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Chi ci sostituirą prima al lavoro tra robot e intelligenza artificiale e tra quanto tempo realmente?

di Marcello Tansini pubblicato il

Robot e intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il lavoro, trasformando settori e professioni, accelerando l'automazione e ridefinendo competenze, rischi e opportunitą nel mercato globale.

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L'integrazione progressiva di sistemi automatizzati negli ambienti produttivi e nei servizi è sotto gli occhi di tutti: dalle catene di montaggio industriali alle mansioni d'ufficio, il confine tra attività umane e compiti automatizzabili si fa sempre più sottile. Non si tratta più solo di un tema tecnico, ma di una trasformazione che coinvolge il tessuto sociale, le competenze richieste e il modo in cui si percepisce il valore del lavoro.

L'impatto attuale di robot e IA nelle professioni: stato dell'arte

La presenza di robotica e IA non è più materia di sola previsione: sono già numerose le funzioni aziendali ed operative dove l'automazione sta trasformando profondamente attività e processi. Secondo le rilevazioni, oltre il 14% delle professioni nei paesi sviluppati risulta ad alta probabilità di automazione, mentre il 32% vede una significativa probabilità di cambiamento nel prossimo futuro. I dati sono supportati da studi come quelli del McKinsey Global Institute e dall'analisi di casi reali nel manifatturiero, nell'amministrazione e nei servizi digitali.

La tabella sottostante sintetizza le percentuali di attività già automatizzabili in alcune professioni emblematiche:

Professione

% Attività automatizzabile

Operaio / lavori manuali

60-90%

Segreteria

50-80%

Agente immobiliare

30-60%

Back-office amministrativo

40-70%

Content creator

Fino a 70%

Avvocato (attività tecniche)

50-80%

Un'indagine LinkedIn offre uno spaccato della percezione tra i lavoratori: il 43% già si forma per restare aggiornato sulla tecnologia, mentre solo il 35% ritiene il proprio lavoro al sicuro. La rapida introduzione di robotica collaborativa (BMW, Tesla) e sistemi di IA generativa dimostra come non sia solo la produzione ad essere rivoluzionata, ma ormai tutte le sfere organizzative.

Quali settori e mansioni sono più a rischio di automazione?

Non tutti i mestieri sono esposti allo stesso modo: la sostituzione lavorativa avanza soprattutto dove le attività sono ripetitive, standardizzate e gestibili tramite dati strutturati. Alcune categorie già vivono una pressione tangibile:

  • Data entry e operatori di back-office
  • Operatori di magazzino e addetti alla logistica
  • Segretari e impiegati amministrativi
  • Contabili di routine
  • Operai su linee di produzione
  • Call center e customer care di primo livello
  • Addetti alla moderazione e controllo qualità digitale
Riconoscere i fattori di esposizione è essenziale: mansioni con alta ripetitività, regole chiare e risultati facilmente misurabili sono le più vulnerabili. Ad esempio, i ruoli d'inserimento dati sono tra i primi a essere automatizzati da sistemi di IA, seguiti da funzioni come la gestione dell'agenda o l'organizzazione di documenti.

Anche in settori avanzati, dalla programmazione (con tool IA come GitHub Copilot) al marketing (automazione di campagne), sono soprattutto i profili junior o le attività standard a rischio di compressione. In Italia, la vulnerabilità riguarda soprattutto PMI e amministrazioni pubbliche - realtà dove l'automazione avanza silenziosamente, riducendo il turnover più che generando licenziamenti di massa.

Quando robot e IA sostituiranno i lavoratori?

Prevedere le tempistiche esatte della sostituzione lavorativa richiede uno sguardo attento alle fonti internazionali e alle previsioni. Secondo diversi esperti e studi, il periodo compreso tra il 2030 e il 2035 potrebbe segnare un punto di svolta: la robotica e l'automazione saranno infrastruttura stabile, non più sperimentazione:

  • Entro il 2030: si attende una forte espansione dell'IA nei servizi digitali e nella produzione di testi standard, con una crescente riduzione delle nuove assunzioni per mansioni di base.
  • Tra 5 e 10 anni: come dichiarato anche dal CEO di Arm, gran parte delle attività produttive ripetitive nelle fabbriche potrebbe essere affidata a sistemi robotici avanzati con IA agentica.
  • Processi graduali: l'impatto sarà cumulativo più che istantaneo, con una cosiddetta sostituzione silenziosa dei ruoli meno qualificati e una trasformazione dei profili professionali in chiave tecnologica.
Non esiste un unico scenario catastrofico: il ritmo di sostituzione varia a seconda dell'investimento tecnologico e delle normative, risultando più rapido in contesti meno regolamentati e più lento nel quadro europeo.

Casi reali: aziende e comparti dove l'automazione avanza

Esempi concreti di implementazione di robot e IA confermano l'accelerazione delle tendenze globali. Amazon ha pianificato di automatizzare circa il 75% delle proprie operazioni logistiche e sostituire fino a 600.000 lavoratori nel breve-medio periodo, investendo massicciamente in nuove tecnologie di automazione. Questi processi riguardano macchinari per movimentazione, smistamento prodotti e unità a guida autonoma, con oltre 120 nuove tecnologie introdotte solo nel 2024 nella rete europea.

Nel settore bancario inglese, la digitalizzazione ha già comportato la chiusura di migliaia di filiali e la riorganizzazione di personale tramite accordi e mobilità interna. Negli USA, dati pubblici e report confermano che, tra settembre e ottobre 2025, sono stati attribuiti all'automazione circa 31.000 licenziamenti, soprattutto in funzioni di routine d'ufficio e supporto clienti.

Altri settori sotto osservazione sono quelli della produzione automobilistica (es. BMW e Tesla), dove robotica collaborativa e automazione basata su IA sono già parte integrante delle linee di assemblaggio. Nella creazione di contenuti digitali, interi canali sono gestiti da intelligenze artificiali che si occupano di script, immagini e interazione base con l'utenza.

Come cambia il mercato del lavoro tra IA e robotica

Il processo in corso non elimina solo posti di lavoro: accelera anche la nascita di nuovi ruoli e modifiche profonde nei percorsi professionali. Il Future of Jobs Report del World Economic Forum stima che entro il 2030 si perderanno 92 milioni di posizioni tradizionali, ma emergeranno 170 milioni di nuovi impieghi legati all'adozione tecnologica.

Professioni come addestratore di IA, specialista etico o ingegnere prompt sono destinate a diffondersi rapidamente. Lavorare a fianco dei sistemi automatizzati, piuttosto che contrapporsi ad essi, diventerà la norma, valorizzando chi saprà integrare capacità relazionali, pensiero critico e competenze digitali avanzate:

  • Ridistribuzione delle mansioni: molte attività vengono delegate alle macchine, mentre il personale umano si concentra su compiti creativi, decisionali e relazionali.
  • Punti di crescita: i comparti della cybersecurity, della gestione dati, dell'analisi e della sperimentazione digitale vivranno una crescita della domanda di lavoro altamente specializzato.
  • Collaborazione uomo-macchina: la co-evoluzione e non la sostituzione totale è la traiettoria dominante che emerge dalle ricerche più autorevoli.

Strategie per prepararsi all'automazione

L'adattabilità è la chiave per restare rilevanti in uno scenario dove l'IA entra quotidianamente nei processi produttivi e nei servizi. Le competenze trasversali - come creatività, pensiero critico, intelligenza emotiva e capacità di lavorare in team - sono quelle più difficili da automatizzare e assumono valore strategico:
  • Aggiornarsi costantemente sui nuovi strumenti tecnologici, imparando a integrare l'IA nei flussi operativi quotidiani.
  • Acquisire padronanza nello sfruttare le tecnologie automatizzate come supporto e non come avversarie.
  • Coltivare competenze ibride, unendo digitalizzazione e capacità relazionali.
  • Pianificare percorsi di formazione permanente: la riduzione delle mansioni puramente esecutive premia coloro che anticipano il cambiamento anziché subirlo.
Saper delegare in modo intelligente alla tecnologia, individuando le attività in cui il contributo umano resta distintivo, è suggerito da numerosi specialisti del lavoro e dell'innovazione.

Conseguenze etiche, sociali e normative della sostituzione

La questione non è solo tecnologica, ma riguarda responsabilità, discriminazioni e impatto sociale. Tra le principali sfide sollevate da università (Stanford, MIT Media Lab) e organizzazioni internazionali (ILO, UNESCO):

  • Trasparenza nei processi decisionali: evitare che sistemi di IA diventino black box incomprensibili anche ai professionisti di settore.
  • Regolamentazione per tutelare i lavoratori vulnerabili: in UE, la disciplina sui licenziamenti collettivi prevede confronti e strumenti di mitigazione.
  • Necessità di supervisione umana nei processi critici (salute, giustizia, educazione): per garantire un impatto sociale sostenibile.
  • Concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi soggetti e rischio di perdita di agency decisionale da parte dell'essere umano.
  • Problemi etici relativi ai pregiudizi e alle discriminazioni algoritmiche e al potenziale uso improprio delle tecnologie di sorveglianza.
Governi e istituzioni sono quindi chiamati a promuovere una legislazione in grado di bilanciare innovazione, tutela e sostenibilità, anche alla luce di testimoni come l'International Labour Organization e le raccomandazioni UNESCO sull'etica dell'IA.


Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...