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Borse, obbligazioni, materie prime nel 2026: le previsioni di Black Rock una delle più importanti banche al mondo

di Marcello Tansini pubblicato il
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Nel 2026 i mercati finanziari si trasformeranno tra innovazione, IA, resilienza e nuove strategie di investimento. Dalle azioni alle materie prime, BlackRock analizza rischi, opportunità e scenari per investitori e portafogli diversificati.

Le dinamiche degli investimenti globali nel 2026 sono interessate da un contesto di profonda trasformazione, in cui tecnologia, innovazione e strategie di resilienza ridefiniscono obiettivi e scelte degli investitori. BlackRock, con il suo network internazionale di esperti, individua nuovi equilibri tra rischi e opportunità, offrendo visione e competenza nell'analisi delle tendenze che guideranno le allocazioni di capitale. L'attenzione si concentra su settori emergenti, nuovi strumenti obbligazionari e approcci integrati, strumenti necessari per interpretare la complessità dei mercati finanziari moderni.

Le forze che plasmano i mercati finanziari nel 2026: IA, resilienza e innovazione

Nel 2026 le mega forze che guidano la finanza globale agiscono in parallelo, modificando in modo strutturale sia le prospettive degli investitori sia il funzionamento dei mercati stessi. Intelligenza artificiale (IA), digitalizzazione e impegno verso la sostenibilità ambientale crescono come driver delle principali scelte allocative, con impatti misurabili su tutte le asset class.
Secondo gli analisti BlackRock, il tema dell’IA rappresenta ancora una direttrice fortemente concentrata in termini di investimenti: le società tecnologiche che guidano l’innovazione rappresentano una parte significativa delle aspettative sui futuri ricavi del settore. Tuttavia, tale concentrazione comporta anche la necessità di incrementare la resistenza dei portafogli, trovando un equilibrio tra esposizione alle nuove tecnologie e gestione del rischio.
Un’altra leva centrale è la ricerca di resilienza strategica, che richiede una revisione profonda degli approcci alla diversificazione. Nei mercati odierni, la “neutralità” non esiste più: anche le scelte apparentemente passive richiedono un posizionamento consapevole rispetto ai cambiamenti in atto. L’ascesa di strumenti come il credito privato e le infrastrutture suggerisce che i portafogli dovranno essere sempre più adattabili, capaci di integrare soluzioni alternative nei momenti di volatilità o stagnazione.
Infine, l’innovazione nel settore finanziario rafforza la necessità di una gestione attiva. Le strategie che sfruttano dati avanzati e modelli predittivi elaborati dall’IA incidono ormai su processi di investimento, monitoraggio dei rischi e ottimizzazione delle performance. La capacità di comprendere e anticipare i trend risulta la chiave per affrontare mercati caratterizzati da squilibri ciclici e nuove sfide regolamentari.

Azioni e tematiche emergenti: Intelligenza Artificiale, small e mid cap, e nuove opportunità sui mercati

L’influenza dell’Intelligenza Artificiale continua a essere un motore di performance nei listini azionari, specialmente negli Stati Uniti dove le società tech trainano ricavi e innovazione. Tuttavia, gli esperti ritengono fondamentale un’allocazione selettiva che privilegi aziende e segmenti in grado di intercettare i nuovi trend senza trascurare la gestione dei rischi di concentrazione.
Negli ultimi mesi, cresce l’attenzione verso le small e mid cap, sia grazie al calo dei tassi sia all’aumento di M&A e IPO, elementi che hanno reso tali titoli più attraenti e suscettibili di valorizzazione soprattutto in mercati come quello statunitense ed europeo. Le politiche fiscali e le nuove rotte della manifattura hanno ampliato le opportunità per società legate a industria, energie e servizi innovativi.
Si evidenziano inoltre temi di investimento legati a comparti industriali, materiali, energie rinnovabili e transizione ambientale. Le dinamiche registrate nel 2025 suggeriscono che la gestione attiva si rivela sempre più efficace rispetto all’esposizione passiva agli indici, soprattutto in un contesto in cui la selezione tematica permette di individuare aziende con modelli di crescita duratura.
Per chi desidera ampliare la diversificazione, rimangono interessanti i mercati di frontiera e le aree emergenti, opportunità soprattutto per gli investitori alla ricerca di rendimenti decorrelati rispetto ai grandi listini mondiali.

Obbligazioni, credito privato e BTP Valore: strategie e prospettive future

La ricerca di rendimento nei segmenti obbligazionari ha posto le basi per una stagione di innovazione nei portafogli e, parallelamente, spinto a rivalutare il ruolo giocato dal rischio di tasso e dal credito. Il credito privato emerge nell’analisi BlackRock come un elemento strategico capace di fornire flussi idiosincratici e strumenti efficaci per rafforzare la resilienza patrimoniale.
La crescente popolarità di strumenti come il BTP Valore riflette la richiesta di soluzioni stabili per la gestione della liquidità, ma va integrata in una visione che tenga conto della minore protezione garantita dai diversificatori obbligazionari tradizionali. La minore efficacia delle obbligazioni a lunga scadenza come scudo nei periodi di turbolenza richiede strategie di gestione attiva e la capacità di valutare rischio e duration sugli orizzonti più brevi.
Un segmento con potenziale di crescita riguarda l’asset-based financing, che consente un approccio flessibile in risposta alle nuove esigenze di finanziamento delle imprese.
Secondo le analisi di settore, tra le direttrici più rilevanti si segnalano:

  • Incremento del credito high grade privato come alternativa ai tradizionali corporate bond
  • Sviluppo di nuove tipologie di fondi semiliquidi e strutture evergreen che facilitano l’accesso anche per investitori meno istituzionali
  • Maggiore domanda di strumenti ad alto rendimento ma con politiche di gestione del rischio più rigorose
Questo approccio, unito a una selezione qualitativa degli emittenti, offre opportunità di rendimento decorrelate dai mercati pubblici, mantenendo alta la flessibilità dei portafogli rispetto all’evoluzione dei tassi e dei contesti macro.

Materie prime e infrastrutture: investire tra mega trend e transizione

Le materie prime e il settore infrastrutturale sono direttamente influenzati dalle sfide globali di digitalizzazione, transizione energetica e sicurezza degli approvvigionamenti. Gli investimenti in asset reali si confermano strumenti per diversificare efficacemente i portafogli e cogliere i benefici dei megatrend.
Nel corso del 2026, si prevede una domanda sostenuta da due direttrici principali:

  • La spinta alla transizione energetica, che necessita di ingenti capitali per la produzione e la distribuzione di energie rinnovabili, includendo anche i principali metalli e materiali necessari all’elettrificazione
  • La rapida crescita della digitalizzazione, che crea necessità di nuove infrastrutture digitali, tra cui data center e reti di trasmissione altamente performanti
Oltre all’energia e al digitale, i cambiamenti demografici e la crescente urbanizzazione generano nuove opportunità nei settori logistici e immobiliari collegati.
Le strategie adottate mirano ad acquisire esposizione a strumenti sia diretti sia indiretti su materie prime industriali, energia pulita e infrastrutture private, mantenendo il controllo dei rischi di volatilità tipici di questi mercati. In questo contesto, la collaborazione tra operatori pubblici e privati, unita all’adozione di nuove tecnologie, rappresenta un ulteriore fattore di crescita nel lungo periodo.

Mercati privati e real estate: il ruolo nella diversificazione e nella crescita del portafoglio

I mercati privati attraversano una fase di forte espansione, anche grazie all’innovazione normativa e alla crescente trasparenza dei dati. La capacità di accedere a queste asset class non è più appannaggio dei soli investitori istituzionali, ma interessa una platea sempre più ampia di wealth e investitori previdenziali.
Sulla base delle valutazioni BlackRock, l’ampliamento della base investitori e l’integrazione con strumenti evergreen rendono i mercati privati sempre più integrati con quelli pubblici, consentendo di impostare un portafoglio “whole portfolio” capace di bilanciare allocazioni tradizionali con esposizioni alternative.
Nel real estate, il ciclo iniziato nel 2026 è caratterizzato dalla spinta di comparti come residenziale, logistica e specializzati – i data center, laboratori di scienze della vita, centri per l’infanzia – segnalando una polarizzazione delle opportunità che richiede profonda competenza sia nella selezione geografica sia nella valutazione delle strategie di liquidità.
Un elemento emergente è la maturazione del mercato secondario, ora diventato canale centrale per gestire la liquidità e ottimizzare i ritorni, insieme alla crescita dei co-investimenti in operazioni di private equity.
Questo processo di evoluzione rende necessaria una forte attenzione alle correlazioni tra asset class e alla comprensione dei profili rischio/rendimento per costruire portafogli resilienti ed efficienti.

La gestione attiva e la ricerca di resilienza nei portafogli integrati

L’approccio integrato alla costruzione del portafoglio, che mette insieme asset pubblici e privati, è ormai considerato uno degli strumenti più efficaci per affrontare scenari caratterizzati da volatilità e asimmetria nei rendimenti. La combinazione di asset decorrelati, insieme a strategie diversificate, riduce il rischio complessivo e migliora la resilienza, come sottolineato dalle ricerche più recenti.
La gestione attiva assume un ruolo centrale in questo quadro, poiché permette di reagire rapidamente a cambiamenti nei mercati e di sfruttare opportunità idiosincratiche non disponibili su strumenti passivi. Tecniche come la selezione titoli su base fondamentale, l’analisi quantitativa e l’accesso a fonti di rendimento alternative sono ormai integrate nei processi decisionali delle principali società di investimento.
Un ulteriore vantaggio della gestione attiva risiede nella possibilità di adattare la liquidità del portafoglio rispetto alle evoluzioni regolamentari e alle dinamiche macro, valorizzando i benefici della diversificazione anche in contesti di mercato stressato. Gli investitori possono quindi migliorare la stabilità dei portafogli puntando su un mix adeguato di asset liquidi, strumenti privati e selezione geografica.

Prospettive per gli investitori europei e scenari bancari

Per chi investe in Europa nel 2026, lo scenario è caratterizzato da cambiamenti strutturali, una maggiore attenzione alla resilienza strategica e all’innovazione trainata dall’IA e dalla transizione energetica. Le analisi del settore evidenziano interessante potenziale di crescita negli asset europei, inclusi sia comparti industriali che titoli legati ai consumi.
Un elemento rilevante è la solidità mostrata dal comparto bancario europeo: il margine d’interesse netto rimane consistente, le commissioni e l’operatività di mercato registrano numeri positivi, e la qualità degli attivi continua a essere sostenuta da livelli di capitale record. Le pipeline operative forniscono segnali di dinamismo per l’intero 2026, nonostante la prudenza richiesta dalle condizioni geopolitiche.
In Italia, la riscoperta di titoli small e mid cap e il successo di strumenti come il BTP Valore mostrano come la diversificazione stia diventando la linea guida per gli investitori alla ricerca di rendimenti stabili e di portafogli più solidi.

In sintesi...BlackRock e le strategie per affrontare il 2026 nei mercati

L’analisi delle principali tendenze finanziarie per il 2026 suggerisce che la gestione attiva, la diversificazione e l’integrazione tra pubblico e privato rappresentano le leve strategiche per chi intende affrontare il nuovo scenario con metodologia e competenza. L’orientamento verso l’innovazione tecnologica, l’apertura ai mercati privati e l’adozione di logiche di resilienza si dimostrano adeguati per far fronte sia alle sfide sia alle opportunità che i mercati offriranno.
Le previsioni per l’anno in corso mostrano il potenziale dei portafogli costruiti su equilibrio e adattabilità, sottolineando quanto sia centrale la conoscenza delle dinamiche di rischio e la selezione strategica delle asset class. L’esperienza maturata dai gestori e i segnali che emergono dalle asset allocation suggeriscono una sempre più stretta relazione tra innovazione, gestione consapevole e protezione del capitale nel medio-lungo termine.



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