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La DeLorean, l'auto di ritorno al futuro che tutti sognavano esiste: il marchio rinasce con un'auto volante

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Rinasce con un'auto volante

La DeLorean, celebre per il legame con Ritorno al futuro, torna in una veste inattesa: quella di un velivolo elettrico da corsa. Tra sfide Blade-to-Blade, sicurezza automatizzata e piloti a terra, il progetto guarda già al volo con equipaggio.

Il DeLorean Airspeeder Team porta il nome legato alla DMC-12 nelle competizioni di velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, gli eVTOL, e si prepara a gareggiare nel campionato Airspeeder. I piloti, nella fase attuale, comandano i mezzi da terra. La squadra entra così in una disciplina aeronautica emergente, lontana dall’immagine della coupé di Giorgetto Giugiaro resa celebre da Ritorno al Futuro: il richiamo del marchio è quello del volo, mentre in pista ci sono velivoli elettrici controllati a distanza.

Airspeeder ha sperimentato gare di eVTOL senza piloti a bordo e prepara una possibile evoluzione verso competizioni con persone ai comandi del velivolo. Per orientarsi nel progetto conviene distinguere la storia della DeLorean stradale, il programma sportivo Airspeeder e la partecipazione della squadra al campionato. Il nome evoca un immaginario consolidato; le gare, invece, appartengono a un settore tecnico con procedure e sistemi di sicurezza propri.

DeLorean, dal mito dell’auto al volo elettrico

Prodotta tra il 1981 e il 1983 in circa 9.000 esemplari, la DMC-12 è riconoscibile per la carrozzeria in acciaio inossidabile spazzolato e le porte ad ali di gabbiano. La disegnò Giorgetto Giugiaro. La fama mondiale arrivò soprattutto con il film del 1985: nella storia, una vettura modificata diventava la macchina del tempo di Marty McFly. È da quel legame con il cinema che nasce l’associazione immediata tra DeLorean e un veicolo capace di andare oltre i limiti della strada.

La vicenda industriale fu più breve e complessa di quanto suggerisca la leggenda pop. La produzione durò pochi anni e nel 1982 la società entrò in amministrazione giudiziaria, dopo difficoltà commerciali e finanziarie. Il marchio attuale ha una storia societaria separata da quella originaria: l’impresa texana che ha acquisito il nome DeLorean Motor Company vende ricambi e offre servizi di restauro. La fondò John DeLorean, ma l’azienda attuale non è la stessa impresa. La partecipazione alle competizioni aeree si colloca in questo nuovo capitolo: il nome storico viene impiegato per un progetto sportivo, mentre la produzione della DMC-12 non riprende.

Il DeLorean Airspeeder Team è associato a una serie di gare di multicotteri elettrici progettati per volare su circuiti dedicati. Airspeeder presenta il campionato come una competizione ad alta velocità fra eVTOL, velivoli elettrici capaci di decollare e atterrare verticalmente. L’immaginario fantascientifico è evidente, ma il lavoro in pista ruota attorno a pilotaggio remoto, batterie, comunicazioni e gestione dello spazio di gara.

Che cosa fa il DeLorean Airspeeder Team

La squadra prepara e conduce i velivoli nelle competizioni Airspeeder. Nelle sessioni di gara i piloti impartiscono i comandi da una postazione a terra. Il format sperimentale EXA fa riferimento all’Airspeeder Mk3, un eVTOL monoposto progettato per volare senza un pilota fisicamente a bordo. In questa configurazione il termine «monoposto» descrive il mezzo; il concorrente lo controlla da remoto.

Ai comandi, il pilota deve seguire la posizione degli avversari e gestire accelerazione e traiettoria in tempo reale. Il compito va oltre il controllo di un drone ricreativo. A bordo sono previsti sensori e sistemi di rilevamento che aiutano a mantenere separati i velivoli durante le manovre. L’obiettivo sportivo è dare alla gara una dinamica vicina a quella degli sport motoristici, con duelli, sorpassi e strategie, ma in uno spazio tridimensionale invece che su una pista asfaltata.

Per il team, il programma riguarda la sperimentazione sportiva degli eVTOL e lo sviluppo del format di gara. La velocità e l’agilità dei mezzi impongono di integrare la sicurezza nella progettazione delle competizioni. I regolamenti comprendono procedure per la gestione delle batterie, la separazione fra velivoli e il rientro in caso di anomalie. Anche l’organizzazione a terra fa parte della prestazione: la squadra deve coordinare il mezzo, i sistemi di controllo e le operazioni previste prima e durante la gara.

Il campionato Airspeeder accompagna i piloti dalla selezione ai confronti diretti. Le sessioni di qualifica determinano l’accesso e la posizione nelle fasi successive; poi arrivano le eliminatorie, in cui i concorrenti si contendono il passaggio del turno. Il percorso sportivo si chiude con le finali Blade-to-Blade, sfide testa a testa costruite per rendere immediato il confronto tra i partecipanti.

Blade-to-Blade significa letteralmente «lama contro lama» e richiama la vicinanza tra gli eVTOL in gara. La prova è un duello: traiettoria e gestione dell’energia possono incidere sul risultato. L’organizzazione deve tenere insieme spettacolo, distanze di sicurezza e procedure di controllo. I velivoli si muovono anche in verticale, una caratteristica che aggiunge complessità rispetto a una competizione confinata a un tracciato orizzontale.

Il sistema a turni rende il campionato comprensibile anche a chi segue la Formula 1 o le gare motociclistiche. Le qualifiche stabiliscono l’ordine, le eliminatorie restringono il gruppo e la finale assegna la vittoria nel duello. Per i piloti conta anche la qualità del collegamento di controllo e la precisione delle immagini ricevute durante il volo. Le gare mettono quindi alla prova, davanti al pubblico, le tecnologie necessarie per governare un velivolo a distanza.

EXA e piloti a terra: come funziona la gara

Con EXA, Airspeeder ha sviluppato competizioni con piloti remoti e velivoli come l’Mk3. Il concorrente resta a terra e controlla il mezzo attraverso un sistema di comunicazione e immagini. La competizione con persone nel cockpit è invece una possibile tappa successiva del campionato.

Il tracciato riunisce riferimenti fisici e una rappresentazione digitale. Traiettorie e punti di passaggio appaiono in realtà aumentata, così il pilota può seguire il percorso e localizzare gli altri concorrenti nello spazio. I circuiti sono impostati a circa 20 metri dal suolo, quota prevista nell’area di gara. La rete 5G completa l’infrastruttura di comunicazione, sostenendo la trasmissione dei dati e il controllo in tempo reale.

La pista virtuale permette di definire il percorso aereo senza ricorrere a barriere tradizionali sul terreno. I riferimenti digitali delimitano il circuito e forniscono ai piloti una visualizzazione condivisa. La rete mobile sostiene il flusso di informazioni che serve a condurre il mezzo; gli eVTOL, intanto, volano davvero. Sono gli strumenti digitali a rendere leggibile il tracciato dall’area di controllo.

Nel format è previsto un battery swap obbligatorio, una sosta tecnica in cui la batteria viene sostituita. L’operazione è indicata in circa 55 secondi e introduce una componente strategica: la squadra deve completare il cambio e riportare il velivolo in gara con una batteria carica. Il tempo della sosta entra così nella dinamica dei confronti.

La continuità della gara dipende anche dalla gestione dell’energia. Un sistema elettrico ad alte prestazioni deve conciliare potenza, durata e dissipazione del calore, mentre il team coordina il rientro e la sostituzione del pacco batteria. La procedura ha caratteristiche proprie: il velivolo raggiunge un’area predisposta, si stabilizza e segue le operazioni previste per l’intervento. Il cambio rapido fa parte dell’esperimento sportivo e richiede coordinamento tra piloti e squadra a terra.

Tra le misure di sicurezza figurano il Force Field e il sistema Return to Launch. Il primo è descritto come una protezione digitale che contribuisce a mantenere una distanza di sicurezza fra i velivoli, intervenendo sullo spazio intorno a ciascun mezzo. Return to Launch attiva invece una procedura automatizzata di ritorno al punto di partenza quando il sistema rileva una condizione che richiede l’interruzione del volo.

Nella fase a pilotaggio remoto, la protezione combina le decisioni del pilota con i dati dei sensori e le logiche automatiche. Circuiti virtuali, collegamento dati, separazione digitale e rientro assistito compongono l’infrastruttura tecnica della serie. Per il pubblico il risultato è una gara aerea; per le squadre, ogni sessione coinvolge il velivolo, il software e le comunicazioni, oltre alle procedure svolte a terra.

Quando entra in gara la DeLorean

L’ingresso del DeLorean Airspeeder Team è stato annunciato nell’ambito del campionato Airspeeder. La squadra si inserisce nel percorso della serie, che per le competizioni a pilotaggio remoto fa riferimento al format EXA. Airspeeder organizza il campionato e definisce il format; DeLorean identifica la formazione sportiva che si prepara a gareggiare.

La fase EXA consente di sviluppare competizioni con piloti a terra e velivoli come l’Mk3. La partecipazione della squadra si colloca nel programma sportivo della serie, con una sequenza di prove che comprende preparazione, qualifiche, eliminatorie e finali Blade-to-Blade. Per un team che entra in una disciplina giovane, il lavoro riguarda il mezzo e l’organizzazione di gara, comprese la manutenzione e la procedura di cambio batteria.

La riconoscibilità del nome DeLorean porta con sé una storia già nota al pubblico. In pista, però, contano la preparazione tecnica e la partecipazione alle sessioni previste dal campionato. Il format offre alla squadra una struttura precisa per affrontare le gare: dalle prove iniziali ai confronti diretti che assegnano il risultato.

Airspeeder prospetta per il futuro una serie di gare con piloti a bordo. Sarebbe un passaggio rispetto alla fase EXA, in cui gli operatori controllano i velivoli dalla terraferma. Oggi i piloti restano a terra; la presenza di una persona nel cockpit appartiene a uno sviluppo successivo del progetto.

Con un pilota a bordo cambierebbero il progetto del cockpit, la protezione della persona, la gestione delle forze durante le manovre e i requisiti operativi. Le gare remote consentono intanto di mettere alla prova velocità, controllo e sistemi di separazione senza collocare un concorrente nel velivolo. La futura configurazione con equipaggio richiederà un diverso assetto tecnico e un’altra preparazione.

La DeLorean torna così a evocare l’idea dell’auto volante, pur entrando in gara con velivoli elettrici e non con una versione aeronautica della DMC-12. La coupé di Giugiaro conserva il suo posto nell’immaginario grazie all’acciaio lucido e a Ritorno al Futuro. Il team affronta invece un’attività sportiva fatta di eVTOL, piloti remoti, percorsi in realtà aumentata e soste per il cambio della batteria. Per ora il controllo avviene da terra; l’eventuale passaggio a piloti a bordo è previsto in una fase successiva.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...