Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Porta una Fiat Panda in officina perché non parte: il meccanico per spiegargli il guasto gli manda un video choc

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il
Porta una Fiat Panda in officina perché non parte: il meccanico per spiegargli il guasto gli manda un video choc

Un guasto che blocca l’auto senza preavviso, un video girato sotto il cofano e una causa che sorprende: perché succede, quanto può costare e cosa fare per proteggere il motore prima che sia tardi

Una Fiat che non si accende, un sollevatore e un telefono acceso sul sottoscocca: il video che un meccanico ha mandato a un cliente per spiegargli il guasto ha fatto il giro dei social. Dentro il vano motore, tra tubi e cavi, c’era un topo rimasto intrappolato, così carbonizzato da non essere riconoscibile. Dietro la scena che impressiona c’è un problema molto concreto e molto diffuso: i roditori che entrano nelle auto e rosicchiano ciò che trovano. Ecco che cosa mostra il video, perché succede, quanto può costare e che cosa si può fare per evitarlo.

Il video: un topo tra i tubi e i cavi del motore

La storia è stata rilanciata a fine febbraio 2026 e riprende un video condiviso sui social l’11 febbraio, da un account in spagnolo. Il meccanico non viene nominato e non è indicato il Paese: l’origine spagnola è probabile, ma non è confermata. Non è indicato nemmeno il modello della Fiat, né il nome del cliente.

Quello che si sa è questo. Il proprietario aveva portato l’auto in officina perché non partiva, secondo il messaggio che accompagna il video. Il meccanico l’ha sollevata sul ponte per controllare la parte inferiore e ha trovato il responsabile: un topo rimasto tra i tubi e i cablaggi del motore. Il colore dell’animale non era più distinguibile. Secondo chi ha raccontato la vicenda il roditore sarebbe stato carbonizzato, probabilmente a causa di una scarica elettrica, in una zona in cui non avrebbe dovuto trovarsi. Si tratta di un’ipotesi, non di una perizia, e non ci sono cifre sul costo della riparazione.

Chi ha pubblicato la storia avverte che le immagini sono forti e non adatte a tutti. Più che la crudezza, però, colpisce la causa: un’auto ferma non per un guasto meccanico o per una batteria scarica, ma perché un animale ha trovato riparo dove non doveva.

Perché i roditori entrano nel vano motore

Non è un caso isolato. Topi e martore cercano un rifugio caldo e riparato, spesso per costruire un nido. Le martore, secondo alcune guide, hanno perso in parte la paura dell’uomo e, una volta insediate, sono difficili da allontanare. Il vano motore, dopo una giornata di strada, resta tiepido per ore: per un animale piccolo, d’inverno, è un posto ideale.

I luoghi più a rischio sono le auto parcheggiate in strada, nei garage a più piani e nelle zone rurali. Altri fattori sono gli spazi bui e stretti, gli accessi facili da fessure della carrozzeria e le vetture ferme per lungo tempo.

C’è poi la questione dei cavi. I roditori hanno denti che crescono in continuazione, quindi hanno bisogno di rosicchiare. Secondo una guida, i cablaggi moderni avrebbero un rivestimento a base di soia, il cui odore stimolerebbe l’istinto: lo studio viene attribuito a Honda, ma è una sola fonte e non l’ho verificata, per cui va presa con cautela.

Quali danni può fare e quanto può costare

Il caso del video è estremo, ma i danni tipici sono ben documentati: fili elettrici rosicchiati, che possono impedire l’avvio, tubi del refrigerante danneggiati, rivestimenti insonorizzanti graffiati o distrutti, cattivi odori, residui di cibo ed escrementi. I cavi danneggiati comportano anche un rischio di incendio.

Le martore, in particolare, mordono cavi, tubi del raffreddamento e del lavavetri, tappetini isolanti e rivestimenti. Un tubo del refrigerante rotto può far surriscaldare il motore, un tubo di aspirazione rovinato fa perdere potenza e può attivare la modalità di emergenza, un cavo di accensione danneggiato può far funzionare male o spegnere il motore. Finché non c’è una diagnosi precisa, l’auto non andrebbe usata.

Sul costo, le indicazioni sono prudenti: si parla di centinaia di euro per un fascio di cavi danneggiato, se coinvolge le centraline, e di cifre più alte nei casi peggiori. Non esiste una cifra media italiana nelle fonti consultate. Il conto dipende da quanti cavi sono rovinati e da quanto è difficile raggiungerli.

Per quanto riguarda l’assicurazione, in Svizzera la responsabilità civile obbligatoria non copre questi danni, mentre la casco, parziale o totale, copre i morsi di martora o di altri roditori, compresi i danni indiretti. In Italia le condizioni cambiano da compagnia a compagnia, quindi la clausola va verificata sul proprio contratto. In generale la copertura va richiesta esplicitamente e serve una perizia che confermi la causa.

Il video del meccanico, da questo punto di vista, ha anche un valore pratico. Chiedere in officina foto o filmati del danno aiuta a capire che cosa è stato rovinato e a non pagare lavori che non servono. Se c’è una copertura assicurativa, la documentazione diventa preziosa: le indicazioni raccomandano di fotografare i danni e di avere una perizia che confermi la causa. È un consiglio di buon senso, che nasce da queste raccomandazioni e non da una regola scritta.

Cosa fare se si sospetta un roditore e come prevenirlo

Se l’auto non parte senza un motivo evidente, o compaiono spie insolite, rumori o cattivi odori dal vano motore, il primo consiglio ricorrente è di non insistere con l’accensione. Conviene fotografare i danni, per la compagnia assicurativa, rivolgersi a un elettrauto, denunciare subito il danno e non toccare nulla fino all’arrivo del perito.

I segnali da non sottovalutare sono sistemi elettrici che funzionano a intermittenza, spie che si accendono senza motivo, escrementi, segni di denti su cavi e plastiche e materiali da nido sotto il cofano. Un’occhiata con una torcia, ogni tanto, costa poco e può evitare una brutta sorpresa.

Sulla prevenzione le guide offrono molte idee, ma non tutte con lo stesso peso. La soluzione più solida indicata è la protezione dei cavi con tubo corrugato di spessore elevato, montato da un’officina, in materiale certificato contro il fuoco e lontano dalle parti calde. Altri suggeriscono tubi rigidi flessibili, una griglia metallica sotto il paraurti e l’isolamento del vano motore; lavare il motore, se si sospettano morsi, aiuta a eliminare l’odore che attira altri animali, ma è un’operazione delicata per le parti elettriche.

Per i repellenti c’è scetticismo: spray e prodotti chimici servono soprattutto a pulire, i dissuasori a ultrasuoni hanno un effetto che si esaurisce perché gli animali si abituano, e i modelli non omologati possono essere dannosi. Tra i rimedi naturali si citano i peli di animali domestici e specifici spray, mentre il cofano aperto è considerato un’ultima risorsa, non consigliata. Le regole di buon senso restano quelle di tenere l’auto pulita, evitare di parcheggiare a lungo vicino a terreni, giardini o vegetazione fitta e non lasciare cibo o cereali in garage.

Va segnalata una contraddizione: una guida consiglia di parcheggiare sempre nello stesso posto, un’altra di evitarlo. Nessuna delle due è dimostrata, quindi conviene non farne una regola.

In sintesi, il video del meccanico è una scena che impressiona, ma l’indicazione pratica è semplice: se l’auto non parte e il parcheggio è all’aperto, vale la pena far controllare anche il vano motore prima di pensare alla batteria o a guasti più costosi.






Leggi anche

Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...