La nuova strategia presentata da Intesa Sanpaolo traccia un percorso di crescita e rinnovo per uno dei principali istituti bancari europei. Il Piano Industriale 2026-2029, presentato ufficilmente oggi 2 febbraio, nasce dalla solida esperienza maturata negli anni precedenti, e si caratterizza per obiettivi ambiziosi, un rigoroso controllo dei rischi e un particolare focus su tecnologia e digitalizzazione.
Obiettivi strategici e finanziari: crescita, remunerazione e solidità
I principali target fissati per il 2029 rispecchiano una visione orientata alla redditività e alla tutela degli interessi di tutti gli stakeholder. Il piano prevede un incremento dell’utile netto oltre gli 11,5 miliardi di euro, a fronte dei 9,3 miliardi registrati nel 2025. Il Return on Equity (ROE) atteso salirà al 22%, mentre il Return on Tangible Equity (ROTE) raggiungerà il 27%. Questi risultati saranno possibili grazie a una politica di contenimento dei costi, una crescita media annua dei ricavi pari al 3% e una remunerazione degli azionisti particolarmente consistente: circa 50 miliardi di euro distribuiti tra dividendi cash e buyback nel periodo 2025-2029.
- Riduzione dei costi operativi: prevista una diminuzione a 11,3 miliardi di euro nel 2029 (da 11,5 miliardi nel 2025), con un miglioramento del cost/income ratio al 36,8%.
- Patrimonializzazione elevata: Common Equity Tier 1 ratio costantemente sopra il 12,5%.
- Crescita del risparmio gestito: Attività finanziarie della clientela in aumento a circa 1.700 miliardi di euro e patrimonio gestito a 663 miliardi.
Il modello di business si fonda sull’integrazione di Wealth Management, Protection e Advisory, puntando su piattaforme digitali avanzate come isybank, su reti di consulenza sempre più numerose e su sinergie tra le divisioni. Ammonta a 500 miliardi di euro la creazione di valore stimata per tutte le parti interessate durante il quadriennio, in concomitanza con 374 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine erogato a famiglie e imprese (di cui 30% destinato a iniziative sostenibili).
La visione perseguita è quella di una banca "meno dipendente dai tassi", capace di generare risultati grazie alla diversificazione delle fonti di ricavo e all’accresciuta resilienza.
Tecnologia, digitalizzazione e innovazione: il ruolo di isytech e Intelligenza Artificiale
La trasformazione digitale rappresenta una delle leve strategiche più rilevanti del piano. L’investimento complessivo in tecnologia e crescita si attesta a 4,6 miliardi di euro nel quadriennio, puntando a trasformare l’architettura IT interna e a portare il 100% delle applicazioni in cloud entro il 2029, tramite la piattaforma isytech. Questo renderà più efficienti i processi e garantirà maggiore scalabilità operativa.
- Intelligenza Artificiale (AI) integrata nei processi core, per incrementare la produttività e migliorare il servizio al cliente, con una stima dell’80% di richieste gestite automaticamente.
- Evoluzione delle Filiali Digitali, che grazie all’AI potranno aumentare produttività e attivazione commerciale, riducendo tempi e costi.
- Semplificazione infrastrutturale: isytech implementata in via progressiva a livello di Gruppo, fino a rendere tutte le applicazioni cloud-based.
L’innovazione tecnologica sostiene sia la
gestione efficiente del rischio che lo sviluppo di nuovi modelli di servizio per il retail, il wealth management e il corporate. Il digital banking, affidato in particolare a isybank e Fideuram Direct, si afferma come pilastro per l’ampliamento della base clienti e per il potenziamento delle attività di consulenza finanziaria, sia in Italia che nell’ambito internazionale.
Sviluppo internazionale e Wealth Management: espansione in Europa e rafforzamento della consulenza
L’ampliamento delle attività oltre i confini nazionali è una delle principali novità introdotte dal nuovo piano. Il Gruppo punta ad accrescere la presenza in mercati chiave come Francia, Germania e Spagna attraverso il lancio di isywealth Europe, una piattaforma multifunzionale per servizi digitali e consulenza finanziaria evoluta.
- Incremento dei consulenti finanziari: previsto l’aumento di 3.700 specialisti in Wealth Management & Protection, portando la rete a circa 22.250 professionisti nel 2029.
- Espansione della clientela internazionale: si stima un aumento di 2,5 milioni di clienti, trainato da isybank e dalle International Banks.
- Le fabbriche di prodotto assicurative e dell’asset management operano in sinergia con le nuove reti di consulenza e con partnership globali, per offrire un servizio personalizzato e diversificato.
Il rafforzamento della divisione advisory e il supporto delle tecnologie digitali permetteranno di
sostenere la crescita dei mercati esteri, consolidando una posizione competitiva che si distingue sia per innovazione che per qualità nella relazione con il cliente. Il progetto di internazionalizzazione offre anche
potenziale di raccolta, gestione e protezione dei patrimoni, valorizzando la leadership costruita in Italia nel Wealth Management e rendendo la banca più resiliente a livello europeo.
Nuova organizzazione del lavoro e impatto su dipendenti: assunzioni, ricambio generazionale e welfare
L’evoluzione della forza lavoro è parte integrante della strategia di successo delineata da Intesa Sanpaolo. Nel periodo del piano sono previste circa 12.400 uscite (in larga parte volontarie), accompagnate da 6.300 nuove assunzioni di giovani, specialmente nei ruoli di Global Advisor. Questo rinnovamento faciliterà la trasmissione di competenze digitali e la crescita di una cultura orientata all’innovazione.
- Prevista una significativa attività di formazione e reskilling: circa 10.000 riqualificazioni professionali e 20.000 dipendenti coinvolti ogni anno in programmi di academy e formazione trasformativa.
- Welfare rafforzato e strumenti di wellbeing: l’attenzione alla conciliazione vita-lavoro si traduce in modalità flessibili di lavoro e in soluzioni dedicate al benessere, sia in Italia che nel contesto internazionale.
Le politiche di inclusione e sviluppo dei talenti interni risultano centrali, così come la solidità del management, che conferisce continuità e responsabilità all’esecuzione del piano.
Impatto sociale, sostenibilità e supporto all’economia reale
La missione di generare valore sociale è evidente nella politica di sostegno a famiglie, imprese e territori. Il nuovo ciclo industriale prevede l’erogazione di 374 miliardi di credito a medio-lungo termine, di cui 260 destinati al mercato domestico, rafforzando la funzione della banca come motore per l’economia reale.
- Impegni per la sostenibilità: il 30% dei finanziamenti totali è destinato a iniziative green e di transizione ambientale.
- Investimenti sociali per oltre 1 miliardo di euro, con azioni mirate a combattere la povertà e a ridurre le disuguaglianze.
- Supporto attivo al sistema produttivo attraverso partnership e finanza agevolata per PMI, famiglie e nuove iniziative imprenditoriali.
L’approccio responsabile si riflette anche nella politica fiscale (contributi al settore pubblico per 26 miliardi nel quadriennio) e nell’impegno a mantenere
il primato mondiale in termini di impatto sociale, come riconosciuto anche da organismi indipendenti.
Zero-NPL e gestione efficiente del rischio: tutela di clienti e stakeholder
La gestione del credito deteriorato si conferma uno dei punti di forza distintivi del piano. L’obiettivo di mantenere l’incidenza degli NPL sotto l’1% e un costo del rischio strutturalmente tra 25 e 30 punti base riflette una politica di origination di elevata qualità e un efficace controllo del portafoglio crediti.
- Zero-NPL Bank: riduzione dei flussi di nuovi deteriorati grazie a sistemi predittivi e processi digitalizzati.
- Patrimonializzazione e liquidità rispondono ampiamente ai requisiti normativi e assicurano protezione a clienti e investitori.
- Piani di derisking e coperture elevate sugli attivi, costantemente monitorati tramite sistemi avanzati di risk management e AI.