Il decreto Urso appena varato porta con sé uno dei cambiamenti più attesi per mercatini e settore degli ambulanti da oltre un decennio. Professionisti e amministrazioni locali devono ora confrontarsi con nuove regole che ridefiniscono concessioni, limiti e criteri di selezione, incidendo profondamente sulle strategie di accesso al mercato. Anni di attese e incertezze si chiudono con provvedimenti che puntano a una maggiore trasparenza, equità e alle opportunità di rilancio delle attività itineranti.
L’importanza di queste novità non si esaurisce nella mera modifica procedurale: viene ridisegnata la mappa dell’offerta, delle regole del gioco e delle prospettive di sviluppo delle microimprese. Il contesto vede i mercatini quali elementi determinanti della vita urbana e della competitività locale nel commercio su area pubblica. Le attese erano alte e finalmente la firma del Ministro Adolfo Urso segna il passaggio definitivo alla nuova disciplina.
Cosa cambia concretamente: principi e novità delle Linee guida per le concessioni
Le nuove Linee guida disciplinano criteri, durata e modalità di attribuzione delle concessioni per le bancarelle che operano nei mercati, nelle fiere e nelle manifestazioni occasionali. Il quadro normativo precedente risultava frammentato, spesso soggetto a interpretazioni locali discordanti. La riforma introduce omogeneità nazionale, ponendo limiti qualitativi e quantitativi stringenti a vantaggio della trasparenza, del ricambio e della pluralità.
- Procedura selettiva: le concessioni saranno assegnate attraverso selezioni pubbliche, non più automaticamente rinnovabili.
- Durata differenziata: il periodo di validità delle nuove concessioni è fissato generalmente a dieci anni per posteggi fissi, mercati e chioschi, mentre per fiere storiche è previsto un limite massimo decennale e per eventi occasionali la durata si allinea a quella dell’iniziativa stessa.
- Limiti alle concentrazioni: introdotti nuovi massimali per contrastare fenomeni di accaparramento: non più di due concessioni nello stesso mercato per aree con massimo 100 posteggi; massimo tre concessioni per mercati oltre i 100 spazi.
- Promozione della qualità: incentivi, anche nei punteggi di selezione, alla presenza di prodotti tipici, locali e a basso impatto ambientale.
Sotto il profilo dei valori guida, il
decreto Urso recepisce le istanze europee su concorrenza e parità di condizioni, sostenendo l’ingresso di nuove imprese e la valorizzazione di chi dimostra esperienza e impegno per la qualità dell’offerta.
Si innalza il livello di tutela per i consumatori e la concorrenza reale fra operatori, scoraggiando monopoli locali e favorendo una maggiore pluralità nell’offerta degli spazi pubblici. L’attenzione alla trasparenza concorre a rafforzare l’affidabilità complessiva del comparto.
La procedura di rilascio delle concessioni: selezione, punteggi e criteri tecnici
L’assegnazione delle concessioni segue ora un meccanismo selettivo articolato e meritocratico, strutturato su 100 punti con la seguente suddivisione:
| Criterio |
Punteggio massimo |
| Anzianità d’impresa |
35 punti |
| Esperienza sul posteggio |
15 punti |
| Dimensione microimpresa |
5 punti |
| Stabilità occupazionale |
5 punti |
| Criteri qualitativi e integrativi (prodotti tipici, formazione, sostenibilità, innovazione) |
40 punti |
I requisiti obbligatori ricompresi nel totale dei 60 punti premieranno la continuità aziendale e l’impegno professionale. La quota aggiuntiva, fino a 40 punti, riconosce invece l’offerta di servizi accessori come la consegna a domicilio, progetti di formazione, innovazione dei processi e l’adozione di mezzi a basso impatto ambientale.
La selezione si configura come una vera e propria competizione d’eccellenza tra operatori qualificati, secondo parametri chiari ed oggettivi, garantiti dalla pubblicazione dei bandi su canali ufficiali delle amministrazioni locali. La trasparenza nelle procedure di valutazione e la tracciabilità delle domande rappresentano ulteriori elementi di sicurezza per i partecipanti.
- La corretta compilazione delle domande e la documentazione dei requisiti sono aspetti imprescindibili per accedere alle nuove opportunità.
- Sono previsti punteggi extra per operatori con più annualità di presenza nello stesso posteggio (anzianità di spunta) e per l’impegno nella promozione di prodotti certificati e locali.
- Innovazione tecnologica e iniziative di sostenibilità ambientale diventano qualificanti e possono offrire un vantaggio competitivo.
Durata delle concessioni: mercati, fiere e manifestazioni occasionali
Il nuovo assetto normativo distingue in modo
puntuale la durata delle concessioni in base alla tipologia di evento o posteggio:
- Mercati, posteggi isolati e chioschi: concessione con durata decennale, non rinnovabile automaticamente ma soggetta a nuova procedura selettiva alla scadenza.
- Fiere di lunga tradizione: la durata può arrivare a un massimo di dieci anni, a condizione che l’evento sia riconosciuto come manifestazione storica e inserita in un calendario a cadenza regolare.
- Manifestazioni occasionali o eventi estemporanei: il tempo di concessione coincide puntualmente con la durata programmata dall’ente locale o con le annualità effettivamente previste, evitando proroghe ingiustificate.
Questa impostazione elimina l’automatismo dei rinnovi e introduce un meccanismo di verifica costante su chi effettivamente occupa lo spazio pubblico.
Il passaggio genera maggiore competizione e garantisce regolarità nell’aggiornamento degli elenchi concessionari.
Le amministrazioni locali hanno il compito di pubblicare avvisi pubblici chiari e trasparenti, dando pari opportunità a nuove microimprese e storici operatori. I titolari devono ora pianificare il rinnovamento dell’offerta e la formazione continua, valore aggiunto ai fini del mantenimento nel tempo della posizione acquisita.
Limiti e regolamentazione dei posteggi: tutela della concorrenza e pluralità dell’offerta
Uno dei punti cardine della riforma riguarda i limiti numerici all’assegnazione di posteggi nello stesso mercato o fiera. Questa misura, attesa da anni, nasce dall’esigenza di:
- Evitare situazioni di dominanza economica derivanti dall’acquisizione di più concessioni da parte della stessa azienda o nucleo familiare;
- Favorire condizioni di reale concorrenza potenziando la varietà e la diversità delle offerte per il pubblico;
- Prevenire pratiche speculative che hanno caratterizzato taluni contesti locali negli anni passati, a danno dei piccoli operatori e della qualità generale dei mercati.
Le nuove regole fissano la soglia a
massimo due concessioni per aree fino a 100 posteggi e massimo tre per aree superiori. In alcuni territori questa novità imporrà cambiamenti immediati, specie dove si erano consolidate posizioni dominanti. È una risposta diretta alle segnalazioni di abuso documentate dalle associazioni di categoria e da analisi condotte sulle pratiche anti-concorrenziali in diversi mercati storici.
La pluralità dell’offerta viene così strutturalmente garantita, aprendo il mercato a nuove imprese, giovani operatori e start up, con benefici sulla dinamicità dell’intero settore commercianti ambulanti.
Impatto sulle microimprese e sugli operatori storici: opportunità e criticità
L’adozione delle nuove linee guida genera evidenti benefici per la microimprenditorialità, da sempre pilastro dei mercatini italiani:
- Valorizzazione della microimpresa: l’impianto premia la dimensione ridotta e la stabilità occupazionale, riservando punti aggiuntivi a chi dimostra di essere motore economico locale e presidio sociale del territorio.
- Tutela degli operatori storici: la valutazione dell’esperienza, dell’anzianità aziendale e della presenza continuata sul singolo posteggio favoriscono chi ha contribuito nel tempo alla crescita qualitativa dell’offerta. L’anzianità di spunta offre inoltre strumenti di valorizzazione particolarmente utili nei mercati storici e nelle località turistiche.
Tuttavia, sono presenti
criticità legate all’adeguamento dei requisiti documentali e alle nuove soglie minime per permanenza e continuità dell'attività. Gli operatori dovranno investire su formazione, servizi innovativi e sostenibilità ambientale, evitando la reiterazione di standard minimi qualitativi.
Nel medio periodo, questi cambiamenti incentiveranno l’emersione di nuovi modelli di business e la maggiore professionalità degli operatori, rispondendo alle esigenze di modernizzazione richieste sia dalle istituzioni che dalla clientela sempre più attenta a qualità e tracciabilità dei prodotti.
Valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità: esempi dai mercati europei e locali
Le nuove procedure favoriscono esplicitamente l’inserimento di prodotti tipici, locali e a basso impatto ambientale come elemento qualificante delle offerte mercatali. Questa impostazione si ispira alle migliori pratiche europee, come dimostra:
- Il mercato europeo itinerante organizzato da Fiva-Confcommercio, che seleziona gli espositori garantendo alta qualità e autenticità nelle proposte alimentari e artigianali;
- L’esperienza dei mercatini di Campagna Amica, in cui il focus su freschezza, tracciabilità e territorialità è centrale, portando benefici sia a clienti sia a produttori locali.
Iniziative come il mercato contadino presso strutture pubbliche (Policlinico Gemelli) dimostrano come un’offerta articolata di prodotti locali sia in grado di rispondere alle esigenze di salute e prevenzione dei cittadini, integrando la proposta commerciale con finalità educative e sociali.
La normativa valorizza inoltre la formazione specifica del personale e la partecipazione a progetti innovativi, allineando i mercati italiani agli standard internazionali più avanzati e contribuendo, indirettamente, a consolidare la vitalità culturale delle aree urbane e rurali.
Come prepararsi alle nuove regole: consigli pratici per ambulanti e organizzatori
Per affrontare la transizione è raccomandabile adottare strategie specifiche:
- Verificare in anticipo la conformità dei requisiti documentali richiesti dai nuovi bandi;
- Investire in formazione sulla qualità del servizio, gestione della clientela e sostenibilità ambientale;
- Valutare l’idoneità dei veicoli e delle attrezzature per l’accesso a punteggi premiali nella selezione;
- Collaborare con associazioni di categoria per ricevere supporto su aggiornamenti normativi e corsi di aggiornamento;
- Mantenere tracciabilità e trasparenza in tutte le fasi, dalla raccolta dei documenti alla gestione della domanda.
Gli organizzatori di eventi e fiere devono predisporre avvisi chiari e accessibili, valorizzando la pluralità dell’offerta e integrando servizi innovativi capaci di rendere attrattivo il mercato rispetto ad altre forme di commercio.
Errori comuni nella partecipazione alle selezioni per le concessioni e come evitarli
Numerosi operatori sono incorsi, in passato, in errori procedurali evitabili. Gli sbagli maggiormente diffusi comprendono:
- Incompleta raccolta dei certificati richiesti;
- Mancata valorizzazione delle esperienze e delle innovazioni introdotte nella domanda;
- Ignoranza delle soglie di concentrazione stabilite a livello locale;
- Ritardi nell’analisi e nell’invio della richiesta.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...