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Le 14 aziende in crisi: la situazione aggiornata e le attese a Settembre 2026 per trattative e soluzioni

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Settembre 2026 si apre con un fitto calendario di tavoli sindacali, scadenze di cassa integrazione e vertenze che coinvolgono migliaia di lavoratori in tutta Italia: la situazione e le prospettive

Settembre 2026 si apre con un fitto calendario di tavoli sindacali, scadenze di cassa integrazione e vertenze che coinvolgono migliaia di lavoratori in tutta Italia. Dal retail alla manifattura, passando per tessile, chimica, moda, alimentare e cartario, sono almeno 14 le aziende in crisi attualmente sotto osservazione da parte di sindacati, Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e amministrazioni locali. 

L'elenco delle 14 aziende in crisi per settore

Grande distribuzione e retail: Coin. Industria manifatturiera e automotive: Volkswagen, Natuzzi, Electrolux. Industria pesante e impiantistica: Riello (Morbegno, Sondrio). Ceramica: Dolomiti Ceramiche, ex Ideal Standard (Borgo Valbelluna). Tessile: Lineapiù Italia, Tirso (Muggia, Trieste). Chimica e farmaceutica: Bayer Pharma (Milano). Moda: Aeffe (Milano/Rimini). Alimentare: Beyers Caffè (Castel Maggiore, Bologna), Antica Pasta Italia (Greccio, Rieti). Cartario: Cartiera del Polesine. Accessori e serramenti: Savio (Chiusa San Michele, Torino).

Grande distribuzione: la crisi di Coin non si ferma

La vertenza Coin resta una delle più delicate dell'intero panorama del retail italiano. La crisi è aperta ormai da mesi e il 18 giugno 2026 è stato proclamato uno sciopero nazionale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, con presidi in diverse città tra cui Genova e Livorno. Centinaia di lavoratori si trovano in cassa integrazione a zero ore e a Roma il rischio riguarda circa 500 posti di lavoro.

L'azienda ha già chiuso punti vendita storici, tra cui quello di Roma in via Cola di Rienzo, quello di Milano in Corso Vercelli e quello di Verona (Excelsior), a causa di sfratti esecutivi e canoni ritenuti insostenibili. I sindacati denunciano che agli annunci di rilancio non seguono ancora risultati concreti sul fronte occupazionale, mentre l'azienda continua a sostenere che il 2026 sarà l'anno della svolta. Il confronto con il Mimit resta aperto e per settembre ci si attende un nuovo tavolo istituzionale volto a chiarire la sostenibilità del piano industriale e le ricadute sui lavoratori ancora coinvolti.

Automotive e manifattura: Volkswagen, Natuzzi ed Electrolux sotto osservazione

Tra i casi più rilevanti segnalati nel comparto industriale figura Volkswagen, citata tra le crisi più significative del settore automotive, comparto che a livello europeo sta attraversando una fase di forte ristrutturazione legata alla transizione elettrica e al calo della domanda.

Nel comparto dell'arredamento resta sotto i riflettori Natuzzi, tra i casi critici emersi già a giugno 2026, mentre negli elettrodomestici la vertenza Electrolux continua a essere monitorata dai sindacati come uno dei fronti più delicati dell'industria manifatturiera italiana. Per tutte e tre le realtà settembre rappresenta un mese chiave: i tavoli ministeriali già avviati dovrebbero fornire indicazioni più precise su piani industriali, eventuali riconversioni produttive e strumenti di sostegno al reddito per il personale coinvolto.

Industria pesante: Riello di Morbegno, uno stabilimento che chiude

Nel comparto dell'impiantistica pesante il caso più drammatico è quello di Riello, storica azienda produttrice di caldaie con sede a Morbegno, in provincia di Sondrio, di proprietà da quattro anni della multinazionale Carrier. Lo stabilimento risulta chiuso dal 30 agosto 2026, con 51 operai e una decina di impiegati rimasti a casa. La vertenza affonda le radici in anni di scarsi investimenti e di progressivo ridimensionamento del sito produttivo, che in passato aveva occupato fino a 500 persone.

Le organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil hanno seguito da vicino il percorso di uscita dei lavoratori, mentre a livello locale amministratori e istituzioni hanno espresso vicinanza alle famiglie coinvolte. Per settembre l'attenzione si concentra sulla ricerca di un advisor incaricato di individuare potenziali investitori per la reindustrializzazione del sito, oltre che sull'attivazione concreta degli ammortizzatori sociali e delle misure di ricollocazione previste dall'accordo.

Ceramica: Dolomiti Ceramiche e la cassa integrazione a Borgo Valbelluna

Nel settore ceramico la situazione più critica riguarda Dolomiti Ceramiche, ex Ideal Standard, con sito produttivo a Borgo Valbelluna. Da settembre 69 operai sono stati collocati in cassa integrazione, segno di un rallentamento produttivo che preoccupa il territorio bellunese, già segnato in passato da altre crisi industriali nel comparto della ceramica sanitaria. I sindacati chiedono chiarezza sulle prospettive dello stabilimento e sul futuro degli ordini, mentre nelle prossime settimane sono attesi incontri tra azienda, rappresentanze sindacali e istituzioni locali per definire la durata dell'ammortizzatore sociale e valutare eventuali interventi di sostegno alla produzione.

Tessile: Lineapiù Italia e Tirso, due vertenze parallele

Il settore tessile porta con sé due casi significativi. In Toscana, Lineapiù Italia ha attraversato un anno di contratto di solidarietà, al termine del quale sono stati annunciati 15 esuberi su 129 addetti. La vicenda riflette le difficoltà strutturali di un comparto che da tempo fatica a competere con i costi produttivi di altri mercati internazionali.

A Muggia, in provincia di Trieste, l'azienda Tirso ha invece attivato 13 settimane di cassa integrazione, un periodo che dovrebbe servire a riorganizzare i cicli produttivi in attesa di una ripresa degli ordinativi. In entrambi i casi settembre sarà un mese di verifica: per Lineapiù si attende la gestione concreta degli esuberi annunciati, mentre per Tirso l'attenzione è sulla possibile proroga o chiusura del periodo di cassa integrazione.

Chimica e farmaceutica: i timori per Bayer Pharma Milano

Nel comparto chimico farmaceutico desta preoccupazione la situazione di Bayer Pharma, con sede a Milano, dove è stato segnalato un rischio licenziamenti. Si tratta di una vertenza che si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione delle multinazionali del farmaco in Italia, spesso legata a strategie di razionalizzazione dei siti produttivi e di ricerca a livello globale. Le sigle sindacali del settore chimico chiedono un confronto trasparente sui piani industriali, mentre per settembre si attendono chiarimenti ufficiali sull'entità e sui tempi dell'eventuale riduzione di personale.

Moda: Aeffe e il rischio di oltre 200 licenziamenti

Anche il settore moda non è esente da difficoltà. Aeffe, gruppo con stabilimenti tra Milano e Rimini, è al centro di una vertenza che espone al rischio oltre 200 lavoratori. Il comparto del lusso e della moda italiana sta attraversando un periodo complesso, segnato dal calo dei consumi in alcuni mercati chiave e da una generale contrazione degli ordini. Per le prossime settimane sono attesi incontri tra azienda e sindacati per definire l'entità reale degli esuberi e valutare eventuali strumenti alternativi ai licenziamenti, come contratti di solidarietà o percorsi di ricollocazione.

Alimentare: l'accordo Beyers Caffè e il caso Antica Pasta Italia

Nel settore alimentare si registrano due vicende molto diverse tra loro. Beyers Caffè, con sede a Castel Maggiore, in provincia di Bologna, ha raggiunto un accordo siglato a metà luglio 2026, un segnale positivo che lascia intendere un percorso di stabilizzazione della produzione e dell'occupazione, anche se i dettagli specifici dell'intesa restano da confermare nelle prossime comunicazioni ufficiali.

Diverso il caso di Antica Pasta Italia, a Greccio, in provincia di Rieti, dove risulta segnalato un licenziamento di 40 lavoratori, con lettere di comunicazione partite a fine settembre. È opportuno segnalare che alcune fonti relative a questa vicenda risalgono a un contesto precedente e andrebbero verificate rispetto all'attualità del 2026, per evitare di sovrapporre episodi distinti riguardanti la stessa realtà produttiva. In ogni caso resta alta l'attenzione dei sindacati di categoria sulla tenuta occupazionale del sito.

Cartario: la chiusura della Cartiera del Polesine

Nel comparto cartario la vertenza più grave riguarda la Cartiera del Polesine, per la quale è stata decretata la chiusura. Si tratta di un ulteriore segnale delle difficoltà che il settore della carta sta affrontando in Italia, tra costi energetici elevati e concorrenza internazionale. Per settembre l'attenzione si concentra sulla gestione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori coinvolti e sulla possibile ricerca di soluzioni alternative alla chiusura definitiva, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni regionali.

Accessori e serramenti: la solidarietà alla Savio di Chiusa San Michele

Chiude l'elenco il caso Savio, azienda di Chiusa San Michele, in provincia di Torino, dove è stato attivato un contratto di solidarietà per 150 lavoratori della durata di 24 mesi. Si tratta di uno strumento pensato per evitare licenziamenti immediati, distribuendo la riduzione di orario tra i dipendenti in attesa di una ripresa della domanda. Nei prossimi mesi sarà fondamentale monitorare l'andamento produttivo dell'azienda per capire se il contratto di solidarietà riuscirà davvero a scongiurare interventi più drastici sull'occupazione.

Cosa aspettarsi a settembre 2026

Il filo conduttore che unisce queste 14 crisi aziendali è la richiesta, condivisa da quasi tutte le sigle sindacali, di maggiore trasparenza sui piani industriali e di garanzie concrete sull'occupazione. Settembre si conferma un mese cruciale, con numerosi tavoli già fissati o in via di convocazione presso il Mimit e le Regioni interessate.

Per molte di queste vertenze, dal retail alla manifattura fino al tessile e alla ceramica, le prossime settimane saranno decisive per capire se si riuscirà a trovare soluzioni condivise, tra rilanci produttivi, ricerca di nuovi investitori e proroghe degli ammortizzatori sociali, oppure se la crisi occupazionale continuerà ad aggravarsi.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...