Le monete da 3 euro, 7 euro e mezzo e la banconota da 0 euro si possono trovare in diversi posti o si possono anche comprare. Cerchiamo di capire perchè la Bce le ha realizzate, a cosa servono e perchè quasi sicuramente aumenteranno di valore e i casi in cui sono già aumentate
Nel portafoglio non è così semplice trovarle ma esistono davvero: monete da 3 euro, una moneta da 7,50 euro e persino una banconota da 0 euro. Sono pezzi pensati per i collezionisti e per i turisti, non per fare la spesa, e i loro prezzi vanno dai pochi euro a diverse centinaia. Ecco che cosa sono, dove si comprano e quanto possono valere davvero, con i limiti da tenere presenti prima di pagare.
Le monete da 3 euro sono emissioni commemorative per collezionisti e le battono soprattutto tre Paesi: Slovenia, Austria e Italia. La Slovenia è l’emittente più prolifica: la sua banca centrale ne produce dal 2008, quasi ogni anno, con soggetti che vanno dalle ricorrenze storiche alle celebrazioni sportive e culturali. L’Austria ha lanciato dal 2016 le serie dedicate agli animali colorati, con dodici monete da 50.000 pezzi ciascuna, mentre l’Italia ha emesso il suo primo 3 euro per la presidenza italiana del G7 del 2024 e ha battuto due monete d’argento per le Olimpiadi Milano Cortina 2026.
L’aspetto da chiarire subito riguarda l’uso: ogni moneta ha corso legale solo nel Paese che la emette. Un 3 euro sloveno si può spendere in Slovenia, non in Italia, e in pratica nessuno lo usa per pagare, perché chi lo compra lo tiene da parte. Il valore dipende da tiratura, materiale e finitura. Per le monete slovene i listini indicano da circa 9 a 18 euro a seconda dell’anno, anche se alcuni esemplari si trovano online a meno di 5 euro e altri arrivano a cifre quattro volte superiori. Più rare sono le versioni proof, tirate in poche centinaia o migliaia di pezzi: la moneta slovena del 2021 dedicata alla Passione di Škofja Loka, per esempio, è stata prodotta in 750 esemplari proof contro i 40.000 della versione ordinaria.
Tra le austriache la più ricercata è il pipistrello del 2016, con prezzi di 40-50 euro e richieste di alcuni commercianti fino a 90-100 euro, mentre il 3 euro italiano del G7 vale intorno ai 70 euro, cioè più o meno il prezzo d’emissione. Le due monete d’argento di Milano Cortina 2026, con le mascotte Tina e Milo, sono in argento 999 da un’oncia (31,1 grammi) e sono state emesse a 80 euro con tirature di 3.000 e 2.000 pezzi. Sul mercato secondario compaiono a 99-250 euro, cioè dal 24% al 213% in più del prezzo d’emissione (calcolo nostro), ma la zecca le ha esaurite già a gennaio 2025.
Per comprarle le monete italiane si trovano sullo shop online del Poligrafico e allo Spazio Verdi di Roma, mentre quelle straniere si cercano presso le banche centrali o le zecche dei Paesi emittenti. In pratica la strada più semplice sono i siti di compravendita e i negozi di numismatica, dove il prezzo è di solito più alto ma si può controllare la moneta di persona.
La moneta da 7,50 euro è emessa dal Portogallo ed è entrata in circolazione il 20 marzo 2024, in base a un’ordinanza del 18 dicembre 2023. Fa parte della serie commemorativa Capitali Iberoamericane ed è dedicata a Lisbona: sul rovescio compare una veduta della città con il tradizionale ascensore che sale tra le strade strette, accanto a grafiche che richiamano gli otto Paesi della serie. Ne sono stati coniati solo 25.000 pezzi, con un peso di circa 18,5 grammi e un diametro di circa 33 millimetri.
Per la composizione le fonti non coincidono: lo shop ufficiale indica sia il rame-nichel sia l’argento, quindi prima di comprare conviene farsi confermare il materiale dal venditore. Il prezzo di emissione era di 7,50 euro, pari al valore nominale, e oggi lo shop della zecca portoghese la segnala come esaurita. Chi la cerca deve rivolgersi al mercato secondario: siti di vendita online, aste numismatiche, negozi specializzati e fiere come quella di Parma.
Quanto vale dipende solo da ciò che i compratori sono disposti a pagare. Le fonti dicono che il prezzo può superare di molto quello d’emissione, ma non riportano cifre verificate di vendite reali, per cui conviene confrontare le vendite concluse e non le richieste degli annunci. La tiratura bassa e l’esaurimento ufficiale sono fattori a favore, ma non c’è alcuna garanzia che il valore salga: il valore legale resta 7,50 euro, mentre sul corso legale le fonti divergono e, in ogni caso, usarla per pagare sarebbe una perdita rispetto al valore da collezione.
La banconota da 0 euro è un souvenir creato nel 2015 da un’idea dell’imprenditore francese Richard Faille ed è prodotta da una società autorizzata, Oberthur Fiduciaire, che stampa anche banconote vere. Ha l’aspetto di una banconota autentica, con filigrana, ologramma, filo di sicurezza, microstampa e numero di serie univoco, ma riporta uno “0” al posto del valore. Non ha alcun valore legale: non si può usare per acquistare beni o servizi, perché le uniche banconote in euro a corso legale sono quelle da 5, 10, 20, 50, 100 e 200 euro.
Si trova nei negozi di souvenir di musei, siti archeologici e luoghi turistici, nei distributori automatici presenti in molte mete turistiche e negli shop online autorizzati, mentre non si vende in banca né in posta. Le edizioni italiane riprendono monumenti come il Colosseo, San Pietro, la Torre di Pisa, il Duomo di Milano, Piazza San Marco, Pompei, la Reggia di Caserta, i trulli di Alberobello e Castel del Monte. Il prezzo di vendita va di solito da 2 a 5 euro, fino a circa 15 euro per alcune edizioni più curate.
Il collezionismo muove cifre più alte solo per le tirature limitate: l’edizione di Kiel è stata indicata con valutazioni fino a 500 euro sul mercato online, un dato riferito da una sola fonte e legato a quel pezzo. Non esistono tirature ufficiali né listini per tutte le edizioni, per cui il consiglio è comprare dai punti di emissione ufficiali, controllare soggetto e provenienza e diffidare degli annunci con prezzi gonfiati.
Per tutti e tre i prodotti valgono le stesse regole. Prima di comprare conviene controllare la tiratura, il materiale e la finitura, perché le versioni proof costano di più, e confrontare il prezzo con quello d’emissione. Imballaggio e certificati originali contano nel valore, quindi vanno conservati. Per le monete è meglio toccarle il meno possibile e custodirle in una capsula, lontano da umidità e sbalzi di temperatura, e per la banconota evitare pieghe e macchie.
Chi inizia può partire dalle monete slovene da pochi euro, che sono tra le più accessibili. La regola d’oro è considerare questi acquisti un hobby e non un investimento: il mercato è poco liquido, il prezzo di rivendita può essere inferiore a quello di acquisto e spedizioni, commissioni e variazioni dei metalli incidono sul risultato. Le cifre riportate sono stime di fonti giornalistiche e di siti di compravendita, e il valore reale si misura solo sulle vendite concluse.
Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...