Un cambiamento epocale è alle porte per chi usa i monopattini elettrici in Italia: il quadro normativo è pronto, ma l’incertezza sui tempi lascia tutti nell’attesa. In questi giorni il settore sta vivendo forti tensioni. Ancora non è possibile richiedere il contrassegno identificativo né stipulare nuove assicurazioni collegate alle targhe. Aumenta la pressione sugli utenti e sugli operatori, costretti a navigare in regole sulla carta che però non si traducono in procedure pratiche.
Il mercato è rallentato, le multe sembrano sospese, e la sicurezza rimane una priorità senza strumenti effettivi. In questo scenario, comprendere le vere novità normative, le tempistiche di applicazione e cosa comportano fa la differenza tra violazione inconsapevole e regolarità amministrativa. L’interesse pubblico, la sicurezza dei cittadini e il destino futuro di una mobilità più sostenibile dipendono da quanto presto sarà operativo il sistema previsto dalla legge.
Il nuovo Codice della Strada: obbligo di targa e assicurazione per i monopattini
La riforma del Codice della strada del dicembre 2024 ha inaugurato una stagione di novità per chi guida monopattini a propulsione elettrica. La svolta? L'introduzione del contrassegno identificativo - la cosiddetta “targa” - e della copertura assicurativa obbligatoria sin da adesso per la responsabilità civile verso terzi. Le norme – definite dal Decreto Ministeriale n. 250 pubblicato il 13 novembre 2025 – stabiliscono in particolare che:
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ogni monopattino dovrà essere dotato di un contrassegno univoco, da applicare sul mezzo in modo ben visibile;
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il rilascio avverrà solo tramite una piattaforma digitale appositamente attivata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
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il proprietario dovrà sostenere un costo di 8,66 euro per ogni richiesta, a copertura di produzione, Iva, formazione e sicurezza;
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solo una volta ottenuto il “targhino” sarà possibile stipulare la polizza assicurativa associata, secondo lo schema consolidato delle polizze RC auto.
L’obiettivo principale è aumentare la sicurezza stradale, proteggere pedoni, ciclisti e altri utenti della strada, contrastare i fenomeni di circolazione anonima e rendere perseguibili gli illeciti. Tuttavia, la nuova disciplina si scontra con
complessità tecniche e amministrative che ne rallentano l’attuazione. La sanzione prevista (tra 100 e 400 euro) per chi circola senza targa o assicurazione è oggi sospesa a causa dei ritardi nei decreti attuativi e nell’avvio della piattaforma digitale, generando confusione tra cittadini e operatori.
Perché l’obbligo slitta ancora: piattaforma telematica e blocco normativo
A rendere inapplicabili le nuove regole è il mancato avvio della piattaforma digitale prevista dal decreto ministeriale n. 250. Questa piattaforma, indispensabile per la registrazione dei mezzi e il rilascio dei contrassegni, risulta ancora ferma nonostante la norma imponesse la sua definizione entro 90 giorni. Senza l’attivazione dell’infrastruttura telematica, i cittadini non possono completare la procedura e le compagnie assicurative restano ferme perché la polizza, da collegare alla targa, non è concretamente applicabile.
La stessa legge prevede un margine di 60 giorni per regolarizzarsi dalla data di avvio della piattaforma. Ciò significa che, pur essendo formalmente già in vigore, l’obbligo subisce un rinvio tecnico e amministrativo di fatto. A oggi nessun decreto direttoriale, necessario per la piena operatività, è intervenuto a sbloccare la situazione. Secondo analisi di operatori e associazioni come Assoutenti, questa impasse ha effetti pesanti:
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il mercato è congelato e i dati confermano un calo dei noleggi del 30% e una svalutazione dei mezzi;
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gli utenti vengono lasciati in una zona grigia sospesa tra obblighi dichiarati e impossibilità di adempirli realmente;
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le sanzioni amministrative restano solo teoriche fino a effettiva conclusione delle procedure digitali.
Fino a nuova comunicazione dalle autorità, quindi,
la mobilità elettrica su monopattino rimane in attesa di nuovi sviluppi, con tutti i rischi gestionali e interpretativi del caso.
Come funziona il contrassegno identificativo
Il contrassegno identificativo per i monopattini elettrici, spesso definito “targhino”, ha caratteristiche specifiche pensate per garantire riconoscibilità e sicurezza dei veicoli più leggeri.
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Forma e posizionamento: Si tratta di un adesivo plastificato, non rimovibile, da applicare verticalmente sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo. Un'applicazione scorretta equivale alla mancata esposizione.
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Composizione del codice: Sei caratteri (tre lettere e tre numeri), partenza dalla sequenza BBB222, senza vocali o numeri 0 e 1 per evitare confusioni visive.
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Volume complessivo: Il sistema permette milioni di combinazioni, pronte a coprire l’espansione prevista del settore.
I costi sono dettagliati:
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Produzione
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5,03 euro
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Iva (22%)
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1,11 euro
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Quote sicurezza e formazione
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2,52 euro
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Totale
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8,66 euro
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Procedura:
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Il pagamento viene effettuato tramite il sistema PagoPA;
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Si accede alla piattaforma digitale, indicando la preferenza di ritiro presso Motorizzazione Civile o agenzie autorizzate.
Ad oggi, però, questa procedura è ancora teorica: la piattaforma digitale non è funzionante e i cittadini restano impossibilitati a regolarizzare i propri mezzi, con effetti diretti su assicurazione ed eventuali sanzioni.
L’assicurazione RC monopattini: premi, garanzie e rischi
Stabilita dalle norme, l’assicurazione per monopattini dovrà coprire danni a terzi (persone, veicoli, cose) causati durante la circolazione. Tuttavia, senza targa la polizza non può essere attivata perché non è possibile associare univocamente il veicolo al proprietario nelle banche dati assicurative ufficiali. Secondo l’avvocato Maurizio Hazan “senza contrassegno, l’applicazione dell’Rc auto ai monopattini è impossibile”.
Analizzando cifre e condizioni:
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Premi annui compresi tra 25 e 150 euro, variabili a seconda delle garanzie aggiuntive scelte;
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Coperture minime richieste per danni verso terzi, ispirate ai tradizionali schemi di responsabilità civile automobilistica;
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In caso di inosservanza, multa da 100 a 400 euro prevista dal Codice della strada (solo dopo l’attivazione della piattaforma);
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Polizze personali non sono considerate valide e non risolvono il nodo giuridico dell’obbligatorietà.
L’associazione dei consumatori ha chiesto di evitare differenze tariffarie su base regionale – rischio concreto, secondo Assoutenti, considerata la mancanza di uno storico di sinistri e la diffusione non uniforme nelle diverse aree del Paese. È inoltre necessario
garantire una maggiore chiarezza delle condizioni e delle procedure, oggi ancora in fase di definizione.
Impatto sul settore e dubbi pratici: mercato, rischi, multe
La confusione normativa e la mancata attuazione delle nuove regole stanno avendo conseguenze tangibili a più livelli:
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Mercato nazionale in stallo: la riduzione del 30% delle attività di sharing, la svalutazione del parco mezzi e il crollo delle vendite incidono pesantemente su occupazione e investimenti;
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Rischi operativi per gli utenti: chi guida un monopattino oggi è bloccato in una sorta di limbo giuridico, dove le vecchie norme sono già superate e le nuove non ancora applicabili. Ciò crea incertezza su responsabilità e coperture in caso di incidenti;
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Multe formali ma non applicabili: senza piattaforma e contrassegno, le sanzioni previste sono inattuabili, lasciando sia utenti che forze dell’ordine senza riferimenti certi.
L’intera architettura delle nuove regole rischia così di perdere efficacia: l’obiettivo di aumentare la sicurezza e responsabilizzare i proprietari si scontra con lo stallo normativo, generando
sfiducia e distacco nei consumatori. L’assenza di regole chiare e applicabili mina il valore e la stessa accettazione dei nuovi mezzi di mobilità leggera, mentre la direttiva europea 2021/2118 suggeriva un approccio più graduale e attento al rischio di frenare la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale.
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Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...