Cambiano quest'anno le regole e le scadenze per la Certificazione Unica 2026, il documento che riepiloga compensi e ritenute relative all’anno d’imposta 2025. I processi di lavoro di studi professionali, amministrazioni pubbliche e aziende sono soggetti a una ridefinizione significativa in seguito alla recente pubblicazione del modello definitivo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Le modifiche introdotte coinvolgono una platea molto vasta di soggetti, includendo sia i sostituti d’imposta sia enti e amministrazioni pubbliche. L’introduzione del calendario "a tre velocità" e la crescita degli adempimenti collegati richiedono ora una gestione attenta delle tempistiche, delle deleghe e delle procedure telematiche.
Cos’è la Certificazione Unica e chi è obbligato a rilasciarla
La Certificazione Unica (CU) rappresenta il documento fiscale attraverso cui i sostituti d’imposta attestano i redditi erogati e le relative ritenute effettuate su dipendenti, collaboratori e altri percipienti nell’anno precedente. Si tratta di uno strumento che, oltre a riepilogare importi trattenuti per imposte e contributi, assume rilevanza ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. Sono chiamati a rilasciare la CU tutti coloro che nel 2025 hanno:
- erogato somme soggette a ritenuta a titolo di imposta o di acconto, tra cui datori di lavoro e committenti di lavoro autonomo e provvigioni;
- corrisposto contributi previdenziali o assistenziali obbligatori;
- versato premi assicurativi dovuti all’INAIL;
- riconosciuto compensi non assoggettati a ritenuta ma rilevanti ai fini contributivi;
- appartenuto alle amministrazioni pubbliche iscritte alla gestione INPS del pubblico impiego.
I destinatari della certificazione sono i
lavoratori dipendenti (e assimilati), gli autonomi, coloro che percepiscono provvigioni e i soggetti titolari di redditi diversi, oltre ai percettori di corrispettivi per locazioni brevi. L’obbligo interessa tanto soggetti privati quanto enti pubblici, con responsabilità specifica in capo agli intermediari delegati. Il
modello CU può essere rilasciato anche in forma parziale, limitatamente alle tipologie di reddito effettivamente corrisposte, garantendo la tracciabilità dei flussi informativi per ogni sezione coinvolta.
Le principali novità del modello CU 2026
Il documento per l’anno fiscale 2025 prevede alcune novità Tra i principali cambiamenti vi sono:
- l’introduzione della sezione “Somme che non concorrono alla formazione del reddito”, necessaria per indicare bonus e detrazioni specifiche attribuite ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 20.000 euro, fino a 960 euro annui, e per la fascia tra 20.000 e 40.000 euro con un’ulteriore detrazione fiscale;
- l’attenzione ai fringe benefit, con nuove soglie di esenzione: 1.000 euro per tutti i dipendenti e 2.000 euro per chi ha figli a carico, comprensive di rimborsi affitto e utenze;
- il bonus affitto per neoassunti, rimborso esente fino a 5.000 euro annui per chi trasferisce la residenza a oltre 100 km dal Comune precedente in caso di nuova assunzione;
- aggiornamento delle modalità di certificazione per il lavoro sportivo, sia dilettantistico sia professionistico, con corretta esposizione delle quote imponibili ed esenti;
- riorganizzazione delle tabelle delle detrazioni per familiari, con modifica all’età per i figli a carico e detrazione solo per ascendenti conviventi;
- nuove modalità di indicazione dei redditi complessivi del contribuente ai fini della spettanza delle agevolazioni e riformulazione dei codici per le annotazioni, in base alla Tabella F.
Il calendario delle scadenze 2026: marzo, aprile e ottobre
Per le Certificazioni Uniche relative al 2025, il nuovo calendario previsto dall’Agenzia delle Entrate si sviluppa su tre scadenze principali, che modulano
i termini di invio e consegna in funzione della tipologia reddituale. Il dettaglio delle scadenze è il seguente:
| Scadenza |
Tipologie di CU coinvolte |
| 16 marzo 2026 |
Redditi di lavoro dipendente e assimilati, lavoro autonomo occasionale, redditi diversi, somme rilevanti ai fini della precompilata |
| 30 aprile 2026 |
Redditi di lavoro autonomo esercitato abitualmente (arti/professioni) e provvigioni non occasionali |
| 31 ottobre 2026 |
Redditi esenti o non dichiarabili mediante la precompilata e non soggetti ai termini precedenti |
Questa differenziazione delle tempistiche comporta l’adozione di piani distinti per dipartimenti HR e consulenti, per assicurare la corretta classificazione delle fattispecie reddituali ed evitare invii tardivi, duplicazioni o omissioni.
Consegnare la CU al lavoratore e trasmettere all’Agenzia delle Entrate: cosa cambia e quando
L’obbligo di consegna della versione sintetica della CU al lavoratore resta fissato al 16 marzo 2026 per ogni tipologia di reddito, senza eccezioni. Il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, invece, dipende dalla tipologia reddituale, secondo lo schema illustrato sopra. La rigorosa distinzione tra consegna e invio richiede efficienza nei controlli interni e aggiornamento dei flussi operativi, soprattutto in presenza di scadenze diverse per lo stesso contribuente.
Categorie coinvolte e tipologie di reddito: lavoro dipendente, autonomo, provvigioni e redditi esenti
Il calendario delle scadenze coinvolge specifiche categorie di persone e tipologie reddituali:
- Lavoratori dipendenti e assimilati: CU entro il 16 marzo sia per consegna, sia per invio all’Agenzia;
- Lavoratori autonomi abituali e agenti o rappresentanti: data differita al 30 aprile per CU contenenti esclusivamente tali redditi;
- Redditi esenti o non dichiarabili con precompilata: invio entro il 31 ottobre;
- Lavoro autonomo occasionale e redditi diversi: invio canonico al 16 marzo..
Errori, correzioni e regime sanzionatorio: come evitare problemi con la CU 2026
Sul versante dei
controlli e delle responsabilità, le procedure di invio della CU prevedono precise regole per la gestione degli errori e dei flussi anomali. Se la trasmissione risulta scartata o contiene errori, la normativa consente una finestra di cinque giorni dalla scadenza per correggere o ritrasmettere senza sanzioni.
Questa flessibilità si applica sia agli scarti di file interi sia a singole certificazioni, a condizione che l’invio sostitutivo rispetti i tempi previsti. Tuttavia, non devono essere trasmesse nuovamente le CU già accolte dall’Agenzia, al fine di evitare disallineamenti nei dati delle dichiarazioni precompilate.
Il regime sanzionatorio per omissioni, tardivi invii o errori rilevanti rimane in vigore, con sanzioni specifiche in caso di inadempimenti o invii oltre i termini corretti.
Come gestire le novità operative per sostituti d’imposta e intermediari
L’introduzione di scadenze articolate e sezioni aggiuntive nella CU 2026 impone sia ai sostituti d’imposta sia agli intermediari una revisione degli adempimenti. Diventa necessario:
- adottare un planning differenziato tra area dipendenti e area autonomi per l’invio nei tempi stabiliti;
- rinnovare lettere d’incarico e deleghe, per definire con chiarezza responsabilità e flussi fra committenti e consulenti;
- predisporre nuove checklist per la chiusura del bilancio fiscale, includendo le procedure specifiche legate alle differenti scadenze;
- monitorare con attenzione la classificazione dei redditi, evitando duplicazioni o scambi tra abituale e occasionale, condizione rilevante sia per la fiscalità sia per la compliance dichiarativa;
- formare il personale sulle novità operative e sui nuovi obblighi, incrementando gli standard di controllo interno.