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L'AI cinese che costa fino a 100 volte meno fa volare Alibaba del 7%: ecco perché Wall Street ora trema sul serio

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di Marcello Tansini pubblicato il

L'innovazione nell'AI cinese ridefinisce i rapporti di forza tra Est e Ovest: tra costi rivoluzionari, nuovi modelli open-weight e sfide regolatorie, Alibaba e DeepSeek spingono i mercati globali.

Negli ultimi anni, il dominio nel settore dell'intelligenza artificiale si è trasformato rapidamente, con la Cina che emerge come protagonista capace di ridisegnare le gerarchie tecnologiche mondiali. Le aziende del Dragone hanno scelto la via dell'innovazione accessibile: proporre soluzioni altamente competitive, ottimizzate per ridurre i costi di adozione, ha permesso di allargare la base di utenti e di clienti business. In questo scenario, non si tratta solo di produrre il modello più sofisticato, ma di offrire strumenti adattabili e a prezzi sostenibili. La crescita esponenziale di sviluppatori cinesi nell'ecosistema mondiale degli LLM ne è la dimostrazione, così come il rilevante aumento delle installazioni a livello internazionale.

L'impatto globale di queste dinamiche si riflette anche nei mercati finanziari. Il balzo delle azioni Alibaba in Borsa a seguito del lancio di una nuova generazione di modelli avanzati, insieme all'irruzione di DeepSeek con costi operativi abbattuti, testimonia il modo con cui l'innovazione made in China stia spingendo le tecnologie di frontiera oltre qualsiasi previsione degli osservatori occidentali. La capacità cinese di democratizzare l'accesso agli strumenti AI si traduce in maggiore competitività, pressione al ribasso sui prezzi e una ridefinizione dei paradigmi di business per colossi come Google, OpenAI e Anthropic

Alibaba e DeepSeek: strategie, innovazione e risultati

Nella corsa globale all'AI, la strategia vincente delle aziende cinesi si basa su pragmatismo ed efficienza. Alibaba, da anni impegnata in una decisa trasformazione digitale, ha puntato su investimenti massicci nelle infrastrutture e nello sviluppo di modelli open-weight: questo approccio non solo favorisce la diffusione, ma permette adattamenti rapidi per diversi settori industriali. A differenza delle controparti americane, più legate a modelli chiusi e a servizi cloud verticalizzati, il gigante di Hangzhou ha messo a disposizione la famiglia Qwen, adottata ormai da realtà leader mondiali come Nvidia e Airbnb, grazie a licenze permissive e a una straordinaria adattabilità tecnica.

DeepSeek, invece, incarna l'evoluzione startup-driven dell'AI cinese. Salita alla ribalta con R1 e V3 nel 2025, la società si è specializzata in modelli open-weight estremamente accessibili, spingendo la concorrenza verso una nuova battaglia sul terreno del prezzo più che su quello delle prestazioni assolute. Il V4-Flash esemplifica questa strategia: prezzi fino a cento volte inferiori rispetto ai leader americani e capacità di gestione scalabile di token, rappresentano una rivoluzione mirata soprattutto al mercato globale degli sviluppatori.

Entrambi gli approcci trovano terreno fertile nel contesto cinese, dove la combinazione tra esigenze di mercato interne (molto ampie e variegate), supporto governativo e una politica industriale orientata all'apertura tecnologica offre condizioni ideali per la diffusione capillare. I risultati? Percentuali record di download su piattaforme come Hugging Face, una presenza crescente nei benchmark tecnici internazionali, e un contributo decisivo alla sinizzazione dello stack tecnologico AI globale. La partnership tra Qwen e piattaforme mondiali, l'adozione di DeepSeek come engine di riferimento in diversi servizi cloud e la progressiva erodibilità della dipendenza dalle API statunitensi rappresentano una trasformazione strutturale senza precedenti nel settore.

Perché i modelli cinesi sono così economici

I prezzi particolarmente accessibili dei modelli cinesi hanno catalizzato l'attenzione mondiale sugli ecosistemi orientali. Questa competitività non nasce per caso, ma è il risultato di una filiera strategica interamente nazionale che va dalla progettazione dei chip all'ottimizzazione sofisticata degli algoritmi. L'introduzione del processore proprietario Zhenwu 810E da parte di Alibaba, già adottato per l'esecuzione dei LLM Qwen, consente indipendenza dalle restrizioni sull'export di semiconduttori e una forte sinergia fra hardware, software e cloud.

Le aziende cinesi, come Alibaba e DeepSeek, hanno dovuto imparare a operare in condizioni di limitazione tecnologica causata dalle sanzioni USA sull'esportazione di componentistica AI. Questa necessità di ottimizzazione ha favorito lo sviluppo di architetture alternative, in particolare i modelli mixture-of-experts, con cui è possibile incrementare le capacità senza far esplodere i costi energetici e computazionali. In questo schema, non più tutta la rete neurale viene attivata in ogni istanza, ma solo i blocchi più pertinenti, il che abbatte enormemente il costo per token elaborato.

Un ulteriore elemento è dato dalle licenze open-weight sempre più aperte, come Apache 2.0 o MIT, che abbassano drasticamente le soglie d'accesso per gli sviluppatori. L'effetto combinato di efficienza algoritmica, hardware controllato e politiche di licenze liberalizzate dà vita a un paradigma unico: i sistemi diventano economicamente sostenibili senza rinunciare alle performance di alto livello. Non è semplice economia di scala; è rapida iterazione tecnica forzata da vincoli e sostenuta da una forte pressione competitiva interna, con benefici tangibili anche oltre i confini cinesi.

Alibaba Qwen3.8-Max: caratteristiche tecniche, benchmark

Il lancio di Qwen3.8-Max marca una svolta nell'arena dei modelli linguistici specializzati. Presentato con una struttura imponente di 2.400 miliardi di parametri, questo modello ha suscitato scalpore nei principali benchmark internazionali. Sulla piattaforma Arena.Ai, Qwen3.8-Max si posiziona ai vertici tra i sistemi testuali, secondo solo ad alcune varianti avanzate prodotte da Anthropic, ma con un primato assoluto tra i modelli di origine cinese.

La sua architettura mixture-of-experts fa la differenza: solo una frazione, circa 95 miliardi di parametri, viene impiegata per ogni richiesta, bilanciando efficienza, scalabilità e rapidità di risposta. Tra le principali performance:

  • Gestione multimodale: è in grado di processare testo, immagini e video, portando la soglia di token gestibile a livelli record (fino a un milione per task complesso)
  • Velocità di sviluppo: ha completato una commessa significativa di ingegneria software in soli 16 giorni, segno di una maturità architetturale superiore
  • Costi operativi contenuti grazie alla sua architettura intelligente e all'integrazione con hardware dedicato
Dal punto di vista dell'adozione internazionale, Qwen3.8-Max è già scelto come standard da molte aziende e startup, grazie anche alla politica di licensing trasparente e adattabile. Le performance nei benchmark non solo convincono gli investitori, come dimostra il rialzo del titolo Alibaba, ma offrono agli sviluppatori una piattaforma robusta, personalizzabile e scalabile sia per soluzioni B2C che business critical.

DeepSeek V4-Flash e la rivoluzione dei costi: prezzi e capacità

Con il modello V4-Flash, la start-up DeepSeek ha innescato una rivoluzione nei costi di adozione delle tecnologie AI open-weight. Secondo il rapporto di Artificial Analysis, le tariffe applicate da DeepSeek toccano livelli mai visti sul mercato globale:

Modello

Costo medio per test

DeepSeek V4-Flash

0,03 USD

Kimi K3 (Moonshot)

0,86 USD

Gpt-5.6 Sol (OpenAI)

1,86 USD

Claude Fable 5 (Anthropic)

3,15 USD

La differenza è abissale: DeepSeek riesce ad applicare prezzi di ingresso (0,14 USD per milione di token in ingresso, 0,28 USD in uscita) che si traducono, nella pratica, in risparmi enormi per chi elabora grandi volumi di dati. Questo modello è stato progettato per eseguire compiti su vasta scala, supportando workflow in ambiti B2B, piattaforme cloud o servizi di customer service AI-driven.

L'approccio vincente di DeepSeek non è però solo prezzo. Il V4-Flash offre una versatilità tale da poter essere adottato sia da startup sia da grandi aziende ovunque nel mondo; la rapidità di aggiornamento e il rilascio costante di nuove versioni riducono il time-to-market e consentono una risposta più rapida alle esigenze di sicurezza, privacy e personalizzazione. Anche nei test di benchmark, V4-Flash si posiziona nelle prime posizioni mondiali per efficienza, conquistando sviluppatori attratti dall'accessibilità e dalla trasparenza in termini di costi e licensing.

Wall Street e le big tech: la competitività cinese preoccupa

Il crollo dei prezzi e la crescita delle performance nei modelli AI cinesi hanno acceso i riflettori sui mercati finanziari occidentali. Il rialzo del 7% delle azioni Alibaba, seguito all'annuncio di Qwen3.8-Max, ha messo in allarme investitori e analisti: le big tech USA affrontano una pressione senza precedenti sui margini e sulla sostenibilità degli investimenti milionari destinati all'AI.

La vera incertezza, oggi, non sta solo nella prestazione tecnica, ma nella capacità delle aziende occidentali di replicare la rapidità, la flessibilità e soprattutto i costi di adozione proposti dai concorrenti cinesi. L'invasione di modelli open-weight rischia di mettere in discussione la centralità delle API chiuse, con un effetto domino su tutto il comparto cloud, public e privato. Come segnalato dagli esperti Omdia e dalle analisi della Stanford University, Wall Street osserva con attenzione la crescita dei ricavi e la tenuta dei margini: la AI più economica si afferma solo se diventa servizio realmente redditizio per le aziende.

L'incognita più ampia riguarda però la tenuta del modello di business tradizionale: le big tech americane hanno scommesso su enormi investimenti infrastrutturali che si ripagano con economie di scala e servizi ad alto margine. Ma la democratizzazione cinese dell'AI open-weight minaccia questa impostazione, mentre aumenta il rischio di una nuova guerra dei prezzi che potrebbe comprimere ulteriormente i margini, rendendo difficile mantenere la leadership senza adottare strategie simili. In questo quadro la volatilità delle quotazioni e la sensibilità delle piazze finanziarie ai trend tecnologici sono destinate a crescere.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...