Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

La verità sulla ricchezza delle famiglie italiane: ci sono alcune voci impensabili ma che contano davvero

WhatsApp X Telegram
di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

La ricchezza delle famiglie italiane tra realtà e luoghi comuni: confronto europeo, peso di immobili e investimenti, ruolo di voci nascoste e disuguaglianze. Un viaggio tra statistiche e quotidianità.

L'Italia viene spesso dipinta come una nazione di risparmiatori, ricca di patrimoni immobiliari e con una solida tradizione familiare nel tramandare beni di generazione in generazione. Tuttavia, tra dati ufficiali e percezioni quotidiane, emerge una realtà dalle sfumature più complesse: Come se la passano davvero le famiglie italiane? Su questa domanda si è soffermato Ferruccio De Bortoli sul Il Corriere della Sera, mettendo in luce come, al di là dei numeri, l'arte di arrangiarsi, il tessuto di solidarietà familiare e la capacità adattiva rappresentino un tratto distintivo, non sempre restituito dalle statistiche.

Il mito della prosperità diffusa si scontra con dati che raccontano una sostanziale polarizzazione della ricchezza, un aumento delle difficoltà per molte famiglie e un peso crescente di entrate non tradizionali (eredità, TFR, economia sommersa) che giocano un ruolo spesso decisivo nella sopravvivenza del tessuto sociale italiano.

La ricchezza netta delle famiglie italiane nel confronto

Nel panorama europeo, le famiglie residenti in Italia custodiscono un patrimonio tra i più solidi dell'area euro. Secondo Istat e ABI, alla fine del 2024 la ricchezza netta domestica ammontava a 11.732 miliardi di euro, pari a circa 199 mila euro pro capite, valore in crescita rispetto al 2023 (+2,8% a prezzi correnti). Tuttavia, se valutata in termini reali, cioè considerando il potere d'acquisto eroso dall'inflazione, la crescita resta ancora inferiore di oltre il 5% rispetto al 2021.

Nel confronto internazionale, l'Italia si distingue per una quota del 16% della ricchezza delle famiglie dell'area euro, posizionandosi alle spalle di Germania e Francia. Interessante il rapporto tra patrimonio e reddito disponibile: la ricchezza netta è pari a 8,2 volte il reddito lordo disponibile, superiore alla media dell'eurozona ed è un indicatore di solidità rispetto alle principali economie continentali. Il dato mostra una tenuta notevole anche nella bassa esposizione all'indebitamento. In Italia le passività finanziarie rappresentano poco più dell'8% del totale patrimoniale, inferiori alla media europea e a quelle di Francia e Germania.

Resta però un'evidenza: la crescita del patrimonio delle famiglie italiane tra il 2012 e il 2025 (+20,6%) è stata decisamente più lenta rispetto a quella registrata in Francia (+45,1%) e in Germania (+108,2%). Nel 2012 il patrimonio medio delle famiglie italiane superava quello francese e tedesco, ma nel 2025 risulta inferiore: 438,7 mila euro contro 442,2 e 461,6 mila euro rispettivamente. Un risultato che testimonia il progressivo rallentamento della capacità di accumulo in Italia rispetto ai competitor europei:

Paese

Crescita ricchezza 2012-2025

Ricchezza media 2025

Italia

+20,6%

438.700 €

Francia

+45,1%

442.200 €

Germania

+108,2%

461.600 €

Composizione e dinamiche della ricchezza

Il patrimonio delle famiglie residenti in Italia è composto per poco più della metà da beni immobiliari (52,9% della ricchezza lorda), principalmente abitazioni (44,3%) e immobili non residenziali (5,5%). Il valore delle abitazioni ha continuato a salire anche nel 2024, trainando la crescita delle attività non finanziarie. Dal punto di vista finanziario, si osserva una graduale riconfigurazione dei portafogli, con una riduzione della quota di liquidità improduttiva e una crescita degli investimenti più dinamici: fondi comuni, azioni e titoli obbligazionari.

Secondo dati Unimpresa, a metà 2025 la ricchezza finanziaria complessiva ha superato i 6.100 miliardi di euro, con azioni e altre partecipazioni che rappresentano il 30,5% del totale, seguite dai fondi comuni (14%), riserve assicurative (18,5%), titoli a medio-lungo termine (7,7%) e depositi (7%). I conti correnti, pur crescendo in valore assoluto, riducono il loro peso relativo, segno che le famiglie si orientano progressivamente verso investimenti meno liquidi ma potenzialmente più remunerativi:

  • Azioni e partecipazioni: 1.875 miliardi (€), 30,5%
  • Fondi comuni: 857 miliardi (€), 14,0%
  • Conti correnti: 1.140 miliardi (€), 18,6%
  • Titoli obbligazionari: 472 miliardi (€), 7,7%
  • Riserve assicurative: 1.137 miliardi (€), 18,5%
  • Immobili residenziali (stima): 5.662 miliardi (€)
Nel dettaglio, il ribilanciamento degli investimenti ha premiato strumenti con un profilo di rischio e rendimento più elevato (azioni e fondi), mentre la scelta di asset più liquidi si è ridotta, pur rimanendo ampia rispetto ai parametri europei. Questo movimento indica una crescente capacità delle famiglie italiane di diversificare, pur mantenendo una componente rilevante di prudenza.

Redditi, risparmi e consumi: il vero tenore di vita degli italiani

Nel 2024 il reddito medio delle famiglie italiane è stato di 39.501 euro, equivalenti a circa 3.290 euro mensili (fonte Istat, citazione a Ferruccio De Bortoli su Il Corriere della Sera). Il valore mediano si attesta a 31.704 euro, segno che oltre la metà delle famiglie percepisce redditi inferiori alla media, con differenze sempre più marcate tra i livelli di benessere. Gli over 65 single, che rappresentano una fascia fragile, spesso vivono con meno di 1.500 euro al mese.

Nonostante la crescita nominale del 5,3% (superiore all'inflazione dell'1,1%), la distribuzione dei redditi resta molto asimmetrica. La quota della popolazione a rischio di povertà è leggermente scesa al 18,6%, ma è aumentato il segmento in grave deprivazione materiale e sociale (5,2%). Nel 2025, il reddito disponibile è cresciuto del 2,4%, ma la propensione al risparmio si è assottigliata ulteriormente all'8,2%.

I consumi proseguono in lieve crescita (+2,5%), sostenuti in parte dall'erosione delle riserve familiari. Le famiglie mantengono alta la spesa per bisogni essenziali mentre, grazie anche alla stabilità del mercato del lavoro e ai trasferimenti pubblici per le fasce più fragili, riescono in parte a far fronte agli aumenti dei prezzi. Le statistiche ufficiali, tuttavia, sottostimano l'effettiva ricchezza disponibile, sia per via della quota di economie invisibili, sia per i flussi provenienti da mercati non osservati.

Le voci nascoste che contano: successioni, TFR, vincite

Il vero volto della ricchezza in Italia si scopre analizzando le fonti di sostentamento meno visibili ma spesso decisive. Il reddito ufficiale, infatti, non riflette completamente le effettive risorse disponibili. Secondo le stime (Andrea Sbandati, fonte Il Corriere della Sera), il valore effettivo dei redditi reali delle famiglie potrebbe essere quasi doppio rispetto a quello dichiarato, grazie a una molteplicità di entrate che sfuggono al Fisco o non sono considerate dal sistema statistico:

  • Successioni e donazioni: Valutate annualmente intorno ai 215 miliardi di euro, rappresentano una leva essenziale per molte famiglie, soprattutto nelle grandi aree urbane dove gli immobili vengono trasmessi tra generazioni.
  • Trattamento di fine rapporto (TFR) e buonuscite: Queste componenti, spesso sottovalutate, ammontano a circa 235 miliardi l'anno e si sommano al reddito in momenti cruciali della vita lavorativa o nei passaggi generazionali.
  • Vincite e gioco: Un ambito sorprendente per estensione: ogni anno si calcolano circa 125 miliardi di euro di vincite lorde, testimonianza della pervasività del gioco e delle sue implicazioni sociali.
  • L'economia sommersa: Secondo la Commissione presieduta da Nicola Rossi, si stima un sommerso/fiscale superiore a 100 miliardi annui, pari a circa il 10% del PIL. A questi si aggiungono i redditi illeciti e non censiti, per circa 220 miliardi.
  • Prestiti e reti familiari: Solidarietà informale, supporto tra parenti e il ricorso a prestiti privati (stimati 20 miliardi annui) agiscono come ammortizzatori sociali di fatto, sostituendo in parte la funzione dello Stato e garantendo una resilienza capillare nei momenti di difficoltà.
Non vanno infine dimenticati i redditi esenti (cococo, prestazioni occasionali), la vendita di beni usati e altre fonti minori, che nel complesso aumentano significativamente la ricchezza realmente a disposizione delle famiglie. Tutte queste componenti spiegano la tenuta sociale italiana e una capacità di spesa che supera la rigidità delle statistiche ufficiali.


Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...