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La rivincita del mattone: perché sempre più giovani con la laurea abbandonano gli uffici per i cantieri

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Dal mestiere ereditato alla scelta dopo diploma e laurea: il cantiere torna ad attirare i giovani, tra competenze digitali, formazione, apprendistato e nuove opportunità nel settore edile

Per molto tempo il cantiere è stato legato alla necessità economica e alla continuità familiare del mestiere. Si imparava osservando il padre, lo zio o il nonno. Oggi quella traiettoria non è scomparsa, ma non è più l’unica. Alcuni giovani arrivano all’edilizia dopo un diploma tecnico, un percorso ITS o persino una laurea e scelgono il lavoro manuale con piena consapevolezza.

Le storie di figli e nipoti di muratori raccontano una frattura generazionale precisa. L’esperienza pratica conserva il suo valore, mentre intorno a essa si aggiungono competenze tecniche, digitali e organizzative. Tornare al mattone, quindi, non significa necessariamente fare un passo indietro. Può voler dire cercare un mestiere concreto, richiesto dalle imprese e capace di portare verso ruoli differenti.

Perché il lavoro edile torna interessante dopo il diploma e la laurea

La scelta di entrare in cantiere prende forma spesso nel confronto tra le aspettative costruite durante gli studi e ciò che offre davvero il mercato. Molti percorsi universitari non assicurano un inserimento rapido; le imprese di costruzione, intanto, faticano a trovare personale qualificato. Le rilevazioni Excelsior di Unioncamere sul fabbisogno occupazionale 2025-2029 indicano una domanda ampia di lavoratori e una maggiore attenzione alle competenze digitali e green. L’edilizia si trova esattamente all’incrocio di queste due richieste.

Il tema, però, non si esaurisce nella ricerca di un posto di lavoro. In cantiere un giovane può vedere il risultato delle proprie azioni, acquisire autonomia e costruire una professionalità utilizzabile nelle ristrutturazioni, nelle opere infrastrutturali, nel restauro, nell’impiantistica o nella gestione tecnica. La domanda supera spesso l’offerta per muratori, carpentieri, geometri di cantiere, impiantisti e tecnici della sicurezza. Le differenze restano marcate, sia tra i territori sia tra le specializzazioni.

La retribuzione va esaminata senza fermarsi alla cifra indicata nell’annuncio. Conta il contratto collettivo applicato, così come il livello, l’esperienza, le trasferte e le indennità. Il riferimento da controllare è il CCNL Edilizia; insieme alla paga vanno verificati orari, straordinari, dispositivi di protezione e formazione obbligatoria. Una proposta apparentemente più alta può rivelarsi meno conveniente se lascia nell’ombra l’inquadramento o le tutele.

La laurea, in questo quadro, non perde utilità. Può offrire un vantaggio a chi punta alla progettazione, alla direzione lavori, alla gestione energetica o al coordinamento. Studio e pratica possono procedere insieme. Un laureato in ingegneria civile, per esempio, può usare l’esperienza operativa per capire meglio tempi, materiali e problemi di esecuzione.

Dal muratore tradizionale al professionista dell’edilizia digitale

Il mestiere non è stato cancellato dalla tecnologia. Si è arricchito. Posa, preparazione delle malte, lettura delle quote e conoscenza dei materiali continuano a dipendere dall’esperienza sul campo. Nel frattempo il cantiere ha introdotto strumenti che aiutano a migliorare precisione, controllo e coordinamento. Oggi è richiesto anche chi sa comprendere il progetto e dialogare correttamente con le altre squadre, non soltanto chi esegue una lavorazione.

Un rilievo con laser scanner, la fotogrammetria realizzata con un drone, i software CAD e i modelli BIM cambiano la pianificazione degli interventi. BIM significa Building Information Modeling: un ambiente digitale condiviso in cui geometrie, informazioni tecniche e fasi operative vengono collegate. Il sistema non sostituisce l’occhio dell’artigiano. Se utilizzato da persone preparate, aiuta però a ridurre errori e interferenze.

Un percorso ITS dedicato alla digital construction può mettere insieme laboratorio, lezioni e tirocinio. La direzione può essere anche inversa. Chi comincia dal lavoro manuale può imparare, con il tempo, a utilizzare strumenti di misura, tablet di commessa e applicazioni per organizzare le attività.

La tecnologia entra anche nei mezzi d’opera. Escavatori, gru e piattaforme richiedono abilitazioni e rispetto delle procedure. I sistemi di monitoraggio, poi, possono registrare lavorazioni, controlli e manutenzioni. Nel campo dell’efficientamento energetico il muratore lavora insieme a elettricisti, termoidraulici e posatori specializzati per realizzare cappotti, sistemi a secco, pompe di calore e impianti integrati.

L’intelligenza artificiale può aiutare a leggere i dati, programmare le attività e individuare anomalie. La responsabilità professionale resta però alle persone. La tecnologia amplifica il sapere pratico quando i dati vengono interpretati con criterio; non consente scorciatoie, soprattutto quando sono coinvolte strutture e sicurezza.

Il nonno muratore, una storia di necessità

Nel dopoguerra e negli anni del boom economico, il mestiere del muratore rappresentava spesso l'unica via d'accesso a un reddito stabile per chi non aveva potuto proseguire gli studi. Era un lavoro duro, spesso in nero o con tutele minime, tramandato di padre in figlio quasi per inerzia sociale più che per vocazione.

Quella generazione ha costruito letteralmente l'Italia del boom: palazzine, infrastrutture, quartieri interi sorti nel giro di pochi decenni. Lo ha fatto con un'etica del lavoro forgiata dalla scarsità, non dalla scelta. Il figlio che riusciva a "studiare" e ad allontanarsi dal cantiere era considerato un successo familiare, la prova che la fatica dei genitori non era stata vana.

Il nipote muratore: una scelta consapevole

Oggi il quadro si è ribaltato, almeno in parte. Il nipote che decide di fare il muratore dopo la laurea non lo fa perché non ha alternative, ma perché ha valutato costi e benefici e ha scelto diversamente da quanto ci si aspetterebbe. Questo fenomeno, osservato anche in altri Paesi europei e negli Stati Uniti (dove si parla di "blue-collar renaissance"), riflette una revisione critica del valore sociale attribuito ai titoli di studio.

Alcuni elementi distinguono nettamente questa nuova generazione di lavoratori manuali rispetto al passato:

  • Formazione tecnica aggiuntiva: molti affiancano alla laurea corsi di specializzazione in bioedilizia, domotica, efficientamento energetico o restauro conservativo.
  • Uso della tecnologia: droni per i rilievi, software di progettazione, app di gestione cantiere: il mestiere si è digitalizzato e richiede competenze trasversali.
  • Attenzione alla sostenibilità: la crescente domanda di ristrutturazioni green e di materiali a basso impatto ambientale valorizza chi ha una formazione più ampia.
  • Consapevolezza economica: la scelta è spesso il risultato di un calcolo razionale tra investimento formativo, tempo di rientro e prospettive di reddito nel lungo periodo.

Le prospettive per il settore edile italiano

Dal punto di vista del sistema economico, questo trend potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa per un settore che negli ultimi anni ha sofferto una carenza cronica di manodopera qualificata, aggravata dall'invecchiamento della forza lavoro tradizionale e dalla scarsa attrattività percepita del mestiere tra i più giovani.

L'arrivo di lavoratori con un background formativo più ampio potrebbe contribuire a:

  • innalzare il livello di innovazione tecnica e digitale nei cantieri;
  • favorire l'adozione di pratiche più sostenibili e certificate;
  • migliorare la gestione imprenditoriale delle piccole imprese edili, spesso a conduzione familiare e con competenze gestionali limitate;
  • rafforzare l'immagine del settore agli occhi delle nuove generazioni, rompendo lo stigma sociale che ancora lo circonda.



Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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