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Laureato non trovava lavoro, fa un ITS e viene assunto subito: la storia di Matteo Vittonetto

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di Marcello Tansini pubblicato il

Dopo la laurea, Matteo Vittonetto si è scontrato con le difficoltà d'ingresso nel mondo del lavoro. La sua scelta di frequentare un ITS si rivela vincente: fra dati, stipendi, partnership e prospettive.

Il percorso di Matteo Vittonetto rappresenta una testimonianza concreta di come la formazione tecnica superiore possa ribaltare prospettive occupazionali rimaste a lungo insoddisfatte. Dopo aver conseguito una laurea, Matteo si è trovato di fronte all'imprevista difficoltà di inserirsi stabilmente in ambito lavorativo, un'esperienza condivisa da molti giovani italiani. Tuttavia, anziché arrendersi all'incertezza, ha scelto di frequentare un percorso ITS, orientato verso competenze pratiche ed esigenze reali delle aziende.

L'esperienza di Matteo mette in luce non solo il valore aggiunto offerto dagli Istituti Tecnici Superiori, ma anche la loro capacità di rispondere con prontezza alle trasformazioni del mercato del lavoro italiano. Questi istituti, in stretta collaborazione con le imprese, modellano percorsi che puntano all'alta occupabilità e all'aggiornamento continuo delle competenze tecniche.

Negli ultimi anni gli ITS si sono imposti come una delle soluzioni più efficaci per chi desidera inserirsi celermente nel mondo lavorativo, valorizzando profili professionalmente richiesti e difficili da reperire nel mercato. Il racconto di Matteo non è un'eccezione, ma una rappresentazione di centinaia di storie simili che sottolineano la crescente autorevolezza dei percorsi ITS e la loro riconosciuta efficacia nel panorama occupazionale nazionale.

Cos'è un ITS: caratteristiche, aree tecnologiche e differenze

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono scuole di alta specializzazione post diploma nate per colmare il gap tra domanda delle imprese e offerta formativa. La formazione erogata è organizzata in corsi biennali o triennali, nei quali teoria e pratica convivono grazie a una didattica incentrata su laboratori, project work e numerose ore di stage presso le aziende partner.

La forza degli ITS risiede nelle loro otto aree tecnologiche principali:

  • Industria, meccanica e automazione
  • Energia e ambiente
  • ICT - Information & Communication Technology
  • Chimica, farmaceutica e biotecnologie
  • Turismo e cultura
  • Mobilità e logistica
  • Costruzioni e infrastrutture
  • Agroalimentare e Made in Italy
Rispetto all'università, gli ITS valorizzano un approccio orientato al fare con una componente pratica superiore al 30% delle ore complessive, svolte direttamente in azienda. Ciò si riflette in una formazione fortemente specializzata e incentrata sulle figure professionali realmente richieste dal mercato. Le differenze principali rispetto all'università sono:
  • Durata: Percorsi compatti (in genere due anni)
  • Orientamento pratico e laboratori
  • Collaborazione diretta con le imprese
  • Titolo rilasciato: diploma di tecnico superiore EQF 5, riconosciuto anche a livello europeo

Dalla laurea alla scelta dell'ITS: motivazioni e percorso

Gli istituti tecnici superiori vengono sempre più descritti come uno dei canali più efficaci per l'ingresso nel mercato del lavoro. In Piemonte, secondo i dati disponibili, circa il 93% dei diplomati ITS riesce a trovare un'occupazione, una percentuale che supera quella registrata tra molti laureati. In questo scenario si inserisce anche il percorso, per certi versi emblematico, di Matteo Vittonetto, giovane laureato che, dopo un periodo infruttuoso di ricerca occupazionale, ha scelto di iscriversi a un corso ITS, riuscendo successivamente a entrare nel mondo del lavoro fino a diventare docente nello stesso ambito formativo.

Vittonetto, oggi ventiseienne, è considerato uno dei primi esempi concreti del successo dei percorsi ITS e viene spesso indicato come testimonial per orientare gli studenti delle scuole superiori verso questo tipo di formazione. Il suo percorso accademico era iniziato con il conseguimento di una laurea triennale in Fashion & Textile Design presso l'Accademia delle Belle Arti di Cuneo, seguita da un corso di specializzazione di cinque mesi allo IED di Torino. Nonostante questo bagaglio formativo, dopo l'università aveva trascorso circa un anno inviando oltre quattrocento candidature, ricevendo soltanto cinque risposte. Tra queste, una proposta di stage di sei mesi retribuito 600 euro mensili a Scandicci, una cifra giudicata insostenibile rispetto al costo della vita nella zona.

Di fronte a queste difficoltà, aveva deciso di proseguire gli studi scegliendo un percorso ITS, con l'obiettivo di acquisire competenze più direttamente spendibili nel settore della moda. In particolare, si era orientato verso l'approfondimento della maglieria, considerata una delle aree più rilevanti dell'industria dell'abbigliamento, in grado di rappresentare circa il 70% del comparto.

Grazie anche all'esperienza maturata allo IED, Vittonetto aveva proposto all'ITS un corso di modellistica 3D basato sull'utilizzo di specifici software. La proposta era stata accolta positivamente, sia perché rispondente alle esigenze delle aziende, sia perché ritenuta utile per chi intende investire in processi produttivi più sostenibili. Dopo alcuni mesi, l'istituto gli aveva offerto la possibilità di tenere direttamente il corso, avviando così la sua esperienza come insegnante all'interno del percorso ITS.

Occupabilità post ITS: dati, percentuali e settori strategici

L'occupazione dei diplomati ITS continua a registrare dati estremamente positivi. Secondo l'ultimo monitoraggio INDIRE (2025), l'84% dei diplomati trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, con una coerenza tra lavoro svolto e percorso di studio nel 93% dei casi:

Dati occupazionali post ITS

Percentuale

Occupati a 12 mesi dal diploma

84%

Lavori coerenti con studi ITS

93%

Contratti a tempo indeterminato o autonomo

34,3%

Contratti a termine (con rinnovo)

39,1%

I settori strategici più performanti includono:

  • Sistemi meccanica (media occupati: 90%)
  • Tecnologie innovative per beni culturali e turismo (>80%)
  • Mobilità sostenibile e nuove tecnologie per la vita (>80%)
  • ICT e digital transformation
Il successo degli ITS emerge anche dalla crescita delle iscrizioni: dal 2022 al 2023 sono aumentate del 27,7%, segno di una fiducia crescente nelle concrete opportunità offerte.

Anche il territorio ha un impatto: nelle regioni del Nord Italia, il tasso di occupabilità supera spesso l'88%, mentre resta più basso ma ancora competitivo nel Sud.

Stipendi e prospettive di crescita per i diplomati ITS

I salari degli ITS sono riconosciuti per la loro competitività, anche rispetto ad altri percorsi post-diploma. Secondo i dati INDIRE e del Monitoraggio Nazionale ITS 2024, l'ingresso nel mondo lavorativo garantisce:

  • Stipendio medio iniziale tra 1.300 e 1.800 euro netti mensili (settore ICT e tecnologico)
  • Settori come legno-arredo attestano 1.400 - 1.600 euro netti con rapide crescite nei primi anni
I percorsi ITS offrono anche ottime opportunità di crescita:
  • Miglioramento salariale già dal secondo anno di lavoro
  • Crescita di competenze grazie a formazione continua e specializzazioni
  • Percorsi di carriera verso ruoli di team leader o specialista
Settori strategici come automazione, energie rinnovabili, digitalizzazione e cybersecurity sono quelli con le prospettive retributive più interessanti, con valori che possono raggiungere 2.000 euro netti mensili dopo 2-3 anni.

Le imprese tendono a valorizzare ulteriormente i diplomati ITS che investono su aggiornamento e conoscenza delle lingue tecniche, qualità sempre più richieste nei mercati globali.

Il ruolo di stage, laboratori e partnership aziendali

L'impatto degli stage e delle partnership tra ITS e mondo industriale rappresenta il vero punto di forza di questa formazione. Ogni percorso tecnico superiore prevede almeno 800 ore di esperienza diretta nelle aziende, grazie a stage curricolari, progetti reali gestiti con i tutor aziendali e moduli sviluppati direttamente dai manager delle imprese.

Questo modello didattico consente di:

  • Acquisire competenze immediatamente spendibili nella realtà professionale
  • Costruire un network importante già durante la formazione, aumentando le probabilità di assunzione
  • Personalizzare il proprio percorso scegliendo tra le proposte e le specializzazioni più richieste dalle aziende partner locali e nazionali
Il sistema ITS risponde così all'esigenza, emersa anche durante l'esperienza di Matteo, di una didattica viva, aggiornata, dove la collaborazione tra enti formativi e imprese garantisce la massima occupabilità a fine percorso.

PA e aziende: nuove opportunità per i diplomati ITS

La evoluzione normativa premia l'investimento nei corsi ITS rendendo ancora più appetibile il diploma in ambiti, fino a qualche anno fa, riservati solo ai laureati. Il Decreto-Legge in materia di pubbliche amministrazioni del 2025 introduce una riserva del 10% sui concorsi pubblici per i diplomati ITS, potenziando l'accesso a ruoli specifici in ambito amministrativo, tecnico e gestionale:

  • Possibilità di apprendistato fino a 36 mesi nella PA
  • Riconoscimento di crediti formativi per accedere all'università grazie al programma PA 110 e lode
  • Trasformazione del contratto in tempo indeterminato a positiva valutazione del servizio
Anche le aziende private, specie quelle high-tech, energetiche e legate alla digitalizzazione, stanno sviluppando partnership strutturate con gli ITS per facilitare l'inserimento di profili tecnici introvabili. Il successo del programma High Technological Knowledge Program di Edison ne è esempio, promuovendo assunzioni immediate e crescita professionale per giovani diplomati.

ITS o università? Come scegliere la strada più adatta

La scelta tra ITS e università va valutata in base alle proprie aspirazioni, al tipo di carriera desiderata e alle modalità di apprendimento più adatte:

ITS

Università

Percorso pratico, breve (2-3 anni)

Formazione teorica, più lunga (3-5 anni)

Forte legame con le aziende

Accesso a ruoli regolamentati ed accademici

Alto tasso di occupabilità (oltre 80%)

Versatilità nelle prospettive lavorative

Accesso diretto a posizioni tecniche

Accesso a professioni regolamentate (medicina, giurisprudenza, etc.)

Gli ITS sono la soluzione ideale per chi desidera inserirsi presto nella realtà lavorativa con skill pratiche avanzate. L'università offre un impianto culturale più ampio ed è più adatta a chi mira a professioni accademiche, alla ricerca o a settori dove la laurea è già un requisito d'accesso.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...

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