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Nuovi guardrail con luci LED, sensori e gomma riciclata: cosa cambia per chi guida l’auto secondo i 3 diversi tipi

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di Alberto Pelletti pubblicato il
3 diverse tipologie

Gomma riciclata, luci LED e sensori promettono di cambiare i guardrail e il modo in cui interagiscono con chi guida. Dalle barriere flessibili a quelle connesse, ecco le tre soluzioni e il loro diverso livello di sviluppo.

Anas ha sottoposto a crash test un prototipo di dispositivo salva-motociclisti realizzato con gomma riciclata da pneumatici fuori uso. La prova, condotta con un manichino Hybrid III secondo la specifica UNI CEN/TS 17342, ha raggiunto il primo livello degli indici biomeccanici indicati da Anas. Tra i progetti presentati come nuovi guardrail figurano anche una barriera flessibile, una dotata di luci LED e un sistema con sensori: hanno obiettivi diversi e si trovano in fasi di sviluppo distinte.

Per chi guida, la differenza pratica è netta. La gomma riciclata è pensata per attenuare le conseguenze di un impatto, soprattutto per i motociclisti; l’illuminazione aiuta a leggere il tracciato di notte e con visibilità ridotta; i sensori raccolgono dati su traffico, urti e ambiente.

Che cosa cambia per chi guida

Un guardrail tradizionale ha una funzione passiva: contiene o ridirige un veicolo che esce dalla carreggiata, secondo le prestazioni previste per quel dispositivo. Le innovazioni in esame intervengono su altri aspetti, dalla risposta all’urto alla percezione visiva della strada, fino al monitoraggio delle condizioni di circolazione. La domanda utile, quindi, è quale rischio affronta ciascuna soluzione e per chi.

Il D.s.m.U. Ecofriendly di Anas è rivolto soprattutto alla protezione dei motociclisti in caso di caduta contro la barriera. GuardLed integra una linea luminosa radente, pensata per rendere più leggibile il margine stradale agli automobilisti. Active Barrier, invece, è un progetto di ricerca basato su una rete di sensori applicata al guardrail, destinata a raccogliere misurazioni e a generare segnalazioni.

D.s.m.U. Ecofriendly: gomma flessibile e riciclata

Anas ha sviluppato il D.s.m.U. Ecofriendly con il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Firenze, Ecopneus e Proge Plast. Il nome indica un Dispositivo salva motociclista di tipo universale. Si tratta di un elemento modulare da applicare alla barriera: il profilo flessibile a sigma e gli incastri tra i moduli sono progettati per seguire le curve e mantenere continuità lungo il tratto protetto. Secondo i dati del progetto diffusi nel 2022, la composizione dichiarata comprende oltre il 90% di gomma riciclata proveniente da pneumatici fuori uso.

La gomma svolge una funzione meccanica. Elasticità e capacità di assorbire parte dell’energia dell’urto sono destinate a limitare le lesioni quando il corpo di un motociclista colpisce la barriera. La struttura modulare è inoltre progettata per tornare alla forma iniziale dopo un impatto, con una conseguente riduzione degli interventi di riparazione o sostituzione degli elementi.

Nei crash test del maggio 2022 il prototipo è stato provato in un campo certificato con un manichino Hybrid III, seguendo la UNI CEN/TS 17342, specifica tecnica per la valutazione dei dispositivi di protezione per motociclisti. Anas ha riferito il raggiungimento del primo livello degli indici biomeccanici previsti dalla procedura.

Il percorso è proseguito con ulteriori verifiche. Nel rapporto Ecopneus del 2023 si indicava che Anas stava validando un prototipo installato su barriere discontinue, con prove previste secondo la normativa EN 1317. La fase di validazione riguarda il prototipo e le prove sulla barriera.

GuardLed: una linea luminosa a bordo strada

GuardLed è il sistema di illuminazione sviluppato da Roadlink, società del gruppo Vita International, e progettato da Fasipol. La luce LED è integrata nel profilo della barriera oppure applicata a barriere esistenti tramite il sistema G-Light. La strip si trova a circa 40 centimetri dal piano stradale. Altezza ed emissione radente sono studiate per delineare il bordo della carreggiata e rendere più riconoscibili curve, svincoli e margini, affiancando i punti luce alti e distanziati.

Per chi viaggia in auto il beneficio atteso è soprattutto visivo. Una linea continua può aiutare a percepire l’andamento della strada al buio e in condizioni di pioggia o nebbia. La luce può essere utile anche a chi viaggia su due ruote per leggere il margine stradale.

Il rivestimento in poliuretano protegge gli elementi luminosi e, nella configurazione GuardLed, forma la copertura esterna del sistema. Roadlink dichiara per l’illuminazione un risparmio energetico compreso tra il 50% e l’80%, nel confronto presentato dall’azienda nel 2022 con le soluzioni tradizionali considerate. Il consumo varia in base all’impianto, alla potenza, alle modalità di funzionamento e al sistema scelto come termine di paragone.

Il sistema viene presentato da Roadlink come installabile su barriere nuove o esistenti. Materiali promozionali aziendali del 2022 documentavano applicazioni, tra gli altri luoghi, a Casalecchio di Reno e nel centro di Monza. Le informazioni societarie aggiornate al 2025 descrivono GuardLed come prodotto commercializzato da Roadlink.

Active Barrier: sensori per traffico e ambiente

Active Barrier, o Wireless Active Guardrail System, è un progetto di ricerca sviluppato tra il 2011 e il 2014 e finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’idea è integrare sensori wireless lungo la barriera e collegarli a un sistema che raccoglie e gestisce le misurazioni. Il guardrail diventa così anche una piattaforma per monitorare le condizioni della strada e la circolazione.

Tra le grandezze considerate figurano la velocità e la distanza dei veicoli dalla barriera, oltre al rilevamento di un impatto. I nodi ambientali sono stati progettati per misurare temperatura, umidità, visibilità, stato della pavimentazione e qualità dell’aria. Le pubblicazioni tecniche descrivono anche sensori per diversi inquinanti: monossido di carbonio, biossido di azoto, biossido di zolfo e particolato.

Collegato a un’infrastruttura capace di elaborare e distribuire i dati, il sistema potrebbe alimentare avvisi agli automobilisti o fornire informazioni a chi gestisce la strada. Nel 2013 furono pubblicati test preliminari in laboratorio sulle misure di velocità e prossimità; nel 2014 un lavoro dell’Università del Sannio descrisse l’architettura di monitoraggio e le prove sperimentali del protocollo di comunicazione.

Tre tecnologie, tre livelli di sviluppo

Il confronto mette in evidenza tre funzioni diverse. Il D.s.m.U. punta sui materiali e sull’assorbimento dell’urto; GuardLed interviene sulla visibilità, soprattutto per chi guida di notte; Active Barrier raccoglie ed elabora dati. Per l’automobilista, l’effetto più immediatamente percepibile è la luce, quando GuardLed è installato sul tratto percorso. La protezione in gomma del D.s.m.U. riguarda soprattutto i motociclisti in caso d’impatto. I sensori di Active Barrier raccolgono invece misure su traffico, urti e ambiente, che possono essere elaborate per fornire informazioni a chi gestisce la strada o agli automobilisti:

Soluzione

Funzione principale

Stato documentato

D.s.m.U. Ecofriendly

Attenuare l’impatto sul motociclista e recuperare gomma da pneumatici fuori uso

Crash test nel 2022; validazione del prototipo su barriera discontinua indicata nel 2023

GuardLed

Rendere più leggibile il margine stradale con luce radente

Prodotto commercializzato; applicazioni documentate in casi specifici

Active Barrier

Raccogliere dati su traffico, urti e ambiente tramite sensori

Progetto di ricerca e prove sperimentali descritte tra il 2011 e il 2014




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...