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Le monete di 3 euro esistono e valgono più del valore nominale: dove si possono trovare

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
aggiornato con informazioni attualizzate il

Le monete da 3 euro esistono e valgono più del valore nominale: dove si trovano, chi le emette e cosa controllare prima di comprare, senza farsi ingannare dai prezzi online.

Nel portafoglio degli italiani ci sono monete da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi e da 1 e 2 euro. Un pezzo da 3 euro, invece, non si riceve mai come resto: è una moneta da collezione, emessa in tirature limitate dalle zecche nazionali per celebrare un anniversario, una persona o un evento sportivo. Il suo valore nominale è di 3 euro, ma sul mercato dei collezionisti parte da pochi euro e può arrivare a decine o centinaia di euro.

C’è un dettaglio che sorprende: queste monete hanno corso legale solo nel Paese che le emette. Una 3 euro slovena, per esempio, si può spendere in Slovenia, magari per un caffè, ma non in Italia. Nelle transazioni conta il valore nominale. Quindi chi le compra lo fa quasi sempre per collezione, non per pagare.

Chi le emette e quali sono

Secondo le analisi di luglio 2026, le emissioni da 3 euro seguono le scelte di ogni zecca, con tirature limitate e temi commemorativi, in materiali diversi: cupronichel, argento, versioni proof, colorazioni e incisioni laser.

Slovenia. È il Paese più costante, con emissioni quasi ogni anno. Tra le citate ci sono quelle del 2018 (fine della Prima guerra mondiale), del 2019 (Prekmurje), del 2021 (Costituzione e Škofja Loka) e del 2022 (Matija Jama). Alcune versioni sono molto limitate: la Slovenia 2021 proof “Passione di Škofja Loka” conta 750 esemplari (40.000 nella versione fior di conio) e la proof per i 30 anni dell’indipendenza ne conta 1.000.

Austria. La serie “Animali colorati”, dal 2016 al 2019, comprende 12 monete da 50.000 pezzi ciascuna. Il primo titolo, il Pipistrello del 2016, è il più ricercato.

Italia. Le emissioni sono sporadiche: la moneta per la presidenza italiana del G7, le due monete di Milano Cortina 2026 e la nuova moneta in argento dedicata a Riccardo Muti, della serie “Italiani illustri”.

Quanto valgono davvero

Le quotazioni di luglio 2026 sono indicative, senza fonti verificabili, e gli stessi analisti avvertono che “molti prezzi online sono eccessivi”. Con questa cautela, i valori riportati sono:

  • Slovenia: circa 9-18 euro, secondo l’annata (2018: 12-18; 2019: 10-16; 2021: 10-15; 2022: 9-14; 2023: 15-18 euro). Altre rilevazioni, però, indicano che le slovene si trovano online da meno di 5 euro e che alcune valgono fino a quattro volte tanto.
  • Austria 2016, Pipistrello: 40-50 euro, con richieste di 90-100 euro da alcuni commercianti.
  • Italia, G7: circa 70 euro, che è anche il costo medio all’uscita.
Il quadro, quindi, è questo: la maggior parte delle 3 euro costa da pochi euro a una ventina di euro, qualcuna sale a 40-100 euro, e le uniche con prezzi chiari all’emissione sono quelle italiane.

Il caso Milano Cortina 2026

Il caso più recente è quello delle due monete in argento di Milano Cortina 2026, presentate a gennaio 2025. Sono monete da un’oncia d’argento 999, di 38,61 millimetri e 31,1 grammi, con una faccia in comune e sul retro le mascotte olimpica Tina e paralimpica Milo, due ermellini.

  • Tirature: 3.000 pezzi per Tina e 2.000 per Milo.
  • Prezzo all’emissione: 80 euro ciascuna, in vendita dal 21 novembre 2024.
  • Mercato dell’usato: annunci su eBay riportati a circa 99-250 euro.
  • Finitura: fior di conio, non proof. Per alcuni collezionisti è il limite principale.
Sono dati di quasi due anni fa e riguardano annunci, non vendite concluse: oggi i prezzi possono essere diversi. Non è chiaro, inoltre, se le monete abbiano corso legale.

Dove si possono trovare

1. Alla fonte, presso le zecche. Per le monete italiane, il canale principale è il negozio online della Zecca (IPZS) e il punto vendita Spazio Verdi a Roma. Le due Milano Cortina erano vendute lì, ma a gennaio 2025 il sito risultava già esaurito. Se la moneta è ancora disponibile, il prezzo all’emissione resta il più basso. Per le monete estere, il canale probabile sono i siti delle zecche o delle banche centrali dei Paesi emittenti, ma non abbiamo trovato una conferma.

2. Sul mercato online. È il canale dove si trovano più facilmente le slovene, da meno di 5 euro, e le austriache. Ci sono però prezzi molto diversi per la stessa moneta, quindi conviene confrontare gli annunci e guardare le vendite concluse, non solo le richieste.

3. Dai negozi di numismatica. Un negozio specializzato offre un vantaggio: la moneta si può vedere dal vivo e l’autenticità è controllata. Sui prezzi i negozi sono in genere più alti, ma la consulenza evita errori.

4. Alle aste e ai mercatini. Possono essere un’occasione per pezzi più rari o fuori produzione, ma richiedono esperienza. Per le monete sotto i 100 euro, le spese e le commissioni possono ridurre di molto il margine.

Prima di comprare: cosa controllare

Prima di pagare una 3 euro, conviene verificare cinque cose:

  1. La tiratura: meno pezzi significano più rarità, ma non sempre più valore. Dipende dalla domanda.
  2. Il materiale: argento 925 o 999, cupronichel o altro. Il metallo cambia il prezzo di partenza.
  3. La finitura: fior di conio o proof. Le proof, di solito, costano di più.
  4. Il prezzo all’emissione: serve come confronto per capire se un annuncio è gonfiato.
  5. La confezione e i certificati: astuccio e documenti originali pesano sul valore.

Da dove partire se non si è mai comprata una 3 euro

Per chi comincia, la strada più semplice sembra la Slovenia: monete che online partono da meno di 5 euro, emesse quasi ogni anno, quindi facili da confrontare e da collezionare in serie. Chi cerca un pezzo con una storia più legata all’Italia può guardare le emissioni della Zecca, come la moneta dedicata a Riccardo Muti, ma deve mettere in conto prezzi più alti e disponibilità limitata. In ogni caso, meglio cominciare con una o due monete per capire il mercato.

I rischi di chi compra per investimento

Il mercato delle 3 euro è poco liquido: chi vuole rivendere può trovare pochi compratori e prezzi più bassi di quelli pagati, perché le tirature sono piccole e anche la domanda lo è. Un prezzo alto in un annuncio non dimostra che qualcuno lo paghi, e gli analisti osservano che molti prezzi online sono eccessivi. A questo si aggiungono le spese di spedizione, le commissioni delle piattaforme e, per le monete d’argento, la possibilità che il prezzo segua anche quello del metallo. Per questo è prudente considerare l’acquisto di una 3 euro come un hobby, non come un investimento, e spendere soltanto ciò che si può permettere di non recuperare






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...