Da metà maggio, la circolazione dei monopattini elettrici in Italia è radicalmente cambiata: il nuovo scenario prevede per la prima volta un obbligo di identificazione chiaro ed esplicito, attraverso l'introduzione di un contrassegno plastificato e non rimovibile, pensato per riportare ogni dispositivo alla responsabilità di una persona fisica. L'obiettivo perseguito dal legislatore è ambizioso: rendere le città più sicure e ordinare la crescita esplosiva della micromobilità condivisa e privata, tracciando ciascun veicolo e rendendo immediato il collegamento tra mezzo e utilizzatore. Tuttavia, le nuove regole stanno già facendo emergere alcuni ostacoli pratici e normativi che incidono sulla reale efficacia del provvedimento. Tra ritardi nelle consegne, adesione precaria dei contrassegni e incertezze sui controlli, la transizione rischia di essere meno lineare del previsto. È in questo contesto che i principali problemi legati all'implementazione dell'obbligo di identificazione vengono discussi e approfonditi con uno sguardo attento alle esigenze degli utenti e al quadro normativo vigente.
Procedura, tempistiche e costi per la richiesta della targa
Richiedere il contrassegno identificativo per un monopattino è diventata una procedura strutturata a livello nazionale. La domanda può essere inoltrata esclusivamente online attraverso il Portale dell'Automobilista, accessibile tramite credenziali SPID di secondo livello o Carta d'Identità Elettronica. Chi desidera affidarsi a intermediari può rivolgersi a studi di consulenza automobilistica presenti sul territorio:
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Documentazione richiesta: dati anagrafici, codice fiscale, e informazioni di contatto del proprietario. Per i minorenni dai 14 anni, la richiesta deve essere fatta da chi esercita la responsabilità genitoriale.
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Svolgimento pratica: dopo aver inviato la domanda e pagato tramite sistema PagoPA, si riceve una conferma via email.
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Ritiro del contrassegno: prenotazione obbligatoria del ritiro presso un Ufficio Motorizzazione Civile, selezionato durante la fase di domanda; la presenza fisica è richiesta per la consegna diretta.
Il
costo base del contrassegno è 8,66 euro, cui si sommano imposta di bollo, diritti di motorizzazione e costi accessori, fino a
raggiungere una spesa totale di circa 33-38 euro per richiesta autonoma, mentre le pratiche tramite agenzia possono avvicinarsi agli 80 euro. Tra la domanda online e la consegna passano mediamente 15-20 giorni, ma i tempi possono dilatarsi a seconda del carico sulle motorizzazioni. Il contrassegno, una volta ritirato, deve essere
apposto sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo in modo visibile e nel rispetto delle disposizioni tecniche ministeriali. La responsabilità personale, distinta dalla proprietà del veicolo, rimane un elemento chiave: a ogni targa viene infatti associato il codice fiscale del richiedente.
Primo nodo: carenza di appuntamenti e pratiche inevase
L'introduzione della targa adesiva ha messo rapidamente sotto pressione l'intero sistema amministrativo. Le richieste di appuntamento per il ritiro dei contrassegni hanno saturato la capacità degli uffici pubblici già nei primi giorni di validità delle nuove regole. Secondo i dati ufficiali e il riscontro degli utenti, tutti gli slot disponibili risultano esauriti in molte province, mentre la Motorizzazione ha solo parzialmente potuto reagire con aperture straordinarie e ampliamento degli orari:
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Migliaia di pratiche risultano ancora inevase, sia per ritardi nelle prenotazioni, sia per lentezza nei processi di verifica e consegna dei contrassegni.
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Nelle grandi città, le società di sharing si trovano nella stessa situazione: 15mila richieste dei loro mezzi pronti alla circolazione sono rimaste in sospeso, generando uno stallo che rischia di fermare il servizio pubblico di micromobilità urbana.
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Le associazioni dei consumatori hanno chiesto chiarimenti e possibili proroghe per esentare dalle sanzioni coloro che hanno richiesto il contrassegno prima del termine ma si trovano ancora in attesa della consegna.
Molte segnalazioni lamentano
l'assenza di deroghe o di protocolli di urgenza per chi ha già avviato la procedura, lasciando così cittadini esposti al rischio di multe pur avendo ottemperato agli obblighi richiesti dalla normativa. Il Portale dell'Automobilista formalizza la possibilità di riprogrammare gli appuntamenti già fissati, ma nella pratica questa opzione è limitata dall'impossibilità di trovare date disponibili prima del termine previsto. Il risultato è una
congestione amministrativa significativa che rischia non solo di invalidare l'efficacia della misura, ma anche di alimentare
ricorsi e contenziosi, con effetti a catena sia sui singoli cittadini sia sugli operatori di settore.
Secondo nodo: adesione e resistenza del contrassegno sulle superfici dei monopattini
Il contrassegno identificativo è stato concepito come adesivo plastificato a elevata sicurezza, con microtagli antimanomissione che lo rendono irreversibile una volta applicato. Tuttavia, sono già emersi molti casi in cui il contrassegno si stacca prematuramente, soprattutto se il supporto non è stato preparato in modo impeccabile:
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L'adesivo mostra scarsa aderenza sulle superfici curve dei monopattini o in presenza di sporco, umidità e residui di grasso.
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Numerosi utenti hanno segnalato distacchi repentini dopo pochi giorni di utilizzo, situazione accentuata dalla posizione obbligata sul parafango posteriore, dove vibrazioni, pioggia e variazioni termiche indeboliscono la presa.
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La perdita del contrassegno comporta la necessità di richiesta di un nuovo rilascio, con aggravio di costi e ulteriore pressione sulle procedure già rallentate.
Le associazioni di settore sottolineano inoltre che
una volta posta la targa adesiva erroneamente, il tentativo di rimozione ne causa la frammentazione, rendendo impossibile il riutilizzo e implicando pratiche aggiuntive per l'utente.
Danni alla leggibilità e deterioramento precoce sono ulteriori elementi critici già riscontrati sia nei mezzi privati sia in quelli delle flotte di sharing, con il rischio che molti monopattini risultino irregolari a breve termine.
Terzo nodo: il problema dei controlli e delle sanzioni tra normativa e realtà
Alla base dell'intervento normativo si trova l'esigenza di maggior sicurezza, tracciabilità e regole chiare. Tuttavia, il passaggio dalla teoria normativa alla pratica quotidiana presenta più di una incognita. Il nodo centrale risiede nell'effettiva implementazione dei controlli e nell'irrogazione delle sanzioni: una situazione in cui la normativa rischia di rimanere sulla carta in assenza di un apparato di controllo adeguato:
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A livello formale, ogni monopattino elettrico non dotato di targa identificativa rischia sanzioni tra i 100 e i 400 euro; analogo discorso vale per la futura obbligatorietà di assicurazione.
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L'attività di vigilanza è demandata a forze dell'ordine, polizie municipali e altre autorità, che però dispongono di risorse limitate rispetto alla vasta platea di mezzi circolanti.
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Le prime verifiche mostrano una forte discrepanza tra obblighi di legge e applicazione reale delle sanzioni. In molte città italiane, la maggior parte dei mezzi in circolazione continua ad essere priva di targa, mentre l'uso del casco, già obbligatorio da oltre un anno, resta largamente disatteso e raramente sanzionato.
In questa situazione,
il sistema sanzionatorio rischia di penalizzare i cittadini più coscienziosi, soprattutto quelli che hanno fatto domanda nei termini e attendono la consegna senza poter però circolare legalmente. Non vengono fornite linee guida uniformi su come le autorità debbano gestire chi è in attesa del contrassegno: questa incertezza accresce il rischio di ricorsi, contenziosi e percezione di ingiustizia.
Il rapporto tra obbligo di targa, assicurazione e sharing
L'interconnessione tra sistema di identificazione, responsabilità assicurativa e mobilità condivisa rende la normativa peculiare. In fase applicativa, però, sono emerse criticità di rilievo:
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L'obbligo del contrassegno è immediato, mentre quello assicurativo è stato differito di circa 60 giorni, creando un periodo transitorio in cui mezzi regolarmente targati possono circolare senza copertura.
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La polizza RC per i monopattini deve essere specifica, legata al codice della targa: le generiche polizze famiglia non sono valide.
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Per i mezzi in sharing, il problema si amplifica: le flotte attendono la regolarizzazione formale di migliaia di mezzi, rischiando lo stop del servizio per motivi puramente burocratici.
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I costi assicurativi incidono sensibilmente sulla sostenibilità economica del servizio di noleggio, poiché la copertura obbligatoria spesso supera un terzo del valore del mezzo stesso.
Normativa e piattaforme digitali devono interfacciarsi perfettamente: solo apponendo il contrassegno si può stipulare la polizza, e solo con la polizza si può continuare la circolazione regolare. Il rischio è che la pressione dei nuovi obblighi si traduca in una riduzione dei mezzi in servizio soprattutto nelle città, dove la micromobilità rappresenta una soluzione strategica per la mobilità urbana sostenibile.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...