L'aumento dei sabotaggi ai treni italiani pone serie domande sulla sicurezza ferroviaria. Analizziamo gli episodi recenti, modalità operative, conseguenze economiche e sociali, risarcimenti e contromisure per proteggere i cittadini.
Nell’ultimo biennio, ma anche negli ultimi giorni, la penisola ha assistito a una preoccupante crescita degli atti di sabotaggio contro le reti ferroviarie. Un fenomeno che ha visto un’espansione improvvisa e sistematica: se nel 2024 venivano segnalati nove attacchi, nel 2025 se ne sono contati quarantanove, con un impatto diretto sulla sicurezza, sulla continuità del servizio e sulla vita quotidiana di milioni di pendolari. Gli episodi sono frequentemente correlati a eventi di rilievo, come l’avvio delle Olimpiadi invernali, suggerendo una possibile pianificazione delle azioni da parte dei responsabili. Ciò porta a interrogarsi su motivazioni, modalità e conseguenze di questi atti, nonché sulle azioni legali e sulle strategie di prevenzione messe in campo.
La cronologia dei sabotaggi nell’ultimo anno mostra un allarmante susseguirsi di episodi in diverse aree del Paese. Alcuni degli attacchi più significativi hanno coinvolto Bologna, Pesaro e la rete ferroviaria dell’Area Metropolitana di Milano fino alla linea Lecco-Tirano. Il primo giorno delle Olimpiadi di Milano-Cortina ha visto la paralisi del nodo di Bologna a seguito di danneggiamenti sincronizzati a cavi dell’alta velocità: un ordigno ha causato l’incendio di infrastrutture essenziali, mentre un secondo manufatto, ritrovato inesploso, è divenuto oggetto di indagine approfondita. Nella stessa giornata, presso Pesaro, un incendio doloso ha interessato una cabina elettrica sulla linea adriatica, bloccando il traffico verso Ancona e causando difficoltà diffuse.
Le attività investigative sono attualmente guidate da procure specializzate nella lotta al terrorismo, con l’apertura di fascicoli a Bologna e, per i fatti di Pesaro, presso la procura di Ancona. Gli inquirenti hanno condotto sopralluoghi approfonditi, raccogliendo resti dei dispositivi utilizzati e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza nonostante le difficoltà legate all’orario degli attacchi – spesso perpetrati nelle prime ore del mattino e in condizioni di oscurità. Il contesto temporale delle azioni e la loro pressione mediatica sono valutati con attenzione, specie in periodi di visibilità internazionale come le Olimpiadi.
L’ipotesi investigativa più battuta rimane quella di una matrice anarco-insurrezionalista, già ipotizzata in occasione di precedenti episodi. Gli elementi raccolti, assieme a rivendicazioni online e similitudini con azioni compiute in passato anche all’estero, orientano le attenzioni verso piccoli gruppi organizzati con una chiara struttura operativa e una conoscenza dettagliata delle vulnerabilità dell’infrastruttura.
Le perizie tecniche hanno permesso di ricostruire la composizione dei dispositivi impiegati, caratterizzati da estrema semplicità ma elevata efficacia. Si tratta perlopiù di ordigni rudimentali, composti sfruttando materiali comuni e facilmente reperibili, come sveglie con funzione di timer, lampadine, fiammiferi, benzina o altri acceleranti.
I componenti sono stati recuperati in pozzetti dove si trovano cavi indispensabili per la circolazione ferroviaria, in modo da massimizzare l’impatto delle azioni. In altri casi, sono stati provocati incendi direttamente attraverso la manomissione dei cavi o l’uso di materiali incendiari lasciati in punti strategici della rete.
Tra le piste seguite dagli investigatori, la più concreta resta quella dei movimenti di area «anarchica» – in particolare il filone insurrezionalista – noti per precedenti campagne contro infrastrutture considerate simboliche. La rivendicazione comparsa su circuiti online, in cui si esprime sostegno agli attentati tra Bologna e Marche, viene esaminata in relazione a campagne di protesta che prendono di mira politiche istituzionali e grandi eventi internazionali, come i Giochi Olimpici.
Le autorità competenti non escludono però azioni di emulazione o l’operatività di soggetti con altre motivazioni, inclusi possibili «emulatori» con conoscenze tecniche e tempistiche studiate. Le indagini sono aperte anche ad altre ipotesi, mantenendo ampio il quadro delle possibilità e sfruttando i rilievi tecnici per circoscrivere la platea dei sospetti.
L’ondata di sabotaggi ha generato consistenti danni economici e sociali sia per le società ferroviarie che per la collettività. Migliaia di passeggeri hanno dovuto fronteggiare ritardi, cancellazioni e la necessità di ripianificare spostamenti, con ricadute significative su pendolari, studenti e lavoratori.
I viaggiatori che abbiano subito cancellazioni o ritardi hanno diritto a compensazioni economiche secondo quanto stabilito dal Regolamento (UE) n. 1371/2007 e dal Codice del Consumo italiano. È consigliabile conservare i titoli di viaggio e presentare domanda nei termini previsti per ottenere il rimborso o l’indennizzo spettante.
Nel dettaglio, quando e come avere risarcimenti, anche in base alle ultime sentenze dei tribunali e, quindi, non solo in base alle leggi e normative lo abbiamo analzizato in questo articolo
In risposta all’incremento degli episodi, le autorità hanno implementato un potenziamento dei controlli e delle misure di vigilanza lungo le tratte ferroviarie considerate più a rischio. La Direzione centrale della polizia di prevenzione ha incrementato i servizi di pattugliamento e monitoraggio, specialmente nei nodi sensibili e nelle zone meno presidiate dai sistemi di videosorveglianza.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...