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Pagamento arretrati enti locali statali dopo rinnovo CCNL: quando saranno erogati e tassazione dopo slittamento di Ottobre

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Quando arrivano in busta paga gli arretrati del CCNL Funzioni Locali e Statali dopo lo slittamento di ottobre, a quanto ammontano e come saranno tassati. Tempi e importi.

Per decine di migliaia di dipendenti di comuni, province, città metropolitane e unioni di comuni, la domanda è sempre la stessa: quando arriveranno gli arretrati dopo il rinnovo del contratto? La data di ottobre, circolata nei mesi scorsi come orizzonte possibile, non si è rivelata un appuntamento reale e oggi il quadro è più chiaro, anche se non ancora definitivo.

Lo slittamento da ottobre

In realtà ottobre non è una scadenza di erogazione, ma il limite temporale del calcolo effettuato dall'ARAN. L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha stimato per il rinnovo del Ccnl Enti Locali arretrati medi di circa 1.136 euro lordi, calcolati fino a ottobre 2026. Gli importi sono quindi riferiti alle differenze retributive maturate dall'inizio della vigenza contrattuale fino a quel mese, e non indicano il giorno in cui le somme arriveranno sul conto.

Si tratta di una media, e l'importo individuale cambia in base all'area di inquadramento:

  • circa 974 euro lordi per gli operatori;
  • circa 1.236 euro lordi per funzionari ed elevate qualificazioni.
Le aree intermedie si collocano naturalmente tra questi due estremi. L'importo effettivo dipende anche da altri fattori: eventuali periodi di assenza, il part time, la data di assunzione o di cessazione e la progressione economica maturata. È quindi normale che due colleghi dello stesso ente ricevano cifre diverse.

Infine, trattandosi di importi lordi, la somma netta accreditata sarà inferiore, una volta applicate ritenute fiscali e contributi.

Dove si è fermato l'iter: l'ipotesi di accordo del 21 luglio

Il punto più importante per capire perché gli arretrati non sono ancora arrivati è questo: il 21 luglio è stata firmata soltanto un'ipotesi di accordo, non il contratto definitivo.

La differenza è sostanziale. L'ipotesi è il testo concordato tra ARAN e sindacati, che però non produce ancora gli effetti economici. Per diventare contratto a tutti gli effetti deve superare una procedura di controllo piuttosto articolata.

Di seguito i diversi passaggi: 

  1. Firma dell'ipotesi di accordo: avvenuta il 21 luglio.
  2. Parere del Governo: è arrivato ed è favorevole.
  3. Certificazione della Corte dei conti: è il passaggio ancora da completare. La Corte ha 15 giorni di tempo per esprimersi sulla compatibilità dei costi contrattuali con gli strumenti di programmazione e di bilancio.
  4. Firma definitiva: arriva solo dopo la certificazione, ed è il momento in cui il contratto diventa pienamente efficace.
Il parere favorevole del Governo è un segnale positivo, ma non basta a sbloccare i pagamenti. Finché la Corte dei conti non certifica e il contratto non viene sottoscritto in via definitiva, gli enti non possono applicare gli aumenti né liquidare gli arretrati. Ed è proprio questo passaggio a spiegare perché l'ipotesi di vedere le somme già in ottobre sia slittata.

Cosa succede dopo la firma definitiva

Una volta firmato il contratto in via definitiva, la palla passa alle singole amministrazioni. Non esiste un pagamento centralizzato: sono i singoli enti, ciascuno con il proprio ufficio personale e il proprio servizio finanziario, a dover dare attuazione al contratto.

Il percorso, in sintesi, è questo:

  • adeguamento degli stipendi alle nuove tabelle retributive;
  • ricalcolo delle voci stipendiali interessate dal rinnovo;
  • quantificazione degli arretrati individuali per ciascun dipendente;
  • liquidazione delle somme, secondo le proprie procedure contabili.
Un elemento da sottolineare: gli arretrati vengono pagati in un'unica soluzione. Non è prevista una rateizzazione, quindi il dipendente troverà in busta paga, con l'emissione dedicata, l'intero importo spettante.

Va ricordato che ogni ente ha procedure, software gestionali e calendari di elaborazione degli stipendi diversi. Alcuni potranno essere già pronti e inserire gli arretrati nella prima mensilità utile, altri avranno bisogno di più tempo per il ricalcolo, soprattutto se di piccole dimensioni o con personale ridotto negli uffici amministrativi.

Tempi realistici: novembre e dicembre, ma senza certezze

Quando, dunque, arriveranno i soldi? Le tabelle elaborate dai sindacati stimano l'applicazione in busta paga tra novembre e dicembre. È un'indicazione ragionevole, costruita sui tempi tecnici dell'iter, ma va letta con cautela: è una previsione, non una data certa.

Perché la data può cambiare? Ci sono almeno tre variabili:

  1. I tempi della Corte dei conti e della firma definitiva. Più si avvicina la fine dell'anno, più si riducono i margini per le elaborazioni.
  2. La velocità di ciascun ente. Non tutte le amministrazioni elaborano gli stipendi negli stessi giorni, e alcune utilizzano emissioni speciali o suppletive.
  3. Le procedure contabili interne. Impegni di spesa, verifiche sulle risorse e determinazioni dirigenziali richiedono tempo.
Il risultato è che la tempistica può variare da ente a ente: un dipendente potrebbe vedere gli arretrati a novembre, un collega di un altro comune a dicembre, e in alcuni casi lo slittamento potrebbe arrivare anche all'inizio dell'anno successivo. Il consiglio pratico è confrontarsi con l'ufficio personale del proprio ente e controllare le comunicazioni delle rappresentanze sindacali locali (RSU).

Tassazione degli arretrati: cosa cambia tra 2025 e 2026

Il secondo grande tema riguarda il trattamento fiscale. Gli arretrati non sono tutti uguali agli occhi del fisco: conta l'anno di riferimento a cui si riferiscono le somme.

La quota riferita al 2026 e pagata nel 2026 è tassata in modo ordinario. Significa che concorre al reddito dell'anno come una normale retribuzione, con applicazione degli scaglioni IRPEF ordinari, delle addizionali regionali e comunali e dei contributi previdenziali.

La quota riferita al 2025, invece, potrebbe avere tassazione separata. Quando si percepiscono nell'anno somme di competenza di anni precedenti, la normativa fiscale prevede in generale un regime specifico, pensato per evitare che l'accumulo di più annualità in un solo periodo d'imposta spinga il contribuente verso scaglioni più alti. Con la tassazione separata l'aliquota viene determinata in base al reddito medio degli anni precedenti, e questo può risultare più vantaggioso rispetto alla tassazione ordinaria.

Qualche precisazione utile:

  • Il condizionale è d'obbligo: sarà l'ente, in qualità di sostituto d'imposta, a effettuare le ritenute e a stabilire l'inquadramento di ciascuna quota.
  • Nella busta paga si potrebbero vedere voci distinte per le somme di competenza 2026 e per quelle di competenza 2025.
  • Il conguaglio finale, e gli eventuali effetti sulla dichiarazione dei redditi, possono modificare il quadro, a seconda della situazione del singolo lavoratore.
In pratica, la parte più consistente dell'importo sarà tassata in modo ordinario, mentre la quota arretrata del 2025 seguirà il regime che la normativa e le istruzioni degli enti prevedranno. Per questo è saggio non fare conti precisi sul netto prima di aver visto il cedolino.

Prendendo come riferimento la media di 1.136 euro lordi, il netto effettivo sarà inferiore per effetto di contributi previdenziali a carico del dipendente e ritenute IRPEF. L'entità della trattenuta dipende dal reddito complessivo, dalle detrazioni spettanti e dal regime applicato alle diverse quote. Chi ha un reddito più elevato, come i funzionari e le elevate qualificazioni, subirà in proporzione un prelievo maggiore rispetto a un operatore.

L'unico dato davvero affidabile sarà quello che comparirà nella busta paga dell'emissione degli arretrati.

Domande frequenti

Gli arretrati arriveranno a ottobre?
È molto improbabile. Ottobre è il mese fino al quale ARAN ha calcolato gli arretrati, e il contratto non è ancora definitivo.

Il pagamento sarà in una sola rata?
Sì, gli arretrati sono pagati in un'unica soluzione.

Tutti i dipendenti riceveranno lo stesso importo?
No. Le cifre indicate sono medie e variano in base all'area, al part time e al periodo di servizio.

Tutti gli enti pagheranno nello stesso mese?
No. Le tempistiche dipendono dalle procedure di ciascuna amministrazione.

Come saranno tassati gli arretrati?
La quota di competenza 2026 pagata nel 2026 con tassazione ordinaria; quella del 2025 potrebbe avere tassazione separata.

 




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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