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Bollo auto 2026 e scadenza, nuovo metodo di calcolo data e relativi esempi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
bollo auto scadenze 2026

Nuove regole su calcolo della scadenza del bollo auto almeno per alcune auto a la via nel 2026 e modifiche anche per i pagamenti digitali

Il 2026 introduce importanti cambiamenti nella gestione dell’imposta automobilistica, una svolta attesa nel panorama fiscale italiano che intende razionalizzare e digitalizzare l’imposizione sui veicoli. La tassa rimane obbligatoria per tutti i proprietari di veicoli registrati al Pubblico Registro Automobilistico, indipendentemente dall’utilizzo del mezzo. Tuttavia, le regole che disciplinano modalità di pagamento, scadenze e gestione documentale sono oggetto di una profonda riforma, finalizzata a garantire trasparenza, uniformità nazionale e maggiore semplicità organizzativa. 

Cosa cambia per la scadenza del bollo auto nel 2026, per quali auto e come si calcolano ora

Con l’anno corrente le modalità di pagamento della tassa automobilistica subiscono una radicale revisione, elaborata per agevolare cittadini e amministrazione semplificando il rispetto degli obblighi contributivi. Il nuovo sistema si basa su periodi di pagamento determinati dalla data di immatricolazione del veicolo o dall’acquisto, abolendo la vecchia regola delle scadenze fissate per aree regionali ed eliminando quindi incoerenze e confusioni tra le diverse zone d’Italia. Ogni automobilista sarà chiamato a saldare l’imposta secondo una scadenza annuale personalizzata: per esempio, un’auto immatricolata il 10 febbraio avrà scadenza il 28/29 febbraio dell’esercizio successivo. Il versamento è previsto in un’unica soluzione annuale, uniformando così l’esperienza su tutto il territorio. L’architettura digitale applicata alla gestione tributaria consente inoltre una notifica automatica delle scadenze tramite app o email, limitando le dimenticanze e portando la comunicazione direttamente ai cittadini. La possibilità di rateizzazione ordinaria viene eliminata, salvo deroghe quadrimestrali per specifiche categorie di veicoli, lasciate alla discrezionalità delle Regioni. Nei casi previsti, ad esempio per persone fisiche con comprovate difficoltà economiche, rimane percorribile la rateizzazione attraverso strumenti digitali riconosciuti, come PagoPA in combinazione con circuiti abilitati come PayPal, ma solo a seguito di specifica approvazione.

Modalità di calcolo e uniformità nazionale delle scadenze

Dal 2026 si attua l’estensione di un modello già testato in Lombardia e Piemonte: la scadenza annuale fa riferimento al mese di immatricolazione, portando omogeneità a livello nazionale. In seguito a una prima immatricolazione, il termine del primo pagamento è fissato all’ultimo giorno del mese successivo, e questa data diventa il riferimento stabile per ogni rinnovo futuro. In caso di trasferimento di proprietà, viene aggiornata la scadenza in base alla data di registrazione. Le regole sono state ridefinite tramite una disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2026 e dai successivi decreti attuativi sul federalismo fiscale regionale, con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni amministrative e fornire maggiore certezza agli utenti. Il sistema prevede infine una gestione centralizzata degli archivi, tramite l’Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche (ANTA), che favorirà la tracciabilità di versamenti e la risoluzione automatica di eventuali errori nei pagamenti interregionali. Non sono più permessi spostamenti del luogo di pagamento sfruttando sedi di comodo, dato che la competenza regionale viene attribuita secondo la residenza reale o la sede gestionale primaria del contribuente.

Pagamento digitale e nuovi sistemi di notifica

L’introduzione obbligatoria del pagamento digitale rappresenta uno dei tasselli essenziali della riforma. Dal 2026 il versamento avverrà unicamente tramite sistemi tracciabili, in particolare la piattaforma PagoPA, accessibile sia tramite portali istituzionali come l’ACI, sia attraverso app bancarie e servizi abilitati. Le notifiche di scadenza saranno inviate direttamente su e-mail o tramite l’app IO, rendendo la gestione del tributo immediata e trasparente. Il collegamento diretto tra targa del veicolo e archivio centrale garantisce maggiore sicurezza, limitando rischi di evasione e dimenticanze, e semplifica la verifica dello stato dei pagamenti, sia da parte dell’utente che delle autorità. La digitalizzazione dei processi si affianca a servizi di promemoria (email, notifiche push, sms), diminuendo il rischio di sanzioni dovute a pagamenti tardivi

Esenzioni, agevolazioni e casi speciali

L’impianto normativo 2026 rafforza le agevolazioni già consolidate e introduce nuove esenzioni per sostenibilità e inclusione. Possono usufruire di totale esenzione:

  • Proprietari con reddito annuo inferiore a 8.000 euro (previa certificazione reddituale)
  • Veicoli dotati di sola propulsione elettrica, per i primi cinque anni dalla data di immatricolazione; dal sesto, il tributo si paga in misura ridotta (75% di sconto in Lazio)
  • Disabili, nei casi previsti dalla legge, per veicoli adattati e registrati secondo le regole regionali
  • Auto storiche con oltre trent’anni, che accedono a una tassa forfettaria (10 euro annui in molte regioni) o a riduzioni del 50% se certificate come rilevanti ai fini collezionistici
  • Vantaggiose riduzioni sono disponibili anche per i veicoli ultraventennali iscritti ai registri storici (necessario il certificato di rilevanza storico-collezionistica e segnalazione sulla carta di circolazione).
  • Nei casi di auto ibride, l’esenzione si applica solo ai veicoli iscritti prima del 2023; dopo tale data la tassa va pagata integralmente salvo ulteriori modifiche future.
L’accesso a esenzioni e agevolazioni avviene mediante presentazione di apposita domanda presso l’organo territoriale competente, corredando sempre la targa ed eventuali documenti richiesti secondo le linee guida.

Cosa succede in caso di mancato pagamento e prescrizione

Rimane attiva una disciplina sanzionatoria progressiva. Se, alla scadenza, la tassa non viene corrisposta, si applicano:

  • una sanzione che parte dallo 0,1% per ogni giorno di ritardo fino a 15 giorni;
  • sanzioni crescenti fino al 3,37% qualora il saldo avvenga tra il 90° giorno e un anno dopo la scadenza;
  • oltre un anno, scatta una sanzione del 30% dell’importo dovuto, più interessi moratori dello 0,5% ogni semestre.
In caso di mancato pagamento prolungato (oltre tre anni), l’ente può procedere con fermo amministrativo e cancellazione del veicolo dal PRA, con conseguente ritiro di targhe e carta di circolazione. La prescrizione del tributo si compie dopo tre anni dal 1° gennaio dell’anno successivo all’ultimo bollo saldato, salvo interruzione dei termini tramite atti di accertamento, solleciti o cartelle esattoriali notificate.