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Non solo quanti soldi bisogna avere prima di comprare una casa, ma quanto si deve avere come risparmi di sicurezza e guadagnare

di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il

Acquistare casa richiede non solo risparmi adeguati e sicurezza economica, ma anche una valutazione attenta dei costi nascosti, delle regole per il mutuo e delle strategie di risparmio.

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Acquisire un'abitazione rappresenta per molti la realizzazione di un obiettivo personale e familiare, ma questa scelta impone una valutazione rigorosa della propria stabilità finanziaria. In Italia, dove la casa mantiene da sempre il valore di bene rifugio e simbolo di sicurezza, il desiderio di proprietà va confrontato con la reale capacità di sostenere le responsabilità economiche che ne derivano sia nel breve che nel lungo termine.

Stabilità reddituale, liquidità immediata, riserva di emergenza e valutazione delle proprie esigenze di vita sono gli elementi chiave per impostare una strategia solida. Occorre considerare non solo gli aspetti emotivi collegati all'acquisto, ma approcciare la decisione con pragmatismo: «La vera domanda non è soltanto 'Quanto posso spendere oggi?', bensì 'Quanto potrò sostenere senza rischi negli anni a venire?'». Oltre al capitale iniziale, serve prevedere il proprio margine di sicurezza rispetto a spese impreviste, così da prevenire difficoltà finanziarie legate a mutamenti reddituali, imprevisti di salute o variazioni di mercato.

I criteri utilizzati dagli istituti di credito per la concessione del mutuo si fondano anch'essi sull'analisi della stabilità finanziaria, il che evidenzia la rilevanza di un approccio prudentemente progettato. Prepararsi all'acquisto di un immobile significa quindi andare oltre la semplice raccolta di risparmi e adottare una mentalità orientata alla programmazione e alla sostenibilità, consapevole di tutte le variabili coinvolte.

Quanto bisogna avere da parte prima di comprare casa

La somma da accantonare prima dell'acquisto di un'abitazione dipende da molteplici fattori: valore dell'immobile, percentuale di mutuo ottenibile, costi accessori e livello di sicurezza che si intende garantire a se stessi e al proprio nucleo familiare.

Le banche in Italia erogano generalmente finanziamenti fino all'80% del prezzo d'acquisto. Pertanto, è necessario disporre almeno del 20% di anticipo da investire, da aggiungere alle somme necessarie per le spese extra non finanziate dal mutuo stesso. Ad esempio, per una casa da 150.000 euro occorre, come base, almeno 30.000 euro, a cui sommare numerosi oneri accessori:

  • Spese notarili (1.500-3.000 euro nella maggior parte dei casi, con possibili sconti per la prima casa)
  • Spese istruttoria e perizia (dai 300 ai 1.500 euro complessivi)
  • Imposte di registro o IVA variabili (indicativamente 2% del valore catastale per acquisto da privato, 4% d'IVA da impresa costruttrice alla prima casa)
Spese assicurative e gestione pratica sono dunque:

Voce

Importo indicativo

Anticipo

20% prezzo immobile

Notaio

1.500-3.000 euro

Istruttoria/perizia

300-1.500 euro

Imposte e tasse

Da 2% valore catastale

Assicurazioni e gestioni

Fino a 500 euro

È raccomandabile una riserva aggiuntiva per coprire imprevisti, lavori urgenti o costi di trasferimento/arredo non previsti, idealmente di almeno 10.000 euro in più oltre al già citato anticipo. La cifra ideale da accantonare, dunque, oscilla tra il 25% e il 30% dell'investimento complessivo, così da disporre della necessaria liquidità per una scelta sicura e senza affanni economici.

I costi oltre al prezzo: imposte, notaio, accessori e imprevisti

L'impegno economico richiesto va ben oltre il mero prezzo di acquisto dell'abitazione. Chi programma questa scelta si dovrà confrontare con spese ricorrenti e una serie di oneri accessori, spesso trascurati durante le prime fasi di valutazione:

  • Imposte sull'acquisto: per la prima abitazione, la normativa italiana consente agevolazioni, ad esempio l'imposta di registro agevolata al 2% (invece del 9%) sul valore catastale se si acquista da privato, oppure l'IVA al 4% in caso di acquisto da impresa.
  • Parcella notarile: la spesa può variare sensibilmente ma si posiziona generalmente tra 1.200 e 3.000 euro. Sul primo acquisto, si può godere di una riduzione della tariffa (come da normativa vigente).
  • Commissione dell'agenzia immobiliare (2-4% più IVA sul prezzo, se si ricorre a intermediazione): da considerare in tutte le simulazioni di budget.
  • Spese bancarie per accensione mutuo (istruttoria, perizia, polizze obbligatorie come incendio/scoppio): oggetto di preventivo separato rispetto all'importo richiesto.
  • Imposta sostitutiva sul mutuo (0,25% del capitale per la prima casa, 2% per la seconda).
  • Polizze assicurative supplementari (facoltative ma consigliate)
  • Costi per arredo, trasloco, piccoli interventi di manutenzione o adeguamento dell'immobile acquistato: somma spesso sottovalutata, da stimare almeno in 5.000-10.000 euro per l'avvio.
Non meno importante, occorre pianificare una riserva di liquidità per gli imprevisti post-acquisto, come guasti, spese condominiali straordinarie o aumenti inattesi dei costi di gestione. Una strategia efficace include sempre una quota di sicurezza da lasciare a disposizione anche dopo il rogito, così da non dover svuotare completamente le riserve personali all'atto d'acquisto.

Infine, laddove si tratti di case in condominio, è consigliabile la lettura dei verbali delle ultime assemblee per anticipare la presenza di lavori straordinari potenzialmente costosi, elemento non trascurabile in un budget consapevole.

Mutuo: limiti, regole e sicurezza nella richiesta

Il mutuo ipotecario rimane lo strumento principale per finanziare l'acquisto della casa. Le regole di erogazione degli istituti di credito si basano sia su limiti normativi che su criteri propri:

  • Importo massimo finanziabile: fino all'80% del valore dell'immobile per la gran parte dei casi; oltre solo con ulteriori garanzie, coperture assicurative o accedendo a specifici fondi di garanzia.
  • Preferenza per acquirenti in grado di versare un anticipo sostanzioso e di dimostrare conti solidi, basso indebitamento e stabilità lavorativa.
  • Rapporto rata/reddito: la rata mensile non dovrebbe mai superare il 30-35% del reddito netto familiare, principio mutuato dalle indicazioni della Banca d'Italia.
È opportuno considerare anche le spese collegate al mutuo, come:
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che comprende tutte le spese accessorie
  • Polizza obbligatoria incendio/scoppio e, in caso di mutui con copertura 100%, eventuale assicurazione aggiuntiva richiesta dalla banca
Nella scelta, un'analisi puntuale dei diversi prodotti di finanziamento sul mercato (tasso fisso, variabile, misto, con CAP) consente di trovare la soluzione in linea con le proprie aspettative di stabilità e sostenibilità nei pagamenti.

Per chi rientra nei requisiti, il Fondo di Garanzia Prima Casa può permettere accesso a mutui fino al 100% del valore, ma la sostenibilità della rata e delle spese accessorie deve comunque restare prioritaria in ogni simulazione e valutazione.

Quanto reddito e quali garanzie sono necessari: il calcolo

Le banche valutano la situazione reddituale dell'acquirente, verificando, oltre all'importo dei risparmi personali, la stabilità delle entrate mensili e la presenza di eventuali garanzie ulteriori (es. garanti o coobbligati). La regola di buon senso riconosciuta dal settore prevede che la rata mensile non ecceda mai il 30-35% del reddito disponibile, pur lasciando margini per una gestione agevole delle spese familiari e per la tutela da imprevisti.

Di seguito una tabella di esempio per individuare la rata mensile consigliata rispetto al reddito:

Reddito netto mensile

Rata mensile sostenibile (30%)

1.200 €

360 €

2.000 €

600 €

2.900 €

870 €

Oltre al calcolo matematico, è opportuno valutare le proprie esigenze familiari e la presenza di altre spese fisse. In periodo di tassi d'interesse variabili o incerti, scegliere una rata più conservativa (ad esempio 25% del reddito) può offrire maggiore tranquillità. Il Loan to Value (LTV), indicatore che esprime il rapporto tra importo richiesto e valore dell'immobile, influenza non solo la decisione della banca, ma anche il tasso applicato: più basso è il LTV, più favorevoli sono in genere le condizioni.

Non esistono minimi di reddito fissati dalla legge, ma la capacità di risparmio, la continuità lavorativa documentabile e l'assenza di altri debiti rilevanti rafforzano sensibilmente la possibilità di accedere a condizioni più vantaggiose e sostenibili.

Quanto conservare come risparmio di sicurezza

Dopo avere pagato anticipo e spese, sul conto dovrebbe restare un fondo capace di coprire almeno sei mesi di spese essenziali: rata del mutuo, utenze, alimentazione, trasporti, assicurazioni ed eventuali altri finanziamenti. Chi ha un lavoro autonomo, un contratto instabile o un solo reddito familiare dovrebbe puntare a nove o dodici mesi.

Una famiglia che spende 2.000 euro al mese dovrebbe quindi conservare almeno 12.000 euro, meglio ancora 18.000-24.000 euro nelle situazioni meno stabili. Questo capitale non dovrebbe essere destinato a mobili, auto o lavori programmati: serve esclusivamente per gli imprevisti.

Quanto bisogna guadagnare ogni mese

La Banca d’Italia considera ragionevole una rata non superiore a un terzo del reddito netto disponibile, calcolato senza includere entrate occasionali come premi e straordinari. Una rata di 700 euro richiede quindi almeno 2.100 euro netti mensili; una rata di 900 euro presuppone circa 2.700 euro; per sostenere 1.200 euro occorrono almeno 3.600 euro.

Il limite di un terzo, però, indica ciò che può risultare accettabile per una banca, non necessariamente ciò che garantisce una vita tranquilla. Per mantenere un margine più ampio sarebbe preferibile fermare la rata al 25-30% del reddito netto familiare. Con una rata da 900 euro, un reddito compreso fra 3.000 e 3.600 euro offre una protezione maggiore rispetto alla soglia minima di 2.700 euro.

Un esempio concreto

Per acquistare una casa da 200.000 euro con un mutuo all’80%, una situazione finanziaria prudente potrebbe essere questa:

  • 40.000 euro per l’anticipo;
  • 14.000-24.000 euro per imposte, notaio, banca, agenzia e altre spese;
  • 12.000-24.000 euro da conservare come fondo di emergenza.
Il capitale complessivo di partenza sarebbe quindi compreso indicativamente tra 66.000 e 88.000 euro. Se il mutuo da 160.000 euro producesse una rata di circa 750-850 euro, il reddito familiare netto dovrebbe essere almeno di 2.300-2.600 euro mensili, ma una disponibilità vicina ai 3.000 euro renderebbe l’operazione meno vulnerabile agli imprevisti.


Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...