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Lamborghini Temerario Tricolore: la bandiera divide gli appassionati, ma anche una Ferrari ce l'ha

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Lamborghini ha acceso i motori del dibattito nel mondo dell'automotive con la nuova Temerario Tricolore, l'ultima creazione firmata dal reparto di personalizzazione Ad Personam che veste la supercar di Sant'Agata Bolognese con i colori della bandiera italiana.

Lamborghini ha acceso i motori del dibattito nel mondo dell'automotive con la nuova Temerario Tricolore, l'ultima creazione firmata dal reparto di personalizzazione Ad Personam che veste la supercar di Sant'Agata Bolognese con i colori della bandiera italiana. Una scelta stilistica che, come spesso accade quando il patriottismo incontra il design automobilistico, ha immediatamente diviso appassionati, addetti ai lavori e semplici curiosi sui social network. C'è chi applaude l'omaggio all'italianità e chi invece parla di operazione puramente commerciale. Nel frattempo, in pochi ricordano che anche il Cavallino Rampante, storico rivale di Maranello, ha già percorso strade simili con i suoi allestimenti tricolore.

Il debutto della Lamborghini Temerario Tricolore

La Temerario, la sportiva V8 ibrida plug in che ha preso il posto della Huracán nella gamma Lamborghini, è già di per sé un'auto capace di far discutere per le sue soluzioni tecniche: motore 4.0 twin turbo abbinato a tre motori elettrici, per una potenza complessiva che sfiora i 920 CV, e uno 0 100 km/h coperto in appena 2,7 secondi. Con la variante Tricolore, il marchio del Toro punta però i riflettori non tanto sulla meccanica quanto sull'estetica, con una livrea che richiama in modo esplicito il verde, il bianco e il rosso della bandiera italiana, distribuiti tra carrozzeria, interni e dettagli come le pinze freno.

Non è la prima volta che Lamborghini sceglie questa strada. Il programma Ad Personam, che consente ai clienti di personalizzare quasi ogni dettaglio della propria vettura, ha già realizzato in passato edizioni speciali dedicate all'Italia, come la Revuelto Italia, presentata con una striscia tricolore centrale in occasione di eventi legati alla cultura e alla storia del Paese. La Temerario Tricolore si inserisce quindi in un filone già collaudato, ma lo fa in un momento in cui il tema dell'identità nazionale applicata ai prodotti di lusso genera reazioni sempre più polarizzate.

Perché la bandiera divide gli appassionati

Il motivo per cui la Temerario Tricolore sta facendo discutere non riguarda tanto la qualità costruttiva o le prestazioni, quanto il significato che una parte del pubblico attribuisce all'uso della bandiera su un'auto che, va ricordato, ha un prezzo di listino che parte da diverse centinaia di migliaia di euro e che finisce spesso nei garage di collezionisti stranieri, non certo nelle strade italiane di tutti i giorni.

Da un lato ci sono gli entusiasti che vedono nella livrea tricolore un modo per celebrare l'eccellenza manifatturiera italiana, sottolineando come Lamborghini, pur essendo di proprietà del gruppo tedesco Volkswagen attraverso Audi, produca ancora oggi le proprie vetture interamente a Sant'Agata Bolognese, con manodopera e ingegneria italiane. Per questa fetta di pubblico, la bandiera sulla carrozzeria è un legittimo tributo a una tradizione industriale che continua a rappresentare il made in Italy nel mondo.

Dall'altro lato c'è chi considera l'operazione poco più che un'operazione di marketing, un modo per rendere ancora più esclusivo e desiderabile un prodotto già di nicchia, sfruttando un simbolo identitario per aumentare l'appeal commerciale, soprattutto sui mercati esteri dove il fascino del made in Italy resta un potente strumento di vendita. Non manca poi chi trova la soluzione estetica semplicemente eccessiva, giudicando la combinazione di colori troppo vistosa per una supercar che, di suo, già attira l'attenzione grazie alle linee spigolose firmate da Mitja Borkert.

Sui forum e sui social dedicati al mondo dei motori il dibattito si è acceso rapidamente, con commenti che spaziano dall'entusiasmo puro alla critica feroce, in una discussione che ricalca da vicino quella già vista in passato per altre edizioni a tema nazionale prodotte da diversi costruttori.

Anche Ferrari gioca la carta del tricolore

Quello che in pochi sottolineano, quando si parla della polemica sulla Temerario Tricolore, è che anche Ferrari, storica rivale di Lamborghini nel segmento delle supercar italiane, ha già utilizzato in più occasioni i colori della bandiera come elemento distintivo delle proprie vetture speciali. La casa di Maranello ha infatti proposto negli anni allestimenti e dettagli ispirati al tricolore, sia su modelli stradali in edizione limitata sia su vetture da competizione, spesso in coincidenza con anniversari importanti o eventi celebrativi legati alla storia del marchio e dell'Italia.

Questo elemento cambia parzialmente la prospettiva della polemica: se la scelta di Lamborghini viene letta da alcuni come un unicum discutibile, in realtà si tratta di una pratica già sperimentata nel settore delle hypercar italiane, dove il richiamo all'identità nazionale è diventato negli anni un vero e proprio codice stilistico condiviso, capace di rafforzare il legame emotivo tra il brand e il pubblico internazionale, sempre molto attento al fascino del design italiano.

Il parallelo tra le due case automobilistiche dimostra come il tema non riguardi un singolo modello o una scelta isolata, ma piuttosto una tendenza più ampia dell'industria dell'auto di lusso, che utilizza simboli nazionali per rafforzare la propria narrazione di marca, soprattutto in un momento storico in cui la concorrenza dei costruttori asiatici e la transizione verso l'elettrico stanno ridisegnando gli equilibri del settore.

Le caratteristiche tecniche della Temerario restano al centro della scena

Al netto della polemica sulla livrea, non bisogna dimenticare che la Lamborghini Temerario resta una delle vetture più tecnologicamente avanzate mai prodotte dal marchio di Sant'Agata Bolognese. Il cuore pulsante è un motore V8 biturbo da 4.0 litri capace di erogare fino a 800 CV, affiancato da tre motori elettrici che portano la potenza complessiva del sistema ibrido a circa 920 CV. Numeri che permettono alla vettura di raggiungere una velocità massima dichiarata di oltre 340 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi.

Il design, curato dal team guidato da Mitja Borkert, riprende alcuni elementi stilistici delle Lamborghini del passato, come la Countach e la Gallardo, reinterpretati in chiave moderna attraverso forme esagonali che caratterizzano i gruppi ottici, le prese d'aria laterali e persino i terminali di scarico. Un linguaggio visivo che, unito alla nuova livrea tricolore, rende la Temerario Tricolore una delle personalizzazioni più riconoscibili mai realizzate dal reparto Ad Personam.

Un dibattito che va oltre l'automotive

La discussione attorno alla Temerario Tricolore si inserisce in un fenomeno più ampio che riguarda il rapporto tra i simboli nazionali e il mondo del lusso. Non è la prima volta che un marchio italiano, o straniero, sceglie di utilizzare i colori della bandiera per caratterizzare un prodotto di fascia alta, e difficilmente sarà l'ultima. Automobili, moda, gastronomia: il made in Italy continua a essere uno dei brand più potenti a livello globale, e le aziende lo sanno bene.

Ciò che rende interessante il caso Lamborghini è proprio la reazione del pubblico, spaccato tra chi vede nella bandiera un simbolo di orgoglio da esibire con fierezza e chi invece percepisce un uso quasi strumentale dell'identità nazionale a fini puramente commerciali. Una dialettica che, come dimostra il precedente di Ferrari, non è affatto nuova nel mondo dei motori, ma che oggi, complice la cassa di risonanza dei social network, assume proporzioni decisamente più ampie rispetto al passato.

 




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...