partner intenzionati a retrocedere di fronte a elementi estranei alla loro volontà. Il passo indietro di OVS, tra le altre cose, mette in evidenza la necessità per chi si trova in posizione di difficoltà gestionale di preparare in modo impeccabile il terreno negoziale, affinché si possano effettivamente concretizzare i progetti di risanamento previsti.
La decisione di proseguire autonomamente è stata annunciata da Kasanova attraverso una comunicazione decisa, che sottolinea la volontà di rafforzare la propria posizione sul mercato di riferimento. Pur avendo affrontato negli ultimi anni criticità legate all’accesso a procedure di composizione negoziata della crisi, la società ha ribadito la sua determinazione nel rilanciare il proprio brand. Il piano di rilancio si fonda su diversi pilastri:
| Obiettivo | Strategie |
| Riduzione inefficienze | Chiusura negozi sottoperformanti, efficientamento costi |
| Valorizzazione brand | Campagne di marketing e valorizzazione e-commerce |
| Sviluppo internazionale | Espansione in mercati target come India e Dubai |
| Consolidamento finanziario | Accordi di supporto con stakeholder e revisione struttura debitoria |
Oltre agli aspetti economico-finanziari, la volontà di tutelare posti di lavoro e know-how acquisito rappresenta un valore aggiunto per il tessuto produttivo locale e nazionale. La leadership aziendale si dichiara impegnata a mantenere standard qualitativi elevati, adoperando un nuovo percorso di gestione fondato su trasparenza, responsabilità e dialogo costante con i partner, in linea con le più recenti normative in materia di risanamento e ristrutturazione aziendale (richiamando, ad esempio, il D.Lgs. 14/2019 sulla crisi d’impresa e dell’insolvenza). Il rilancio di Kasanova si configura dunque come un laboratorio di resilienza per il settore dei casalinghi in Italia, un contesto dove visione imprenditoriale e capacità di valorizzare le relazioni industriali saranno determinanti per tornare a essere un riferimento di mercato.