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La stampa britannica boccia le auto cinesi con voti molto negativi ma Byd, Omoda e le altre conquistano clienti in Italia e Europa

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Le auto cinesi, tra critiche della stampa britannica e crescita rapida in Italia ed Europa, stanno rivoluzionando il mercato: tecnologie avanzate, prezzi concorrenziali e nuove strategie.

La percezione delle automobili cinesi nei principali mercati europei si è evoluta negli ultimi anni, accompagnata da alti e bassi nella considerazione dei media specializzati. In particolare, la stampa britannica ha spesso espresso pareri severi sui veicoli provenienti dalla Cina, attribuendo loro voti molto negativi e sollevando dubbi su diversi aspetti, dalla qualità costruttiva alla sicurezza. Tuttavia, queste opinioni contrastano fortemente con la diffusione sempre più ampia dei modelli orientali sulle strade europee e italiane, dove marchi come BYD, Omoda e altri stanno guadagnando popolarità.

Nel frattempo, il mercato automobilistico europeo ha registrato una vera e propria rivoluzione, con una crescita eccezionale delle quote detenute dai costruttori asiatici. Equipaggiamenti tecnologici di livello superiore, design avveniristico e listini particolarmente competitivi hanno progressivamente convinto consumatori e flotte aziendali. Se da una parte restano pregiudizi e riserve alimentate da test giornalistici severi, dall'altra i numeri di vendita raccontano una realtà di successo: le auto cinesi stanno ridefinendo gli equilibri dell'automotive, aprendo nuovi scenari per l'intero comparto industriale Europeo.

Perché la stampa britannica boccia le auto cinesi

L'approccio dei recensori britannici verso i veicoli cinesi tende a essere particolarmente critico e prudente. Le principali riviste automobilistiche del Regno Unito hanno spesso sottolineato aspetti considerati penalizzanti rispetto agli standard locali. Tra i temi più ricorrenti nelle bocciature figurano:

  • Qualità percepita degli interni ritenuta inferiore rispetto ai brand tradizionali europei e giapponesi;
  • Prestazioni e dinamica di guida giudicate meno raffinate, con critica su assetto, risposta dello sterzo e comfort;
  • Risultati ai crash test Euro NCAP talvolta non allineati ai più alti livelli;
  • Preoccupazioni sul valore residuo e sulla possibilità di accesso a una rete di assistenza affidabile;
  • Diffidenza verso la rapida ascesa di marchi ancora poco conosciuti nel continente.
Pur riconoscendo la ricchezza degli equipaggiamenti, il rapporto qualità-prezzo e la dotazione tecnologica all'avanguardia, il pubblico britannico rimane legato a tradizioni e abitudini consolidate, faticando ad accettare una competizione feroce in segmenti dominati storicamente da case anglo-tedesche o nipponiche.

Le opinioni della stampa britannica sulle auto cinesi hanno rafforzato alcuni stereotipi, ma hanno anche stimolato una discussione più ampia sulla velocità con cui questi costruttori stanno migliorando la propria offerta, aumentando la pressione sui rivali continentali e sensibilizzando i consumatori sulle opportunità e i limiti delle alternative asiatiche.

L'ascesa dei marchi cinesi in Italia ed Europa: dati e quote

L'espansione dei produttori della Repubblica Popolare nel vecchio continente è rappresentata da dati di vendita in continua crescita, che documentano la trasformazione di marchi una volta considerati outsider in protagonisti di primo piano. Secondo fonti consolidate, nel 2025 si è assistito a un incremento monstre delle immatricolazioni di alcuni brand cinesi, con BYD che ha raggiunto una crescita annua italiana superiore al 747%, passando da appena 2.000 a oltre 23.000 unità in dodici mesi. MG, storico marchio inglese sotto controllo del gruppo SAIC, è salita a quasi 50.000 vendite annuali, consolidando la sua presenza nella Top 20 nazionale.

La somma delle vetture immatricolate da produttori cinesi in Italia ha raggiunto nell'arco di undici mesi una quota di mercato del 6%, con picchi vicini al 9% se si includono brand che assemblano o distribuiscono modelli cinesi come DR ed EMC. La crescita è evidente anche a livello europeo, dove la quota di mercato delle auto del Dragone ha più che raddoppiato i livelli del 2024: 65.808 unità vendute a maggio 2026 per una market share del 5,9% secondo Jato Dynamics.

Le ragioni di questa ascesa travolgente, oltre al prezzo favorevole e al valore tecnologico, includono:

  • Pronta consegna dei veicoli (grazie a logistica Ro-Ro e importazioni massicce);
  • Offerta di modelli full electric e ibridi in fasce economiche accessibili;
  • Capacità di offrire prodotti ricchi di ADAS, infotainment e design contemporaneo a costi ridotti.
Anche la formula del noleggio a lungo termine ha avvicinato clienti privati e professionali a questi brand, garantendo sicurezza e abbattendo il rischio svalutazione. L'effetto combinato di questi fattori sta cambiando l'approccio dei consumatori auto italiani ed europei, che oggi vedono nei costruttori orientali un reale punto di riferimento.

I modelli cinesi più diffusi: caratteristiche, tecnologia e prezzi

Il successo delle vetture orientali in Italia e in Europa si riflette soprattutto nella varietà e nell'accessibilità dell'offerta, rivolta sia agli acquisti privati che alle flotte aziendali. Analizzando le proposte più popolari, emergono alcune peculiarità chiave:

  • Soluzioni entry-level dotate di infotainment avanzato, ADAS anche nelle versioni base e strumentazione digitale;
  • Prezzi di listino inferiori a 20.000 euro per citycar e crossover, con modelli come MG3, MG ZS, Leapmotor T03 e BYD Dolphin Surf che fanno da traino;
  • Gamma articolata su più tecnologiche powertrain, dal termico tradizionale alle versioni ibride e full electric a prezzo contenuto.
Le marche più diffuse, oltre a BYD e MG, vedono protagonisti DR Automotive (importazione e personalizzazione di modelli cinesi), Leapmotor, Chery (Omoda, Jaecoo), DFSK ed EMC. I modelli di punta includono la MG3 e la MG ZS, apprezzate per la versatilità di impiego urbano e la dotazione ricca, la DR3 per il rapporto qualità-prezzo soprattutto nelle varianti GPL, e la Leapmotor T03 che sta dominando il segmento delle citycar elettriche anche grazie alla collaborazione con Stellantis:

Modello

Prezzo base

Alimentazione

MG3

15.490 €

Benzina / Full Hybrid

MG ZS

18.450 €

Benzina

Leapmotor T03

18.900 €

Elettrica

BYD Dolphin Surf

19.750 €

Elettrica

DR3

17.900 €

Benzina / GPL

DFSK Glory 500

16.500 €

Benzina

EMC Quattro

17.700 €

Benzina

La proliferazione di marchi, ben venticinque nel solo mercato italiano, garantisce un'offerta ampia in cui i consumatori possono trovare soluzioni personalizzabili in base alle proprie esigenze, rinnovando profondamente il panorama automobilistico nazionale.

Prezzi, tecnologia, pronta consegna e noleggio

Dietro la rapida conquista di fette crescenti di mercato europeo da parte dei brand del Dragone ci sono strategie definite e un'attenta lettura delle esigenze dei nuovi acquirenti. Il successo delle case automobilistiche asiatiche si fonda su alcuni pilastri ben riconoscibili:

  • Politica di prezzi aggressivi: veicoli con rapporto dotazione/prezzo superiore a quello dei rivali storici, spesso grazie all'integrazione verticale della filiera (batterie, elettronica, produzione interna di componentistica chiave).
  • Pronta consegna dei veicoli: le lunghe attese delle auto europee si scontrano con una logistica orientale ottimizzata (navi Ro-Ro, flotte di importatori locali), consentendo ai clienti di ricevere l'auto in poche settimane.
  • Ricca dotazione di serie: ADAS avanzati, sistemi di bordo digitali e interfacce compatibili con smartphone sono un marchio di fabbrica.
  • Focus sul noleggio a lungo termine (NLT): questa formula ha sbloccato diffidenza e resistenze, garantendo al cliente la certezza dei costi, la copertura del rischio svalutazione e una gestione semplice della manutenzione.
  • Partnership industriali con distributori europei: come la joint venture tra Stellantis e Leapmotor, che consente assistenza post-vendita e logistica integrata, abbattendo ulteriormente le barriere all'acquisto.
L'approccio rivolto tanto ai privati quanto alle flotte aziendali ha rivoluzionato le scelte di acquisto, con molte car list che oggi privilegiano l'efficienza economica rispetto alla mera fedeltà al brand. Questo paradigma si è rivelato vincente anche in un contesto di incentivi pubblici incerti e di crescente sensibilità ai temi del total cost of ownership.

L'arrivo in forze dei costruttori asiatici ha innescato una risposta articolata da parte delle istituzioni e dell'industria continental-europea, orientata a tutelare la competitività dei produttori locali e riequilibrare la concorrenza.

Nel dettaglio, l'Unione Europea ha previsto una serie di dazi sulle auto elettriche importate dalla Cina, che possono arrivare fino al 45% per marchi come MG. Alla base di queste azioni c'è la preoccupazione per il fenomeno del cosiddetto dumping: ovvero la vendita, spesso sotto-costo, di veicoli sovvenzionati dallo Stato cinese, con il rischio di destabilizzare il mercato unico.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...