Quando arrivano in busta paga gli arretrati del CCNL Funzioni Locali e Statali dopo lo slittamento di ottobre, a quanto ammontano e come saranno tassati. Tempi e importi.
Per decine di migliaia di dipendenti di comuni, province, città metropolitane e unioni di comuni, la domanda è sempre la stessa: quando arriveranno gli arretrati dopo il rinnovo del contratto? La data di ottobre, circolata nei mesi scorsi come orizzonte possibile, non si è rivelata un appuntamento reale e oggi il quadro è più chiaro, anche se non ancora definitivo.
In realtà ottobre non è una scadenza di erogazione, ma il limite temporale del calcolo effettuato dall'ARAN. L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha stimato per il rinnovo del Ccnl Enti Locali arretrati medi di circa 1.136 euro lordi, calcolati fino a ottobre 2026. Gli importi sono quindi riferiti alle differenze retributive maturate dall'inizio della vigenza contrattuale fino a quel mese, e non indicano il giorno in cui le somme arriveranno sul conto.
Si tratta di una media, e l'importo individuale cambia in base all'area di inquadramento:
Infine, trattandosi di importi lordi, la somma netta accreditata sarà inferiore, una volta applicate ritenute fiscali e contributi.
Il punto più importante per capire perché gli arretrati non sono ancora arrivati è questo: il 21 luglio è stata firmata soltanto un'ipotesi di accordo, non il contratto definitivo.
La differenza è sostanziale. L'ipotesi è il testo concordato tra ARAN e sindacati, che però non produce ancora gli effetti economici. Per diventare contratto a tutti gli effetti deve superare una procedura di controllo piuttosto articolata.
Di seguito i diversi passaggi:
Una volta firmato il contratto in via definitiva, la palla passa alle singole amministrazioni. Non esiste un pagamento centralizzato: sono i singoli enti, ciascuno con il proprio ufficio personale e il proprio servizio finanziario, a dover dare attuazione al contratto.
Il percorso, in sintesi, è questo:
Va ricordato che ogni ente ha procedure, software gestionali e calendari di elaborazione degli stipendi diversi. Alcuni potranno essere già pronti e inserire gli arretrati nella prima mensilità utile, altri avranno bisogno di più tempo per il ricalcolo, soprattutto se di piccole dimensioni o con personale ridotto negli uffici amministrativi.
Quando, dunque, arriveranno i soldi? Le tabelle elaborate dai sindacati stimano l'applicazione in busta paga tra novembre e dicembre. È un'indicazione ragionevole, costruita sui tempi tecnici dell'iter, ma va letta con cautela: è una previsione, non una data certa.
Perché la data può cambiare? Ci sono almeno tre variabili:
Il secondo grande tema riguarda il trattamento fiscale. Gli arretrati non sono tutti uguali agli occhi del fisco: conta l'anno di riferimento a cui si riferiscono le somme.
La quota riferita al 2026 e pagata nel 2026 è tassata in modo ordinario. Significa che concorre al reddito dell'anno come una normale retribuzione, con applicazione degli scaglioni IRPEF ordinari, delle addizionali regionali e comunali e dei contributi previdenziali.
La quota riferita al 2025, invece, potrebbe avere tassazione separata. Quando si percepiscono nell'anno somme di competenza di anni precedenti, la normativa fiscale prevede in generale un regime specifico, pensato per evitare che l'accumulo di più annualità in un solo periodo d'imposta spinga il contribuente verso scaglioni più alti. Con la tassazione separata l'aliquota viene determinata in base al reddito medio degli anni precedenti, e questo può risultare più vantaggioso rispetto alla tassazione ordinaria.
Qualche precisazione utile:
Prendendo come riferimento la media di 1.136 euro lordi, il netto effettivo sarà inferiore per effetto di contributi previdenziali a carico del dipendente e ritenute IRPEF. L'entità della trattenuta dipende dal reddito complessivo, dalle detrazioni spettanti e dal regime applicato alle diverse quote. Chi ha un reddito più elevato, come i funzionari e le elevate qualificazioni, subirà in proporzione un prelievo maggiore rispetto a un operatore.
L'unico dato davvero affidabile sarà quello che comparirà nella busta paga dell'emissione degli arretrati.
Gli arretrati arriveranno a ottobre?
È molto improbabile. Ottobre è il mese fino al quale ARAN ha calcolato gli arretrati, e il contratto non è ancora definitivo.
Il pagamento sarà in una sola rata?
Sì, gli arretrati sono pagati in un'unica soluzione.
Tutti i dipendenti riceveranno lo stesso importo?
No. Le cifre indicate sono medie e variano in base all'area, al part time e al periodo di servizio.
Tutti gli enti pagheranno nello stesso mese?
No. Le tempistiche dipendono dalle procedure di ciascuna amministrazione.
Come saranno tassati gli arretrati?
La quota di competenza 2026 pagata nel 2026 con tassazione ordinaria; quella del 2025 potrebbe avere tassazione separata.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...