Fare la spesa da Lidl senza tirare fuori un euro è possibile, ma solo in due modi e con regole precise: chi può farlo, che cosa si può portare a casa e perché conviene leggere bene le condizioni prima
Se vuoi riempire il carrello da Lidl senza tirare fuori i soldi dal portafoglio, ci sono due strade concrete, entrambe attive nel 2026. La prima sono i buoni pasto e i voucher welfare aziendali: i buoni valgono in tutti i punti vendita della catena e, secondo le condizioni dei voucher welfare, con questi ultimi si possono acquistare anche i prodotti Parkside e Silvercrest. La seconda è la Carta Dedicata a te, che dal 4 novembre porta 500 euro di spesa alimentare alle famiglie nelle liste dei Comuni e, secondo le guide, permette anche uno sconto del 15% nei negozi aderenti.
Primo modo: i buoni pasto e i benefit aziendali valgono in tutti i Lidl
Dal 12 maggio 2026 Lidl accetta i buoni pasto in tutti i suoi circa 800 negozi italiani, sia in formato cartaceo sia elettronico. Lo hanno riportato diverse testate: l’apertura coinvolge circa 3,5 milioni di lavoratori che ricevono il buono come benefit aziendale. Gli emettitori indicati sono 360 Welfare, Coverflex, Day, Edenred Italia, Satispay e Welfare Pellegrini. Pluxee, nell’elenco consultato, non compare, quindi chi ha quel buono deve controllare con l’emettitore.
Il buono pasto si usa soprattutto per la spesa alimentare al supermercato, ma gli articoli non elencano nel dettaglio i prodotti ammessi e non indicano né il numero massimo di buoni al giorno né l’importo massimo spendibile. Non risultano nel testo nemmeno i tetti di 8 euro per i buoni elettronici e di 4 euro per quelli cartacei: per questo vanno controllati con Lidl o con il proprio emettitore prima di andare alla cassa.
La conseguenza pratica è semplice: se la tua azienda ti dà un buono pasto di uno dei circuiti elencati, da Lidl puoi usarlo per fare la spesa. Non è un regalo: è una parte della tua retribuzione, in forma di benefit, che ora si spende anche in una catena che prima non lo accettava.
Se in azienda non ricevi buoni, puoi chiederli. Il canale è il welfare aziendale: l’impresa può dare ai dipendenti gift card e buoni regalo, spendibili anche per gli alimentari, insieme a elettronica, abbigliamento, giocattoli, libri e carburante. Sono previsti buoni monobrand, multibrand, digitali e fisici.
Le regole che contano sono quelle fiscali. Secondo un articolo aggiornato a settembre 2025, la soglia di esenzione è di 1.000 euro l’anno per dipendente, salita a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico, con una dichiarazione sul carico. Se si supera il limite, l’intero valore del benefit concorre al reddito da lavoro dipendente. L’articolo non riporta una data di riferimento per le soglie, quindi prima di chiedere all’azienda conviene verificare i limiti in vigore con il consulente del lavoro, partendo dall’art. 51 del TUIR e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Il benefit deve essere offerto alla totalità dei dipendenti o a una categoria omogenea, non può essere dato in modo “ad personam”. I familiari possono rientrare, se il piano di welfare lo prevede. Il titolo è nominativo: sono vietati l’uso da parte di terzi, la cessione a pagamento, la monetizzazione e il trasferimento. Tradotto: puoi chiedere a datore di lavoro e ufficio del personale se esiste un piano e quali buoni sono previsti, ma non puoi rivendere o convertire in contanti ciò che ricevi.
La seconda strada riguarda chi rientra nelle liste dei Comuni. Dal 4 novembre 2026 sulla carta c’è la prima ricarica da 500 euro; la seconda arriverà ad aprile 2027, per un totale di 1.000 euro. Per attivarla serve almeno un acquisto entro il 16 dicembre 2026, altrimenti si perde la prima tranche; l’importo complessivo può essere speso fino al 10 ottobre 2027. Sopra i 50 euro serve il PIN.
I requisiti principali sono un ISEE ordinario fino a 15.000 euro, l’iscrizione all’anagrafe di tutti i componenti del nucleo e l’assenza di prestazioni incompatibili, come Assegno di inclusione, Carta acquisti, NASpI o cassa integrazione. Non serve presentare domanda: le liste riportano il codice di protocollo della DSU e non i nomi, e puoi controllare la posizione sul sito dell’Inps o negli avvisi del Comune.
Lo sconto del 15% vale nelle catene che hanno firmato la convenzione con il Ministero dell’Agricoltura. Tra le insegne indicate per il 2026 dalle guide ci sono Lidl, Coop, Conad e altre. Non c’è un elenco ufficiale completo nelle fonti consultate, quindi il nome dell’insegna va verificato sul sito del Ministero e nel punto vendita. Secondo le guide, lo sconto si applica ogni volta che si paga con la carta, senza codici, ed è cumulabile con le promozioni del negozio. La carta si usa solo per beni alimentari di prima necessità: pasta, riso, carne, pesce, uova, latte, olio, pane, frutta, ortaggi, legumi, caffè e acque minerali, oltre ai prodotti DOP e IGP. Restano fuori alcolici e prodotti non alimentari.
Qui la distinzione è netta. La Carta Dedicata a te vale solo per i beni alimentari di prima necessità: con quella non compri Parkside né Silvercrest. Per gli articoli non alimentari serve il voucher welfare aziendale: secondo le condizioni di utilizzo di questi voucher, da Lidl si possono acquistare anche i prodotti a marchio Parkside e Silvercrest, cioè attrezzi, elettronica e piccoli elettrodomestici. Le condizioni dipendono dal circuito e dal piano dell’azienda, quindi la regola va verificata sul proprio voucher. Per chi non ha il voucher, i marchi di Lidl compaiono nel volantino come offerte scontate: quello valido dal 29 ottobre al 4 novembre 2026 mette in prima pagina una smerigliatrice angolare ricaricabile Parkside e un trapano avvitatore ricaricabile, con “Mega Offerte” che arrivano a sconti oltre il 45% su prodotti di uso quotidiano.
Anche il programma punti dell’app Lidl Plus non è una scorciatoia al gratis. Funziona così: 1 punto per ogni euro speso, fino a 5 scontrini al giorno, con i punti accreditati entro 48 ore e validi 24 mesi. Il primo buono è da 2 euro di sconto su una spesa minima di 5 euro, con 200 punti; i premi più ambiti richiedono circa 500-600 punti. La galleria conta oltre 250 coupon, prevalentemente alimentari. In un test di 21 giorni, con quattro spese per 120,30 euro, sono stati raccolti 181 punti: il ritorno economico stimato è circa l’1% della spesa, anche se i coupon attivati hanno inciso per oltre il 35% dei punti.
La regola è quindi semplice: la Carta Dedicata a te copre la spesa alimentare, il voucher welfare, con le sue condizioni, arriva anche a Parkside e Silvercrest, i buoni pasto servono per la spesa e i coupon Lidl Plus ti fanno solo risparmiare qualcosa. Le fonti non spiegano se Carta Dedicata a te, buoni pasto e punti Lidl Plus si possano usare nella stessa spesa o se i punti maturino sull’importo pagato con la carta: prima di organizzare il carrello conviene chiedere in negozio.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...