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Lavatrice, più dura il ciclo e meno si spende: il trucco del programma ECO che taglia i consumi anche oltre il 50%

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
Trucco del programma ECO

Il programma ECO allunga il ciclo, ma può ridurre i consumi anche oltre il 50%. Quanto si risparmia davvero dipende da etichetta energetica, carico e impostazioni: ecco quando conviene usarlo e come confrontarlo con gli altri programmi.

Il programma Eco 40-60 può durare più di un ciclo ordinario e consumare meno elettricità. Sulle lavatrici attuali è il ciclo di riferimento dell’etichetta energetica europea, che riporta i kWh ogni 100 lavaggi. La spesa dipende soprattutto dal riscaldamento dell’acqua, dalla quantità di bucato e da come la macchina gestisce le diverse fasi. Per stimare il risparmio occorre quindi partire dai consumi del proprio modello e applicare il prezzo dell’elettricità previsto dal contratto.

Il compromesso è tra tempo e temperatura. Il programma Eco prolunga il lavaggio e gestisce il riscaldamento in modo graduale, invece di portare rapidamente l’acqua a temperature elevate. È questa strategia a spiegare perché un ciclo più lungo possa richiedere meno energia.

Perché il programma ECO dura di più

La pulizia dei tessuti nasce dalla combinazione di azione meccanica, detergente, acqua e calore. Riscaldare l’acqua richiede energia; una temperatura più contenuta può quindi ridurre i consumi elettrici. Il ciclo Eco compensa il minor apporto di calore prolungando alcune fasi e distribuendo il lavaggio nel tempo. La durata indica quanto resta in funzione il programma, mentre il consumo si misura in kilowattora.

Ogni apparecchio gestisce il ciclo secondo le proprie caratteristiche e le condizioni del lavaggio. Peso del carico, tipo di tessuto, temperatura selezionata e opzioni aggiuntive incidono sui tempi e sui consumi. Anche i programmi rapidi e quelli ordinari seguono logiche diverse: un ciclo breve, se scalda l’acqua rapidamente, può assorbire più energia. Per il confronto servono i dati del modello specifico.

Eco 40-60 è pensato per lavare insieme capi di cotone normalmente sporchi, dichiarati lavabili a 40 o 60 gradi. La sigla identifica un programma standardizzato, usato anche per le misurazioni riportate sull’etichetta energetica.

Che cosa dice l’etichetta energetica

L’etichetta europea delle lavatrici indica il consumo del programma Eco 40-60 in kWh per 100 cicli e quello dell’acqua in litri per ciclo. Il regolamento europeo 2019/2014 stabilisce le informazioni da esporre. Per ricavare il consumo elettrico di un singolo lavaggio, basta dividere il valore in kWh per 100.

Se, per esempio, l’etichetta riporta 80 kWh/100 cicli, il consumo equivalente è 0,8 kWh per ciclo Eco. Il QR code permette di aprire la scheda del prodotto nella banca dati europea EPREL, il registro pubblico dei prodotti con etichetta energetica, e di verificare i dati di un modello preciso.

I valori derivano da condizioni di prova definite. Nella pratica incidono la quantità di bucato, il programma selezionato e le opzioni aggiuntive. La classe energetica offre un’indicazione immediata; il dato in kWh per 100 cicli permette di confrontare più concretamente gli apparecchi.

Il taglio oltre il 50%: quando è possibile

Per calcolare una riduzione superiore alla metà si confrontano due cicli della stessa lavatrice, con carico e condizioni comparabili, e si misura la differenza rispetto al programma ordinario. I programmi cambiano da un modello all’altro e possono avere nomi e parametri differenti. Per questo il risultato dipende dai cicli messi a confronto.

La formula è: (consumo ordinario meno consumo Eco) diviso consumo ordinario, moltiplicato per 100. In un esempio puramente matematico, con un ciclo ordinario da 1,2 kWh e un Eco da 0,5 kWh, il risparmio è di circa il 58%. Il calcolo mostra come ottenere la percentuale a partire dai due consumi.

Anche per l’acqua il dato dell’Eco è espresso in litri per ciclo. Il confronto con un programma ordinario richiede i consumi relativi a quel ciclo e alla stessa macchina. Il risparmio energetico e quello idrico si calcolano separatamente.

Quanto può incidere sulla bolletta

Per stimare il costo dell’elettricità si moltiplicano i kWh per il prezzo applicato all’energia. Con un consumo di 0,8 kWh per ciclo Eco e un prezzo ipotetico di 0,30 euro per kWh, il costo è di 0,24 euro a lavaggio. Il valore di 0,30 euro è un’ipotesi di calcolo.

Il prezzo effettivo si trova nella propria offerta o in bolletta. Con una tariffa monoraria, la componente energia ha lo stesso prezzo nelle diverse ore; con una tariffa bioraria o multioraria, il costo varia in base al momento del consumo. Le fasce F1, F2 e F3 corrispondono a prezzi differenti quando il contratto prevede una struttura oraria. La convenienza della singola fascia dipende dunque dalla tariffa sottoscritta.

Facendo tre lavaggi alla settimana, l’esempio porta a un consumo annuo di 124,8 kWh: 0,8 × 3 × 52. Moltiplicato per 0,30 euro, equivale a 37,44 euro di energia in un anno. Il conto non comprende le eventuali quote fisse, le imposte, le altre voci della bolletta o il costo dell’acqua. Per stimare il risparmio dell’Eco si ripete il calcolo usando il consumo del programma alternativo e il prezzo previsto dalla propria tariffa.

Per il bucato quotidiano normalmente sporco, l’Eco è una scelta adatta se i capi sono compatibili con il programma e si può attendere più a lungo. Pianificare il ciclo aiuta a ridurre il ricorso ai lavaggi brevi e alle temperature elevate quando non servono. Restano da seguire le indicazioni sulle etichette dei vestiti e quelle del manuale della lavatrice.

Per esigenze specifiche può essere più adatto un programma delicato; quando il tempo è limitato, si può ricorrere a un ciclo rapido. Le temperature elevate vanno riservate ai casi in cui siano giustificate dal tessuto, dal livello di sporco e dalle indicazioni del produttore. Il prelavaggio è utile soprattutto per i capi molto sporchi.

Il tempo che compare sul display può variare in base al peso e alle funzioni di rilevazione della macchina. Alcuni apparecchi regolano acqua e durata in funzione del carico. Il ciclo Eco è progettato per rispettare le prestazioni di lavaggio previste dalla prova, seguendo una strategia di consumo diversa.

Carico e impostazioni che aiutano a risparmiare

La preparazione del bucato incide sul consumo per capo. Usare correttamente la capacità del cestello riduce il numero di cicli necessari; un carico eccessivo, invece, può ostacolare il lavaggio e peggiorare il risultato. La regola è rispettare il limite previsto per il programma: pieno carico senza sovraccaricare.

Alcune abitudini aiutano a contenere gli sprechi:

  • separare i capi per colore, tessuto e istruzioni di lavaggio, così da scegliere il ciclo adatto;
  • dosare il detersivo in base alla quantità di bucato, alla durezza dell’acqua e alle indicazioni del produttore;
  • saltare il prelavaggio quando i capi non sono molto sporchi;
  • scegliere temperature più basse se sono compatibili con i tessuti e con il risultato richiesto;
  • pulire filtro e componenti secondo le indicazioni del manuale;
  • impostare il ciclo e il carico in modo da evitare un secondo lavaggio.
Queste accortezze riducono gli sprechi quando il programma è scelto in modo corretto. Anche la distribuzione uniforme del bucato e la manutenzione indicata dal produttore contribuiscono al buon funzionamento della lavatrice.

Per confrontare i consumi in casa, si possono annotare il dato Eco dichiarato e quello del programma alternativo riportato nella documentazione del modello, oppure rilevarli con strumenti di misura adeguati. Il confronto è più significativo se quantità e tipo di bucato, livello di sporco e opzioni sono simili: così la differenza dipende soprattutto dal programma utilizzato.

Quando si acquista una lavatrice nuova, conviene leggere insieme classe energetica, kWh per 100 cicli e litri per ciclo dell’Eco 40-60. La capacità del cestello va rapportata alle abitudini familiari: un apparecchio molto capiente può essere poco adatto se viene usato quasi sempre con carichi piccoli. Contano anche il numero di lavaggi e la durata prevista dell’elettrodomestico.

Per l’uso quotidiano, la scelta si riduce a due elementi: i consumi dichiarati per il proprio apparecchio e il tempo disponibile in casa. L’Eco impiega più tempo e limita soprattutto l’energia necessaria a riscaldare l’acqua; per la spesa, i riferimenti sono i kWh e i litri associati al modello e al programma scelto.




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...