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Le riviste cartacee che guadagnano ancora milioni di euro grazie a nonni, genitori e nipoti lettori

di Dott. Marco Castagna pubblicato il

La Settimana Enigmistica, Tex, TV Sorrisi e Canzoni e Telesette sono tra i quattro nomi che per generazioni diverse di italiani rappresentano ancora un appuntamento fisso, settimanale o quindicinale, e continuano a generare utili che arrivano fino a 13 milioni di euro.

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In un'epoca in cui tutto sembra dover passare per uno smartphone, esiste un pezzo di editoria italiana che continua a macinare utili senza aver mai aperto un sito internet vero e proprio. Sono le riviste cartacee storiche, testate che hanno attraversato decenni di cambiamenti sociali e tecnologici restando fedeli a se stesse, e che oggi sopravvivono e persino prosperano nonostante la progressiva chiusura delle edicole in tutta Italia. Parliamo de La Settimana Enigmistica, Tex, TV Sorrisi e Canzoni e Telesette, quattro nomi che per generazioni diverse di italiani rappresentano ancora un appuntamento fisso, settimanale o quindicinale, fatto di carta, inchiostro e un pubblico fedelissimo che nonni, genitori e nipoti si tramandano quasi come un'abitudine di famiglia.

Il paradosso delle riviste cartacee che resistono

Il settore dell'editoria periodica italiana vive da anni una crisi strutturale legata al calo della diffusione cartacea e alla chiusura di migliaia di punti vendita. Eppure, dentro questo scenario complicato, un manipolo di testate storiche e giornali continua a produrre utili consistenti, in alcuni casi anche a due cifre in milioni di euro. Non si tratta di prodotti editoriali nuovi o rilanciati con campagne di marketing digitale aggressive, ma di periodici con storie decennali, nati in un'Italia molto diversa da quella attuale, che hanno costruito nel tempo un rapporto di fiducia con i propri lettori tale da renderli quasi immuni alle logiche del mercato pubblicitario online.

La caratteristica che accomuna questi titoli è proprio l'assenza, o la marginalità, di una presenza digitale strutturata. Spesso non hanno neanche un sito web aggiornato, non investono in content marketing, non rincorrono i social network con la stessa insistenza di altri editori. Vivono ancora, in larghissima parte, di vendite in edicola e di abbonamenti postali, un modello che sembrerebbe destinato all'estinzione e che invece continua a garantire bilanci sani.

La Settimana Enigmistica e Tex, i campioni senza tempo

Se c'è un simbolo di questa resistenza, è La Settimana Enigmistica. Fondata nel 1932, la rivista di rebus, cruciverba e giochi enigmistici è probabilmente la testata italiana più longeva ancora in edicola con un formato praticamente identico a quello delle origini. Non ha né un sito ufficiale ricco di contenuti, né profili social particolarmente attivi, eppure continua a vendere centinaia di migliaia di copie a settimana, mantenendo una redditività che fa invidia a molti editori digitali nativi. Il suo segreto sta in un pubblico trasversale per età, capace di rinnovarsi generazione dopo generazione: i nonni che l'hanno sempre comprata, i genitori cresciuti a pane e rebus, i nipoti che la scoprono proprio grazie a loro.

Un discorso simile vale per Tex, il fumetto western pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore dal 1948. Nonostante il crollo generale delle vendite di fumetti in edicola, Tex continua a rappresentare uno dei prodotti editoriali più solidi del panorama italiano, con numeri di diffusione che restano ai vertici della categoria. Anche qui il modello di business resta fortemente ancorato alla carta: edicola, abbonamento, ristampe e albi speciali per i collezionisti. Il pubblico storico, spesso appassionato fin da ragazzo, ha continuato a seguire la testata negli anni, trasmettendo la passione ai figli e talvolta ai nipoti, in una trasmissione di gusto che nessuna campagna pubblicitaria digitale potrebbe replicare con la stessa efficacia.

TV Sorrisi e Canzoni, tra Sanremo e fedeltà dei lettori

Diverso ma altrettanto emblematico è il caso di TV Sorrisi e Canzoni, storico settimanale dedicato ai programmi televisivi pubblicato da Mondadori. I dati di diffusione più recenti mostrano come il settore dei settimanali televisivi, apparentemente il più esposto alla concorrenza di internet e delle app per la guida tv, sia in realtà tra i pochi comparti dell'editoria periodica a mostrare segnali di tenuta, se non di crescita.

Gli ultimi dati di diffusione delle riviste settimanali mostrano che il settore dei settimanali televisivi gode di buona salute, con un aumento di vendite del 4% in un mese, e tra i venticinque settimanali più diffusi in Italia diversi sono proprio testate televisive. TV Sorrisi e Canzoni resta la testata più venduta tra i settimanali monitorati, complice il legame storico con il Festival di Sanremo che porta la rivista a raggiungere quasi 400mila copie nei numeri dedicati alla kermesse musicale. Un dato che racconta bene quanto la fedeltà del pubblico conti più di qualunque strategia digitale.

Telesette, utili fino a 13 milioni senza sito internet

Tra le testate che meglio rappresentano questo fenomeno c'è Telesette, storico settimanale con i palinsesti televisivi nato negli anni Settanta, distribuito con la sua caratteristica veste grafica riconoscibile e apprezzato soprattutto da un pubblico più maturo. Nonostante l'assenza di un vero sito internet strutturato con contenuti editoriali aggiornati quotidianamente, come avviene invece per molti competitor nati o cresciuti online, Telesette continua a generare utili che, secondo alcune analisi di bilancio, arrivano fino a 13 milioni di euro. Una cifra che, se confermata, colloca la testata tra i casi più interessanti dell'editoria periodica italiana, capace di essere profittevole restando ancorata a un modello quasi interamente cartaceo.

Il successo di riviste come Telesette si spiega con pochi ma efficaci elementi: un prezzo di copertina contenuto, una cadenza settimanale che asseconda l'abitudine di lettura del pubblico più anziano, e contenuti pratici, come i palinsesti televisivi dettagliati, che restano utili anche per chi non usa smartphone o applicazioni per orientarsi tra i programmi in tv.

Perché queste riviste sopravvivono senza un sito internet

La domanda che sorge spontanea è come sia possibile che testate praticamente assenti dal web riescano non solo a sopravvivere ma a produrre utili rilevanti. La risposta sta in un mix di fattori strutturali. Il primo è la natura del pubblico di riferimento: lettori spesso over 60, abituati da decenni allo stesso rituale d'acquisto in edicola, poco inclini a spostare le proprie abitudini di consumo informativo sul digitale.

Il secondo è il basso costo di produzione, dato che molte di queste testate hanno strutture redazionali snelle e contenuti che si aggiornano più lentamente rispetto a un sito di news, riducendo drasticamente i costi rispetto a una redazione digitale h24. Il terzo elemento è la fedeltà all'abbonamento postale, ancora molto diffuso tra i lettori più anziani, che garantisce entrate ricorrenti e prevedibili, senza le fluttuazioni tipiche della pubblicità online basata sui click.

A questo si aggiunge un fattore meno misurabile ma altrettanto decisivo: l'assenza di un sito internet, lungi dall'essere un limite, diventa quasi un tratto identitario. Il lettore storico non cerca l'ennesima versione digitale della rivista, ma continua a preferire l'oggetto fisico, la carta da sfogliare, l'abitudine di trovarla in edicola o nella cassetta della posta.

Il pubblico di nonni, genitori e nipoti: la forza del passaparola generazionale

Uno degli aspetti più interessanti di questo fenomeno editoriale riguarda proprio la trasmissione generazionale della lettura. Non è raro che siano stati i nonni a introdurre nipoti e figli a testate come La Settimana Enigmistica o Tex, creando un legame affettivo con la rivista che va oltre il semplice contenuto. Allo stesso modo, settimanali come TV Sorrisi e Canzoni e Telesette hanno costruito nel tempo un'identità familiare, quasi domestica: la rivista lasciata sul tavolo della cucina, sfogliata da più componenti della famiglia, passata di mano in mano prima ancora che venisse gettata.

Questo meccanismo di passaparola intergenerazionale ha permesso a molte di queste testate di mantenere un bacino di lettori relativamente stabile nel tempo, anche quando il mercato editoriale nel suo complesso registrava un calo drastico delle vendite. Non si tratta di un pubblico conquistato con campagne pubblicitarie mirate sui social, ma di un pubblico costruito nel tempo, attraverso l'abitudine e la consuetudine familiare.

Resta da capire quanto questo modello possa reggere nel lungo periodo. La chiusura delle edicole rappresenta la principale minaccia strutturale per queste testate, dato che senza punti vendita fisici anche il pubblico più fedele rischia di trovare sempre più difficile procurarsi la propria copia settimanale. Alcuni editori hanno iniziato a puntare maggiormente sugli abbonamenti postali o su accordi con la grande distribuzione organizzata per compensare la contrazione della rete distributiva tradizionale.

Allo stesso tempo, il ricambio generazionale resta una sfida aperta: se il pubblico storico di queste riviste è composto soprattutto da lettori maturi, la domanda che si pongono molti osservatori del settore è se le nuove generazioni sapranno ereditare questa abitudine oppure se, col tempo, anche testate solidissime come Telesette, Tex o La Settimana Enigmistica finiranno per dover ripensare radicalmente il proprio modello di business. Per ora, però, i numeri raccontano una storia diversa: quella di riviste cartacee capaci di guadagnare milioni restando fedeli a se stesse, senza un sito internet, senza social particolarmente curati, ma con un patrimonio che nessun editore digitale può replicare a comando, la fiducia di più generazioni della stessa famiglia.






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Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...