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Nuovo codice della strada 2026 in consultazione: come funziona il meccanismo stessa infrazione, multa diversa

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Codice della strada 2026 in consultazione

La bozza del nuovo Codice della strada 2026 introduce multe variabili in base alle condizioni del trasgressore: importi, accertamenti, ricorsi, garanzie e destinazione degli incassi restano al centro del confronto.

Una sanzione base di 200 euro potrebbe arrivare a circa 266 euro per chi ha già esaurito i punti della patente, mentre la stessa violazione resterebbe pari all'importo ordinario per un conducente senza quella specifica aggravante. È questo l'esempio più immediato del sistema delineato nella bozza di riscrittura del Codice della strada presentata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2026.

Non si parla, però, di una multa calcolata sul reddito. L'importo verrebbe modulato sulla base della condotta, del veicolo, delle condizioni del conducente e di altri fattori legati al rischio.

Il titolo del dibattito nasce da un equivoco. La legge delega del 2024 contemplava anche la possibilità di rendere le sanzioni più dissuasive tenendo conto della situazione economica del trasgressore. Nelle proposte sottoposte a consultazione, però, questo criterio non risulta inserito.

La differenza tra due multe, allo stato attuale della bozza, non dipenderebbe quindi da stipendio, patrimonio o Isee. A determinare l'importo sarebbero le aggravanti e le eventuali riduzioni previste dal nuovo impianto.

Perché la stessa infrazione può cambiare importo

Il testo non è una norma già applicabile. La consultazione con le associazioni e le categorie interessate resta aperta fino al 13 settembre 2026. Il Governo dovrebbe arrivare all'approvazione entro il 14 ottobre 2026, termine collegato alla delega legislativa.

Fino all'eventuale entrata in vigore della riforma, continuano a valere le regole del Codice della strada vigente. Le percentuali riportate nella bozza descrivono dunque un possibile sistema futuro: oggi non autorizzano gli organi di polizia a modificare l'importo indicato in un verbale. Restano da definire anche alcuni passaggi pratici. Tra questi c'è la prova delle condizioni che potrebbero dare diritto a una riduzione, oltre alle modalità con cui l'amministrazione dovrebbe verificare le diverse situazioni.

La bozza parte da un presupposto diverso rispetto all'attuale logica dell'importo fisso: la sanzione base non sarebbe necessariamente il risultato finale. Si partirebbe dalla cifra prevista per la violazione e, in un secondo momento, si applicherebbero aumenti o riduzioni in rapporto alla gravità effettiva della condotta.

Tra gli elementi indicati figurano:

  • la pericolosità e le modalità con cui è stata commessa la violazione;
  • la ripetizione della stessa infrazione entro cinque anni;
  • il numero di punti ancora presenti sulla patente;
  • la categoria del conducente, per esempio un neopatentato o un autista professionale;
  • la potenza e la tipologia del veicolo;
  • l'eventuale alterazione provocata dall'alcol o dalle droghe;
  • le conseguenze della condotta, compresi gli incidenti e i danni arrecati alla strada;
  • specifiche condizioni di sicurezza adottate dal conducente, nei casi in cui la bozza preveda uno sconto.
Il parametro, quindi, non sarebbe la ricchezza personale. A contare sarebbe il rischio associato alla violazione. La bozza collega infatti la sanzione alla gravità della condotta e alla sua incidenza statistica sugli incidenti.

Gli aumenti previsti dalla bozza

La scala delle maggiorazioni ipotizzate va da incrementi contenuti fino al raddoppio dell'importo. Un aumento del 10% sarebbe previsto, tra gli altri casi, per alcune violazioni commesse in autostrada, per chi dispone di meno di 20 punti, per la recidiva entro cinque anni, per determinati neopatentati, per i veicoli con potenza superiore a 150 kW e per i conducenti di mezzi pesanti o autobus.

La maggiorazione arriverebbe al 20% quando l'infrazione è commessa sotto l'effetto di alcol o stupefacenti oppure quando provoca danni alla sede stradale. Il 33% sarebbe applicato, secondo la bozza, se la violazione causa un incidente senza lesioni, se il conducente ha esaurito i punti della patente o se trasporta merci pericolose.

L'aumento del 50% riguarderebbe casi come la guida con patente sospesa, l'uso di documenti falsi, la targa mancante o irregolare e la circolazione con un veicolo sottoposto a sequestro. Il raddoppio, invece, sarebbe associato alla guida senza avere mai conseguito la patente:

Condizione prevista

Variazione ipotizzata

Alcune violazioni autostradali, meno di 20 punti, recidiva entro cinque anni

+10%

Alcol o droghe, danni alla sede stradale

+20%

Incidente senza lesioni, punti esauriti, trasporto di merci pericolose

+33%

Patente sospesa, documenti falsi, targa irregolare, veicolo sequestrato

+50%

Patente mai conseguita

+100%

Le condizioni possono sovrapporsi. Il materiale disponibile, però, non chiarisce ancora se le percentuali dovranno essere sommate, se si applicherà una sola maggiorazione oppure se gli incrementi seguiranno un ordine prestabilito. La questione richiederà una disciplina attuativa precisa.

Quali multe e quali importi cambierebbero

La revisione non riguarda una singola infrazione. Interessa l'impianto generale delle sanzioni amministrative previste dal Codice della strada. Gli importi principali verrebbero riorganizzati: dalle attuali 82 fasce si passerebbe a circa 21, con arrotondamenti a 5 o 10 euro.

Resterebbe lo sconto del 30% per chi paga entro cinque giorni. La riduzione, quindi, continuerebbe a incidere sull'importo secondo le regole previste dal sistema definitivo.

Per le violazioni dei limiti di velocità la bozza introduce una logica legata ai chilometri orari percorsi oltre il limite. In autostrada, l'esempio indicato è di 10 euro per ogni chilometro orario in più. In città il valore sarebbe di 5 o 10 euro, a seconda della gravità dell'infrazione.

Anche i punti e la durata del divieto di guida verrebbero graduati. La sospensione scatterebbe oltre 20 chilometri orari sopra il limite in autostrada e oltre 40 chilometri orari sopra il limite in città. I punti da sottrarre sarebbero 4, 6 oppure 8, in base al livello della violazione.

Questi importi, però, non sostituiscono già oggi quelli in vigore. La cifra applicabile resta quella stabilita dal Codice della strada attuale, con le riduzioni e le maggiorazioni già previste dalle norme. La bozza propone anche di bloccare l'adeguamento automatico biennale all'inflazione. L'aggiornamento scatterebbe soltanto quando la variazione dell'indice dei prezzi supera il 5%.

Due esempi senza fasce di reddito

Il primo esempio parte da una multa base di 200 euro. Un conducente senza aggravanti pagherebbe 200 euro. Per chi ha esaurito i punti, invece, l'aumento di un terzo porterebbe la sanzione a circa 266 euro. Il calcolo è semplice: ai 200 euro iniziali si aggiungono 66,67 euro. L'arrotondamento applicato in concreto dipenderebbe comunque dalle regole definitive.

Il secondo caso riguarda la guida senza avere mai conseguito la patente. La sanzione oggi indicata in 5.000 euro potrebbe arrivare a 10.000 euro con il raddoppio previsto dalla bozza. Anche questo è soltanto un confronto tra importi prospettati e non costituisce un nuovo verbale che gli organi di polizia possano già emettere.

Il reddito non entra nel calcolo. Due persone con disponibilità economiche diverse, se commettessero la stessa violazione nelle medesime condizioni e senza aggravanti differenti, sarebbero trattate allo stesso modo secondo il testo oggi disponibile. Una persona con reddito basso e una con reddito alto non avrebbero quindi automaticamente multe diverse.

Chi accerta le condizioni e come arriva il verbale

La bozza affida all'organo di polizia che accerta la violazione l'applicazione degli aumenti e, nei casi previsti, delle riduzioni. Alcune informazioni sarebbero recuperabili direttamente dalle banche dati: tra queste rientrano i dati della patente, i punti residui, la categoria del conducente e la situazione del veicolo. Per altri elementi potrebbe essere necessaria una dimostrazione successiva. Il testo non stabilisce ancora una procedura completa per documentare gli sconti, compreso quello ipotizzato per i motociclisti che utilizzano specifici equipaggiamenti protettivi.

In questi casi potrebbe spettare al destinatario chiedere la riduzione dopo la notifica del verbale. Modalità, termini e documenti da presentare, però, non sono fissati nella versione sottoposta a consultazione.

La digitalizzazione dovrebbe rendere disponibili patente e documento di circolazione nelle banche dati, eliminando l'obbligo di portarli fisicamente con sé. I verbali verrebbero notificati in via prioritaria attraverso la piattaforma Send, al domicilio digitale oppure, se questo manca, all'indirizzo di residenza.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...