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Piano casa, a che punto siamo a livello nazionale e regionale mentre in Spagna vanno in piazza

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di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il

Qual è lo stato dell'attuazione del Piano casa in Italia, risorse e regioni che si muovono (Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia). Intanto in Spagna le piazze chiedono lo sciopero generale per la casa.

L'emergenza abitativa non è più un tema da addetti ai lavori. Affitti in crescita, stipendi fermi e graduatorie popolari che si allungano hanno portato la questione casa al centro dell'agenda politica, in Italia come in Europa. Mentre a Roma si lavora per rendere operativo il Piano casa, a Madrid centinaia di migliaia di persone, secondo gli organizzatori, sono scese in strada. Il confronto aiuta a capire quanto sia urgente passare dagli annunci ai cantieri.

Il Piano casa nazionale: dove siamo davvero

Il Piano casa Italia è entrato nella fase attuativa con il decreto legge 66/2026, in vigore dall'8 maggio 2026, che punta a rendere disponibili oltre 100mila nuove abitazioni a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni e a ristrutturare circa 600mila appartamenti. Il provvedimento è poi diventato legge: il Senato ha dato il via libera definitivo senza modifiche al testo della Camera, con voto di fiducia e 106 sì, mentre tutte le opposizioni hanno votato contro. La legge di conversione è la 116/2026. 

Il piano poggia su tre pilastri. Il primo riguarda il recupero delle case popolari: un programma straordinario con dotazione di 970 milioni di euro, erogati tramite Invitalia, affidato a un Commissario straordinario operativo fino al 31 dicembre 2027. L'obiettivo è avviare ristrutturazioni e manutenzioni su 60mila alloggi di edilizia pubblica con procedure accelerate. Il secondo pilastro è l'housing sociale e l'edilizia convenzionata, con il coinvolgimento dei privati: il decreto stanzia 10 miliardi per immobili destinati a giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede, separati e persone che non reggono i prezzi di mercato pur non avendo un Isee basso. Il terzo comprende le misure di accesso, tra cui il Fondo di garanzia per la prima casa e un fondo contro la morosità incolpevole, con 22 milioni di euro per il 2026 e 2 milioni per il 2027. 

I nodi ancora aperti e il rapporto con le Regioni

A distanza di mesi dal via libera, la partita sul Piano Casa si gioca sui tempi. Il commissario deve ancora individuare gli alloggi su cui intervenire, gli enti attuatori (ex Iacp e Invitalia) devono tradurre le risorse in gare e lavori, e la cabina di monitoraggio con Governo, Regioni e Comuni dovrà evitare sovrapposizioni. Il quadro, del resto, è pesante: gli alloggi inagibili sono 63.370 su oltre 800mila case popolari totali, mentre le famiglie in lista d'attesa per una casa popolare superano le 650.000. Ogni mese di ritardo pesa su queste persone. 

La competenza in materia di casa è largamente regionale, e questo spiega gran parte delle tensioni. Quando il piano è arrivato in Conferenza delle Regioni, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Provincia autonoma di Bolzano e Sardegna hanno espresso esplicitamente contrarietà. Il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga, ha chiesto il rinvio del parere. Nel mirino c'erano i poteri del commissario, giudicati invasivi rispetto alle competenze degli enti locali, e la mancanza di fondi per affitti e morosità incolpevole.

Questo non ha impedito a molte amministrazioni di muoversi da sole, con strumenti propri. Ecco la situazione nelle regioni più avanti:

Emilia Romagna: 300 milioni per 3.500 alloggi

L'Emilia Romagna ha costruito un proprio Piano casa regionale. Il programma punta a recuperare fino a 3.500 alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale entro la legislatura, con la regia del presidente Michele de Pascale e dell'assessore alle Politiche abitative Giovanni Paglia. Il finanziamento è un mix di risorse pubbliche e credito europeo: 100 milioni arrivano da Regione e fondi strutturali europei, a cui si aggiungono 200 milioni di finanziamento BEI a lungo termine. La risposta del territorio è stata alta: nella prima fase le manifestazioni di interesse di Comuni e Aziende casa sono state 1.474, a fronte di quasi 30mila domande Erp in attesa. Per gli alloggi sociali è previsto un affitto medio di circa 350 euro al mese, con Isee tra 8mila e 35mila euro. Una prima linea riguarda il recupero rapido di 1.094 alloggi Erp sfitti, con circa 52 milioni di euro, da concludere entro il 2027. 

Lombardia: housing sociale e Aler

La Lombardia è la regione che per prima si è mossa dopo il varo nazionale. L'assessore alla Casa Paolo Franco ha annunciato 96 milioni di euro per un bando di housing sociale rivolto a imprese, cooperative, Comuni, Aler ed enti religiosi, per rendere disponibili circa 2.500 abitazioni a costi inferiori al mercato. La misura si somma a un bando da 18,5 milioni avviato nel 2024, che mette a disposizione circa 450 abitazioni a canone calmierato. Sul fronte pubblico, a maggio la Regione ha varato 56,3 milioni di euro in due provvedimenti per riqualificare il patrimonio Erp, con circa 1.700 alloggi popolari da ristrutturare. Il fabbisogno è enorme: secondo i dati Federcasa, in Lombardia quasi 19mila alloggi sono da recuperare, di cui 13mila solo a Milano. 

Friuli Venezia Giulia: nuova legge sull'abitare

Il Friuli Venezia Giulia ha scelto la strada del recupero degli alloggi sfitti e della riforma normativa. La riforma regionale delle politiche abitative, attesa da quasi dieci anni, introduce una programmazione annuale al posto di quella triennale e un ruolo più forte per le Ater. L'assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante ricorda che dal 2019 al 2026 sono stati destinati alle Ater 270 milioni di euro. Per il 2026 la Giunta ha destinato 10 milioni all'edilizia sovvenzionata, per recuperare circa 250 alloggi attualmente non disponibili, in un piano da 55 milioni nel triennio. Sul fronte privato, sono 770 le domande finanziabili per il recupero del patrimonio edilizio privato, con l'obiettivo di rimettere sul mercato quasi mille alloggi, circa la metà a canone calmierato. 

Le altre regioni

Il quadro è a macchia di leopardo. Secondo le analisi di settore, dopo la Lombardia sono in pole position Emilia Romagna e Valle d'Aosta. Altre Regioni, comprese quelle del Sud dove l'emergenza dei soli alloggi inagibili pesa molto, hanno programmi più lenti o ancora in fase di definizione. Il rischio concreto è un'Italia a due velocità, con territori che trasformano in cantieri le risorse disponibili e altri che restano fermi alle graduatorie. 

Cosa succede in Spagna: la casa scende in piazza

Intanto a Madrid la crisi abitativa è diventata un fatto di piazza. Il Sindacato degli inquilini ha convocato manifestazioni in circa cinquanta città, dopo la bocciatura dei decreti governativi sulla casa da parte del Congresso. A Madrid, sabato 3 ottobre, hanno sfilato 70mila persone secondo la prefettura, oltre mezzo milione secondo il sindacato. Una forbice enorme tra le due stime, ma la sostanza politica non cambia: la mobilitazione è imponente. 

La scintilla è stata lo sfratto di Maricarmen, un'anziana di 87 anni, avvenuto lo scorso 23 settembre. Da allora il Sindacato degli inquilini ha guidato le proteste, e quella di sabato è stata la seconda manifestazione di massa per il diritto alla casa in appena sette giorni. I decreti bocciati prevedevano, tra l'altro, la proroga delle tutele contro gli sfratti per gli inquilini vulnerabili e il rinnovo automatico dei contratti di affitto esistenti. 

Va precisato che il governo spagnolo ha deciso la sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili fino al 2030. Una misura che, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe dare una tutela di fondo, ma che non ha placato la piazza. Gli organizzatori chiedono lo sciopero generale per la casa: la portavoce Valeria Racu ha dichiarato che la strada è chiara ed è lo sciopero generale, aggiungendo che il sindacato è in contatto con le sigle maggioritarie per organizzarlo. Non sono mancate le tensioni, con scontri con la polizia a Valencia. 

Perché la Spagna interessa anche all'Italia

Il caso spagnolo è un campanello d'allarme per chi governa e per chi investe nel settore. Mostra che quando l'accesso all'abitazione diventa un problema trasversale, che colpisce lavoratori regolari, anziani e giovani, il conflitto sociale può esplodere in tempi rapidi. In Italia le condizioni di fondo sono simili: affitti elevati nelle grandi città, offerta pubblica insufficiente, patrimonio popolare in parte inutilizzabile e redditi medi esclusi sia dall'edilizia sociale sia dal mercato libero.

La differenza è che in Italia la risposta è stata finora soprattutto di impianto: leggi, fondi, commissari. Ora serve la fase che i cittadini vedono davvero, quella dei cantieri aperti e delle chiavi consegnate. Gli esempi regionali mostrano che è possibile, soprattutto dove si è puntato sul recupero dell'esistente e sul coinvolgimento dei Comuni e delle aziende casa.

Le prossime tappe 

Nelle prossime settimane conviene seguire alcuni passaggi chiave del Piano casa:

  • la ricognizione dei fabbisogni del commissario e l'elenco degli alloggi da recuperare;
  • l'apertura dei bandi Invitalia e la ripartizione delle risorse agli enti attuatori;
  • il confronto tra Governo e Regioni nella cabina di monitoraggio;
  • l'avanzamento dei piani regionali di Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia;
  • le misure su affitti e morosità incolpevole, richieste dalle Regioni e dai sindacati degli inquilini.
Il Piano casa italiano ha superato la fase legislativa ed è ora nelle mani di commissario, Invitalia ed enti gestori. Le Regioni più dinamiche, Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, hanno già programmi finanziati e bandi in corso. Restano però ritardi, polemiche politiche e un divario territoriale che rischia di ampliarsi. Dalla Spagna arriva un avvertimento chiaro: quando la casa diventa un'emergenza percepita come ingiustizia, la pazienza dei cittadini si esaurisce in fretta.


Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...