Il rinvio della nuova Alfa Romeo Stelvio al 2028 segna un cambio di rotta: tra le motivazioni, le recenti evoluzioni delle normative europee e la necessitą di ripensare motorizzazioni e piattaforme per il futuro del marchio.
La nuova generazione della Stelvio si trova oggi al centro di una svolta imprevista, riflesso di un contesto automobilistico più incerto e dinamico che mai. Nel recente dialogo tra il top management di Alfa Romeo e la stampa internazionale, in particolare attraverso le parole del CEO Santo Ficili, sono emersi elementi chiave di un ripensamento profondo. Una vettura che, secondo i piani iniziali, avrebbe dovuto incarnare il percorso verso una mobilità 100% elettrica, è oggi oggetto di una revisione strategica senza precedenti, capace di cambiare radicalmente non solo la natura del prodotto ma anche la propria finestra temporale di lancio.
L'attenzione della casa automobilistica si sposta così dal solo rispetto dei dettami normativi europei – con particolare riferimento alle restrizioni sulle emissioni di CO2 e agli incentivi per i veicoli a basse emissioni – verso un approccio più flessibile e realistico. Il management ha evidenziato che, oltre alla necessità di aderire ai criteri imposti da Bruxelles, l'azienda deve rispondere alle esigenze e preferenze concrete degli automobilisti, i quali ancora associano il fascino Alfa Romeo a determinate emozioni di guida, spesso legate ai motori endotermici.
“Dobbiamo cambiare tutto”, dichiara Ficili, sottolineando la consapevolezza di quanto sia essenziale un rinnovamento radicale per garantire competitività e identità distintiva al marchio. La scelta di allungare i tempi di uscita della futura Stelvio fino al 2028 non scaturisce dunque da una semplice complicazione tecnica, bensì da una vera inversione di rotta che impatta su architetture, piattaforme e su tutta la catena decisionale di prodotto.
Negli ultimi anni, le strategie delle case automobilistiche sono state fortemente condizionate dalle direttive europee, tra le quali ricordiamo la regolamentazione delle emissioni di CO2 e le scadenze sulla transizione energetica della mobilità. Alfa Romeo, come gli altri brand del gruppo Stellantis, aveva impostato i nuovi modelli su un paradigma full electric, per mantenere la conformità alle leggi comunitarie e sfruttare gli incentivi volti ad accelerare la trasformazione del settore.
Tuttavia, il contesto europeo ha subito importanti evoluzioni normative e sociali:
Per questa ragione, Alfa Romeo ha scelto di ripensare radicalmente il nuovo SUV, allungando i tempi di rilascio per consentire un ampliamento dell’offerta di motorizzazioni. Il percorso originario, che prevedeva solo la configurazione a batterie sulla base della piattaforma STLA Large, è stato modificato per includere anche varianti ibride e, verosimilmente, motorizzazioni a benzina come il propulsore "Hurricane" a sei cilindri, molto apprezzato oltreoceano ma ancora oggetto di valutazione in Europa a causa delle stringenti normative ambientali.
Di conseguenza, lo slittamento della nuova generazione comporta anche la proroga dei modelli attuali di Alfa Romeo Giulia e Stelvio fino al 2027. Aggiornamenti sul V6 della Quadrifoglio, ad esempio, testimoniano lo sforzo continuo di adattare la gamma alle nuove normative su emissioni e rumorosità, mantenendo quel legame emotivo che il pubblico ha sancito come imprescindibile.
A seguito delle recenti decisioni, le implicazioni tecniche per la futura Stelvio sono di portata considerevole. L’iniziale piattaforma progettata appositamente per l’elettrico puro – la STLA Large, già utilizzata per veicoli D ed E di altri brand del gruppo – dovrà ora essere ulteriormente adattata per accogliere:
Per visualizzare le principali caratteristiche tecniche, si propone una tabella riassuntiva delle motorizzazioni potenzialmente in gioco:
| Tipologia motore | Punti di forza | Sfide in Europa |
| Elettrico (BEV) | Zero emissioni, adempimento norme UE | Rete ricarica non sempre capillare |
| Ibrido plug-in | Versatilità, autonomia aggiuntiva | Limitata economia di scala dopo scelte di Jeep e Chrysler |
| Termico a benzina "Hurricane" | Prestazioni elevate, sonorità apprezzata | Emissioni CO2, ostacoli normativi e tasse |
L’espansione delle opzioni progettuali non si limita al solo SUV di segmento D, ma mostra una prospettiva di ricollocamento tecnologico per l’intera gamma «di taglia grande» di Alfa Romeo. L’adozione della piattaforma STLA Large, già rodata su Jeep Wagoneer e Dodge Charger, richiederà dunque nuovi sforzi di personalizzazione e ottimizzazione per garantire che il prodotto finale risponda in modo adeguato alle richieste sia dei settori premium sia dei puristi del marchio, nel rispetto delle normative europee e con un occhio di riguardo alle aspettative di tutti i mercati principali.
L’introduzione di una gamma completa di motorizzazioni – non solo full electric – testimonia la volontà di restare rilevanti nel mercato globale, senza tradire la propria storia. Con una tempistica ora orientata verso il 2028 per il debutto ufficiale, Alfa Romeo si appresta a scrivere un nuovo capitolo, in cui tecnologia, identità di brand e rispetto normativo dovranno trovare un equilibrio più maturo ed evoluto.