Il leggendario Mitsubishi Pajero si prepara a un ritorno nel 2026, tra storia, evoluzione e innovazione. Un'icona che si rinnova: anticipazioni su design, motori, tecnologia e il suo ruolo nel futuro dei fuoristrada.
Il panorama degli sport utility vehicle si prepara ad accogliere un grande protagonista: il celebre fuoristrada di casa giapponese è pronto a riaffacciarsi sul mercato. Negli ultimi mesi, speculazioni e indiscrezioni si sono rincorse, ma ora dal Giappone arrivano segnali chiari: il marchio dei "tre diamanti" conferma le sue intenzioni di riportare sulle strade uno dei suoi veicoli più iconici.
Il ritorno di una leggenda rappresenta per molti appassionati, e non solo per gli amanti dell’off-road, un evento dal forte valore storico. La nuova generazione sarà chiamata a bilanciare i leggendari punti di forza che hanno fatto grande il modello, con le esigenze di sostenibilità e innovazione tecnologica richieste oggi. Fra rispetto della tradizione e sguardo rivolto al futuro, la reinterpretazione moderna di un nome leggendario accende l’attesa.
Svelata al pubblico all’inizio degli anni ‘80, la Pajero nasce come autentica fuoristrada concepita per resistere alle condizioni più difficili.
Dalla sua presentazione al Salone di Tokyo nel 1981, segue da vicino una filosofia progettuale improntata sulla robustezza: longheroni, sospensioni indipendenti, servosterzo e trazione integrale. Il debutto commerciale nel 1982 segna l’inizio di una carriera capace di attraversare quattro generazioni e di vendere oltre 3 milioni di esemplari.
L’evoluzione tecnica e il contributo sportivo sono altrettanti elementi della sua identità. Famosa per il sistema "Super Select 4WD" introdotto nel 1991, questa soluzione offre versatilità fuori e dentro l’asfalto e si traduce in un successo globale, grazie anche alle vittorie nei rally più duri del pianeta, inclusa la Dakar – dodici titoli dal 1984 al 2007 sono testimonianza di un’eredità sportiva senza eguali.
Negli anni, le successive generazioni hanno saputo adattarsi alle richieste di comfort, sicurezza e tecnologia, pur lasciando intatta la vocazione per l’off-road vero. Il modello, compreso nella variante "Pinin" sviluppata da Pininfarina, diventa un riferimento anche per chi cercava compattezza e trazione integrale in formato cittadino.
Dopo un periodo di graduale ritiro dai mercati europei (ultimo modello nel 2018) e la fine della produzione globale nel 2021, molti hanno rimpianto la perdita di un punto di riferimento tra i fuoristrada autentici. La domanda di una rinascita non si è mai spenta.
L’attesa è finita: il presidente Takao Kato ha confermato pubblicamente, durante il Tokyo Auto Salon, l’arrivo nel 2026 di un nuovo SUV a telaio separato che farà rivivere lo spirito della Pajero.
Il cammino verso il lancio è iniziato con teaser e foto spia che mostrano una silhouette fedele all’impostazione storica, ma aggiornata secondo i canoni estetici moderni. La comunicazione ufficiale è supportata da una strategia di anteprime studiate per riaccendere interesse e stimolare, al tempo stesso, il dibattito tra addetti ai lavori e semplici appassionati.
Il nuovo modello nasce da un progetto interamente sviluppato da Mitsubishi, senza alcuna collaborazione tecnica con Nissan o Renault, pur facendo leva sull’esperienza acquisita dal pick-up Triton, dal quale deriverà la piattaforma. Fonti interne e numerosi media confermano che l’obiettivo è quello di recuperare le caratteristiche strutturali e dinamiche che hanno decretato il successo delle prime generazioni.
L’effettiva data di presentazione e i dettagli completi saranno comunicati nei prossimi mesi, ma tutto lascia intendere che il ritorno sulle strade avverrà entro la fine dell’anno previsto – una rinascita tanto attesa quanto significativa per i valori identitari Mitsubishi.
Le immagini teaser e le prime indiscrezioni offrono alcuni spunti interessanti sulle scelte stilistiche.
L’identità visiva rimane incentrata su forme squadrate, proporzioni imponenti e dettagli che richiamano esplicitamente la storia: frontale monumentale, cofano alto, fari anteriori verticali con firma LED a "L" e una coda verticale che richiama gli esemplari degli anni Novanta.
Elementi ereditati dal passato convivono con spunti contemporanei sviluppati sulla base dei moderni concept. L’estetica del nuovo veicolo si inserisce così a metà strada tra il puro fuoristrada (protezioni sottoscocca, grandi superfici vetrate, passaruota pronunciati) e la raffinatezza richiesta dal pubblico attuale (finiture sofisticate, luci diurne, particolari high-tech).
Secondo fonti citate dalla stampa specializzata, i richiami al concept Destinator e la somiglianza con l’attuale Nissan Patrol sono volutamente sottolineati, mentre la base resta quella robusta e funzionale del nuovo Triton. Un equilibrio che consente al nuovo modello di evocare la tradizione, pur rappresentando una risposta aggiornata alle aspettative di design, comfort e sicurezza di oggi.
Sotto il cofano, la nuova generazione attraversa il punto di incontro tra passato e futuro:
Il nuovo modello si propone come erede autentico dell’identità 4x4. L’adozione del telaio a longheroni, la notevole altezza da terra e le dotazioni tecniche pensate per superare ostacoli impegnativi mantengono vivo il DNA originario.
Gli indizi anticipati dai prototipi e le prime valutazioni delle testate specializzate sottolineano:
Le strategie annunciate fanno presagire un posizionamento nella fascia alta dei SUV a telaio separato, in diretta concorrenza con modelli quali la Toyota Land Cruiser Prado e il Nissan Patrol.
Le stime raccolte dalla stampa giapponese indicano un prezzo di lancio compreso tra 5,5 e 7,5 milioni di yen (circa 35.000–47.000 dollari al cambio attuale), ma le quotazioni per i mercati europei o nordamericani risulteranno sicuramente più elevate, tenendo conto di dazi, dotazioni standard e personalizzazioni.
La sfida sarà giocata non solo sulla qualità costruttiva e sulle capacità fuoristradistiche, ma anche sulla competitività e sull’esclusività in una nicchia in cui i principali rivali adottano listini importanti (si pensi alla Land Cruiser, che parte da 84.000 euro in Italia). Il pubblico di riferimento sarà quindi composto sia da appassionati di off-road in cerca di prestazioni autentiche, sia da clienti attratti dall’esclusività e dal valore storico del modello.
| Concorrente | Range di prezzo |
| Toyota Land Cruiser | da 84.000 euro |
| Mitsubishi Pajero (stimato) | 35.000–47.000 dollari (Giappone) |
| Nissan Patrol | analogo segmento/segmento premium |
La commercializzazione nel Vecchio Continente resta incerta, benché il ritorno del nome rappresenterebbe un evento significativo per il mercato.
L’azienda privilegia storicamente l’Asia Pacifico e il Medio Oriente per i grandi SUV off-road, mentre in Europa la domanda per veicoli di questo tipo è progressivamente diminuita sia per ragioni normative che per le preferenze dei consumatori. Tuttavia, il valore del marchio e la tradizione associata alla Pajero potrebbero motivare l’importazione selettiva – con un posizionamento di nicchia e una maggiore attenzione ai temi dell’efficienza, delle emissioni e dell’elettrificazione.
Nei principali mercati internazionali, sarà la capacità di fornire motorizzazioni aggiornate e dotazioni tecnologiche avanzate a determinare la competitività, in un panorama dominato dalla crescente attenzione alla mobilità sostenibile e dalle sfide logistiche globali.
Mitsubishi valuterà opportunità, vincoli normativi e richieste locali prima di diffondere il modello su larga scala, lasciando tuttavia aperte tutte le prospettive per una presenza destinata agli appassionati e ai fedelissimi.