Le strategie per contrastare l'inquinamento atmosferico nelle aree più urbanizzate del Piemonte hanno subito una profonda revisione in vista del 2026. Le autorità regionali, in accordo con l'aggiornamento del Piano Regionale della Qualità dell'Aria (PRQA), hanno adottato un nuovo impianto normativo che mira a ridurre efficacemente le polveri sottili (PM10, PM2.5) e gli ossidi di azoto durante i mesi più a rischio. Questo approccio integrato combina limitazioni permanenti, azioni temporanee, incentivi alla mobilità sostenibile e l'impiego delle tecnologie più avanzate, per garantire un impatto equilibrato su ambiente e società. Il nuovo sistema si basa su solide evidenze scientifiche e sul monitoraggio continuo della qualità dell'aria, con la collaborazione di ARPA Piemonte e diversi partner accademici e istituzionali.
Limiti alla circolazione: regole, calendario e comuni interessati
Le limitazioni alla circolazione veicolare rappresentano uno dei pilastri delle misure antismog adottate sul territorio piemontese. Nel periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 aprile di ogni anno, un totale di 76 comuni, tra cui Torino, Novara, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo e Vercelli, attuano misure coordinate per contenere l'accumulo di inquinanti. Queste limitazioni si suddividono in permanenti e temporanee:
- Restrizioni permanenti: Blocco totale, tutti i giorni dell'anno e in tutte le fasce orarie, per veicoli diesel e benzina fino a Euro 2, GPL e metano Euro 0 e 1, ciclomotori e motocicli Euro 0 e 1.
- Limitazioni stagionali: Dal lunedì al venerdì, tra le 8:30 e le 18:30, anche diesel Euro 3 e Euro 4 (autovetture, veicoli per il trasporto persone e merci) sono soggetti a blocco.
- Misure temporanee attivate da allerte ambientali: Quando i valori di PM10 superano le soglie previste, si attivano i cosiddetti livelli arancione e rosso. In scenario arancione le restrizioni si ampliano includendo anche i sabati e i festivi, con fermi per diesel Euro 3 e 4 e limiti parziali ai diesel Euro 5. Nel caso di livello rosso, i diesel Euro 5 vengono fermati in orari specifici per il trasporto sia di persone che di merci.
Il meccanismo delle limitazioni si fonda su un approccio che distingue tra misure strutturali e reattive, permettendo così di intervenire solo quando le condizioni atmosferiche peggiorano in modo significativo. Queste regolamentazioni sono accompagnate da campagne capillari di informazione e da controlli su strada, con sanzioni amministrative per chi viola le disposizioni vigenti.
Il sistema di allerta e il ruolo di ARPA Piemonte: il semaforo antismog
La gestione in tempo reale delle emergenze ambientali è affidata all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Piemonte). Grazie a una fitta rete di monitoraggio, la qualità dell'aria viene valutata attraverso parametri chiave come PM10, PM2.5, biossido di azoto e ozono. Il cuore comunicativo del piano è rappresentato dal cosiddetto semaforo antismog, che identifica il grado di criticità e determina l'attivazione automatica delle relative restrizioni:
- Livello zero: Applicazione delle sole misure strutturali.
- Livello arancione: Superamento dei valori limite per almeno due giorni, blocco esteso a diesel Euro 5 per alcune categorie.
- Livello rosso: Criticità su almeno il 90% della popolazione delle aree coinvolte, fermi totali per classi di veicoli più recenti.
I bollettini del protocollo vengono pubblicati
tre volte a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì), sia sul sito istituzionale sia tramite app dedicate, garantendo la massima trasparenza e accessibilità dei dati ai cittadini. L'aggiornamento regolare consente a utenti e amministrazioni di adeguare i comportamenti secondo l'evolversi delle condizioni ambientali.
Le deroghe e il sistema Move-In: chi può circolare e come funziona
Le direttive regionali prevedono una serie di deroghe mirate per garantire esigenze di pubblica utilità e rispetto dei diritti fondamentali:
- Veicoli elettrici, ibridi, a metano o GPL (Euro 2 e successivi), micromobilità elettrica; autobus e mezzi pubblici con filtri di particolato.
- Mezzi di soccorso, forze dell'ordine, protezione civile, pronto intervento sanitario.
- Veicoli per trasporto di persone con disabilità, con apposito contrassegno.
- Autovetture di lavoratori turnisti o in servizio sanitario domiciliare in assenza di alternative pubbliche compatibili.
Accanto alle esenzioni tradizionali, è operativo il
sistema Move-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti): attraverso una black-box installata sul veicolo, si monitora il chilometraggio annuale consentito in base alla classe ambientale. I possessori di mezzi più impattanti possono così circolare entro un tetto massimo di chilometri, con un controllo costante tramite app o portale web. In presenza di allerte (livelli arancione o rosso), tuttavia, anche i veicoli Move-In sono soggetti ai blocchi straordinari previsti dal semaforo ARPA.
Il caso dei diesel Euro 5: cosa cambia dal 2026 e le misure alternative
Le previsioni iniziali sullo stop ai diesel Euro 5 sono state modificate dalla Regione a seguito dell'aggiornamento della normativa nazionale. Il blocco, previsto dal 1° ottobre 2026, interesserà esclusivamente le grandi città con oltre 100.000 abitanti (Torino e Novara), salvo l'adozione di misure compensative efficaci. Una task force multidisciplinare, composta da tecnici di ARPA, università e istituzioni locali, ha il compito di individuare soluzioni flessibili in grado di ridurre le emissioni nocive di almeno 500-700 tonnellate di ossidi di azoto e 40-70 tonnellate di PM10 ogni anno.
Le azioni attualmente all'esame comprendono:
- Implementazione dei biocarburanti per una riduzione delle emissioni fino al 30% senza necessità di sostituire i veicoli esistenti.
- Ottimizzazione della gestione del traffico urbano con interventi tecnologici avanzati, riduzione degli ingorghi e minore produzione di smog.
- Incentivi all'uso del trasporto pubblico e potenziamento dei titoli agevolati per studenti e categorie a basso reddito.
Queste misure vengono monitorate dall'ARPA e dagli atenei piemontesi tramite specifiche sperimentazioni, con l'obiettivo di garantire la qualità dell'aria senza gravare eccessivamente sulle famiglie e sui lavoratori.
Incentivi a trasporto pubblico, biciclette e smart working
Per favorire la mobilità sostenibile sono stati stanziati finanziamenti consistenti dedicati sia al trasporto collettivo, che a forme alternative di spostamento. Sono previsti:
- La Tessera dello Studente: viaggi gratuiti su autobus, tram, treni e metropolitana per oltre 107.000 universitari under 26 nelle città capoluogo soggette a maggiori criticità ambientali.
- Bonus TPL: lo sconto sull'abbonamento annuale ai servizi di trasporto pubblico cresce da 100 a 150 euro all'anno ed è accessibile anche ai proprietari di auto diesel Euro 6.
- Incentivi a favore della ciclabilità, con programmi regionali per l'acquisto di biciclette (anche elettriche) e lo sviluppo di piste ciclabili sicure.
- Sostegno al lavoro da remoto (smart working), valorizzando la riduzione della mobilità nei giorni critici e diminuendo le emissioni provenienti dal pendolarismo urbano e interurbano.
Questi strumenti sostengono l'equilibrio tra esigenze sociali ed ecologiche, promuovendo abitudini virtuose e alleggerendo la pressione sulle reti di traffico nei periodi più delicati.
Innovazione e nuove tecnologie per la qualità dell’aria in Piemonte
All'interno del piano di miglioramento della qualità dell'aria, la componente tecnologica riveste un ruolo chiave. Sono già in fase di sperimentazione:
- Cubi filtranti modulari alimentati da energie rinnovabili, efficaci nell'abbattimento di polveri e ossidi di azoto nelle immediate vicinanze di scuole, ospedali e incroci ad alta intensità di traffico.
- Sistemi di nebulizzazione d'acqua in grado di favorire l'abbattimento del particolato.
- Materiali fotocatalitici posizionati su superfici urbane per decomporsi degli ossidi di azoto sfruttando la luce solare.
- Autostrade intelligenti con gestione dinamica dei limiti di velocità grazie all'analisi in tempo reale dei flussi veicolari.
- Kit di ibridazione per motori diesel, una soluzione già testata su veicoli Euro 4 e 5 e flotte operative, pensata per ridurre consumi e emissioni senza la necessità di rottamazione.
Queste innovazioni sono oggetto di collaborazione tra Regione, università e centri di ricerca e saranno progressivamente estese nei prossimi anni.
Misure di regolamentazione: riscaldamento, biomasse e comportamenti sostenibili
L'attenzione della normativa piemontese si estende anche all'uso degli impianti di riscaldamento e alle pratiche civili e agricole:
- Divieto di utilizzo di generatori a biomassa legnosa domestica che non raggiungano almeno le prestazioni ambientali della classe “4 stelle” (in presenza di altri sistemi di riscaldamento).
- Obbligo di utilizzare pellet certificato di qualità (UNI EN ISO 17225-2 classe A1).
- Limitazione della temperatura massima degli impianti domestici a 19°C, ridotta a 17°C per industrie e attività artigianali.
- Chiusura obbligatoria delle porte degli esercizi commerciali dotati di impianti di climatizzazione, al fine di ridurre le dispersioni termiche.
- Divieto assoluto di combustioni all'aperto non autorizzate, inclusi falò e fuochi d'artificio, salvo rare eccezioni regolamentate dai Comuni e solo in assenza di provvedimenti emergenziali.
- Obbligo di spegnere il motore dei veicoli in sosta.
Le
pratiche agricole vengono regolate con divieto di spandimento dei reflui zootecnici nei giorni di elevato rischio smog, consentendo deroghe solo per tecniche a basso impatto emissivo. Queste misure, delineate anche da circolari e ordinanze comunali, mirano a integrare cambiamenti effettivi nei comportamenti dei cittadini nella lotta all'inquinamento.